Thumbnail for supermercati nelle isole più obese del mondo by Nicolò Balini

supermercati nelle isole più obese del mondo

Nicolò Balini

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[0:00]Com'è comunque uscire dal supermercato e ritrovarsi davanti il mare? È proprio tipico dei supermercati che esploreremo oggi. Continua la serie dedicata ai supermercati nel mondo con quelli sperduti nelle isole del Pacifico. che stiamo esplorando durante questo lungo viaggio. I supermercati saranno una scusa non soltanto per dare un'occhiata dentro alla quotidianità degli abitanti, ma anche per parlare di alcuni aspetti che solitamente non vengono toccati quando si pensa ad una vacanza in Polinesia. La regione del mondo alla quale appartengono i paesi con la percentuale di obesità più alta. E ho scoperto come mai queste isole sono così soggette e secondo me il motivo non ve lo aspettate, ne parliamo tra poco dopo il consueto minutino dedicato allo sponsor di oggi. Se non sbaglio, dovrei avervi già parlato di Nord VPN a Singapore. Allora, datemi un attimo che vado a farla in Nuova Zelanda. Però sono ancora in aeroporto, che dobbiamo prendere un altro volo. È il nostro volo, questo qua. Tanti voli, tanti aeroporti, tanti Free Wi-Fi potenzialmente non sicuri. Nord VPN è sempre attivo, sia a casa che all'estero e passa la paura. Quando viaggio mi permette di aggirare le restrizioni connettendomi ad un server italiano o ad uno dei tantissimi disponibili. E anche quando sono a casa è una soluzione super completa per la sicurezza online. Ci sono tante funzionalità che potete attivare e provare per 30 giorni. Se non vi trovate bene, vi rimborsano. Grazie a tutti quelli che daranno un'occhiata al link che trovate qua. Trovate tutte le informazioni e la migliore offerta disponibile del momento, ma soprattutto supportate direttamente il canale, i miei video e i miei viaggi. Mi stanno mangiando le zanzare, buona visione. Saoluafata Supermarket. Bello, questo è proprio il supermarketino del villaggio. Guarda questa mini Nutellina, 220 g, $14.50, che in realtà non sono dollari, sono tala. E bisogna fare più o meno diviso tre, quindi questa mini Nutella, quasi €5. Riso in busta. Cacao in busta, $22, quindi tipo €7 per 1 kg. E poi ci sono delle mini bottigliettine di olio vegetale. Perché sono così piccole? Accanto barattoli di gel per capelli. Vendono anche delle camicie bellissime, però tutte molto grandi. Questa è una 3XL. Da qui in avanti vedrete che le taglie forti sono molto comuni. Carne in scatola, pesce in scatola, tutto in scatola, compresi gli spaghetti. A parte che questa scatoletta mi sembra qui da una vita. E anche con il cibo in scatola non si scherza, tra poco ci arriviamo. Pasta allegra, qualità superiore. La fanno in Texas. Ma queste qui sono le maschere dei tizi di Squid Game? Questo supermercato è bellissimo, poi ti giri e ci sono le backrooms qua dietro. Ma al posto dei Fonzis hanno i Twisties. Prendiamoci una roba tipica da bere. Cosa hanno qua? La Shasta Cola, la Arizona. No, ma noi dobbiamo provare questo qua, Taxi Cool Lime. Dai, questo! Questa qui è proprio una bibita tipica di Samoa. È una delle pochissime cose che abbiamo trovato made in Samoa, perché sulle isole non si produce molto e quel poco non va a finire negli scaffali dei supermercati. Coltivano mango, papaya, banane. Un settore però è importante, è quello della copra. Mai sentita, non sapevo cosa fosse. Si tratta della polpa di cocco essiccata che poi si utilizza, viene esportata e si utilizza per estrarre l'olio di cocco, tipo quello che io metto sui capelli. Proviamo questa Taxi, proprio prodotto di Samoa. Ma è svelto. Proprio fluorescente. Ma è svelto. Questo non è un mio capello, comunque, è un pelone di qualcuno, eh. Allora, posso dire che sa di Lemon Soda, però radioattiva. Comunque quando assaggio queste bibite che magari per noi sono imbevibili, penso sempre che un, in questo caso un Samoano potrebbe avere la stessa reazione se provasse il chinotto o la cedrata o la spuma, perché siamo abituati diversamente. Sull'isola non mancano i supermercati e a quanto pare la catena più popolare è questa qui, si chiama Frankie. Andiamo dentro a curiosare. A quanto pare tutto il latte che si trova nei supermercati viene dall'Australia, quindi importano il latte dall'Australia che adesso è in offerta e costa $4 per 1 l, quindi poco più di €1. Dall'Australia vengono anche queste Weet-Bix, che sono delle barrettone di cereali che servivano anche in hotel a colazione e niente, sono cereali classici in forma di barretta. Nati negli anni 20 sono dei blocchi di cereali compressi, non molto saporiti, popolarissimi nelle colazioni di Australia e Nuova Zelanda. Quindi di conseguenza si sono diffusi anche in queste isole del Pacifico. Anche nella versione che abbassa il colesterolo. Bustoni giganti di cereali, questi sono tipo i loro Coco Pops e te li danno con dentro un cucchiaio brillantinato. Ah, tutti c'hanno il cucchiaio incluso. Bongo. Perché prendere gli Oreo quando puoi prendere i Morio? Queste patatine al formaggio si chiamano Piattos. E vengono dalle Filippine. Sono andato a cercarmi il brand. In un certo senso hanno ripercorso le antiche rotte dei polinesiani che proprio dal sudest asiatico hanno raggiunto le isole più sperdute dell'Oceano Pacifico, arrivando addirittura fino all'Isola di Pasqua. Filma, per favore. Sto filmando. No, filma. Ah! Mamma mia, simpatia. Ma vendono anche le camicie bellissime. Le camicie colorate, le camicie hawaiane, qui le indossano tutti e spesso sono anche l'uniforme, come nel caso di questo supermercato, commessi, camerieri. È proprio richiesto che le indossino, questa cosa mi piace tantissimo, mi sento a casa. Bello questo pigiamino di Shin Chan. Comunque vendono tutte cose random che mi fanno pensare siano tipo boh, forse vestiti usati o comunque recuperati chissà dove. Guarda qua che belle. Cioè, proprio una cosa super tipica. Vorrei prendermene una, possibilmente vintage. Eh, trovarle della mia taglia però non sarà facile. 3XL, 2XL, però XL mi sta. Li vendono anche sfusi i tessuti tipici. Motivi local, però prodotti in Cina. Salviettoni per il mare. Quasi quasi qua mi prendo delle mutande "Uomo". Però anche queste della Carsem Keitn sono molto belle. Perché prendere quelle di Calvin Klein, hanno anche Calien Kelin. Ovviamente c'è un'ampia scelta di cibo in scatola, anche marca Fiamma Vesuviana. Raga, questi sono prodotti in Italia, c'è proprio scritto prodotto in Italia, ma non dice esattamente dove. C'è scritto Halal, scritto in arabo, quindi, secondo me ha fatto, vabbè, a prescindere, ha fatto un lunghissimo viaggio per arrivare qua questa scatoletta. E hanno anche i fagioli neri, fagioli rossi, ma Fiamma Vesuviana. Pieno di ragnatele. Qualcuno l'ha mai sentito questo brand? Sapete dove li fanno? L'azienda Fiamma Vesuviana è di Ottaviano, vicino a Napoli. Ho letto le recensioni e pare che esportino ovunque nel mondo, cioè in Brasile, in Laos e sono arrivati anche a Samoa, incredibile. Pasta sauce della Del Monte, Garlic & Onion, aglio e cipolla. Questa è vera maionese. Spaghetti in scatola. Questi scadranno quando la specie umana avrà già abbandonato il pianeta Terra. Tutte cose a lunghissima conservazione, ideali per le infinite spedizioni via nave. Guarda quanto cibo in scatola. Pollo in scatola, scritto anche in cinese, non dice da dove arriva. Questo qui è made in China. Sardine, prodotto in Cina. Anche questo pollo in scatola non, non dice dove lo fanno, ma è scritto in cinese sopra. È pazzesco, al di fuori della Cina, Samoa è il posto dove ho trovato più cibo fatto in Cina. Questi sono tutti noodles istantanei, questi qui al pollo della Maggi, invece sono prodotti alle isole Fiji. Carne in scatola, anche questa Made in Fiji. Questo qui è il sapone sbiancante che ormai abbiamo trovato in tantissimi paesi. Per lo più africani, cioè me lo ricordo in Etiopia, in Eritrea. La pellicola di plastica è giapponese, credo sia giapponese. Hanno anche gli elettrodomestici. E vendono un letto. Ah, guarda che bello il locale frigo. Fa freddissimo qua dentro, comunque ci sono un po' di surgelati e pochissima frutta e verdura, cioè c'è più varietà di cereali e patatine che di cose fresche e sane. Le uova almeno sono locali. WS è Western Samoa, quindi le Samoa dove siamo noi. Hanno il caffè Boss, il più popolare del Giappone. Bubble tea in lattina. Hanno le bottiglie di Coca-Cola, quelle con i nomi, però i nomi sono Ngo, Lu, Sang, Bao, sembrano più vietnamiti che Samoani. Belle queste palline da tennis. Qui c'è tutto il reparto panetteria con dei gran bei mosconi dentro dove ci sono le ciambelle. Hanno anche dei trancetti di pizza. Pork Cake, $2. Secondo me questa è una cosa tipica. We never rest to bring you the best. Sarebbe da provare. Ma è tipo un Bao, bellissimo, cioè un po' unto, però bello. Assaggiamo questo tipico Bao al maiale Samoano. Beh, non sembra male. È strano. È buono? Ha del potenziale. Ma, il profumo sembra buono. È un po' unto.

[8:38]Ah, ma c'era la carta. Ormai ho mangiato la carta. No! Come avete già notato, nei supermercati vendono un sacco di cibo spazzatura, mai al latte, bibite, snack, ma soprattutto cibo in scatola. Questi sono tutti alimenti che costituiscono la piramide alimentare degli abitanti di queste isole, delle Samoa, delle Cook e non solo. Se andate a vedere le classifiche dei paesi con il più alto tasso di obesità, Samoa e isole Cook figurano tra i paesi più obesi al mondo, superando gli Stati Uniti e anche paesi arabi come l'Arabia Saudita, il Kuwait e il Qatar. Stavo vedendo che parlando di percentuali in Italia siamo attorno al 10-12% di obesi. A Samoa 45-55%, isole Cook si arriva anche al 60-60% superato secondo alcune fonti. Il paese più obeso al mondo è Nauru, altra isola del Pacifico. Altre classifiche invece identificano magari Tonga. Però abbiamo capito la zona, sicuramente non quella della dieta mediterranea. Qui c'è una dieta del Pacifico sostituita, prima era pesce, frutta, cibi più sani della tradizione sostituiti dal cibo importato. Questa cosa è avvenuta dopo l'arrivo degli europei, la motivazione è sia storica che soprattutto geografica e anche dietro la motivazione storica c'è un motivo geografico.

[9:59]Raga, ma che bello è sto supermercato? Entri con la musica cannone. Bene, abbiamo recuperato delle maschere boccaglio perché non le avevo portate. Essendo venuti solo col bagaglio a mano, proprio non mi ci stava nella borsa. Anche qui hanno soltanto arance, mele, carote e cavolo. Che belli questi trofei, il più grande costa $65, che sono poco più di €20. Ma questa qui non è un'attrice famosa? Altra roba cinese.

[10:29]È veramente prepotente questa musica. Motivazione storica. Come mai nelle isole del Pacifico si mangia così tanto cibo in scatola? Facciamo un passo indietro alla Seconda Guerra Mondiale, durante la quale gli Stati Uniti, ma anche la Nuova Zelanda, hanno costellato le isole del Pacifico di basi militari, portando un sacco di soldati che andavano sfamati con cibo che potesse affrontare i lunghi viaggi per arrivare fino a lì ed ecco quindi che si diffonde il cibo in scatola. Come la Corned Beef, le Vienna Sausage e soprattutto l'immancabile Spam, che se ci pensate alle Hawaii è proprio tipo cibo alimento nazionale. Prodotto dal 1937, si tratta di una spuma di maiale cotta a vapore direttamente dentro alla lattina, così che possa durare addirittura anni sugli scaffali. Vi dico la verità, è grassissimo, però fatto in padella ci sta, è buono. L'abbiamo visto e assaggiato tante volte. Però, come vi dicevo, dietro, alla fine, anche alla motivazione storica c'è una motivazione geografica. Perché se le isole non fossero state così piccole e remote, la popolazione locale non avrebbe sentito il bisogno di ricorrere a cibi del genere, quelli locali, prodotti sul posto, sarebbero stati sicuramente più sani, ma soprattutto più convenienti. E questo qui, amici, è l'unico McDonald's di Samoa, l'unico fast food catena internazionale che abbiamo trovato. Si vede che le Samoa sono un paese indipendente e non c'è tutta quella influenza americana che ho trovato invece nei territori non incorporati di Guam e Saipan, dove era pieno di fast food, un sacco di catene, Wendys, KFC, Subway, Burger King, McDonald's ovunque. Qui c'è solo un Mac e io pensavo, sicuramente nelle Samoa Americane sarà pieno di fast food. In realtà sono andato a vedere dalle mappe e no, non ce ne sono, probabilmente perché sono talmente remote che sarebbe po' complicato gestire i ristoranti che devono mantenere degli standard o un menù internazionale. E invece il Burger King non c'è, al suo posto c'è Burger Bill's. Non ci sono catene di fast food internazionali, però fidatevi che il cibo spazzatura piace molto. Non si mangia molto bene in giro, è un po' tutto fritto, anche nei ristoranti, nei resort. Fai fatica a trovare che ne so, del cibo normale, no? Verdure e pesce alla griglia. Molto più comune pollo fritto, patatine fritte, roba unta in generale, però il pesce crudo dentro al latte di cocco semplice e spaziale. Molto facile trovare Sashimi e anche pizze strane. Anche qui hanno la pizza. Pizza Samoana, prosciutto, ananas, pomodoro e formaggio. E a proposito di pizza, ci hanno consigliato di andare a mangiare nel ristorante davanti al nostro hotel che a quanto pare prepara la pizza migliore di Samoa. La pizzeria si chiama da Giordano e credo che il pizzaiolo sia italiano perché mi ha riconosciuto. Penso prenderò una bella Blue Cheese. Ci sono tre prezzi, penso si riferiscano alle dimensioni. È un pochino carbonizzata. Chiaramente questa pizza non è pensata per il palato italiano, infatti lamentarsi non avrebbe senso. Vi dico solo che sono molto contento di aver assaggiato la pizza anche a Samoa. Tra l'altro stavo guardando che le foglie di basilico sono diverse dalle nostre. Questo qua sembra il basilico asiatico che si usa tipo in Thailandia.

[13:38]Noto con piacere che anche nel supermercato Frankie più grande della capitale ci tengono ad avere la musica cannone. Mega magazzino anche questo qua. Il reparto camicie e tessuti qui è molto grande. Taglie sempre abbondanti. Un altro motivo che porta al consumo elevato di cibi non sani è il costo elevato dei cibi sani. Le isole sono piccole, coltivare è difficile anche perché spesso c'è poco terreno e quello a disposizione molto volentieri viene sfruttato per delle coltivazioni destinate all'esportazione che convengono di più. Frutta, verdura, pesca, un po' di allevamento non mancano, però oggettivamente conviene ricorrere agli alimenti importati perché sono più economici, ma anche di minore qualità, per puntare su coltivazioni più redditizie. Anche il supermercato più grande si conferma molto povero in termini di varietà di frutta e verdura. Questa dieta più economica si fa però pagare dopo, quando insorgono malattie come il diabete o i problemi cardiaci. Cioè, ma questo è sapone? Sono barre inanimatete di sapone da spezzare. E il profumo è quello del sapone di Marsiglia. Prima volta che vedo una cosa del genere in tutti i supermercati che ho visitato nel mondo. Poi vabbè, li vendono anche normali. Saponette MP3, sia per farsi il bagno che per fare la lavatrice. Spezie in busta. Questo qua, invece è tè in busta. 1 kg e 36 di manzo in scatola, cioè fatto in Australia. Comunque c'è un po' di gente alticcia in questo supermercato, in pieno giorno di martedì. Ecco, questa è una cosa interessantissima. Sapevate che l'alcol è stato introdotto dagli europei? Cioè, prima nelle isole del Pacifico non era una cosa diffusa. Ora invece sì, a volte anche troppo e spesso porta gravi problemi, infatti si cerca di sensibilizzare sull'argomento per evitare gli aspetti negativi che derivano dall'abuso, come per esempio la violenza domestica o anche gli incidenti stradali e pare strano perché vanno tutti a 20 all'ora. Ma che roba strana, fette di kiwi sciroppate in scatola. E non arrivano dalla vicina Nuova Zelanda, che è, mi pare il terzo produttore al mondo di kiwi, ma dalla Cina, che è il primo produttore al mondo di kiwi. Sì, questo è tutto un brand, questo è tutto cibo made in China. Questo viene dal Vietnam. Il lievito viene dalle isole Fiji. Questi barattoloni di Milo, invece, o Milo, vengono da, cioè, fabbricati a Singapore. Nesquik dagli Stati Uniti, Nesquik alla fragola, tra l'altro. Il caffè, invece, c'è anche local. Caffè Aurora, Italian Blend, in realtà lo fanno in Australia. L'altro giorno al porto di Apia abbiamo visto una delle grosse navi container che probabilmente scarica tutto questo cibo che poi finisce sugli scaffali del supermercato. Anche la carta igienica è made in China. Questi sono degli occhietti commestibili da mettere su sulle cose. Cotton fioc, cotton fioc per la mia collezione, made in China anche questi. Tengono qui dei fogli di giornale per usarli quando devono incartare le cose. La criminalità non è inesistente, però per i turisti, secondo me è un posto molto sicuro. Ho un negozio. Questi sono i loro polaretti. Mi ricordi che devo fare la richiesta per la cittadinanza di Polarettiandia. Maionese gusto americano, made in Emirati Arabi. Lo vuoi un borsello di Gucci farlocco? Questi qui sono tutti concentrati, praticamente degli sciroppi per fare le bibite. Buone queste. Ora sì che mi sento un vero Samoano. Zucchero. Quanto è bello questo villaggio. Ovviamente non costa 99 cent come negli States. Fun fact che non c'entra niente, il te Arizona non lo fanno in Arizona, bensì sulla East Coast. L'azienda ha infatti sede nello stato di New York. E ancora oggi mantiene il prezzo iconico di 99 centesimi, che sembra assurdo considerati i prezzi in America. Ma l'azienda Arizona non intende aumentarlo perché fa parte del brand. Preferiscono risparmiare mantenendo la produzione enorme, tagliare i costi logistici e soprattutto i costi di marketing, non fanno pubblicità, ma soprattutto è un'azienda privata, cioè non è che deve rendere conto tipo a Coca-Cola. Vabbè, sto divagando. Se i supermercati vendessero ciò che vendono alle Hawaii, ci sarebbero un sacco di spot picnic incredibili. Ma sono felice che quest'isola sia molto più autentica. Sarebbe bello accendessero questo mega ventilatore. Mi portano via. La besciamella per le lasagne della Dolmio. Qui c'è anche la pasta Zafarelli made in Australia. Pasta Balducci, qui c'è scritto Nuova Zelanda, ma anche Casaleone, Verona. Lasagne della Sanremo, anche questa è made in Australia. In questo supermercato vendono anche la pizza, cioè i tranci, carne barbecue, peperoni e anche un po' di hawaiana, ananas e prosciutto. Guarda lì cosa c'è. La Ferrarelle in vetro. Ma in che senso? È proprio lei. Prodotto in Italia. Questo supermercato era un pochino più fornito per quanto riguarda frutta e verdura. Ho trovato addirittura dei mandarini importati dal Giappone. Però ho notato che non vendono succhi di frutta e non vendono i, già sta parcheggiando qua, vieni via. E non vendono i salumi. Qua non sono musulmani, sono praticamente tutti cristiani, quindi non è un problema con il maiale che proprio non si usa mangiare affettati, evidentemente. Ho trovato la loro versione del prosciutto, era molto strana e dei blocchi enormi di, cioè dei mattoni di maiale. Però c'è l'acqua frizzante. Sento proprio il profumo della nave cargo che l'ha portata fino a qui. Limite di tre uova a persona, ma saranno tre uova, tre uova o tre confezioni? Strana sta roba. Ma poi dove c'era il cartello delle uova, non c'erano le uova. Sono ancora alla ricerca di una camicia prima di lasciare l'isola. Stavo notando una cosa. Da noi nei negozi di vestiti davanti si mettono le taglie più piccole, dietro quelle più grandi. Qui davanti ci sono quelle più grandi e dietro delle taglie più piccole. Ho trovato una L. Bella, ma Taimo, che anche questa è made in China. Nello store dell'aeroporto vendono per la modica cifra di $50 i barattoloni di Cheese Bowls. Il nostro tour di Samoa finisce qua, continuiamo dalle isole Cook, dove sono riuscito a trovarmi un minimarket 24 ore. È praticamente il Combini di questa isola microscopica. Qui la musica è ancor più molesta. Vendono i Nutella B-Ready e per lo più schifezze, roba in scatola. Gelatine gusto frutta, invece della frutta. I gelati li tengono in questi mega congelatori. Guarda quanto è largo. Ci sto due volte io. Allora, la Nutella, tra l'altro vendevano anche la Vegemite, australianissima. La Nutella 750 g, $23.50. €15 al chilo. Bello, comunque che su un'isola così piccola ci sia un 24 ore, che vende sia il Dubai Chocolate. Mai provato. C'ho provato il gelato perché me l'ha portato Riccardo Dose e la maionese gigante. Porca vacca. Porca, porca, porca. Comunque ridendo e scherzando, questo barattolone costa $82, sono €41. Il latte non arriva dall'Australia, qua arriva dalla Nuova Zelanda, paese con cui le isole Cook, che in realtà non sono un paese al 100% indipendente, sono in libera associazione. Ne parliamo meglio, credo nel prossimo episodio. Intanto vi basti sapere che sono un po' uno spinoff della Nuova Zelanda. Quasi tutta roba importata, ma c'è una lattuga del posto.

[20:32]Anche qui vendono delle bellissime camicie. Pe sco mi prenderò questo bel costume. Anche qui taglie abbastanza abbondanti. Questo invece è perfetta. Così ho una camicia da Samoa e una camicia dalle isole Cook. Ma poi le indossano tutti, ti fanno i complimenti. Rag, è un posto bellissimo. Pesto della Nuova Zelanda. Questo made in China. $49.50 per questa tanica di sweet chili sauce. €25 circa. Lo prendiamo. Attenzione, ho trovato i primi salumi, bellissimo, un salame già tagliato. E questo è prosciutto. E vendono il tè, quello che ti danno anche in hotel, in bustine imbustate da loro a $4, quindi €2. Per evitare i rischi economici e evitare lo sbattimento di avere un'insicura moneta propria per così pochi abitanti, dato che sono soltanto 17.000 alle isole Cook, hanno adottato il dollaro Neozelandese. Raga, non fatemi parlare di quanto è bella questa moneta. C'è col pezzettino trasparente accanto. E il bello è che hanno anche un dollaro delle Cook che fanno loro, vale uguale, ma c'ha tipo le monete triangolari che io avevo tenuto da parte perché volevo farvele vedere nel video, ma le ho lasciate in macchina, nella macchina a noleggio. Beh, c'è un mini geco. Notavamo che anche qua hanno una gran passione per le salse che mettono da tutte le parti anche se gli chiedi cortesemente di evitarle. E per le bibite, ne bevono davvero tantissime, ma non ai livelli del Perù, dove la mia guida si è presentata con una bottiglia da 3 l di Coca-Cola per stare via una notte. Pensavo fosse per tutti, invece se l'è trincata da solo entro la mattina dopo. 3 l. Ma sapete qual è il motivo che sta alla base di questi alti livelli di obesità? Si tratta di una predisposizione genetica. E c'è anche una componente sociale. Leggevo che storicamente comunque un fisico robusto era ben visto, era sinonimo di buona salute. Però sì, componente genetica, esattamente come gli Inuit della Groenlandia, naturalmente intolleranti al lattosio perché prima degli europei non l'avevano mai consumato. Anche i popoli polinesiani hanno la loro caratteristica, ovvero essere predisposti all'obesità. Bella la diavolina, piccolo Lucifero, made in Australia. Questo ci sarebbe servito ieri sera. Spoiler. Porca vacca! Secondo una ricerca che è stata fatta principalmente sugli abitanti di Samoa, è emerso che almeno la metà della popolazione ha un gene che gli consente di immagazzinare molte più calorie all'interno dell'organismo sotto forma di grasso. E questa è a tutti gli effetti una mutazione, nata dall'esigenza di sopravvivere a lunghi periodi in assenza di cibo. Il problema è che questa carenza di cibo non c'è più. C'è invece maggiore sedentarietà e un'alimentazione peggiore. Ecco perché oggi contrastare l'obesità è molto più difficile. Oggi è domenica e anche qui alle isole Cook, la domenica è tutto chiuso, però questo supermercato è aperto perché evidentemente viene frequentato da molti turisti. Questo qua è il supermercato con più roba fresca, frutta e verdura che abbiamo visto durante il nostro viaggio. Un broccolo, €2.25, ma sono piccolissimi. Questi pomodori €3.25. Italian salami fatto in Nuova Zelanda. Le mele costano €4.45 al chilo, son piccolissime. Le pere sono ancora più piccole, €6 al chilo. Si parla di vera e propria epidemia di obesità. Cioè, in realtà non è che se ne parli tanto. Secondo me non tutti quelli che guardano alle isole del Pacifico per la destinazione del loro viaggio di nozze sanno che si tratta dei posti più obesi. E invece è un problema serio, che però almeno alle Cook, in un certo senso viene affrontato, a Samoa no, però alle Cook ho visto tantissimi cartelloni, per esempio, che promuovono uno stile di vita più sano. E anche tanti divieti di fumo e di consumare alcolici. Una lattuga €1.90, cetrioli €3.75 al chilo. €10 al chilo i pomodori dalla Nuova Zelanda. €3.75 gli spinaci. Un cocco costa €1.75. Molto meglio andare a prendere la frutta e la verdura al mercato, guarda che bello. Qui vendono del cibo pronto, cosa che non abbiamo praticamente mai trovato e questi qua sono tuberi, patate, qualcosa di locale. Questo tubero è il taro, che però anch'esso è originario della Cina. Però alla fine i polinesiani arrivavano da quelle parti lì. È oggi una tipica cultura polinesiana, cioè da un bel pezzo in realtà. Fa infatti da sempre parte della dieta delle isole. Abbiamo mangiato in un paio di occasioni, però vi dirò la verità, era molto fibroso, terroso. Questo qui è l'Oka, è pesce crudo in latte di cocco, da mangiare freddo con dentro un po' di sedano e altre verdurine, di solito molto buono, però qui lo chiamano Ikamata. È la stessa cosa che si mangia a Samoa e l'ho trovato anche in Polinesia francese. Potete provare a farlo a casa: pesce crudo, cipolla, c'era dentro forse sedano, carota e tanto latte di cocco. Panini, boh, forse col tonno, altri piatti, c'è un po' di roba, devo dire. Cibo caldo, cibo freddo. Il supermercato comprende anche una bella gelateria, ma i gelati sono tutti in scatola. Vendono anche corone di fiori finti e pareo, che qui si chiamano pareo, tatticamente posizionati qui davanti, perché, come vedete, c'è una grata che chiude tutto l'alcol. Non si può vendere alcol la domenica e nemmeno durante le festività. Anche alle isole Cook la maggior parte della popolazione è di fede cristiana e il cristianesimo, la religione, è proprio parte integrante della cultura locale. Ho trovato prima lo spam che la pasta Barilla, comunque quella che stanno sparando è musica cristiana, c'ho ascoltato un attimo il testo. Whole chicken, vendono i polli in busta. Non abbiamo trovato la Barilla, ma c'è il riso Scotti, €3.75 per una confezione da mezzo chilo. Oh, no, mi sa che sono morto e sono finito in paradiso, raga, guardate quante camicie hawaiane. Forse un po' grandi, però belle.

[26:13]Mi piaceva questa, ma è una 4XL. Raga, ho trovato un supermercato aperto fino a tardi, che vende i Savoiardi. Nutella and go. Ma poi con questa musica in sottofondo. Cioè, che bella conclusione di serata. Non sai cosa sono i Sonny Angels? Allora, sono basati su questo pozzettino della maionese giapponese. Anche qui c'è la gelateria dentro il supermercato e anche qui il gelato viene dai cartoni. Queste sono buste di ghiaccio e queste sono scatoloni pieni di pollo. Quanto mi mettono di buon umore questi posti. Cosa c'è di meglio a fine serata che trovare un bel Combini? Questo a tutti gli effetti è il Combini dell'isola, amici, spero che vi sia piaciuto questo tour dei supermercati Pacifici di Samoa e isole Cook. Ci vediamo, come sempre lunedì alle 19:00 con il continuo della nostra avventura. Ciao ciao. Ah, e vi aspetto negli shorts per un sacco di contenuti extra.

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