[0:00]In questi ultimi due anni si è parlato come non mai di NATO. Forse solo nel 1949, alla sua fondazione, se ne era parlato così tanto. E se ne è parlato in molti modi, perché qualcuno si è appellato alla NATO, qualcuno l'ha difesa, l'ha esaltata anche nel suo ruolo, qualcun altro se ne ha detto preoccupato, e addirittura qualcuno ha anche provato ad attribuire alla NATO la colpa della guerra in Ucraina. Oggi cerchiamo di capire che cos'è questa NATO, anche se in tanti video ne abbiamo già parlato, ma la definiamo meglio, vediamo quali sono stati i paesi fondatori, quali sono i paesi membri, i membri principali, e quali sono gli articoli del trattato costitutivo, in particolare l'articolo 5, che è quello più importante, quello che viene spesso citato, richiamato e a volte invocato. Vedremo perché cosa prevede. E poi parleremo anche di questa questione, se c'è qualcosa di vero in questo allargamento della NATO che ha soffocato la Russia, in che senso può averla soffocata eventualmente. Insomma, cercheremo in maniera il più possibile oggettiva, oggettiva, e pure attirandoci sicuramente qualche critica perché l'oggettività, purtroppo, sui fatti d'attualità non è molto di questo mondo, ma proveremo a farlo subito dopo la sigla, andiamo a cominciare.
[1:34]Non solo il caffè è nella tazza che non è quella tradizionale, non è la scritta Andiamo a cominciare, è scritto Love e non è neanche Titti come erano le ultime volte, oggi è Gatto Silvestro perché Titti è in lavastoviglie. Con me però c'è almeno un compagno di avventura, anch'esso un po' particolare, c'è Pluto che ci guarda qua dietro di me, intonato alla maglietta, tra l'altro, poi ci sono anch'io mica Ermanno Ferretti. Sono l'insegnante di storia e filosofia e sono in un liceo scientifico e da 5 anni, ormai superati anche abbondantemente, su questo canale realizzo ogni giorno video, podcast e altri materiali per discutere di storia, filosofia ed educazione civica, per approfondire e per scoprire cose nuove. E a volte per parlare anche un po' di attualità. Cerco sempre di farlo, lo dico come premessa necessaria, con oggettività, rifacendomi a quello che c'è scritto nella stragrande maggioranza dei libri dove c'è consenso, insomma, largo consenso da parte degli osservatori. Però, anche quando la c'è grande consenso, laddove c'è grande consenso, soprattutto quando si avvicina a questioni politiche la gente un po' sbarrella, devo dire la verità. Cioè se tu parli di Russia, ad esempio, anche se c'è un largo consenso sul tipo di regime che c'è in Russia ed è obiettivamente difficile non vedere in Russia un regime autoritario, c'è chi poi invece vuole vederci il trionfo della democrazia, vuole vederci altre cose. Vabbè, poco male, noi si va avanti cercando comunque di dire le cose come stanno, cercando sempre di dirle con cautela, con accorgimenti, con attenzione anche a chi la pensa in maniera diversa, ma dicendo però come le cose ci pare che stiano. E oggi farò lo stesso con la NATO. Perché la NATO è uno di quegli argomenti controversi, uno di quei nervi scoperti su cui la gente poi ragiona a volte. Ed è anche comprensibile che si ragioni, dato che la NATO per molto tempo, e in parte lo ha ancora oggi, ha avuto non solo un ruolo militare, è un'alleanza militare di cui parleremo, ma anche politico, ha rappresentato alcune cose. E chi non si riconosceva un tempo in queste cose, o non si riconosce oggi in queste cose, poi l'avversa forse anche di più di quanto la NATO meriti, al di là poi del fatto che si può essere a favore o contro, ovviamente, di tutte le alleanze di questo tipo, però a volte ci si mette sopra il carico, dando più responsabilità alla NATO di quelle che effettivamente abbia. Invece cerchiamo di essere obiettivi, cercando di vedere le luci e le ombre, ovviamente, di questa alleanza, e capire in cosa consiste. Intanto, anche se ne abbiamo già parlato in storia, vi lascio un link in descrizione, quando nel parlare del dopoguerra abbiamo parlato anche della NATO, vediamo brevemente come nasce questa NATO. NATO è un acronimo, sta per, in inglese, North Atlantic Atlantic Treat Organization, roba del genere, vuol dire organizzazione del trattato del Nord Atlantico, detta brevemente. Ed è sostanzialmente un'alleanza militare nata nel 1949, quindi poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, all'inizio della guerra fredda, per radunare quei paesi che si riconoscevano sul modello americano e contrapporli ai paesi comunisti. Perché? Perché dovete ricordare come inizia la guerra fredda. Fino al 45-46, Stati Uniti e Unione Sovietica vanno abbastanza d'amore e d'accordo, hanno lottato in guerra insieme contro i nazisti, si sono anche parlati spesso in tutte le varie conferenze a Yalta, a Potsdam, eccetera.
[4:57]E insomma, c'è una certa concordia pur nella diversità. Poi però già dal 46, ma di più nel 47-48, l'aria comincia decisamente a cambiare, perché si si rende conto che ognuno inizia a badare ai propri interessi. Un po' gli Stati Uniti vogliono garantirsi una sorta di egemonia politica su una parte dell'Europa e tentano di farlo anche con i soldi del piano Marshall, che servono sicuramente alla ricostruzione europea dopo la guerra, ma vengono visti, non del tutto a torto, come anche un tentativo degli Stati Uniti di allargare la loro sfera di influenza. Dall'altro, anche l'Unione Sovietica è molto aggressiva. Stalin, alla fine della guerra, si dimostra diverso, meno disponibile all'accordo di com'era sembrato prima. Per cui Stalin, proprio nel 47-48, dà un giro di vite anche sui paesi dell'Est Europa, all'inizio si era detto l'Est Europa deciderà cosa vuole essere, se comunista, socialista, democratico, eccetera. Poi però ci sono colpi di Stato, ci sono morti sospette, il caso cecoslovacco, ad esempio, è molto emblematico da questo punto di vista, lì c'è proprio un colpo di Stato alla fine. Quindi i comunisti prendono il potere con la forza. E anche altrove in Grecia, ad esempio, c'è una guerra civile che poi in realtà viene vinta dai filo occidentali grazie all'aiuto filo occidentale, però insomma, il sentimento è di tensione, di forte tensione, perché? Perché entrambi gli schieramenti tendono ad allargarsi. Gli americani, soprattutto, tramite i soldi, i russi tramite a volte alcune morti sospette, Stalin non è certo un tipo tenero, eh, diciamolo, e però si arriva alla cosiddetta cortina di ferro, come viene chiamata da Winston Churchill, cioè, una linea che divide in due l'Europa, di qua, diciamo, a Ovest i paesi filoamericani, a Est i paesi filorussi. E però non si capisce fin dove si spingerà questa aggressività dell'uno e dell'altro, fin dove tenete conto che appena nel 56 i carri armati russi entrano a Budapest, quindi c'è il rischio di una guerra, c'è anche la guerra che poco dopo scoppia in Corea, dall'altra parte del mondo, insomma, la tensione è piuttosto alta, Truman vara la dottrina del contenimento, l'abbiamo detto tante volte.
[6:58]Insomma, a un certo punto si decide di istituzionalizzare anche tramite degli accordi militari i due schieramenti. Nasce nel 49, appunto, la NATO, quella filo occidentale, nascerà qualche anno più tardi anche il patto di Varsavia, quello invece filo orientale, a guida russa sovietica. Ma parliamo oggi della NATO perché il patto di Varsavia non esiste più, con la caduta dell'Unione Sovietica, con la caduta del comunismo, è venuto a mancare tutto ed è crollato anche il patto di Varsavia.
[7:25]La NATO invece è rimasta in piedi dopo il 1991. E però la NATO nasce appunto nel 49 in un clima completamente diverso, quello, appunto, della guerra fredda. Quali sono i paesi fondatori? Viene firmato a Washington il trattato costitutivo della NATO, inizialmente sono 12, sono 12 i paesi fondatori. Ve li elenco, ve li leggo per non perdermene nessuno. Stati Uniti, ovviamente, che sono i paesi a cui dei leader, Canada, Regno Unito, Francia, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Danimarca, Norvegia, Islanda e Portogallo. Dalla come vedete, c'è tutta l'Europa occidentale, sono due assenti eccellenti, Germania Ovest e Spagna, ma saranno assenti solo per qualche tempo, poi entreranno. E il Nord America, Stati Uniti e Canada, sostanzialmente Europa occidentale con anche la Norvegia che si estende, diciamo, è molto a nord, ma si estende un po' più verso anche la Russia, eccetera. Mancano in quel momento Finlandia e Svezia, che invece sono al di fuori, comunque Europa occidentale e Stati Uniti e Canada. I paesi più grossi sono Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia, Italia, questi sono i cinque big iniziali proprio per numero di abitanti, eh, per volumetria, diciamo così. Cosa prevede il trattato costitutivo che ancora oggi è valido? Prevede vari articoli, ma il fondamentale è l'articolo 5. Anche qui, ve lo leggo, non per intero, ma fino a un certo punto perché è la parte più importante. Ve lo mostro anche a schermo in modo che le parole siano molto chiare, in altra traduzione italiana quanto meno.
[8:50]Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell'America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell'esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall'art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l'azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l'uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell'Atlantico settentrionale. Poi l'articolo non avanti, ma questo è il succo vero, è la parte più importante. Cosa vuol dire cosa vuol dire queste poche righe? Vogliono dire che questo è un trattato difensivo dal punto di vista militare, questo è. Un'alleanza difensiva che prevede che se uno degli stati membri viene attaccato, gli altri stati membri debbano sostenerlo, intervenire in sua difesa. Come abbiamo visto, vi ricordate quando abbiamo fatto la Prima Guerra Mondiale, e i trattati vari la triplice alleanza, triplice intesa, abbiamo detto è difensivo, offensivo, eccetera, abbiamo fatto l'asse Roma-Berlino che invece era difensivo che offensivo, eccetera. Questa è un trattato difensivo, cioè prevede che se uno dei membri viene attaccato, gli altri lo sostengano, ivi compreso con l'uso della forza. Non è, però, capite bene cosa dice, ogni stato giudicherà farà le azioni che giudicherà necessarie, ivi compreso l'uso della forza. Cosa vuol dire? Che se l'Italia viene attaccata, tutti i paesi devono mandare l'esercito? Non è detto. Tutti i paesi devono aiutare l'Italia se l'Italia viene attaccata, ma non è detto che debbano per forza mandare l'esercito. Useranno le misure che ritengono necessarie. È possibile l'esercito, altro che, ma non è obbligatorio, ok? Già questo fa capire che è un trattato di mutua assistenza, di difesa comune, ma senza un obbligo precisissimo sull'intervento di tutti i membri, è anche questo è dirimente, vedremo perché. Perché nasce? Nasce nel 49 perché, appunto, la Russia preoccupa. Potrebbe attaccare qualche stato membro? Beh, forse anche, per fortuna, non succederà poi niente del genere. Però si teme anche che questo possa accadere. E allora l'Italia, ad esempio, non vuole rimanere isolata, allora la Francia, ad esempio, non vuole rimanere isolata, la Norvegia, ad esempio, non vuole rimanere isolata, la Danimarca non vuole rimanere isolata. E dicono: ma facciamo un patto, così se mi attaccano, almeno gli Stati Uniti sono lì a proteggermi. Di fatto lo stato guida, vi dicevo, di questa alleanza sono gli Stati Uniti e sono gli Stati Uniti che garantiscono, quindi, la protezione degli altri, di fatto, perché hanno l'esercito più forte, perché hanno le risorse più ingenti.
[11:32]Poi anche Francia, Regno Unito, ma anche loro hanno gli eserciti di tutto rispetto. Però è chiaro che qui è gli Stati Uniti che si prendono l'impegno di proteggere l'Europa occidentale. Questo è, di fatto, il succo di questo trattato. Non è un trattato offensivo, cosa vuol dire? Che se un paese di questi si mette ad attaccare un altro paese, gli altri se ne possono bellamente lavare le mani, non c'entrano niente. Se la Francia invade un paese, fatti loro, fatti della Francia, non è che gli altri paesi della NATO devono intervenire. Devono intervenire se la Francia viene attaccata, quello sì, ok? Quindi è un patto difensivo, come ce ne sono stati tanti nel corso della storia. 12 membri inizialmente, oggi quanti sono? Oggi sono 32, quindi molti di più. Perché? Perché pochi anni dopo ci fu già un primo allargamento, entrarono la Germania Ovest, entrarono la Turchia, però, soprattutto dopo il 1991, quindi dopo il crollo del blocco orientale, la NATO si è allargata. Vi dico quali sono i membri oggi, li vediamo tutti in elenco e li scrivo anche. Albania, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Turchia. Faccio notare una cosa, al di là di Spagna, che è entrata poi con la fine della dittatura, Germania e Turchia che sono entrate presto, il grosso di questi nuovi paesi sono paesi che prima appartenevano al patto di Varsavia, sostanzialmente, o comunque al blocco orientale. Sono paesi dell'Est Europa, l'Albania, la Bulgaria, la Croazia, l'Estonia, la Lettonia, la Lituania, da poco anche Finlandia e Svezia, poi ne parliamo, Ungheria, Macedonia del Nord, Montenegro, Romania, Slovenia, Slovacchia, eccetera, Svezia per ultima. Vedete paesi molto vicini anche a volte alla Russia. Perché questo? C'è un motivo storico e adesso lo vediamo. Prima però di chiudere questa panoramica sugli inizi e su com'è formata la NATO, ultima cosa: l'articolo 5 prevede, vi dicevo, che quando uno stato viene attaccato, gli altri intervengano. È mai successo che si sia verificato questo fatto? Perché, a memoria, l'Italia non è mai stata attaccata dal 49 ad oggi, la Francia mai, la Germania mai, la Spagna mai, il Regno Unito mai. E allora quand'è mai accaduto che uno di questi paesi venisse attaccato? Al limite hanno attaccato il Regno Unito con l'Argentina, hanno avuto qualche problema sulle Falkland, se vi ricordate, oppure il Canale di Suez. Ma quando è stato invocato l'articolo 5? Cioè, quando qualcuno ha detto: Io sono stato attaccato, dovete aiutarmi, secondo il patto della NATO? Un'unica volta, nel 2001, dopo l'attacco dell'11 settembre del 2001, se vi ricordate, penso ve lo ricordiate, a meno che non siate giovanissimi, in descrizione vi metto un video. 11 settembre, gli Stati Uniti, New York e altre città del nord-est degli Stati Uniti subirono un attacco tramite il dirottamento di aerei da parte di Al-Qaeda. Gli Stati Uniti lo ritennero un attacco militare sul loro territorio da parte di un'organizzazione Al-Qaeda che aveva la sua base in Afghanistan, attribuirono la responsabilità all'Afghanistan e chiesero, invocando l'articolo 5, un aiuto da parte degli stati membri della NATO. Come vi dicevo, non tutti, in realtà, risposero con i militari, perché, appunto, bisogna rispondere, il patto dice che bisogna rispondere, dare aiuto, dare sostegno, ma non per forza bisogna dare un sostegno militare, quindi alcuni mandarono l'esercito. Alcuni mandarono piccoli contingenti, anche l'Italia, in con regole di ingaggio abbastanza limitate. Alcuni mandarono solo diedero solo un supporto logistico, segno che questo trattato, certo, implica la collaborazione, ma non per forza militare. Ora facciamo una breve storia degli ultimi decenni di questa NATO, abbiamo detto come nasce, vi ho fatto subito il salto a com'è oggi e in mezzo cosa succede? Beh, in mezzo c'era la guerra fredda, soprattutto, e una guerra fredda che ha ai suoi momenti di tensione e di allentamento. Ne abbiamo parlato tanto, vi lascio casomai, se volete approfondire, una playlist su tutta la storia della guerra fredda, approfondita proprio in tanti video e ve la guardate. E quindi, man mano che, chiaramente, la tensione aumentava, anche la NATO un po' si rafforzava, quando la distensione, invece, arrivava, quando i rapporti tra Stati Uniti e Unione Sovietica andavano normalizzandosi, anche il ruolo della NATO non dico perdeva di senso, ma si allentava. Ci furono, ci furono, diciamo, un paio di momenti più significativi nella storia della NATO prima dei giorni nostri. Il primo riguarda i primi anni 60, quando, soprattutto, la Francia iniziò a mal digerire la NATO, o meglio, iniziò a digerire il predominio statunitense sulla NATO. In particolare fu De Gaulle, il presidente, ex generale francese, vi lascio anche qui un link alla Francia di De Gaulle, se volete approfondire, che aveva questa idea, e nei francesi abbastanza diffusa, della Grande France. La Francia deve fare per conto suo, la Francia ha un grande esercito, la Francia ha la bomba atomica. La Francia non ha bisogno certo degli Stati Uniti, deve perseguire una sua politica estera autonoma. Questa era l'idea di fondo. Pertanto, già la Francia aveva messo anche il veto a una difesa comune europea, quando si era discusso di trasformare la CEE anche in una difesa comune. Stiamo parlando sempre degli anni 50 e 60. Ma poi, appunto, a un certo punto, nel 66, in particolare, la Francia di De Gaulle si ritira dal comando militare integrato della NATO, cioè, rimane nella NATO, però la guida militare di questa organizzazione non vede più il suo componente francese. Come un po' per protestare o per smarcarsi o per mostrare che la Francia, appunto, può fare benissimo da sola, non ha bisogno degli Stati Uniti, non ha bisogno di nessun altro. In realtà i rapporti tra Francia e Stati Uniti rimangono comunque buoni, eh, non è che la Francia cambia schieramento, però vuole una certa autonomia, una certa libertà di spostamento. E questo è un primo momento di crisi, diciamo, dell'assetto della NATO. Un secondo momento di crisi o, meglio, di svolta anche il ruolo della NATO arriva negli anni 90, perché, vi dicevo, nel 91 crolla l'Unione Sovietica e quindi crolla anche il patto di Varsavia. Tra l'altro, dall'89 al 91 tutti i paesi comunisti vedono una svolta, in Polonia vince Solidarność, la Germania Est fa crollare il Muro di Berlino, in Romania si protesta Ciausescu. Insomma, ci sono una serie di crolli a catena in tutti i paesi comunisti, il patto di Varsavia perde, perde significato. E quindi cosa succede? Che la NATO, sembra non avere più il ruolo che aveva sempre avuto. Fino a quel momento la NATO aveva senso in quanto organizzazione che favoriva la deterrenza nella nuova dottrina militare post Seconda Guerra Mondiale. Cosa voleva dire deterrenza? Cioè, l'idea di fondare la NATO, l'idea poi in parallelo di fondare il patto di Varsavia, era quella non di farsi la guerra, difatti, come avete visto, la NATO ha un patto difensivo, abbiamo detto, ma di evitare la guerra, paradossalmente, con un'alleanza militare. Cioè, l'idea è quella: noi ci mettiamo assieme, ma non perché vogliamo aggredire altri paesi. Poi, tra l'altro, Stati Uniti e altri paesi faranno le loro guerre, eventualmente, ma per conto loro, al di fuori della NATO. La NATO aveva il senso di dire: noi ci sosteniamo a vicenda per evitare che l'altro, patto di Varsavia, si muova in maniera aggressiva.
[18:35]Il patto di Varsavia diceva la stessa roba: noi ci alliamo tra noi per evitare che l'altra, la NATO, si muova in maniera aggressiva. Per evitare le guerre c'era questa politica della deterrenza che era la base, in fondo, della guerra fredda. Io ho la bomba atomica, l'altro ha la bomba atomica, per evitare uno scontro che sarebbe disastroso per tutti, ci guardiamo in cagnesco, ma non facciamo nulla. Questa era la linea ed è la linea che va avanti. Ora, finché c'è il patto di Varsavia, la NATO aveva questo senso, questo scopo e aveva assolto bene al suo compito perché, appunto, in Europa guerre non ce ne furono in realtà. Ci furono conflitti interni, se vogliamo, no? Cioè, ad esempio, i carri armati russi in Ungheria, ad esempio, la Primavera di Praga, cose di questo tipo, ma non conflitti tra stati. Quindi sembrava funzionato questo sistema, molto bene. Nel 91 crolla il patto di Varsavia, la NATO cosa fa? Si scioglie? Non si scioglie? Se ne ha più bisogno? In fondo non c'è più questo grande avversario minaccioso che poteva dar senso anche alla NATO. E quindi la NATO che ruolo inizierà ad avere? O si scioglie o cambia faccia, cambia in parte faccia. Poi il trattato rimane quello, quindi rimane comunque un'alleanza difensiva, rimane comunque in vigore l'articolo 5, che, come abbiamo detto, verrà applicato poi nel 2001. E che si fa? Alla fine il un'interpretazione nuova, diciamo, del ruolo della NATO arriva con la guerra nei Balcani, con la guerra nell'ex Jugoslavia, se volete approfondire, vi lascio anche qui il link a un video molto corposo, molto visto anche, che ha avuto buoni riscontri, che vi aiuta a fare un po' il punto su quello che è accaduto nell'ex Jugoslavia negli anni 90, è stato un dramma, poi, tra l'altro, non un solo dramma, una serie di guerre tutte collegate poi l'una con l'altra, o quasi collegate l'una con l'altra. Ecco, lì a un certo punto, proprio la NATO decide di intervenire, decide di intervenire con i suoi aerei nell'operazione Deliberate Force, così si chiamava, siamo a metà anni 90, per frenare, soprattutto, l'aggressività serba, e per fare, tra virgolette, da, chiamiamolo così, questa espressione verrà usata, da poliziotto del mondo.
[20:35]È vero che non c'è più un grande nemico, non c'è più l'Unione Sovietica, non c'è più il comunismo, non c'è più il blocco orientale, però la NATO può avere ancora un senso, si diceva, può avere il senso di mantenere l'ordine, di evitare i genocidi, eventualmente, e quindi di intervenire per placare quelle guerre, a volte con la forza, quindi, vuole fare quello che l'ONU non può fare, perché l'ONU, come sapete, ha forze solo di peacekeeping, non può intervenire militarmente in maniera seria, ma la NATO sembra volesse dare questo compito. Interveniamo noi per fare da poliziotto del mondo, per frenare alcune derive aggressive, troppo aggressive, eccetera. Suscitando polemiche, ovviamente, perché in quel caso non è più però l'ONU a ordinare un intervento. L'ONU rappresenta più o meno tutti i paesi del mondo, la NATO rappresenta solo alcuni paesi del mondo. E quindi però cambia anche il ruolo, perché non è più un ruolo difensivo, ma sarebbe un ruolo propositivo. Anche se, ovviamente, non è un ruolo di invasione, un ruolo di assoggettamento. La NATO non invade la Serbia, però ci sono i bombardamenti, ad esempio, che servono a, nell'idea di chi li ordina, a mantenere, diciamo, la situazione entro certi limiti. Il caso della Bosnia, il caso della Serbia, il caso dell'ex Jugoslavia, è l'unico caso, di fatto, no? Perché, a parte quel caso lì, poi la NATO non farà grandi altri interventi eclatanti, come in modo aggressivo, diciamo. Ci saranno, certo, gli interventi in Afghanistan, come dicevo, dopo il 2001, invocando l'articolo 5, lì partecipa anche l'Italia, tra l'altro, partecipò con un contingente, però, abbastanza ridotto e con regole di ingaggio abbastanza ridotte. Altri paesi partecipano in modo limitato, la Germania manda pochi uomini, altri paesi partecipano in maniera più intensa, il Regno Unito partecipa con un contingente maggiore, anche se poi la maggior parte dei soldati è americana, soprattutto. E poi anche lì c'è qualche forzatura, perché certo, gli Stati Uniti avevano subito un attacco, su questo non ci piove. Che fosse un attacco coordinato dai talebani, ni. Certo, i talebani avevano dato sostegno ad Al-Qaeda, quindi c'erano comunque delle compromissioni molto forti, però poi la permanenza in Afghanistan si è rivelata molto lunga e anche l'addio all'Afghanistan, come abbiamo detto, vi lascio anche qui un link in descrizione, è stata molto problematica da parte degli Stati Uniti. Però, diciamola così, la NATO ha fatto fatica a trovare un suo ruolo, ha cercato di proteggere comunque gli stati membri, di garantirsi per un certo periodo un ruolo di poliziotto mondiale.
[23:04]Poliziotto mondiale che, però, ha chiesto su più proporre, perché oggi non è più il mondo di 20 anni fa. Se negli anni 90 la NATO rappresentava l'unico, gli Stati Uniti rappresentavano l'unica superpotenza, l'unica grande alleanza, oggi non è più così, perché oggi all'orizzonte ci sono nuovi attori, o vecchi attori che si sono, si sono ripresi, che vogliono rappresentare delle alternative geopolitiche, diciamo così, al mondo occidentale. Che sono soprattutto la Cina, che è quella più credibile da questo punto di vista, anche se la Cina si muove in politica estera in maniera molto molto cauta, e la Russia che, soprattutto da quando c'è Putin, quindi, dalla fine degli anni 90, negli ultimi 20 anni, 25 anni, si è data una, un nuovo obiettivo, che è quello di una forte egemonia politica. E questo ci permette di parlare dell'allargamento della NATO. Vediamo. In effetti, a partire dal 1999, quindi è questione di 25 anni fa, sostanzialmente, e più ancora nel 2004, la NATO si è molto allargata ad Est. In un momento, tra l'altro, in cui pareva che i rapporti tra Stati Uniti e Russia fossero molto buoni, eh.
[24:08]Putin si incontrava regolarmente con i paesi europei, con l'Italia, con Berlusconi, con la Merkel e poi con George Bush junior. Insomma, era un momento in cui i rapporti tra Europa, Stati Uniti e Russia erano buoni, molto buoni. Quindi, al di là di quello che dicono oggi alcuni osservatori, si ricordano poco, perché, in realtà, la Russia, ad esempio, a un certo punto alla Russia fu offerto anche di entrare anch'essa nella NATO per dire quanto buoni erano i rapporti. I rapporti erano più che buoni, ci si parlava, chi ha la mia età, si ricorda Berlusconi era spesso in Russia, ospite di Putin, Putin era spesso in Italia, ospite di Berlusconi, c'era una certa concordia. Però, però, appunto, tra il 99 e il 2004, la NATO si allargò decisamente, inglobando tanti paesi dell'Est Europa: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, le repubbliche baltiche, paesi anche obiettivamente vicini alla Russia. Pensate alle repubbliche baltiche che anche un tempo erano parte dell'Unione Sovietica, perché le repubbliche baltiche, inglobate a forza da Stalin nell'Unione Sovietica, erano state parte a lungo dell'Unione Sovietica. Poi quando l'URSS era crollata, erano state le prime a uscirne, le prime a non voler far parte dell'Unione Sovietica. Però, di fatto, avevano questa storia passata. E perché questi paesi dal 99, 2004 e, soprattutto, poi dal 2004 si sono volute associare alla NATO? Ovviamente non sono stati paesi obbligati, nessuno ha obbligato nessuno a entrare nella NATO.
[25:30]Non è che la NATO ha invaso questi paesi, chiariamolo, questo è piuttosto evidente a tutti. Hanno fatto loro richieste di ingresso nella NATO e a volte alcune di queste hanno fatto anche richieste di ingresso nell'Unione Europea e le due cose sono andate in molte occasioni di pari passo. Tra l'altro c'è stato l'inglobamento economico nell'Europa occidentale tramite l'allargamento dell'UE, e vi lascio un link in descrizione anche alla storia dell'UE, di come si è allargata, dall'altro un una protezione militare all'interno della NATO. Ma perché, ripeto, paesi che, che avevano ormai la loro libertà, la loro autonomia, volevano entrare nella NATO, che era un patto difensivo? E chiariamo, soprattutto dal 2004 in poi, la maggior parte? Perché la Russia che, pure, a fine anni 90, i primi anni 2000, sembrava avere un buon rapporto con gli stati occidentali e coltivava buoni rapporti con gli stati occidentali, vendeva gas a prezzi di favore agli stati occidentali, gli stati occidentali legittimavano Putin, eccetera, eccetera, eccetera. La Russia, in realtà, e qua vi lascio un link alla Russia di Putin e anche a alle questioni scure della Russia di Putin, della Russia di Putin aveva iniziato a perseguire una politica militare, non ancora verso l'Europa, ma verso, ad esempio, la Cecenia inizialmente, e poi verso altri paesi, diciamo, della zona asiatica. Ma spostandosi progressivamente verso, verso l'Europa. Ad esempio c'è il caso bielorusso, che resta ancora oggi abbastanza scalpo in Bielorussia, che è un paese formalmente autonomo dalla Russia, c'è un regime dittatoriale che è sostanzialmente un regime fantoccio di Putin. Questo lo possiamo dire abbastanza tranquillamente e lo si lo sanno tutti i bielorussi, lo sanno tutti i russi. Qualche anno fa c'è stata, e qui vi lascio anche un link in descrizione, se volete approfondire, l'occupazione della Crimea, illegale per tutti i paesi del mondo, sostanzialmente, ma che lasciava presagire un ulteriore allargamento della Russia verso l'Europa. Cioè, il piano di Putin, e questo penso sia innegabile, è quello di ampliare la sua sfera di influenza, a volte col gas, ma molto più spesso con l'esercito. La Russia ha una spesa nell'esercito rispetto al PIL che è molto più grande di quella dell'Europa, ma nettamente più grande, vi lascio anche qui un link in descrizione perché l'abbiamo analizzato, allargare la sua sfera di influenza, quella che era la sfera di influenza dell'Unione Sovietica. Il progetto di Putin che è chiaro a chiunque abbia gli occhi per vedere, perché passa anche attraverso la rivisitazione di Stalin, ad esempio, che Putin sta operando nei libri di scuola, nella retorica, nei discorsi che fa, è quello di riportare la Russia attuale a una dimensione simile a quella dell'ex Unione Sovietica, quindi, intanto prendersi quei paesi che facevano parte dell'Unione Sovietica, poi si sono staccati alla caduta dell'URSS. L'Ucraina è uno di questi, le Repubbliche Baltiche potrebbero essere tra queste, la Bielorussia è una di queste, eccetera. E poi, eventualmente, comunque allargare la propria sfera anche su paesi limitrofi che non facevano parte dell'URSS, ma erano comunque, in qualche modo, afferenti a Mosca. E qui si spiega, ad esempio, tutta la questione della Moldava, si spiegano anche alcuni aiuti reciproci con l'Ungheria, con la Slovacchia, che oggi Ungheria e Slovacchia sono due paesi nell'Unione Europea che più sono aperte a Putin, eccetera. Ora, questa aggressività, chiamiamola così, putiniana continuerà 20 anni.
[28:51]Un passo alla volta, ovviamente, un piccolo passo alla volta, però continuerà 20 anni. Ed è un progetto, non c'è, non c'è la, non sono questioni estemporanee, è un progetto. Pertanto, i paesi, soprattutto quelli che sono vicini alla Russia, quelli che sono limitrofi, ovviamente, vedono questo progetto come una, un rischio potenziale di, se non invasione, quantomeno ingerenza forte da parte della Russia di Putin.
[29:22]E le ingerenze sono abbastanza acclarate. Pertanto, è facilmente comprensibile perché i paesi baltici, ad esempio, Estonia, Lettonia, Lituania, la Polonia, ad esempio, che è confinante, che ha una brutta storia antica con la Russia, e in parte anche l'Ucraina abbiano cercato a tratti una protezione da parte dell'unico paese che può garantire una protezione seria davanti alla Russia. Potrebbe essere l'Europa, l'Europa è talmente disunita che garantisce poca protezione, non ha una difesa comune e allora la NATO. L'unica alternativa era la NATO. La NATO ha accettato queste candidature, sì. Le ha accettate in un momento in cui la l'aggressività di Putin non era ancora ai livelli in cui è oggi.
[30:32]È stata una mossa azzardata, non doveva farlo, questo ha indispettito Putin, questo ha allarmato Putin. La retorica putiniana che viene a volte appoggiata da opinionisti, tra l'altro, insomma, di peso nell'ambito della degli studi internazionali, un peso molto irrilevante, però, da alcuni opinionisti, è appoggiata dall'idea che Putin abbia attaccato l'Ucraina due-tre anni fa, perché ormai accerchiato dalla NATO, perché ormai preoccupato della NATO. E quindi per quasi come una ritorsione, la NATO è stata troppo aggressiva verso Putin e Putin per difendersi ha dovuto, gioco forza, invadere l'Ucraina. Ora, è una retorica che Putin usa spesso, ovviamente, ma che, appunto, essendo una parola in bocca a un politico che sta invadendo un altro paese, dovremmo quanto meno sospettare di fini propagandistici, quantomeno. È come se noi ascoltassimo un invasore che commette un crimine, perché è un crimine l'invasione di un paese che ha un suo statuto e giustificassimo ogni sua affermazione solo perché l'ha detta lui. Ovviamente, c'è molta propaganda in questo. È vero che la NATO si è allargata ad Est, questo è indubbitabile, ma, tenete conto di questo, la NATO, come dicevo, è un patto difensivo. È un'alleanza difensiva ed è abbastanza evidente che Polonia, Lituania, Estonia, Lettonia, eccetera, e anche l'Ucraina miravano, o hanno mirato, a entrare nella NATO, non certo per attaccare la Russia. La Polonia non si è mai sognata di attaccare la Russia. Estonia, Lettonia, Lituania, secondo voi, potrebbero attaccare la Russia? Anche perché, se pure attaccassero la Russia, gli altri paesi membri della NATO non sarebbero minimamente chiamati ad andare in suo soccorso. Per il caso in cui un paese membro della NATO attacchi, la NATO non vale niente, è una carta straccia in quel caso. Dunque, non è certo l'entrare nella NATO che possa preoccupare la Russia per la difesa dei suoi confini. Può preoccupare la Russia solo in un altro caso, e questo è, secondo me, il vero senso di quello che dice Putin, può preoccupare Putin perché, di fatto, gli toglie una sfera di influenza. Quello sì. Quando la Polonia, l'Estonia, Lettonia, Lituania, eccetera, e l'Ucraina ci ha provato, poi non ci è riuscita, a entrare nella NATO, entra in un lato, di fatto, si sottraggono alla possibile influenza russa. Quello è chiaro, quello è chiarissimo. Dicono: io voglio stare con gli americani, non voglio stare con i russi e i russi stiano fuori dal paese. Ora, per un paese come la Russia di Putin che mira, invece, a un progetto egemonico nella regione, che mira a un progetto imperialista, perché è il stampo imperialista, addirittura novecentesco, eh, non è una politica nuova quella di Putin, è la vecchia politica dell'URSS, sostanzialmente. Senza il comunismo come ideologia, ma è la stessa cosa di una volta. Ecco, solo in quel caso Putin può sentirsi minacciato, perché in quel caso, ovviamente, se tanti paesi si sottraggono a una possibile influenza russa, di fatto, questo questo l'idea egemonica nella regione viene messa da parte. Quindi, l'idea che la Polonia, l'Estonia, Lettonia, Lituania, voglia invadere la Russia, la lasciamo alla fantapolitica di chi ha molta fantasia in testa. L'idea, certo, che la Russia ambisse a quei territori, a un controllo di quei territori in qualche modo, diretto o indiretto, questo è plausibile, è possibile, magari non nel brevissimo periodo, ma nel medio periodo e che l'allargamento della NATO abbia tolto a Putin in questa occasione questo, sì, è plausibile. E questo spiega in fondo anche l'invasione dell'Ucraina, perché più l'Ucraina tendeva ad avvicinarsi alla NATO, più Putin la voleva strappare da quella possibilità. Tutto il resto delle delle motivazioni di Putin è pura propaganda, la difesa dei russofoni, la le i nazisti, vi ricordate che all'inizio si parlava sempre di nazisti ucraini, adesso neppure Putin la dice più sta fesseria perché è evidente che era una fesseria, a cui solo qualche opinionista di basso rango ha creduto. Insomma, alla fine quello di Putin è un progetto imperialista. Si potrebbe obiettare: anche gli Stati Uniti sono un paese imperialista. Ah, certo, è vero, anche gli Stati Uniti sono un paese che per molto tempo ha perseguito una politica imperialista, magari di stile diverso, perché gli Stati Uniti, certa a volte hanno mandato i carri armati in Asia, Vietnam, eccetera, se li ricordiamo bene. In molti altri casi, in Europa, in genere l'influenza americana è stata un'influenza più soft, gli Stati Uniti hanno, soprattutto da un certo punto in poi, direi, dopo alcune cose poco encomiabili negli anni 60 e 70, hanno preferito quello che viene chiamato in genere soft power, cioè, certa influenza, ma un'influenza dettata dagli aiuti economici, dalla anche dalla leadership culturale, senza andare ad ammazzare la gente, ecco, diciamo, in Europa gli Stati Uniti hanno mai ammazzato la gente per riportarla alla propria alla propria visione.
[35:25]C'è stato quel caso della della Serbia, certo, ma difficile dire oggi la Serbia non è filo americana, per dirne una, giusto per capirci, la Serbia è filo russa. Diciamo che gli Stati Uniti hanno scelto una via diversa. Certo, influenza. Certo, di egemonia, se vogliamo anche, sicuramente, oggi con con Trump le cose sembrano cambiare, però per molto tempo sicuramente di egemonia, di di guida, di leadership, potremmo anche dirla così. Ma questo vale per tanti altri paesi, eh. La Cina sta facendo una cosa molto simile, anche la Cina oggi sta cercando di allargare la sua sfera egemonica, per fortuna, non con le armi, non invadendo paesi, ma usando i soldi. Ed è una forma di soft power anche quello. La Russia, che non è ricca come la Cina, non è ricca come gli Stati Uniti, ha usato le armi perlopiù e quindi ha usato la strategia diversa, molto novecentesca, molto ottocentesca, molto vecchio stile, molto violenta anche, che comporta i crimini di guerra. Usare i soldi per aumentare la propria influenza, certo, è discutibile, magari in certi casi, dipende da come la usi questa influenza. Però non è un crimine internazionale. Usare i carri armati, invadere, ammazzare la gente, invece è un crimine internazionale, quindi capite che ci stiamo parlando di due cose molto diverse. La NATO è una forma di imperialismo? È una forma di alleanza con una leadership che fino a pochi anni fa era molto chiara. Oggi, tra l'altro, pure nella NATO la leadership è poco chiara, perché Trump, come avete visto, se seguite un po' la politica, sta ha minacciato in più occasioni di non dico ritirare gli Stati Uniti dalla NATO, anche se ha annunciato pure quello in certe occasioni, ma sicuramente di depotenziamento dell'influenza americana sulla NATO. E questo ci permette di parlare dell'ultimo punto: dove sta andando questa NATO? Diciamo che se una volta c'era una NATO che serviva a bloccare l'avanzata comunista, dopo il 91 è stata una NATO che voleva essere poliziotto del mondo, oggi la NATO che scopo ha? Ha ancora senso, ce l'avrà a lungo o dovrà non puoi essere sostituita da una difesa comune europea, magari legata all'UE, o magari anche al di là dell'UE, perché il Regno Unito, ad esempio, non fa più parte dell'Unione Europea, però si è detto disponibile a concertare una difesa comune, eccetera. Bisognerà vedere, sono tutti argomenti che sono sul piatto, argomenti su cui per il momento non c'è ancora una risposta definitiva. Se ne discute tanto, sono opinioni diverse, partiti politici si schierano ognuno da un lato o dall'altro, tra pacifismo e, invece, diciamo, pragmatismo, direi, realismo, se vogliamo, realpolitik, che dice: no, armiamoci, casomai è meglio essere pronti e che non serva che non essere pronti. Le opinioni sono diversificate. Però questi sono i problemi, questo è il futuro, credo, della NATO. Ecco, questo era quello che oggi volevo dirvi per farvi, appunto, il punto sulle questioni principali della NATO, cos'è, chi ne è membro e cosa comporta questo benedetto articolo 5. Spero anche di aver chiarito quei dubbi che riguardano la politica internazionale, in una maniera più equa e più equilibrata possibile, però, ripeto, sono sicuro che arriveranno i commenti degli agitati, ci sono sempre ogni volta che abbiamo fatto il video su Israele e Palestina, che abbiamo fatto il video sull'Ucraina, che abbiamo fatto il video sull'Afghanistan. Ogni volta che si tocca un problema e lo si tocca in maniera più obiettiva possibile, poi ti arrivano quelli da un lato e dall'altro che, che sclerano perché il mondo deve essere come loro pensano che sia e non come più o meno è davvero.
[39:56]Vabbè, prendiamoceli, portiamoli a casa e andiamo oltre. Come sempre, prima di chiudere, vi ricordo che se guardate in descrizione, trovate i titoli che sono comparsi qui in modo da dividere i video in capitoli, dove trovate anche i link agli altri video che ho citato, ai siti vari, che vi permettono poi anche di allargare un po' il tiro. E poi trovate anche i modi per rimanere in contatto con il canale, tramite social network e newsletter. Newsletter gratuita che consiglio caldamente.
[43:19]Poi, sempre in descrizione, trovate anche i modi per sostenere questo progetto, tramite merchandising, donazioni, libri. Vi lascio anche qualche libro per ampliare il discorso e anche tramite l'abbonamento, l'abbonamento in modo da sostenere questo canale, versando una piccola quota mensile, si va dai 3€ in su. E in cambio riceverete anche dei contenuti esclusivi.
[43:44]Se guardate in descrizione c'è un video che vi fa vedere tutto, vi spiega tutto, senza impegno, quindi per farvi un'idea, guardatelo. Ultima cosa, vi ricordo che mi trovate anche in libreria con due libri per il momento. Intanto un libro di filosofia che si intitola: Anche Socrate qualche dubbio ce l'aveva, è un libro di divulgazione che parla di filosofia scettica, però applicando i metodi dello scetticismo ai problemi di oggi, quindi sia ai problemi personali di questa società, un po' ansia ogica che abbiamo intorno a noi, sia anche ai problemi della politica, perché parlo non parlo di Ucraina e di NATO, eccetera, però parlo di informazione pubblica e di come cercare di orientarsi nell'informazione pubblica che è sempre più piena di persone un po' deliranti e per avere i metodi per chiarirsi un po' le idee in maniera più obiettiva. E lì ne parliamo grazie anche alla filosofia. Anche Socrate qualche dubbio ce l'aveva in tutte le librerie. L'altro libro, invece, è un manuale di storia per le scuole superiori, si intitola La storia in scena, è edito da Garzanti Scuola, Deascuola. Ed è un libro a cui io ho collaborato realizzando video, podcast, quindi c'è il libro di testo classico, con il suo testo ben fatto. Partiti Lorenzo e altri sono gli autori, ma poi, appunto, per ogni capitolo, c'è un abbinato di video, di podcast fatti da me, inediti solo per quell'opera lì che permettono davvero di fare tutto il percorso, sia sullo scritto cartaceo, sia in forma digitale. È molto interessante La storia in scena Garzanti Scuola. Basta, ho detto tutto, ci vediamo presto per parlare a volte ancora di questioni scottanti, ma anche di storia, filosofia ed educazione civica. Ciao, ciao.



