[0:05]La traccia d'inchiostro che un sismografo lascia sulla carta si chiama sismogramma. Se eseguiamo alcune operazioni grafiche, questa linea spezzata ci consente di rintracciare l'epicentro del sisma. Vediamo come. In un sismogramma, la scala del tempo ci aiuta a ricostruire la tempistica delle fasi del terremoto. In questo sismogramma, infatti, si riconoscono le fasi principali del sisma. Questa è la fase di quiete, prima che il terremoto avesse raggiunto la stazione. Poi si distingue il momento in cui le onde P sono arrivate alla stazione. E di seguito è evidente il tempo in cui sono state registrate solo le onde P. In questo istante sono arrivate le onde S, e di seguito troviamo il tratto in cui le onde S si sono sommate alle onde P. Infine, questo è l'istante di arrivo delle onde L, a cui segue tutto il tempo in cui le onde L si sono sommate alle onde P ed S. Per determinare l'epicentro di un sisma, si utilizza la parte del sismogramma in cui si leggono solo le onde P. La lunghezza di questa parte del grafico, infatti, rappresenta il tempo di ritardo che le onde S hanno rispetto alle onde P. Ed è proprio con il ritardo che si determina la distanza della stazione sismica dall'epicentro di un sisma. Tra gli strumenti a disposizione di una stazione sismica, esiste un grafico, ricavato dai terremoti precedenti, che riporta le curve dei tempi con cui le onde P ed S raggiungono il sismografo della stazione. Sull'asse delle ordinate si legge il tempo trascorso dall'inizio del terremoto, mentre su quello delle ascisse si legge la distanza che le onde sismiche hanno percorso a partire dall'epicentro del terremoto. Riportando su questo grafico i tempi di arrivo delle onde P ed S, si cerca il punto esatto in cui il ritardo misurato è uguale alla distanza tra le due curve. Da questo punto si traccia un segmento verticale fino a intersecare l'asse delle ascisse. Questo valore è il numero di chilometri percorsi dalle onde prima di arrivare alla stazione. Dunque, rappresenta la distanza tra l'epicentro e la stazione. A questo punto, su una carta della zona interessata dal sisma, si individua la posizione della stazione sismica. E si disegna una circonferenza di raggio pari alla distanza rilevata sul grafico. La circonferenza rappresenta tutti i possibili punti in cui potrebbe trovarsi l'epicentro del sisma. Se un'altra stazione esegue le stesse operazioni, basandosi però sul proprio sismogramma, ottiene anch'essa la distanza dall'epicentro. Questa circonferenza rappresenta tutti i punti in cui potrebbe trovarsi l'epicentro del sisma rispetto ad essa. Ma i due punti in cui si sovrappongono le circonferenze sono gli unici possibili epicentri del sisma. Per scoprire quale dei due è l'epicentro esatto, occorrono i dati anche di una terza stazione. Le tre circonferenze, infatti, si intersecano in un solo punto che rappresenta finalmente il vero epicentro del sisma.
Watch on YouTube
Share
MORE TRANSCRIPTS



