Thumbnail for 2. Napoleone: il consolato, l'impero e la sconfitta di Waterloo by Matteo Saudino - BarbaSophia

2. Napoleone: il consolato, l'impero e la sconfitta di Waterloo

Matteo Saudino - BarbaSophia

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[0:00]Allora, possiamo di fatto dividere l'esperienza di Napoleone in due fasi. Una fase che va dal colpo di stato, dunque del 99 al 1804, di di consolato. Una seconda fase che va dal 2 dicembre del 1804, giorno in cui si fa incoronare imperatore, sino al 1814, di impero. Dunque abbiamo una fase consolare dal colpo di stato del 99 al 1804 e una seconda fase, detta appunto, di impero, dal 1804 sino alla caduta al 1814. Segue poi una nuova esperienza che chiameremo il governo dei 100 giorni, che terminerà poi con le celebri sconfitte, Lipsia e Waterloo. Va bene? Dunque abbiamo due fasi, il Consolato Napoleonico e l'impero Napoleonico, va bene? Per quanto concerne il il Consolato, Napoleone, del 1802, si fa nominare, attraverso un plebiscito, primo console. Il plebiscito l'abbiamo visto ieri essere una modalità di costruzione del consenso molto diretta. Napoleone consulta in modo appunto diretto il popolo, i maschi ovviamente, vengono oltre i 25 anni, che possiedono comunque un minimo di di proprietà e di reddito, dunque pagano un minimo di tasse. E questi, oltre appunto, 3 milioni e mezzo, 4 milioni di cittadini è chiamato alle urne per esprimere un giudizio di fatto netto pro o contro Napoleone. In questo caso, la domanda è molto semplice: volete che io, Napoleone Bonaparte, che sia console, primo console, ormai è console, a vita? Sì. E dunque si fa di fatto nominare console a vita, cioè si fa nominare guida politica attraverso un plebiscito dal proprio popolo, dai cittadini. Godendo, come vi ho detto, di quel grandissimo consenso tra il popolo e, in modo particolare, tra i militari, ma anche tra abitanti del delle città, tra la media, piccola borghesia. Dunque, il potere di Napoleone, il 1802, subisce un ulteriore rafforzamento. Ma in questo periodo sono importantissime le riforme che compie Napoleone Bonaparte. Beh, la guerra, nel 1800, 1801, sta continuando, eh? La guerra sta continuando e Napoleone riporta anche dei buoni successi. Battaglie ancora nel nel nord Italia, perché gli austriaci erano ovviamente poi ritornati. E dunque ci sono nuovi scontri tra Marengo, scontri intorno a Milano e Napoleone rivince, rivince delle battaglie importanti. Ma riesce anche a a tenere testa a agli inglesi, nonostante abbiamo detto la sconfitta ad opera di Orazio Nelson. Gli inglesi rimarranno in questa fase la la potenza politica che più osteggia il disegno, diciamo, di di di Napoleone. Dunque, continua la guerra. Dunque non non non non bloccate tutto, cioè le cose vanno ovviamente integrate. C'è la guerra, c'è la guerra almeno fino al 1802, per cui c'è un periodo di pace che va dal 1802 al 1805. È chiaro? Dunque, questa fase di riforme contiene comunque il periodo di guerre lunghe o più o meno brevi, con periodi più lunghi o più o meno brevi di pace. Il contesto è sempre questo. È chiaro? Quali sono le riforme di Napoleone? Ma partiamo da quella politicamente più importante, è una riforma amministrativa veramente fondamentale. Napoleone Bonaparte istituisce i prefetti. Anche qua, recuperando un'idea amministrativa dell'antica Roma, ma rendendola più moderna, più capillare, più forti, istituisce i prefetti. Cioè, in ogni, in ogni, ehm, Rondisman, in ogni, dunque, area in cui è divisa, in ogni distretto della Francia, vi deve essere un uomo di nomina governativa, ovvero di nomina Napoleonica, che realizzi, che attui le politiche decise dal governo centrale in quel distretto, in quel Rondisman, dunque, in periferia. Questa riforma, l'ho ripetuto tre volte, è una riforma amministrativa che dà la struttura del del dalla struttura al al potere politico Napoleonico, che rende possibile il potere Napoleonico. Non ci sarebbe stato potere Napoleonico senza prefetti. Sono i bastioni del potere di Napoleone. Cosa vuol dire? Che Napoleone, governo forte centrale, deve realizzare le decisioni che prende al centro in periferia. Come fare a realizzare le decisioni centrali in periferia? Bisogna centralizzare il potere. E come faccio a centralizzarlo? Metto in periferia, nei vari distretti, degli uomini di nomina governativa esecutiva Napoleonica, i prefetti, che sono la mia lunga mano, che sono il proseguimento del governo centrale.

[5:55]Il prefetto di Torino non risponde al sindaco. Il prefetto di Torino non risponde al presidente della regione Piemonte. Il prefetto di Torino è l'emissario del governo centrale, è chiaro? Dunque, il governo che ha sede a Roma, in periferia, in questo caso, Torino. Napoleone ha questa intuizione decisiva per spiegare, vi ripeto, il successo di mettere degli uomini di fiducia, persone istruite, persone che conoscevano la macchina politica, burocratica, amministrativa, uomini di fiducia, di fedeltà, in periferia.

[6:35]Questo processo si chiama processo di accentramento amministrativo e burocratico. E la Francia diventerà un modello per tutti gli stati ottocenteschi che vogliono di fatto rafforzare il rapporto centro-periferia. Dunque, la Francia non è federalista. Stati Uniti d'America, la la Francia è stato unitario centralista. Ripeto, la Francia rispetto al modello americano, rispetto al modello svizzero, la Francia è agli antipodi. La Francia è uno stato centralista, in cui c'è una centralizzazione del potere nelle mani della capitale del governo. Ma per centralizzare, non bastano le parole vuote, non bastano i proclami. Da domani il governo centrale è forte. Ma domani il governo centrale è forte, come? Istituendo una rete di prefetti che eseguono le decisioni prese in centro in periferia. È chiaro? Dunque, ripeto ancora una volta, sono il bastione del potere Napoleonico, il successo politico di Napoleone passa per uomini di fiducia che realizzano le decisioni del governo in periferia. Questa riforma amministrativa, politica, burocratica delle prefetture. È chiaro? I prefetti, va bene? Dunque, processo di centralizzazione. A onor del vero, ricordiamolo anche in questa lezione, a iniziare un processo di centralizzazione furono già i giacobini, i quali ben sapevano che per fare delle riforme e governare la Francia serviva, no, degli uomini che in periferia mettessero in pratica le decisioni del governo di Robespierre. È chiaro? E qui anche la tradizione repubblicana, i simpatizzanti dei giacobini, c'è in Napoleone. Seconda riforma, ed è una riforma importantissima, sempre presa, dicevo, in maniera forte dal centro, ed è la riforma scolastica. Napoleone Bonaparte è un riformatore, lui e gli uomini che con lui collaborano a governare la Francia, per quanto riguarda l'istruzione pubblica. Napoleone istituisce, con forza, l'istruzione pubblica. State cominciando a capirmi la differenza anche della storia di Francia da altre storie di paesi europei. Cioè, Napoleone, anche qua, avevano provato già i giacobini, ma i giacobini hanno un governo breve, travagliato da quella esperienza devastante come il terrore. Il clima durante i giacobini è è molto pesante, perché i giacobini vogliono essere rovesciati, perché il Robespierre applica arresti, eh, uccisioni. Dunque, applicare delle riforme o governare in quel clima era molto complesso. Napoleone ha realizzato una stabilità con la forza, è un governo, di fatto, dittatoriale di Napoleone, è chiaro? E allora, con la forza che ha, istituisce l'istruzione pubblica, dividendola in due parti, di fatto. Dunque, la sottrae al al mondo religioso. Istituendo la scuola pubblica vuol dire che va a sottrarre il primato dell'istruzione alla Chiesa Cattolica, perché la Chiesa Cattolica, con le scuole, di fatto, private, ad avere il primato della dell'istruzione, in quali in tutta l'Europa. In Spagna, la la scuola è cattolica, nell'Italia divisa, la scuola è cattolica, nella Francia, la scuola è cattolica. Va bene? E nel mondo cattolico, nell'Austria, la scuola è cattolica, c'è un primato religioso, di educazione, della formazione. Napoleone istituisce l'istruzione pubblica e cosa fa? Viene, innanzitutto, istituita e, naturalmente, potenziata, c'era già un embrione, l'Ecole Politecnique. Cioè, le scuole tecniche, oggi, diremo, un tecnico che si occupa, appunto, di edilizia, un tecnico meccanico, l'Ecole Politecnique, cioè le scuole di formazione tecnica scientifica. E dall'altro lato, vengono istituiti i licei. Dall'Ecole Politecnique deve uscire il sapere tecnico che fa la grandezza della Francia. Per avere una grande Francia, serve un grande sistema di istruzione Napoleonico. E serve un sistema di istruzione tecnico-scientifico, le Ecole Politecnique. E dai licei devono uscire le persone con una formazione umanistica, letteraria, giuridica, ehm, matematica, anche ovviamente, che persone che costituiranno la classe dirigente. Che sia un prefetto, che sia un politico, va bene, che sia un amministratore, che sia un uomo d'impresa, servono persone istruite, dunque biforcazione di istruzione pubblica, la ripeto, Ecole Politecnique per formare i tecnici, vuol dire, ovviamente, gli i futuri architetti, ingegneri, tecnici, va bene, edili. E dall'altro lato, dai licei, servono le persone in grado della di gestire, di comandare, di avere responsabilità politiche ed economiche. Dunque, la classe dirigente dai licei, la classe operativa, tecnica, scientifica dalle Ecole Politecnique. Questo è, ovviamente, una innovazione importantissima. Prego, Rebecca. Ma quindi, invece che creare creare uno stato forte, quasi perfetto, attraverso, appunto, solo delle riforme, lo fa anche attraverso il popolo. Sempre cercando di avere un consenso, ok?

[12:17]E sempre cercando di avere affianco a sé delle persone, dunque, nel presente, che nel futuro, si immagino, abili, formate, istruite, in questo caso. Cioè, formare uno stato perfetto attraverso. Un stato forte, sì, sì. Non soltanto non solo attraverso la diciamo il pugno.

[12:38]Non basta il pugno, non basta il ferro e il sangue, anzi, Napoleone porta con sé gli ideali, in questo caso, della Rivoluzione francese. Guardate qua, sanità. Si parla di assistenza sociale e sanitaria. Cioè, bisogna cominciare a istituire ospedali o centri per dare assistenza ai poveri. Dare assistenza ai poveri implica anche, ovviamente, il controllo della povertà e dei mendicanti. I quali vanno anche, dunque, rinchiusi in luoghi dove avranno un pasto caldo e un letto. Dunque, l'assistenza ai mendicanti implica il controllo sociale, anche. Il prossimo anno faremo, spero, un bel lavoro sul tema della modernità del controllo, utilizzando alcuni autori, su tutti Foucault. Ok? Ve l'ho già detto, accade qualcosa di strano, abbiamo fatto con Rebecca, facendo appunto Beccaria, che a un certo punto nel 700 si pensa di riformare il mondo anche attraverso il controllo. Controllo scolastico, e riforme di controllo, non vediamo il positivo, io ti istruisco, bravo, in quella scuola qui. Controllo del crimine, ti rinchiudo qui. Controllo delle follie, i manicomi, ti chiudo qui. Controllo dei bambini dispersi, orfanotrofio, ti metto qui, ma prima dai matti e mendicanti e i criminali, ai gli orfani si è tutti in giro, marginali, abbandonati, in cerca di avventura. Dal 700 l'idea lo stato controlla, tema importantissimo, perché poi può essere. Lo stato controlla per progredire il benessere, lo stato controlla per reprimere, sono due aspetti molto, molto, molto, molto interessanti. Quello che vi devo dire, penso che chi è sveglio, lo ha già capito. È ovvio che se io ti mando a scuola per l'istruzione è un controllo per un progresso di emancipazione tua, anche se i contadini quando c'è l'obbligo scolastico i figli non li vogliono mandare perché dicono mio figlio qua che zappa la terra. E dunque, stato maledetto che mi prende i figli per andare a scuola. Ma un domani, il controllo può essere dei marginali, mi tolgo i macchie dalle strade, mi tolgo questi criminali dalle strade, mi tolgo i poveri dalle strade. Un domani, il salto è grande, ma è lì, poi c'è il nazismo, io mi tolgo le minoranze etniche e me le rinchiudo. Questa logica appartiene all'idea dello Stato che arriva e decide.

[16:24]Ma il fatto, cioè, dicevo sempre detto che per controllare il popolo, i cioè i sovrani, comunque, sfruttavano il fatto del dell'ignoranza, no? E il fatto che istituissero le scuole è un cioè non è un controllo Ottimo, ottimo, ok. Allora, questa scuola non è una scuola con tutti. Non è una scuola per tutti. Qua i contadini i figli non li mandano a scuola. Qui i salariati, gli operai, i figli non li mandano a scuola. Questa è una scuola per la media borghesia, che è quella classe sociale su cui poggia il consenso di Napoleone. Prima risposta. Seconda risposta, Gaia, lui rimane comunque un modernizzatore. Napoleone vuole modernizzare la Francia. Pertanto, il consenso che lui vuole passa anche attraverso l'istruzione che dà la Chiesa e i re vogliono, in gran parte, Chiesa Cattolica, in modo particolare, non non la Chiesa Riformata Protestante. Il dominio attraverso l'ignoranza di queste masse, le quali si affidano a dei re che ancora governano per potere divino, a una chiesa che ha una parola misteriosa che tu non comprendi e a cui devi obbedire. Napoleone vuole già governare una Francia moderna, in cui l'istruzione serve alla classe dirigente, serve alla burocrazia e a quella borghesia per sfidare gli altri Stati, per competere anche. Perché l'Inghilterra, che è il principale avversario, è uno dei regni, è una monarchia costituzionale, anche con i tassi di istruzione borghesi più elevati, e la Francia, in questo caso, ha come obiettivo, ovviamente, andare anche contro l'Inghilterra per diventare egemone anche da un punto di vista culturale. L'altro l'altro stato, che non era uno stato, l'altra area dell'Europa, che era un sistema di staterelli, in cui c'è molta istruzione, è la Germania, ovviamente. È chiaro?

[34:28]Dunque, a questo punto, iniziano i successi militari eclatanti di Napoleone. Dal 1805 al 1806, Napoleone riporta delle vittorie eclatanti.

[34:45]Congiura di palazzo? Mi vogliono uccidere? Mi faccio mi faccio nominare imperatore? Divento imperatore e rilancio quello che io so fare meglio di tutti, la guerra. E Napoleone, in questi anni, il 1805, 1806, sbaraglia gli avversari, su tutti, vi chiedo di ricordare 2 dicembre 1805, la battaglia di Austerlitz.

[35:16]La battaglia dei tre imperatori, l'imperatore di Francia, contro l'imperatore d'Austria, arrivo, eh, e l'imperatore di e lo zar di Russia. Due dicembre 1805, ad Austerlitz, la celeberrima battaglia dei tre imperatori. Napoleone, imperatore di Francia, contro Alessandro I, lo zar di tutte le Russie, l'imperatore russo, va bene, e contro l'imperatore, appunto, Asburgico. Noi abbiamo Austria e Russia contro Francia. Questa battaglia, muovendo sul campo, come sempre, in maniera strategica, le truppe, l'artiglieria, la fanteria, la cavalleria, Napoleone sconfigge i russi, sconfigge gli austriaci. E a quel punto l'onda di Napoleone si espande in tutta Europa. Si espande in tutta Europa, l'Olanda, la Germania e la Polonia diventano stati satelliti.

[36:18]Stati satelliti, cioè il Sacro Romano Impero Germanico è sciolto. E Germania e Polonia diventano stati satelliti, va bene? L'Olanda stato satellite. Degli stati che ruotano intorno alla Francia, mette dei suoi uomini a governare quegli stati. È chiaro? Poi inizia la campagna verso la Spagna. E nonostante delle resistenze, delle resistenze significative, anche importanti, contro contro Napoleone, c'è le prime anche guerre di popolo contro i francesi, la Spagna diventa filo francese, cioè metterà un suo governo, anche la Spagna cade. Va bene? Dunque, la Spagna diventa un'area filo francese. Il Regno d'Italia, Napoleone si fa si proclama anche, di fatto, re d'Italia, va bene? In un regno d'Italia e nomina suoi parenti governanti del regno d'Italia. Va bene? E il celebre Gioacchino Murat, appunto, a Napoli, dove metterà suo cugino. Tutta una serie di leggi, il diritto, entreranno in vigore. E dunque si è pro o contro Napoleone, chi è pro Napoleone dirà, guardate, la conquista di Napoleone ha fatto sì che noi piemontesi che vivevamo in uno stato assolutista, va bene, con i Savoia, ehm, i piemontesi, abbiamo ottenuto che cosa? Il Codice Civile. E vuol dire che c'era, ad esempio, la possibilità per i figli, anche i secondogeniti, di accedere all'eredità, perché nel Codice Civile non c'è l'automatismo del dare tutta l'eredità al primogenito.

[38:46]Nel Codice Civile c'è l'inserimento dei secondogeniti, dei terzogeniti, dunque per tutelare i fratelli minori. C'è il divorzio, ferme, care ragazze, il divorzio dei Giacobini, che non entra mai in in vigore per i motivi di prima. Era molto più progressista, molto più democratico. Il divorzio c'è, c'è, ma con tanti limiti, anche qua, ho proprio poco tempo, vi faccio un esempio. Il marito, ehm, per adulterio può chiedere il divorzio, faccio l'esempio dell'adulterio, va bene? E il giudice, se il marito con la sua testimonianza, voglio separarmi da Giovanna, perché Giovanna mi ha tradito, il giudice, va bene, dà ragione al marito.

[39:39]Se la donna vuole divorziare per adulterio, stiamo parlando, eh?

[39:51]Chi era la cosa più più più diffusa di cui potevi parlare, facevi entrare un po' nell'adulterio, poi il maschio poteva anche addurre altre motivazioni, eh? E quelle di non essere magari soddisfatto perché non aveva figli, va bene, era era certamente, sì, sì. Certo. No, non è quello il punto, però, essendo il suo territorio era una Non il suo, certo. L'ha intrappolato nel territorio. Si chiama generale inverno, è una battuta che ritorna, il più grande generale che hanno i russi nella storia è il generale inverno, perché più volte gli ha permesso di vincere delle battaglie.

[40:30]Questa guerra, in pratica, si conclude perché freddo.

[40:59]Non, cioè, perché le condizioni climatiche e quando sono in difficoltà le truppe russe dalle zone limitrofe, da altre città, da boschi, da campagne li attaccano e fuggono. Anche i cosacchi, attacchi, tu hai tu costruisci accampamenti. La macchina di Napoleone è simile, dicevo, a quella di Alessandro Magno o di un Giulio Cesare. Giulio Cesare, si marcia, si marcia, si marcia. Una mezza giornata a accampamento e ci siamo, giorno dopo, togliere l'accampamento e si va alla guerra. Annibale attraverso le Alpi, accampamento, ripartiamo. Lui è abilissimo, ma accampamento su accampamento, al freddo, senza risorse, tu monti l'accampamento e ti attaccano magari di notte e tu controbatti. Ce ne tantissimi. Fatto sta, ragazze e ragazzi, che è un disastro, ripiegheranno indietro. E questa è la cosa più importante della lezione di questa mattina, dopo i prefetti e il Codice Civile. Ripiegando indietro l'esercito, il Napoleone dalla Russia, Napoleone è anche leggermente ferito in questa campagna. C'è, è in battaglia, come sempre, non è rimasto a Parigi, eh. Lui poteva essere lui è l'imperatore, poteva rimanere a Parigi e mandare i suoi generali, andare a combattere. Mentre ritorna, questo è veramente il concetto chiave, che sia la Polonia, Germania, Austria, Spagna, la notizia che Napoleone sta perdendo, importa di insorgere le popolazioni, ma non tutti animati solo da re o da nobili, anche le popolazioni animate da un ideale.

[47:38]La nazione. Chi ha contribuito a portare nel mondo quell'ideale? Chi l'ha portato in giro per l'Europa l'ideale di nazione? Napoleone, Napoleone è anche vittima del suo stesso ideale. Perché insorgono in nome di vogliamo la Germania, Polonia, nazione, Germania, nazione, Spagna, nazione. Dunque, gli stessi ideali di Napoleone diventano i popoli contro di lui. Scontro, una dialettica, perché insorgono in nome di uno stato nazione che non hanno. Chiudo, questa è la cosa, Napoleone torna a solo più 100.000 uomini.

[48:29]Cosa è successo? Che perdendo a Parigi un suo ministro prende il potere con altri anti Napoleonici. Ma perché? Perché la Francia, ragazze, provate a pensarci, poteva essere a questo punto smembrata e conquistata dopo aver conquistato l'Europa. A Vienna, lo vediamo poi, eh, si apre il congresso di Vienna per stabilire le sanzioni alla Francia.

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