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Il Bacio Di Hayez

Michelangelo Moggia

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[0:02]Ciao da Michelangelo Moggia. Questo è analizzare un quadro e sto per presentarti Il Bacio di Francesco Hayez, un dipinto famosissimo esposto alla Pinacoteca di Brera a Milano. Di questo quadro l'artista ne ha dipinte diverse versioni, ma la versione di Brera è quella più famosa. Il quadro, dicevo, ebbe un grande successo già all'epoca in cui venne realizzato ed è sicuramente una delle opere più famose della pittura italiana di tutte le epoche. È un'immagine molto chiara, semplice e immediata, c'è una coppia che si bacia con trasporto, con passione. Però ci sono, come poi spesso accade, diversi livelli di lettura. Il più immediato è quello, passami il termine, sentimentale. La raffigurazione, appunto, di un bacio appassionato e sensuale. I volti dei due protagonisti si intravedono appena e questo elimina una possibile distrazione e concentra l'attenzione sull'azione dei due amanti. L'uomo ha un ruolo attivo, con le sue mani trattiene la testa della donna che si abbandona all'impeto dell'amato e si lascia condurre. Ha un piede posato sullo scalino, è vestito di tutto punto e ha un coltello in vita, come se fosse pronto a partire o a scappare. Tutto questo accentua la drammaticità del bacio e fa pensare ad una separazione, forse ad un addio, non a un semplice saluto. Come se non bastasse, sullo sfondo a sinistra si vede una sagoma scura sulle scale. Il che crea una situazione di tensione, di urgenza, è probabile che i due si siano visti in segreto e rischino da un momento all'altro di essere scoperti. L'ambientazione medievale, tanto in voga, peraltro, all'epoca romantica di Hayez, arricchisce di mistero, dà sapore, diciamo così, a tutta la scena. L'immagine è felicissima, efficacissima nella sua inventiva ed è stata fonte di ispirazione per molti film, immagini, poster. Sembra anche che la prima immagine dei Baci Perugina, i famosi cioccolatini con i due amanti che si baciano, sia frutto di una rielaborazione del bacio di Hayez. Ma esiste anche un precedente al quale Hayez si è certamente ispirato. Un quadro dipinto sempre da lui, 25 anni prima, che si intitola L'ultimo bacio di Romeo e Giulietta. Come vedi l'impostazione delle figure è simile, però Il Bacio, quello di cui stiamo parlando adesso, nella sua semplicità e sobrietà è molto più forte, più potente come immagine. Come ti accennavo prima, però, ci sono anche altri livelli di lettura. Per comprenderli, bisogna fare una piccola introduzione storica. Il quadro è del 1859, siamo in pieno Risorgimento, all'epoca della Seconda Guerra di Indipendenza, che vide l'alleanza tra il Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele II e Cavour con la Francia di Napoleone III.

[2:59]L'alleanza in funzione di strappare agli austriaci la Lombardia e il Veneto. L'artista, quindi, utilizza questa ambientazione medievale per fare invece riferimento a fatti del suo tempo. Non era la prima volta che questo accadeva, perciò posso interpretare l'immagine del bacio anche come, ad esempio, un patriota pronto a partire. Vedi il piede sullo scalino, pronto a partire, dicevo, per la battaglia o magari per l'esilio, il patriota che saluta l'ultima volta la sua amata. Infine, l'ultimo livello di lettura celebra l'alleanza tra Francia e Italia, quindi l'abbraccio e il bacio tra i due personaggi rappresenta in realtà l'alleanza di due stati, di due popoli. Non a caso l'uomo e la donna nei loro vestiti rieccheggiano i colori della bandiera italiana e di quella francese, il bianco della veste, il rosso della calzamaglia, il verde del mantello e della veste dell'uomo e il blu nella parte bassa del vestito della donna.

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