Thumbnail for Gesù tra noi -  4 by Stefanina del Lino (alias Sacro Lino, la Sindone)

Gesù tra noi - 4

Stefanina del Lino (alias Sacro Lino, la Sindone)

29m 32s4,194 words~21 min read
Auto-Generated

[0:00]minuti. Oggi voglio iniziare ringraziando Dio, Gesù per tutto quello che ha fatto e perché è venuto a portarci veramente tanta speranza e il suo aiuto. E sappiamo che Dio agisce sempre in anticipo e che ci offre sempre una soluzione. C'è un vecchio detto che conoscerete già, Dio scrive sulle righe storte degli uomini e scrive dritto. E veramente lui è venuto a portarci questa possibile uscita, se noi lo vogliamo, c'è. E trova sempre un'uscita, la Bibbia ce lo ricorda da quando fece uscire il popolo schiavo e ci ha venuto a dare la libertà. E quindi io veramente ringrazio Gesù dal profondo del cuore, spero che anche voi possiate avvertire questa bellissima esperienza interiore di liberazione, di gioia. Oggi voglio anche iniziare invocando lo Spirito Santo. Se qualche volta mi scordo, perdonatemi, ma sappiate che, diciamo, è di default per me sempre prima di iniziare, lo faccio, ecco. Quindi io passo subito alla lettura di quello che sapete già essere una riscrittura gratuita dell'ex Chi è John che ora è diventato Quando riconobbi Gesù, le crisi del nostro tempo erano già nel suo piano. Così come gratuiti sono i due book che trovate nel mio sito e e che sono una proprio un approfondimento della cronaca della cronaca realizzata. Quindi ciò che Gesù ha detto si è realizzato. E in quei due book vedrete essenzialmente qualcosa di proprio più mirato. Sapete comunque che i temi principali sono sempre, questo si deduce dal fatto che è apparso a scuola, la crisi giovanile, la violenza giovanile e la coppia uomo-donna e anche, ovviamente, la famiglia. Quindi il lo specchio, il feedback è quello che sta succedendo ora. Quindi lo abbiamo sotto gli occhi. Quindi ricordatevi sempre questo che queste manifestazioni hanno già il marchio della realizzazione. Va bene? E questo, ovviamente, sta andando avanti, spero per un riconoscimento positivo. Quindi cominciamo subito. L'umiltà e il perdono, la via per l'unità secondo la logica divina. Questo è il capitoletto che stiamo leggendo. Siamo ancora nel primo capitolo e quindi scusatemi, il paragrafo del primo capitolo. Al primo anno delle scuole superiori, io ero ancora più una bambina che ragazza e in diverse occasioni Gesù mi rimproverò con la fermezza di un vero educatore. Come vedrete, questo ha un volto anche abbastanza severo, nel senso che lui è fermo sul fatto che io non sia attenta. E ovviamente io non non ero interessata a lui e non ero interessata ai suoi discorsi. Non c'è una attrazione che può succedere, no, che la ragazzina si è innamorata del professore, non è così, lo si deduce anche dal fatto che tutte le volte mi dice a me gli occhi, no, per iniziare. E quindi, insomma, vedrete che lui deve un po' imporsi all'inizio, soprattutto, va bene? Prima mi devo innamorare di Dio e poi dopo sarà anche per l'aspetto che stiamo analizzando, vi ho già anticipato, la sua natura umana. Perché sapete che nella Trinità, il secondo la seconda persona è il verbo, cosiddetto verbo che si è incarnato in Cristo e che è di due nature umana e divina. E queste manifestazioni, particolarmente, per volontà di Gesù stesso, sono per trasmetterci la sua umanità. Quindi la sua psicologia, il suo carattere e i suoi gusti e quindi per farci conoscere meglio la sua persona, proprio come uomo, va bene? Come uomo incarnato, vero Dio, vero uomo. Ok, proseguiamo. Il prof insisteva molto sull'importanza del silenzio. Rispettare chi parlava, aspettare che lui finisse di dire ciò che aveva da insegnare, ma soprattutto ascoltare la sua voce. Ricordo distintamente come all'improvviso, mentre ero seduta al mio banco, lo vedevo comparire in cattedra. Non era un rumore da tirare la mia attenzione, ma le parole a me gli occhi pronunciate col suo tono dolce, ma deciso. Era il suo richiamo. Dovevo stare attenta perché stava per mostrarmi qualcosa di importante. Eppure la mia distrazione spesso prendeva il sopravvento e così il maestro fu costretto a ricorrere a qualche rimprovero. Il suo atteggiamento severo mi risultava antipatico e più di una volta mi veniva voglia di di togliere lo sguardo e di non prestarli attenzione, cioè quasi lo odiavo, per dire. Fu allora che si arrabbiò e mi disse con tono deciso Bambina, cerca di essere ubbidiente. Avrei potuto trovare qualcun altro migliore di te per la missione che ti ho affidato. E di questo ne sono sicurissima. Subito dopo, accanto a me, udì di nuovo quella voce femminile, la stessa di altre volte che mi invitava a chiedere scusa e ad ascoltarlo. Fui in quel momento che capii di aver sbagliato. A voce alta dissi, chiedo scusa. Lui mi guardò e con una dolcezza inaspettata rispose Per questo atto continuerò con te. Era una prova per me. Gesù, come un vero educatore, si occupava della mia formazione, sia come discepola che per la vita. Nella memoria, l'episodio sopra mi appare collegato al seguente successivo discorso pronunciato con fermezza. Sapete cosa significa misericordia? È l'infinito amore per il prossimo che ci spinge a perdonare. Poi aggiunse, quando siete in collera, imparate a perdonare, vendicarsi e da stolti. Fate subito la pace, siate gioiosi e vivrete bene. È proprio dalla mancanza di perdono che nascono divorzi, delitti e il male. Infine, con un velo di commozione, concluse Dio ama gli uomini ed è ed è sempre pronto a perdonarli, ma loro ingrati non lo comprendono. È importante soffermarsi su alcune conclusioni. Le esperienze descritte sopra, apparentemente, sembrano due dialoghi separati. In realtà, evidenziano un percorso educativo unico in cui Gesù, nel ruolo di maestro appunto, sottolinea l'importanza dell'umiltà e del perdono, riprendendo temi evangelici. Infatti, nel primo discorso, egli esorta a restare attenta e se e segue la mia azione volta a chiedere scusa, cioè, dopo che lui mi ha detto stai attenta, io capisco che ho sbagliato e gli chiedo scusa. Successivamente, approfondisce il tema, evidenziando come l'incapacità di chiedere perdono possa portare a divisioni e conflitti. Spiegando che la mancanza di riconciliazione, l'assenza di perdono, sono spesso alla base di separazioni e mali nella società. Capite? Questo lo scrivevo nel 2005. Quindi vedete come è reale. Lui sta pian piano calando i dialoghi in quello che confluirà nel grande male che mare, che vi ho detto è un unico bacino. Dove nell'Eucaristia, praticamente, che lui mi mostrerà, si ingloba sia l'urgenza di dire attenzioni perché state andando verso un versante pericoloso. Cioè queste mancate di riconciliazione creano violenza nella società. Quindi il ruolo sociale, per quello lui a scuola, no? Dirlo ai ragazzi presto finché si è giovani e soprattutto poi state attenti ai rapporti di coppia, familiari, perché poi appunto, sfociano nelle orribili stragi. Questi insegnamenti sono strettamente collegati, l'umiltà di riconoscere i propri errori e la volontà di chiedere perdono sono fondamentali per prevenire e sanare le divisioni. Anche Papa Francesco si è espresso in questi temi, ad esempio, ha sottolineato, cito le sue parole, che quanto è difficile a mettere un errore e chiedere perdono. Evidenziando l'importanza delle parole permesso, grazie, scusa nelle relazioni quotidiane. In conclusione, è importante riconoscere come questi due eventi proposti a scuola da Cristo siano collegati da una logica coerente, rafforzando la loro autenticità. Eh, perché io come avrei potuto sapere questo, no? Io ricordo, scrivo i pezzi, poi poi dico, Ah, beh, ma aspetta, forse questo è un discorso che ha fatto quel giorno lì quando ha detto anche l'altro, no? E ed è, credetemi, molto difficile questo, eh, perché se no avrei inventato tutto e non l'avrei fatto così certamente. Il processo di comprensione da parte mia si sviluppa gradualmente, guidato, guidando verso una conoscenza più approfondita degli insegnamenti. Questo avanzamento progressivo conferma la veridicità dell'esperienza, portando a una maturazione interna e a una maggiore consapevolezza del contenuto. In caso contrario, l'informazione sarebbe stata già riportata nel libro precedente Chi è John e negli altri vari trascrizioni, incluse quelle inviate ai pontefici. Capite? Quindi non ha nessun senso che io ve lo venga a dire adesso, non l'ho detto al Papa e dal Papa e non l'ho scritto prima. Questo avviene perché è talmente denso l'insegnamento di Cristo in poche frasi, questa è la cosa stupefacente, no? È veramente è miracolosa, miracolo perché è così l'insegnamento di Cristo anche nei Vangeli, no? Che è un è un universo in espansione, del quale ancora adesso io in questo momento ne sono dentro, no? Cioè, si sta talmente espandendo che è veramente incredibile e spero che si espanderà anche dopo la mia morte, anzi, ne sarei molto contenta se altre persone poi faranno altre riflessioni, no? Perché questo è per tutta l'umanità. Sapete che lui è diventato scusi, scusate, ha preso il posto del reale professore di inglese, mi sarete chiesti il perché, no? Perché l'inglese, la lingua attualmente che fa comprendere il mondo, le relazioni sono sulla base inglese, ok? Come era il latino una volta. Quindi lui sta parlando al mondo, con la lingua del mondo, altrimenti io avrei detto, è apparso, non so, al posto di di un insegnante di religione, che sarebbe stata la cosa più logica, credetemi, se io avessi scritto un libro inventato, no?

[11:28]Quindi, io qui ho una nota che evidenzio che le parole di di del Papa sono sono state riportate il potere dell'umiltà, nella voce del popolo del febbraio del 2020. Ok, passiamo all'altro paragrafo, si intitola Ascoltatemi. In questo paragrafo emerge l'importanza dell'ascolto interiore e del discernimento. Gesù, inizialmente, percepito da me come strano, in realtà mi educa a riconoscere la sua voce e a fissarla nella mente, come preparazione a un cammino di profonda comunione spirituale. Il richiamo dello shemà ebraico sottolinea l'importanza dell'ascolto della centralità. Vediamo cosa è successo, no? Il processo richiama l'effusione dello Spirito Santo, in un'esperienza trasformativa, ritenuta da Cristo necessaria per me, ai fini di quest'opera e non solo. Vediamo allora cosa è successo a questa quella mattina. Davanti a lui provavo un profondo senso di soggezione. Non era paura, ma riverenza, come se mi sentissi indegna, come se avessi cose da nasconderli. Un giorno, mentre mi trovavo nel cortile della scuola, una voce sottile e insidiosa si insinuò nei miei pensieri. Era un sussurro carico di invidia e gelosia. Mi domandò, perché quel prof è così strano? Ma nello stesso momento una voce autoritaria e potente la sovrastò, mettendo immediatamente a tacere quella presenza oscura. All'improvviso mi sorse il seguente pensiero, è strano, ma buono. Si avvertiva più in di pelle. Ovviamente capite che il il male, il demonio cerca a varie riprese di farmi credere che mi sto inventando tutto. Oppure perché lui è così strano, ma poi dopo lo dirà. Sapete che il demonio dice le verità teologiche, no? Vedrete dopo cosa dice. Durante il primo periodo, rimaneva Gesù seduto per la maggior parte del tempo, osservandoci con intensità. Però per brevi momenti, come vi ho detto. Noi dovevamo ascoltare. Ricordo con particolari carezza un giorno di primavera. Gesù si rivolse a noi con voce ferma ma dolce. Oggi fate silenzio, abbassate tutte le teste, appoggiatele sulle mani. Del banco ovviamente. Quel comando semplice, quasi infantile nella sua formulazione, sembrava nascondere qualcosa di molto più profondo. Poi ci invitò a liberare la mente da ogni pensiero. Dovete ascoltare solo la mia voce. Obbedi, anche se inizialmente non fu facile svuotare la mente. Ma Gesù conosceva i miei pensieri, voleva che imparassi a imprimere ogni cosa nella memoria e a riconoscerlo nello spirito. Dovevo fissare Dio nella mente, facendolo divenire il padrone dei miei pensieri. La sua voce si faceva leggera come un soffio di vento. Non era un discorso articolato, ripeteva soltanto, ascoltami. Poi taceva per qualche secondo e subito dopo si faceva, ci faceva alzare la testa. In alcuni momenti Gesù pregava il Padre, richiamava lo schemà, la preghiera più importante della tradizione ebraica, dal significato profondamente teologico, lo Shema Israel. Partendo dalle radici del cristianesimo ci ricorda le parole essenziali, ascolta Israele, il Signore, il nostro Dio, il Signore è uno. Questa verità è il fondamento della fede di Israele, ma oggi ci trasmetteva Gesù, è troppo spesso dimenticata. Allora, quindi, dopo che io ho messo giù la testa, sentii di nuovo la sua voce, questa volta fisica. Parlava lentamente a tratti, in modo deciso, affinché ogni parola si imprimesse nella mente. Ricordo un episodio particolare, dove praticamente lui diceva continuamente di mettere giù la testa. E io, in quel momento, pensai tra me, mi sembra quasi un ipnotizzatore. Proprio in quell'istante, la sua voce si incrinò leggermente, come se si trattenesse una risata. Poi fece, ci fece alzare la testa e con tono chiaro e deciso, disse non è questo il modo di ipnotizzare. Dopo quelle parole, il ricordo si dissolve, come sempre nel silenzio, io non ricordo più nulla. Gesù offre un antidoto contro le crisi psicologiche. Quindi attenzione perché hanno una particolarità, queste manifestazioni di indagare e di fornire una cura, una proprio una mano alla nostra epoca, che è l'epoca della psicologia. In una società tormentata dalla mente, egli ci insegna a trovare l'equilibrio e pace attraverso la fede, ok? Queste parole vi sono molto famose, no? Equilibrio e pace, dove tanti persone che non hanno più la fede, non credono in Cristo, vanno altrove. Vanno a cercarle in altri posti, in altri credi, in altro credo, diciamo, diciamole così, in altre pratiche. Ma Gesù ci guida verso la stabilità interiore con la preghiera, invitandoci a confidare in lui, come annunciato da Santa Faustina Kowalska, Gesù confido in te. Allora, questo Gesù confido in te, che è Santa Faustina Kowalska, chi io vedo perché lui, vedrete più avanti, me la mostra in una breve apparizione, ha un aspetto profondo nella psiche. Lo aveva già anticipato, perché Santa Faustina, andiamo indietro, no? Quindi in questo, andiamo nel scorso secolo. Quindi, capite che sono moderne, perché prima lui vuole trasmettere la sua psicologia di uomo. Che tipo di uomo è? Com'è il suo carattere? Secondo per noi, quali problemi questo uomo del post del 2000, post moderno? è a Qual è il maggior problema? La depressione? Perché se gli anni 30, negli anni 20, nell'800 era la fame, beh, sì, anche adesso lo è, per carità, siamo anche in crisi, ma non è tanto la fame come sbarcare il lunario, ma purtroppo un po', no, come si sapete, mi sembra avesse detto un vescovo che che è morto, che adesso non c'è più, è una società sazia, ma infelice, quel boom economico. Quindi gli aspetti sono molto moderni e Santa Faustina per me ha buttato già le basi su quanto gli ha detto Gesù di queste mie apparizioni, perché gli chiede di dipingerlo. Perché Gesù chiede già allora di mostrare la sua immagine? La sua vera immagine, perché Santa Faustina coincide con come io ricordo Gesù, ok? Perché, come dirò più avanti, esce dalla sindone che è un selfie di Cristo. Con le normali, attuali, grandi mezzi che abbiamo, abbiamo fatto il 3D, come vi ho detto, ok? Quindi il vero corpo di Cristo è quello che era in Israele ed è quello lì, uscito da da da Santa Faustina e dalla e dalla sindone. Va bene? Le immagini delle immagini, perché siamo nel tempo dell'immagine, l'immagine dell'immagine è la sindone ed è proprio così, come quello di Santa Faustina. Gli occhi quasi io non me li ricordo, perché era talmente breve il tempo in cui lui arrivava e lo guardavo per un secondo e poi iniziavano le varie le varie manifestazioni, visioni, oppure io devo alzare la testa e abbassarla, così che quasi quasi facevo fatica a ricordarmi il colore degli occhi. Ma sapevo che erano scuri, avevo qualche dubbio, andai a vedere il ritratto di Santa Faustina e me l'ha confermato, va bene? Quindi sappiate che ci sono appunto questi aspetti molto moderni. Continuiamo con un indizio rivelatore, il volto dietro al prof. Ecco, vedete come ci tiene lui adesso a dire, eccomi, sono così. Ok? Perché poi non torna un'altra volta, eh? Dopo non so, secondo me la fine del mondo siamo a posto. Quindi dice, attenzione, perché io sono così. Qui emerge un primo indizio chiaro della vera identità del prof. Il gioco tra l'immagine mentale di Gesù e il volto dell'insegnante rafforza l'intuizione e la battuta sul barbiere, che adesso vedremo. Mostra un aspetto umano ironico di Cristo che guida con amore con l'intento di mostrarci un lato che tuttavia è già presente nei Vangeli, ma non sappiamo però esattamente com'è nel fisico nei Vangeli. Cristo non ha una personalità scontro, tuttalaltro, come lui stesso mi ha rivelato, come è facile intuire, nel lungo periodo in cui ho ha vissuto operato tra gli uomini, è stato spesso a contatto con persone semplici, lontane da ogni forma di altezzosità. Interagiva con lavoratori abituati alla fatica quotidiana che talvolta esprimevano il loro spirito con battute piccanti. Cristo non ha alcuna inclinazione masochistica, né ambiguità nella sua identità. È chiaramente mascolino ed è eterosessuale, approfondiremo anche più avanti. Come vi ho detto l'altra volta, lui ci tiene a questo, ok? E adesso vediamo anche che lui mi sta dicendo sappi, sappiate che io non andavo con persone che parlavano in maniera raffinata. Perché lui era anche in mezzo dei cantieri, degli artigiani e quindi, insomma, operai, erano persone semplici e buone, tutto quello che volete, ma non erano raffinate, come può essere adesso un anche un muratore. Poi magari c'ha la laurea, però non fanno proprio battute così che noi possiamo dire uscite da un convento, no? Quindi è importante, perché vuol dire che che che Cristo era era un po' un duro su certi aspetti, era abituato ai duri. E poi lo si vedrà durante la sua crocifissione, no? Cristo non ha alcuna inclinazione masochistica, come vi dicevo, questo l'ho già letto. Questo episodio segna un passo verso la rivelazione della sua vera identità. Ecco come andò quella mattina. Quella mattina accadde qualcosa di insolito, entrò in classe, ma invece di sedersi come faceva di solito, iniziò a camminare tra i banchi. La sera precedente avevo visto un'immagine bellissima di Cristo. Un Gesù dei capelli lunghi e biondi con occhi azzurri, uno sguardo profondo e amorevole. A un certo punto, mentre camminava, egli si fermò non lontano da me. Sentii dentro di me una voce interiore, nitida e distinta. Guardami in faccia. Alzai lo sguardo, in quell'istante il volto si sovrappose perfettamente a quello dell'immagine che avevo visto la sera prima. Con i capelli lunghi, pensai assomiglia a Gesù Cristo, no? Vedete. Lui mi fissò e quasi divertito con un sorriso pronunciò ad alta voce una frase che mi lasciò senza parole, devo ricordarmi di andare dal barbiere. Ecco, una di quelle cose che io dentro di me allora dico, ma a me, cioè, non mi viene di ste cose, a fin dei conti, a me cosa mi interessa, ma, insomma, andrai dal barbiere, no? E tante altre cose mi dice così, e io dico dentro di me, ma a me poi ste cose non mi interessano. Apro una breve parentesi, poiché dedicherò le alle spiegazioni finali del Santo volto. Tuttavia, desidero anticipare una mia percezione psicologica. Dal momento che uno degli scopi di questo lavoro è trasmettere, appunto, l'umanità di Cristo, mi spiego meglio. Quando appare nella storia, e va detto le apparizioni non private sono rare, Gesù è spesso raffigurato con abiti tradizionali, avvolto da un'area celestiale che eleva l'anima in estasi, e va bene. Ora, invece, sceglie di manifestarsi come una persona apparentemente normale, anzi, direi, adesso lo tolgo apparentemente, è normale. Queste manifestazioni hanno la particolarità di rivelare la sua umanità, il suo lato fisico, così come lo conobbero in Israele. Proprio per questo, nella sua insondabile onnipotenza, egli ha voluto unire la sua immagine alla Sacra Sindone, perché solo essa rappresenta il vero ritratto terreno, è ovvio. Non c'erano i selfie allora, no? Mi sembra chiaro. Quando sedeva, era serio, ma luminoso, assumeva, come ho detto, la posa dell'immagine della Sacra Sindone. Tuttavia, noi adulti sappiamo bene che i bambini interpretano le espressioni in modo diverso. In realtà il suo volto era sereno, ma segnato da una maturità profonda. Cristo emanava un'area di indescrivibile maestà. Potrei tentare un timido paragone con la sensazione che si prova di fronte a una persona carismatica, saggia e ricca di esperienza, la cui conoscenza e profondità ci lasciano senza parole. Ad esempio, un grande medico, dottore, santo, pensate al San Padre Pio, oppure anche Giovanni Paolo II. È molto difficile per me riuscire a farvelo proprio riprodurre, anche con l'intelligenza artificiale. Ho ho lavorato un anno con 4.000 immagini e passa e ancora faccio fatica. Perché la maestà del suo volto, del modo di muoversi, che rimane sempre composto, no? Anche quando muove la testa, è sempre in asse col collo, eh, non è facile, è molto difficile. Non per niente Dio, però attenzione a questa cosa che vi voglio dire che è molto importante. Tuttavia, non c'era molto tempo per osservarlo negli occhi, come vi ho detto prima, passava immediatamente all'azione. E ricordo il colore scuro degli occhi e come vi ho detto, come il ritratto commissionato da Santa da Santa Faustina. Ciò che più mi colpiva era l'espressione che trasmettevano gli occhi. Simile a quella dei bambini, uno sguardo aperto e sereno. Spesso uomini con questa dolcezza negli occhi affascinano le donne, proprio per la loro capacità di esprimere una purezza disarmante. Ecco, è importante questo, sapete, perché vi vedo in giro e concluderei così oggi. Tante riproduzioni, adesso proprio in questi ultimi tempi con con l'intelligenza artificiale, ma il volto che trasmettono è un po' troppo scultoreo. Ed è ovvio perché loro prendono la sindrome, ma la sindrome ha schiacciato i tratti, no? Come se tutti noi ci mettiamo un un velo nel viso, non siamo più tanto noi. Ma in realtà gli occhi poi non si vedono. Quindi voi capite che il l'unico modo per dire sì, gli occhi sono talmente grandi e, scusate, talmente espressivi, non essendo tanto grandi, non ha non sono occhioni grandi. Hanno un'espressione media, ma così intensa nella loro tenerezza che colpisce le donne. Pensate un po' a qualche magari avete visto qualche attore, che ha quello sguardo che conquista le donne, no? Tenero, profondo e so che probabilmente c'è di un santo che io ho, io a me piace molto Don Dolindo Ruotolo, Ruotolo, scusate. che ha avuto diverse esperienze mistiche e anche delle visioni di Cristo. E e ha fatto proprio commissionare una un quadro. Ok? E quindi questo quadro che probabilmente trovate in internet, ha proprio gli occhi così, come secondo me, sono possono sono quelli di di di Gesù. Perché Gesù è Dio. Che sguardo può avere Dio? No? Cioè, magari vedo delle delle cose delle sindrome con lo sguardo semi chiuso, duro, troppo tagliente, ma insomma, cioè, è amore, è chiaro che cioè, appena lo guardate, cioè, voi avete un balzo nel cuore, no? Perché è talmente tenero, appunto, è un misto di sexy, per perdonatemelo, no? E tra l'altro, molto attuale, perché con con quando poi compirò qualche volta con il suo vero taglio, quello alla Nazarena, no, sapete, diviso in mezzo, eh beh, è molto moderno, perché i capelli lunghi, quindi e poi si faceva il codino dietro e si vede anche dalla sindone. E io mi chiedo, ma che sguardo può avere Dio? Può avere solo quello sguardo lì, no? Quello sguardo così tenero e che rivela tutto l'amore, ti passa subito l'interessamento verso di te, no? Ecco, non ti molla gli interessi, perché lui ama le anime essendo Dio. E quindi, niente, concludo dicendo, oggi vedo molte ricostruzioni del sacro volto, basate sulla Sacra Sindone, ma spesso non riescono a restituire appieno la dolcezza. Io sono convinto che molte donne erano attratte da lui, no? Eh, poi dopo ci sarà un episodio che lui mi racconta, eh, poi vedremo, insomma, come è andata un po' con le donne. Il suo volto rifletteva l'amore di Dio, unendo un'intensa profondità meditativa a una straordinaria tenerezza e possiamo dire bellezza a questo punto, no? La bellezza del di Dio. Lo sguardo di Cristo era penetrante, diretto, capace di toccare l'anima di chi lo osserva, ma senza rigidità né durezza. Ok? E questo che che colpisce. Gli occhi non apparivano freddi o socchiusi, ma vivi e luminosi, pieni di una compassione travolgente. Solo in rare occasioni suo volto assumeva un'espressione severa, come era rato nel Vangelo, Gesù indurì la sua faccia per andare a Gerusalemme in Luca 9:51. Eppure, anche in questi momenti, il suo sguardo rimaneva profondamente disarmante. Questa caratteristica lo rendeva molto affascinante. Chiaro? Ecco, quindi di questo ne sono, poi vedrete, certa e lo scoprirò magari anche quando lo riconosco, eh, perché dopo non si è più bambine e quindi cambia la prospettiva. Ovviamente, se io avessi visto Cristo adesso, eh, sarebbe tutto diverso, ovviamente, questo è logico. Ma ricordatevi sempre che lui è qua per dirci che noi siamo immagine di Dio. Anzi, anticipando già, come vi ho detto la scorsa volta il nucleo, maschio e femmina li creò a sua immagine li creò. Vi ringrazio tanto sempre dell'attenzione, un abbraccio e vi aspetto alla prossima.

Need another transcript?

Paste any YouTube URL to get a clean transcript in seconds.

Get a Transcript