[0:00]Ciao ragazzi, è tantissimo tempo che non ci vediamo. Chi non muore si rivede.
[0:08]Ciao ragazzi e bentornati sul canale. Come vedete, è passato tantissimo tempo dall'ultimo video che ho girato e quindi sono un po' arrugginita, però io so che mi volete bene e a proposito, volevo ringraziarvi per i tantissimi messaggi che mi avete mandato in questi mesi in cui non ho caricato né su YouTube né su Instagram, sono stata un po' assente. Arriverà un video in cui vi spieghiamo perché è successa questa cosa e che cosa è successo, eccetera eccetera. Ma siccome è veramente difficile acchiappare Federico in un momento in cui ha tempo per fare un video insieme a me, il ragazzo è impegnato, ho deciso intanto di iniziare a caricare una serie di contenuti che voi mi avete chiesto più di una volta. Infatti, oggi su Instagram ho caricato una serie di idee video che mi piacerebbe girare per capire quale delle tante vi interessasse di più. E avete votato a gran voce e mi avete fatto capire che quello di cui parleremo oggi è un argomento che vi sta veramente a cuore, al quale siete molto interessati. Quindi, oggi parliamo della mia esperienza all'università qui in Germania. Ci sono una serie di disclaimer da fare. Prima cosa, parlerò della mia esperienza personale. Io mi sono iscritta all'università nel 2013, quindi è passato anche abbastanza tempo, sono passati 7 anni da quando mi sono iscritta, quindi molte cose potrebbero essere cambiate. In ogni caso, sicuramente non è completamente cambiato il sistema e con questo video vi potete fare un'idea di come funziona più o meno l'università, cosa vi potete aspettare da un'università qua in Germania, ma per quanto riguarda tutte le informazioni oggettive, come per esempio i costi, come per esempio gli orari dei corsi, eccetera, magari poi informatevi presso l'università che volete fare, per la facoltà che volete fare, perché ovviamente non solo sono cambiate le cose da quando mi sono iscritta io, ma tutte queste cose dipendono anche dall'università, dalla facoltà, dal luogo, dalla città in cui vi volete iscrivere, quindi, insomma, disclaimer number one. E disclaimer number two, questo non è un video per paragonare l'università tedesca a quella italiana, perché io ho fatto solo un anno di università in Italia, l'ho fatta nel 2010. Anche qui è passato tantissimo tempo, era una facoltà completamente diversa.
[2:29]Non voglio parlare di qualcosa che non conosco, quindi non prendete questo video come un paragonare l'università tedesca a quella italiana, perché non è assolutamente così, io vi sto semplicemente raccontando la mia esperienza all'università a Berlino, specificamente la mia esperienza, quindi nell'università che ho fatto io, nella facoltà che ho fatto io, per darvi un'idea più o meno di cosa può significare studiare in Germania e come sono più o meno gestite le cose nelle università qui. Prima di cominciare, io sono Liliana per tutti quelli che sono capitati sul canale per la prima volta. Mi chiamo Liliana, sono napoletana, vivo in Germania da più di 8 anni ormai. Ho vissuto precedentemente a Berlino, dove appunto, ho studiato all'università e poi mi sono trasferita ad Hamburg, dove ho iniziato la mia carriera professionale. Adesso sono da Hamburg da 3 anni. Quindi, se vi interessano questi argomenti, la vita all'estero, la vita in Germania in particolare, l'università in Germania, il lavoro in Germania, bla bla bla, iscrivetevi al canale, sarei molto felice di avervi qui con me. Seguitemi anche su Instagram, perché spesso pubblicherò una serie di idee video per capire un po' i vostri interessi, in modo da fare video che non solo piacciono a me, ma che soprattutto interessano a voi. Detto questo, cominciamo con l'argomento di oggi. Allora, la mia esperienza all'università a Berlino incomincia dopo un anno di vita, appunto, a Berlino, nel quale avevo imparato il tedesco e avevo lavorato in un ristorante a tempo pieno. Per entrare all'università, c'è bisogno di un certo livello di tedesco. Anche questo cambia a seconda dell'università, a seconda della facoltà che volete frequentare. Quindi non posso darvi un'indicazione precisa, dovete controllare sul sito dell'università che volete frequentare. Per quanto riguarda me, era richiesto il certificato di un esame specifico che si chiama Test Daf. Questi esami si possono superare con diversi livelli. Aspettate, fatemi guardare un attimo, test daf. Ecco qui, allora per esempio per il test daf ci sono tre diversi livelli con i quali si può superare l'esame: livello tre, quattro o cinque. Nel momento in cui volete andare a fare questo esame, controllate, ve lo diranno loro, ci sono anche dei corsi di preparazione specifici per questi esami. Vi diranno loro, insomma, il numero di punti che dovete fare per arrivare a un certo livello. In ogni caso, questi livelli, quindi livello tre, quattro o cinque, definiscono più o meno un livello di lingua. Quindi, se per esempio, prendete tre, sarà un B2, se prendete quattro, sarà un C1, se prendete cinque, sarà un C2, qualcosa del genere. Questo significa che superare l'esame non significa automaticamente avere un preciso livello di lingua. Potreste superare l'esame con un B2, a un livello B2, superare l'esame con un livello C1, superare l'esame con un livello C2. Ora, diverse università accettano diversi livelli di superamento di questo esame. Quindi, per quanto riguardava me, se non mi sbaglio, era richiesto un livello quattro, quindi io ho fatto il Test daf, l'ho passato con un livello quattro che era corrispondente a un livello C1 di tedesco. Ora voi mi direte, ma come in un anno sei riuscita ad arrivare al livello C1. Diciamoci la verità, ragazzi, quando si vanno a fare questi esami, molto spesso ci sono delle tecniche per superare questi esami. Proprio per questo motivo vi consiglio di fare il corso di preparazione specifico all'esame, perché loro vi insegneranno a passare l'esame. Quindi io sì, ho passato l'esame con un livello C1, ma vi assicuro che la mia sensazione, quando poi ho iniziato a seguire i corsi all'università, non era quella di essere una madrelingua o di avere un livello così alto di tedesco, perché ovviamente imparare le regole di una lingua e imparare la teoria di una lingua non equivale a saper parlare quella lingua a quel livello. Ci vorrà un po' di pratica, perché, secondo me, la lingua non si impara sui libri, ma si impara parlando con la gente. Quindi, che cosa è successo a me? Quando mi sono iscritta all'università e poi sono entrata, ho iniziato a seguire i corsi, la cosa più divertente è stata che è stato molto semplice per me capire i professori, perché un professore, in generale, tende a parlare leggermente più lentamente, scandire bene le parole, perché sta spiegando un concetto, cerca di essere chiaro nello spiegare quel concetto. Quindi, per me, capire loro era abbastanza semplice. In più io ho studiato informatica, quindi i primi esami erano cose che, a parte l'informatica, però, per esempio, la matematica, io avevo già studiato bene al liceo, fortunatamente, e il primo anno di università che ho fatto in Italia, di ingegneria, avevo passato anche l'esame di analisi 1, quindi erano cose che conoscevo e quindi per me è stato abbastanza semplice. Quando, poi, però si andava a mensa e ci si sedeva insieme ai compagni a chiacchierare, lì iniziava la mia crisi, perché io non capivo niente, ragazzi, non capivo assolutamente niente di quello che dicevano, perché loro, invece, parlavano velocissimamente, parlavano con slang, facevano anche scherzi, eccetera, che io non capivo. I primi due mesi per me all'università sono stati un po' complicati, non tanto per seguire le lezioni, quanto per relazionarmi con i ragazzi. Diciamo che la mia forza, inconsciamente, è stata quella di sforzarmi a rimanere comunque lì seduta con loro e non isolarmi, e quindi con l'esercizio automatico che il cervello fa quando ascolti una lingua per tanto tempo, dopo due mesi ho ingranato e ho cominciato prima cosa a capirli e poi a poter rispondere addirittura alle domande che mi facevano. Questo per quanto riguarda l'ingresso, per quanto riguarda il livello di lingua, per quanto riguarda la paura che probabilmente molti di voi hanno di iscriversi all'università in un paese straniero, in lingua straniera. Se accettano la vostra iscrizione, accettano il vostro livello su carta, molto probabilmente riuscirete a cavarvela. Non bloccatevi da soli, non bloccatevi per la paura che avete dentro di voi di non riuscire a capire, perché se loro dicono con un livello tot si può seguire questo corso, allora vuol dire che con il livello tot si può seguire.
[9:07]Se i primi tempi, i primi giorni, le prime settimane, il primo mese, non capite tanto, non vi preoccupate, è assolutamente normale, vi dovete abituare. Il vostro cervello cercherà ogni giorno, anche inconsciamente, senza che voi ve ne accorgete, di mettersi alla pari e ci riuscirà. Io vi vi prometto che ci riuscirà. In ogni caso, non abbiate paura a parlare con i professori. Io ogni volta che ho avuto, diciamo, una difficoltà nel capire un concetto, magari perché c'era una parola che non capivo, ho parlato con i professori e loro capendo, ovviamente, la situazione e capendo il fatto che io ero straniera e che quindi dovevo fare un po' di pratica con la lingua, mi hanno aiutato e sono stati sempre molto molto gentili e molto disponibili. Può darsi che io sia stata anche molto fortunata e abbia trovato tutti i professori molto disponibili, però questa è stata la mia esperienza, appunto. A parte questo, vi devo anche raccontare che la mia professoressa di informatica era americana, quindi tutte le lezioni di informatica, informatica 1 e informatica 2, informatica 1 nel primo semestre, informatica 2 nel secondo semestre, erano in inglese, quindi ovviamente ci sono andata bene, sull'informatica, che era la materia che io non avevo mai e dico mai studiato prima, ci sono andata bene perché era una lingua che conoscevo bene e che quindi riuscivo a seguire molto bene. L'università dura sei semestri, quindi esattamente come da noi, 3 anni, però una cosa diversa in Germania, è che un esame si può non passare soltanto due volte. Che cosa significa? Che se voi non superate un esame due volte, avete poi soltanto una terza possibilità per passarlo. Se non lo passate, purtroppo non potete continuare a seguire quella facoltà. Sembra molto spaventosa questa cosa, però io vi dirò che è molto difficile non superare un esame se si studia abbastanza. E, secondo me, il livello della preparazione richiesta per superare un esame, qui in Germania è più basso rispetto a quello che viene richiesto in Italia. Quindi in Italia si può anche, per esempio, rifiutare un voto e tornare all'esame quante volte si vuole. Qui non è così, prima cosa, non si può rifiutare un voto, se avete preso un 18, vi tenete un 18. Poi parliamo dei voti, perché ovviamente non ci sono gli stessi voti come in Italia, dal 18 al 30, ma sono diversi. Non si possono rifiutare, quindi, una volta che l'avete superato con un voto basso, vi tenete quel voto basso e non c'è assolutamente niente da fare. E se siete bocciati, non lo potete ripetere più di due volte, cioè che significa, lo potete potete essere bocciati due volte e fare una terza prova, se venite bocciati anche alla terza prova, dovete lasciare la facoltà. Ripeto, sembra molto spaventoso, ma non vi preoccupate, perché, in realtà, secondo me, è veramente difficile non superare un esame, veramente difficile. Non vi preoccupate e non vi fate spaventare da questa cosa, io credo che sia, anzi, una cosa positiva, perché loro cercano di farti capire, se per tre volte non si è riusciti a superare l'esame, forse, forse quella non è la facoltà che fa per te. I voti, come funzionano i voti? I voti funzionano dall'uno al cinque, l'uno è il massimo. In mezzo, diciamo, a questi a questi livelli, diciamo, tra l'uno e il due, il due e il tre, il tre e il quattro, ci sono anche altri livelli, quindi c'è uno che è il massimo, poi c'è 1.3, 1.7, 2, 2.3, 2.7, 3, 3.3, 3.7, 4. Quattro è il minimo, appunto, per passare l'esame, cinque vuol dire bocciato. Io quando ho studiato, mi sono data la regola del qualsiasi cosa che inizia con uno o due, va bene. Diciamo, non volevo impazzire con avere tutti i voti eccellenti, volevo, invece, cercare di laurearmi velocemente, perché mi sono iscritta all'università relativamente tardi, nel senso che non mi sono iscritta a 18 anni, come chiunque farebbe dopo la scuola, ma mi sono iscritta a 23 anni, più o meno. Quindi, insomma, avevo la voglia di superare gli esami velocemente e laurearmi velocemente, ovviamente con un voto decente, però, senza impazzire per avere sempre il massimo. Quindi io mi sono sempre impegnata per prendere uno punto qualcosa o due punto qualcosa. E ci sono riuscita, ci sono riuscita. Come funzionano gli esami? Allora, gli esami, per quanto riguarda la mia esperienza personale, erano quasi tutti scritti. Solo un esame era orale, Medienrecht, quindi diritto dei media, che, poi, è andato anche molto bene. Il professore era molto bravo, quindi ci ha insegnato tutto molto bene, ricordo ancora quasi tutto, che mi sembrava quasi incredibile. Per quanto riguarda la tesi, io ho scritto una tesi in azienda, perché al quinto semestre ho fatto un practicum, cioè una specie di apprendistato, che era richiesto nel piano di studi, cioè era indispensabile per laurearsi, diciamo. In particolare, la mia facoltà, che si chiamava Internationale Medieninformatik, quindi informatica dei media internazionale, richiedeva un practicum all'estero. Io, però, essendo già all'estero, essendo straniera, avevo la possibilità di farlo in Germania, invece di andare all'estero, e mentre all'inizio, in realtà, la mia intenzione era quella di farlo effettivamente all'estero, quindi andare in qualche altro paese, alla fine mi è stato più pratico farlo stesso a Berlino, e l'ho fatto presso una startup di Berlino. Il practicum è durato sei mesi e io andavo praticamente a lavorare a tempo pieno in questa startup, dove ho fatto principalmente programmazione web. La cosa positiva dell'averlo fatto stesso a Berlino, quindi nella città dove poi avrei continuato a vivere, è stata che finito il practicum, l'azienda ha deciso di assumermi come studente lavoratore, quindi da lì in poi ho smesso di lavorare al ristorante, ho iniziato a lavorare nella startup dove avevo fatto il practicum sempre part-time, però ovviamente facendo un lavoro molto più coerente con quello che stavo studiando. Mentre invece, durante il practicum, sono stata pagata €450 al mese, però lavoravo full-time, però questo era lo stipendio per practicum. Quindi, dopo aver fatto questo practicum, ed essendo stata assunta da questa azienda come studente lavoratore, ho deciso anche di fare la tesi presso l'azienda. C'erano due scelte, o fare la tesi di ricerca, diciamo, autonomamente, oppure fare la tesi in azienda. Fare la tesi in azienda avrebbe significato che ovviamente avrei avuto una mano dagli colleghi che erano in azienda, avrei avuto un esaminatore in più, uno dei capi, diciamo, dell'azienda, avrei avuto un tema che ovviamente interessava anche all'azienda, in modo che io potessi usare parte del mio orario di lavoro per invece scrivere la tesi e fare questa ricerca che interessava ovviamente anche all'azienda. E quindi, durante la discussione, avevo non solo il mio professore relatore della tesi, ma anche l'esaminatore dell'azienda, e in più è venuto Fede ad assistere. E basta, non c'era la grande folla, non c'era tutta la mia famiglia, non c'erano tutti gli altri che si sarebbero laureati lo stesso giorno, assolutamente no. Eravamo in una piccolissima stanza dell'università, io, il professore, esaminatore aziendale e Fede, e quindi ho fatto la mia discussione. Alla fine, gli esaminatori si sono riuniti, hanno deciso il voto e alla fine mi hanno dato il voto. E a quel punto lì, io già avevo un contratto di lavoro. Un'altra differenza con l'Italia che mi va di esporvi è che durante il periodo di scrittura della tesi, il professore non ha mai voluto leggere la mia tesi, quindi non c'è stato quel confronto con il professore, mi ha chiesto direttamente la tesi bella e che finita consegnata. Per quanto riguarda la tesi, io avevo la scelta di farla in inglese o in tedesco. Io, per un fatto di orgoglio personale, di aver studiato in Germania, essere riuscita a laurearmi in Germania e in tedesco, volevo, appunto, scriverla in tedesco e devo ringraziare ancora 100.000 volte la mia amica tedesca Lisa, che si è letta tutta la mia tesi più di una volta e me l'ha corretta. Detto questo, parliamo un attimo della mia organizzazione personale per quanto riguarda seguire i corsi e, appunto, studiare a tempo pieno e nel frattempo lavorare. Io nei primi due anni e mezzo, direi, di università, ho lavorato in un ristorante nel weekend, quindi venerdì, sabato e domenica, e ho avuto fortuna, perché io ho lavorato in un ristorante dove si facevano soltanto quattro ore al giorno e lo stipendio era più che dignitoso. Quindi io riuscivo non solo a pagarmi l'università e spese ordinarie, quindi affitto e bollette, eccetera, eccetera, ma riuscivo anche a mettere qualcosina da parte, cosa che mi è servito ovviamente durante il semestre di practicum. Durante il semestre di practicum, perché ovviamente lì guadagnavo poco, guadagnavo quei €450 al mese, che, ragazzi, non erano per niente abbastanza per fare tutto, e quindi ovviamente mi ha fatto comodo il fatto di aver messo qualcosa da parte negli anni precedenti. Dopodiché, appunto, dopo il practicum, sono stata assunta dall'azienda come studente lavoratore. Ovviamente ho iniziato a lavorare di nuovo part-time, mentre invece il practicum era full-time, ma prendendo uno stipendio più alto e quindi potendomi di nuovo mantenere tranquillamente. Per quanto riguarda la paura che molti di voi hanno nel unire studio e lavoro e magari non riuscire la paura di non riuscire a fare tutto bene. Non vi preoccupate, perché io credo che qua in Germania, l'idea di lavorare durante gli studi sia abbastanza diffusa e che gli studi siano anche fatti in modo che si riesca a lavorare nel frattempo. Io non avevo questi librone fotocopiati enormi da studiare da capo a piedi, completamente a memoria. Questa cosa non esisteva, le lezioni erano molto importanti perché quasi tutto il contenuto della lezione era effettivamente quello che c'era bisogno di sapere durante l'esame. Quindi seguire la lezione, secondo me, è fondamentale, in più quasi tutte le lezioni, diciamo, tecniche, quindi, per dire, ad esempio, matematica o anche informatica, avevano il laboratorio pratico in cui si facevano determinati esercizi pratici che venivano anche consegnati e che spesso avevano anche valore per il voto dell'esame finale. Quindi se, per esempio, si riuscivano a consegnare tutti gli esercizi, le prove che venivano date durante la lezione pratica dei vari corsi, si riusciva ad avere anche un piccolo bonus, diciamo così, sul voto dell'esame. Molto spesso, addirittura, consegnare le prove pratiche era necessario per poter accedere all'esame. Tenete presente, in ogni caso, che quella che ho fatto io non è una Universitaet, ma è una Fachhochschule. La Universitaet è una vera e propria università, quella che noi chiamiamo università, infatti potete notare anche che il nome è molto simile, molto più teorica rispetto alla Fachhochschule. La Fachhochschule, in particolare, la mia si chiamava Hochschule für Technik und Wirtschaft, quindi scuola superiore, diciamo così, per tecnica e economia. Quindi c'erano solo determinate facoltà, non ci trovavate letteratura, legge o cose del genere, ma ci trovavate solo facoltà relative a tecnica, quindi informatica, tutte queste cose qua, oppure economia, tutte queste cose qua, o anche c'è il design, design della moda e cose del genere. Quindi erano diciamo che le Fachhochschule spesso sono più specifiche, sono più specializzate in un tema specifico e, soprattutto, sono molto più pratiche, quindi molto più spesso i corsi hanno la parte pratica dove, appunto, si esercita quello che si sta imparando, cosa che per me era fondamentale, perché io sono una persona molto pratica, ho bisogno di fare, più che leggere e studiare sulla teoria, ho bisogno di imparare facendo, e quindi per me era molto importante scegliere la Fachhochschule piuttosto che non l'università. Avrei potuto studiare informatica anche all'università, però ho scelto la Fachhochschule proprio per questa parte pratica molto forte che c'era durante gli studi, in più il practicum, appunto, addirittura andare a lavorare in azienda, cosa che, però, probabilmente c'è anche nelle università normali, questo non ne sono certa, dovresti andare a cercare, insomma, se siete interessati. Il mio obiettivo era andare a lavorare. Magari per chi ha intenzione di fare ricerca, e quindi la parte teorica è effettivamente forse più importante, perché c'è bisogno di conoscere molto meglio la parte teorica per poter fare ricerca dopo, forse è meglio l'università. Ma, insomma, questo lo lascio decidere a voi. Insomma, io non ho avuto molta difficoltà nel conciliare lavoro e studio, non vi nego che, ovviamente, alla fine dei miei sei semestri, non vedevo l'ora di andare a lavorare e basta, non ce la facevo più. Secondo me, il punto in queste cose è sempre lo stesso. Se voi volete farlo davvero, diciamo, proprio che il vostro cuore combatte tutti i giorni perché vuole arrivare lì, non vi preoccupate, perché ci riuscirete. Se, invece, dentro di voi c'è qualcosa che vi dice, in realtà, non è esattamente quello che voglio, state sicuri che troverete tutti gli ostacoli possibili che vi fermeranno, che vi bloccheranno. Perché è così che funziona, perché io sono assolutamente convinta del fatto che, appunto, se ci si fissa un obiettivo ed è veramente quello che vogliamo, alla fine ci riusciamo, anche se dobbiamo fare 100.000 capriole, 100.000 cose, ci riusciremo, perché è quello che vogliamo ed è assolutamente una cosa per cui siamo pronti a combattere, e quindi, insomma, non vi fate spaventare da niente. Un'altra cosa, forse, importante che vorrete sapere è il costo dell'università. Io pagavo più o meno sui €300 a semestre. È un costo assolutamente basso, considerando il fatto che all'interno di questo prezzo era incluso il biglietto delle metropolitane completo per tutta la regione.
[23:53]Quindi stiamo parlando di un biglietto che se avessi dovuto comprare da persona singola, quindi non studente, lo avrei pagato il doppio, quindi per sei mesi avrei pagato più di €600, mentre, invece, attraverso l'università, io pagavo i miei €300 e passa all'università, che era, diciamo, la retta per studiare, ma loro mi davano, appunto, il biglietto per la metropolitana. Quindi io oserei quasi dire che studiare all'università è gratis o, addirittura, a volte conviene. E vi assicuro che ci sono persone che si iscrivono all'università senza poi seguire i corsi, soltanto per avere il semester ticket, quindi per avere questo biglietto. E detto questo, io credo che abbiamo coperto quasi tutti gli argomenti e spero che sia così, anche perché questo video è lunghissimo. Assolutamente adesso devo smetterla di parlare, perché altrimenti fuori fa buio e io ancora non ho finito. Quindi, ragazzi, se c'è qualcos'altro che io ho tralasciato, considerando sempre che io posso raccontarvi solo ed esclusivamente la mia esperienza personale, fatemelo sapere nei commenti. Fatemi sapere che cosa ne pensate in generale di, appunto, quello che vi ho raccontato oggi nei commenti. Mettete un like se vi è piaciuto questo video, in modo che capisco che magari anche questi video lunghissimi e sproloquisimi vi piacciono lo stesso. E se sei nuovo e ti interessa l'argomento, quindi la vita in Germania, le mie esperienze qui in Germania, iscriviti al canale, sarei super felice di accoglierti nella nostra grande famiglia di Italo German Life. Non vi dimenticate di seguirci anche su Instagram, dove, appunto, vi diamo ogni tanto qualche idea che voi potete votare per i prossimi video. Io vi auguro una bellissima serata o giornata, in base a quando state vedendo questo video, e ci vediamo presto.



