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ISRAELE è uno stato LEGITTIMO?

Mortebianca Secondo Canale

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[0:30]La tesi, secondo cui Israele, come stato, deve essere distrutto e non soltanto riformato, migliorato, va proprio cancellato dalla faccia della terra.
[0:30]Non capisco come fare a sostenere questa tesi senza dovere, per coerenza, chiedere la fine anche dello stato palestinese.
[0:30]Allora, da un punto di vista strettamente logico, non sono opinioni, sono fatti.
[0:30]Qualcuno può chiedere la distruzione dello Stato israeliano soltanto sulla base di queste motivazioni.
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[0:30]C'è una cosa che non capisco. Come ho detto il fronte propalestina è infinitamente migliore di quello pro Israele da tutti i punti di vista, beh, che ormai per essere pro Israele sono rimasti quattro gatti e bisogna essere fondamentalmente indescrivibili. Però il fronte palestinese, gli unici difetti che gli ho approntato sono che alcuni scadono un po' nell'apologia di Hamas, alcuni, una minoranza esiguissima, scadono un po' nell'antisemitismo, però è ovvio, no, è ovvio, il carro del vincitore morale, qualcuno ovviamente ci vuole saltare sopra e ci saltano sopra quelli che vogliono rovinare la festa. Restano me le marce. Un'altra me la marcia di questo cesto è una tesi. La tesi, secondo cui Israele, come stato, deve essere distrutto e non soltanto riformato, migliorato, va proprio cancellato dalla faccia della terra. Ci deve essere soltanto uno stato arabo, musulmano, palestinese. Questa tesi io non la capisco. C'ho provato, ma non ci non riesco a capirla. Non capisco come fare a sostenere questa tesi senza dovere, per coerenza, chiedere la fine anche dello stato palestinese. Allora, da un punto di vista strettamente logico, non sono opinioni, sono fatti. Qualcuno può chiedere la distruzione dello Stato israeliano soltanto sulla base di queste motivazioni. La prima motivazione è di stampo razziale. Gli ebrei sono una popolazione che non merita un proprio stato, gli altri popoli sì. Questa è una motivazione razzista e va rigettata in quanto tale. La seconda tesi è anarchica. Israele è uno stato e, come tale, illegittimo per definizione. Ma di nuovo, allora, secondo questo ragionamento, va abolita anche la Palestina, ma io non sento questo genere di retorica anche dall'altro fatta dall'altro lato, dalle stesse persone. È sempre solo Israele, quindi, di nuovo, è evidentemente ci deve essere un motivo razziale, molto spesso, per questa tesi qui. Altra tesi. Nessuno ha, questa è una tesi che ho sentito in certi circoli, nessun popolo ha diritto ad uno stato. Gli ebrei non hanno diritto ad uno stato ebraico. Ma allora perché i palestinesi hanno diritto ad uno stato palestinese? Di nuovo, non si scappa. Perché gli italiani hanno diritto all'Italia, gli ebrei i palestinesi alla Palestina, i francesi alla Francia, ma gli ebrei non hanno diritto a Israele. Di nuovo, si scade pericolosamente nell'antisemitismo. Un modo per salvarsi dall'accusa di antisemitismo è dire gli ebrei non esistono. Ora, la negazione dell'esistenza di un popolo è in sé per sé una forma di fobia verso quel popolo. I sionisti, la prima cosa che fanno è dire che i palestinesi non esistono, che sono arabi generici, oppure che sono egiziani. Ovviamente tutte stronzate, sono un popolo distinto dai popoli vicini. Stessa cosa qui, gli ebrei piaccia o meno, sono un popolo riconosciuto da tutti gli enti antropologici internazionali, ci sono analisi genetiche su di loro, non si può negare l'esistenza del popolo ebraico. Poi, ha subito importantissime mescolanze? Verissimo. Poi, Netanyahu di ebraismo non ne sa, è un polacco che si è appropriato di una, assolutamente quello che vogliamo, ma da qui a dire non esiste il popolo ebraico è una forma di antisemitismo solo un po' più sottile. Altra tesi. La tesi secondo cui, no, no, io non sono anarchico. Io penso che gli i popoli abbiano diritto ai loro stati, ma Israele no. È questa è la fallacia dello special pleading. Una regola o vale o non vale, non puoi dire che vale per uno e non vale per l'altro. Gli italiani hanno diritto ad uno stato italiano? Sì. Perché gli ebrei no? Perché i palestinesi no? Eh, perché è uno stato recente? La Palestina è nata praticamente poco poco più poco dopo. Che ragionamento è? Anche l'Italia è uno stato recente relativamente parlando. Voglio dire, nella storia umana, tutto il 900 è il pizzittino recente, secondo più, secondo meno, non è che cambia tanto. Oppure, passiamo alla prossima tesi. Lo stato israeliano non dovrebbe esistere perché lo stato israeliano ha una radice indubbiamente coloniale. Quindi bisogna distruggerlo. Ora, premessa giusta, conseguenza sbagliata. La la matrice coloniale di Israele è indubbia a chiunque abbia aperto Chiunque abbia chiunque abbia aperto una pagina di storia, si sa che Israele è uno stato coloniale. Theodor Herzl lo lo diceva espressamente. No, la questione è un'altra. Ah, quindi lo stato va distrutto? Ma secondo questo ragionamento, praticamente quasi tutti gli stati attualmente esistenti vanno distrutti. Ma di nuovo, io ti sento protestare solo per Israele. Cioè, tutti gli stati che hanno una matrice feudale, schiavistica. Tutti gli stati che hanno una matrice genocida, o che sono nati per interessi di un monarca o per far evadere le tasse, tu hai deciso che uno stato che ha una matrice sbagliata va distrutto, mentre chiudi gli occhi su tutti gli altri. Oppure c'è qualcosa nei suoi abitanti, di nuovo si ritorna lì. Poi ci sono persone che dicono, no, per me nel discorso non è Israele. È che non ci deve essere uno stato di matrice ebraica. Però allora non ci dovrebbe essere neanche uno stato di matrice palestinese e musulmana. Di nuovo, siamo sempre lì. No, è che io voglio uno stato neutro. Voglio un unico stato che non è né israeliano né palestinese, né arabo, né ebreo. Eh uno stato laico, democratico, che in cui tutti loro sono inglobati e incorporati. Che ha Esteri, moneta, Costituzione in comune, capo di stato in comune, tutto in comune. Poi hanno delle autonomie locali, cantonali che fanno così.

[7:12]Quindi io stesso sono dell'idea che questa cosa qui. Infatti io per dire veloce la chiamo soluzione a due stati, ma in realtà è uno stato diviso in due. Quindi io sarei anche d'accordo con quest'unica tesi, ma qual è il problema? Qui il problema non è tanto teorico. È più pratico, cioè, guarda, sono d'accordo con te, due stati separati sono ridicoli in una regione che è demograficamente molto eterogenea, dove non c'è mai il Guarda, in questo punto c'è il 100% palestinese e nel villaggio accanto 100% israeliano. Non è mai così. Numero uno si creerebbe una mappa che sarebbe un puzzle, sarebbe un incubo da gestire. Ma numero due, ci sono villaggi intermedi, villaggi che hanno 60% arabi, 30% israeliani, 10% qualcos'altro e cosa fai? Dai quel villaggio ad un ad una federazione completamente palestinese? Laddove gli ebrei potrebbero sentirsi minacciati, o completamente israeliana, laddove i palestinesi potrebbero sentirsi minacciati? Serve un sistema che protegga, tuteli tutte le altre, quindi uno stato neutro. Ora io nessuno si è mai opposto alla mia tesi stile Bosnia Erzegovina, però anticipo un'eventuale obiezione. A volte gli altri uno se li deve anche creare. Eh, anticipo l'obiezione dicendo, no, ma io voglio uno stato unico. Senza federazione, senza, uno stato unitario senza differenze. Ma sarebbe uno stato binazionale in ogni caso, tu comunque devi elevare le due lingue a riconoscimento, elevare i due popoli a riconoscimento. Sai già che sono anche due popoli politicamente abbastanza diversi, eterogenei, quindi a a quel punto il mio sistema è quello che preverrebbe più conflitti di tutti. Facendo una repubblica unitaria, invece, si rischia che chi ottiene la maggioranza in quel momento se ne sbatte i coglioni dell'altra. E in una regione a ricchi conflitti le federazioni, le confederazioni sono sempre una via migliore, le autonomie, quindi I stand my case contro questo immaginario detratore, perché ripeto, nessuno mi ha mai contraddetto sta cosa. Ma stavo dicendo, sebbene io sia teoricamente a favore di questa cosa qui è come la difendono i sostenitori dello Stato neutro? Cioè, Israele va distrutto e sostituito da uno stato neutro. Però non ti sento dire la Palestina va distrutto, sostituito da uno stato neutro. Oppure tu presumi che la Palestina sia uno stato perfettamente laico, perfettamente democratico e perfettamente multietnico.

[9:47]Cioè, devo decidere per cosa scoppiarti a ridere in faccia. È uno stato ehm con dei difetti la Palestina, dobbiamo riconoscerlo questo. Non si può fare idealismo. Ho visto esattamente come molto facilmente si usa il termine antisemita. E chiunque esprima la benché minima perplessità verso Netanyahu è chiamato antisemita. Parimente dall'altro lato si usa molto generosamente il termine sionista e complice di genocidio. Mi hanno definito complice del genocidio perché ho mangiato un gelato. Quindi già lo so che qualcuno anche quando ho fatto la critica ad Hamas, qualcuno eh mi criticò per questo. Mi disse, no, Hamas è una formazione bellissima, democratica, perfetta. Oppure qual è la tua tesi? Che è facile riformare Gaza con Hamas? Scusami, ma a quel punto sognatore per sognatore, tanto vale sognare le riforme di Israele, cazzo. Almeno Israele gli esecutivi li ha cambiati da quando Hamas è al potere. Hamas no. Quindi, cioè, non venirmi a dire, no, uno stato non auguro la distruzione perché penso che sarà lui lo stato neutro e va solo riformato. Quando uno dei due è più riformabile dell'altro? Se invece ti riferisci alla West Bank, alla Palestina vera, propriamente detta, che senza dubbio è molto più democratica di Gaza, infinitamente di più, cioè non c'è neanche paragone. Molto di più, non è un termine che rende giustizia. Eh, quello l'ho capito, però ehm numero uno comunque tu hai arbitrariamente posto una linea. In termini di quanto sei disposto ad essere ottimista. Sono due stati, eh. Sono due stati etnicamente molto primati, verso l'una o verso l'altra. Tu hai arbitrariamente deciso che una delle due linee, che senza dubbio è quella del carnefice, attenzione, e l'ho capito e sono d'accordo. Però da qui a non augurare la distruzione dell'altro stato, quando potresti chiederne la riforma tramite eh sanzioni, embargo, pressioni diplomatiche e tutto il resto, ne passa, ne passa tanto. Ma soprattutto, a livello pragmatico, cosa è più realistico in questo momento? Sperare che si invertano le le sorti del conflitto. Israele passi dall'essere lo stato palesemente avvantaggiato militarmente, economicamente, eccetera, a venire completamente raso al suolo, distrutto, sparito. E in tutto questo, West Bank riesca a conquistare tutto Israele, riprendersi Gaza, scacciando Hamas completamente e diventando uno stato perfettamente laico, privo di giadismo, scusami, non sei, adesso sei tu l'idealista, non io. La mia proposta parte dalle condizioni materiali che ci sono, per una graduale integrazione e riforma dei due stati verso un sistema congiunto. Cioè la mia proposta è realistico che accada se l'asse politico internazionale si coordina di conseguenza. La tua proposta non avverrà mai. Mai, ma neanche se, pure se Israele venisse abbandonata dagli Stati Uniti e dall'Europa, pure allora rimarrebbe molto meglio armata di West Bank. Non avverrà mai lo scenario che descrivi tu. Mai. E questo, senza menzionare l'ottimismo necessario per questo sistema. Il mio sistema non richiede ottimismo. Il mio sistema dice, sono entrambi degli stati, uno dei due infinitamente peggio, chiariamolo, però sono entrambi due stati con i loro interessi, i loro difetti, i loro politici. Bisogna inggiarli tutti e due verso la riforma. Il tuo sistema, invece, richiede che uno dei due è santo, semplicemente non se n'è ancora accorto. E una volta che conquisterà Israele, si ripulirà. Il mio sistema, invece, non richiede di presumere questo. Quindi questa cosa dico, quando quelli che dicono Israele deve essere distrutta, noto che lo fanno sempre sulla base di posizioni che però richiederebbero per coerenza la distruzione dello stato palestinese, ma quella non la fanno e allora mi devo chiedere il motivo per cui chiedono solo per Israele. È la linea arbitraria, ok, siamo a quell'oltre di crudeltà in cui ho deciso che è irriformabile, cosa che non applicano mai a Gaza. È l'etnia di una grossa porzione della popolazione, è negazionismo dell'antropologia. È un'interpretazione molto creativa dell'autodeterminazione dei popoli, in cui i popoli sono liberi di autodeterminarsi ma non di avere un paese, quindi non si possono autodeterminare, quindi, di fatto. Eh, devono essere occupati da qualcuno, va bene. Oppure, come nell'ultimo caso, è una cosa teoricamente buona e con cui sono d'accordo, cioè creare un unico stato neutro che li include tutti e due. Però, nella prassi eh, però, nella prassi stai usando una metodologia sbagliata, perché hai una grandissima fiducia nella irriformabilità di Israele. Non importa quello che accadrà a livello geopolitico, mentre verso la Palestina è una grandissima fiducia che è lì lì per diventare uno stato meraviglioso, laico, democratico, Rojava, praticamente. Non, io non condivido né l'iperpessimismo né l'uberottimismo. Io sono dell'idea che quello che stiamo facendo è molto giusto. Cioè fare continue pressioni, campagne, proteste, mettere in riga, mettere all'angolo Israele, fare pressioni sui nostri politici che piano piano inizieranno, ora col governo Meloni non aspettiamoci niente. Al prossimo governo, ehm, o quello che sarà, o dopo ancora, prima o poi, qualcuno che non sia Israele santa subito, arriverà al potere in Italia. Piano piano, tutti i vari paesi che iniziano a fare pressioni economiche sempre più grandi a Israele per darsi una cazzo di calmata, Israele da sola non è autosufficiente, non ce la fa. L'opposizione monta, Netanyahu con i suoi casini, eccetera, prima o poi si arriverà al punto di rottura, il punto di rottura in cui l'asse costituzionale su cui si regge il Netanyahuismo e tutto l'illegittimo Liquid, tracolla. E questo porterà a lunghe, graduali riforme. Tutto molto lento, tutto molto difficile? Sono d'accordo, tutto molto più probabile di Israele che viene rasa al suolo da non si sa bene chi. Io sono pragmatico, realistico, io non posso basarmi sui sogni, ma sulla realtà. Eppur si muove. Ma io penso che Israele, io penso. Eppur si muove. Se il mondo e la tua teoria sono in disaccordo, è la tua teoria che è sbagliata. Non è il mondo che deve capire che la tua teoria è giusta e aggiustarsi di conseguenza. Eppur si muove. E qui giungiamo, però, alla domanda: ma per te Israele ha diritto ad esistere? Cioè non voglio scappare dalla domanda. Perché io fino ad ora ho criticato l'antitesi, ma ora andiamo alla tesi. Israele ha diritto ad esistere? La risposta è che Israele è uno stato. Gli stati non hanno diritto ad esistere di default, non più di quanto altri stati abbiano diritto ad esistere. Quindi Israele per me non ha un centesimo di credibilità politica più della Palestina, più dell'Italia, più della Francia, eccetera. Perché gli stati sono nel 99.9 periodico per cento dei casi, strutture di forza.

[17:55]dopo. Scusate l'interruzione, telefonata, dicevo, Israele non ha più ragioni di esistere di altri stati, perché gli stati nascono, come tutti i sociologi dicevano da ben prima di Marx, sta cosa non l'ha detta Marx. Già lo sosteneva Hobbes, poi lo disse Rousseau. Poi, ovviamente, Marx pure lo lo ha aggiunto per la sua breve trattazione della questione statale, ma poi anche tutti gli altri neomarxisti dicono, lo stato nasce con la forza. Non sono un pugno di individui che si uniscono e firmamo un contratto. No, lo stato è un leviatano, anzi pure peggio di quello che Hobbes sosteneva. Lo stato è una tribù che gradualmente nella stanzialità, ha conquistato i popoli che vivevano da quelle parti. Un un un cavaliere, un gruppo di cavalieri che hanno conquistato una regione, hanno detto, da oggi questa è nostra. Lo stato nasce come atto di forza e Israele non fa eccezione, è un atto di forza coloniale, ma ci sono altri stati che sono nati con altri atti di forza. Ognuno di loro è illegittimo. Assolutamente. Sono pochissimi gli stati che sono nati per contrattualismo. Cioè perché la gente si è riunita e hanno deciso così, rogiava pochissime cose, piccole comuni autogestite così, sono robe veramente rare nella storia. Quasi tutto il pianeta è così, perché qualcuno ha sparato a chiunque non era d'accordo, finché non sono rimasti solo quelli che erano d'accordo o implicitamente d'accordo, nella misura in cui non volevano crepare, quindi sotto ricatto. Lo stato è un ricatto. È un, senti, queste sono le regole. O ti sparo o obbedisci. Tutti noi collettivamente sosteniamo che sia meglio della morte obbedire alle regole. E soprattutto, tutti noi collettivamente riconosciamo che è meglio dello stato di natura. E visto che lo stato ha dimostrato capacità trasformative fino ad una sua eventuale abolizione per marxisti o anarchici, si tenta di riformarlo, di renderlo sempre meno oppressivo, nella misura in cui lo si può fare.

[20:03]Quindi Israele, da questo punto di vista, non non è diversa dagli altri stati circostanti. Eh, non è diversa da qualsiasi stato, dalla maggioranza, quasi totalità degli stati. Eh, e quindi per me la questione proprio non si pone dire, no, ma Israele è stato per questo io non ho mai fatto il meme Israele è stato illegittimo. Non esiste uno stato illegittimo, o se esiste sono tutti legittimi. No, tu, semplicemente, sostenitore del meme è stato illegittimo, stai ponendo una linea arbitraria, secondo il quale a un certo punto il ricatto dell'o ti sparo in testa, se non sei d'accordo con me, diventa buona. Cioè, quando ti spara poche volte, ma non non funziona così. La natura è sempre quella, cambiano semplicemente le premesse per cui si spara. E quindi intrinsecamente, sostanzialmente gli stati sono tutti uguali tra di loro. Per questo per me non ha senso parlare di legittimità o meno di Israele, come di legittimità o meno della Palestina. Giacché, però, viviamo in un mondo statalista, dobbiamo avere a che fare con gli stati e questo non vale solo per Israele, vale per tutto. Cioè, è inutile che stai lì a sperare, ah, io vorrei un mondo dove ci sono delle kibbutz autogestite senza stato. Bellissimo, applausi, non siamo in quel mondo lì. Realisticamente non arriveremo per un bel po' a quel mondo lì. Pure se ci armassimo tutti quanti, ci vorrebbe un sacco di tempo prima che arriviamo a quel mondo lì. E il resto del mondo non è così. Di nuovo, non ti vedo dire, aboliamo la Palestina e sostituiamola con dei kibbutz autogestiti, federati, in una cosa. Non ti vedo dire così. Il il il mio pensiero, quindi, è che gli stati esistono, finché esistono, ci dobbiamo avere a che fare e quindi che fai? Li ritocchi. Li ritocchi per renderli meno oppressivi, li ritocchi per fargli fare qualcosa di buono, tipo tassare a merda i militari, li ritocchi, li ritocchi, li ritocchi e poi piano piano. Risolviamo il problema. Eh, il la il il gli stati sono uno strumento fondamentale nell'autodeterminazione dei popoli. Quando io sento qualcuno dire nessun popolo ha diritto ad uno stato, ripeto, o è un anarchico ed e a quel punto però c'è la critica marxista agli anarchici, cioè, sì, sì, ma mo ci gli stati ci devono essere, ci dobbiamo avere a che fare, oppure la sua idea non ha il minimo senso. Perché se tu sostieni che gli stati sono legittimi, però sostieni che nessun popolo ha diritto agli stati, stai sostenendo implicitamente che gli stati devono essere esclusivamente prevaricatori. Che tu devi stare in uno stato non per tua scelta. No, a questo punto, se proprio gli stati ci devono essere, tanto vale che siano disegnati nella maniera più democratica possibile, con confini che rispettano la geografia, l'antropologia, i referendum, ok?

[23:34]Quando viene fatto un referendum, monitorato dall'ONU, in cui si dice alla Crimea, volete fare parte della Russia o dell'Ucraina? È una cosa bella. È inutile dire, non esiste un diritto dei popoli ad avere uno stato, allora l'autodeterminazione non ha il minimo senso. È diritto alla democrazia, diritto alla libertà, ma non hanno un diritto all'autodeterminazione. Quindi non non mi fare sta cavolata, perché non ha il minimo senso. Quindi, questo è quello che io penso. È tutto un pensiero che avevo già espresso nel mio video su Israele-Palestina. Semplicemente volevo spiegarlo ulteriormente. E mo avremo da un lato i sionisti estremisti che mi accuseranno di essere nazista, antisemita, servo di Hamas, l'hanno già fatto, eh. Servo di Hamas, servo di Israele, servo di Putin. E diciamo, servo del Bilderberg. E diciamolo, servo degli ebrei, perché alla fine c'è sempre nel mondo rossobruno, stalinista, quel puzzino che viene quando si parla di ebrei, c'è sempre.

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