[0:10]negli anni 60, 61. Mi incontrò più volte nella tenuta Costa condotta dallo stesso Cichiteda a festeggiare all'aria aperta carciofi arrostite, pesce fatte sul fuoco così e lui, accompagnandosi che è venuto lì e ci trovò a me con un cugino di questo Nicola Greco, io faccio il nome di non niente di e lo stesso cicchiterra e abbiamo mangiato di questi pesci, carciofi arrostite, di andare e bene, quindi non vedo perché poi dice non mi conosci. E lui aveva un Opel verde pistacchio, come questa stanza. Il colorito di questo di questo bunker, verde pistacchio. Buscietta, come lei sa, parla di una commissione, di cose, nella nella quale faceva parte lei. Volevo chiederle questo, poi lei risponde come ritiene più opportuno. Buscietta ha fatto parte di questa commissione, anche se ma prima di tutto ha ammesso e non concesso che la commissione ci fosse stata e che io ne facessi parte per poter rispondere se se Buscetta ne faceva parte. Io escludo in maniera categorica la mia partecipazione, poi se Buscetta ne faceva parte o non ne faceva parte, questo lo può dire lui. Io di me posso rispondere, non di Buscetta. Va bene.
[1:52]E allora E ancora io se permette, pregherei sua eccellenza di chiedere al signor Buscetta se se sia confuso tra l'aver letto queste notizie che poi lui riferisce di averci di raccontate e in quale occasione, se ce l'hanno raccontate perché ce l'hanno raccontate, qual è il motivo, perché io ho l'impressione che lui abbia confuso di averle lette con averle avuti riferiti. Va bene, ora lo poi interroghiamo lui. Lei è Tommaso Buscetta, vero? Sì, lei cosa mi risponde su questo? È notorio perché ho già dichiarato che io avevo una grande amicizia con questo Salvatore Greco. No, Salvatore. Era Salvatore Greco. Citterra. Sì. Eh l'ho dichiarato anche in questo pretori giorni fa. È vero che mi recavo molte volte, spessissime volte a casa di Salvatore Greco, non nego la circostanza. Può darsi che abbia visto a Luciano a Luciano Leggio nelle circostanze, ma per me erano uno qualsiasi. Un illustre sconosciuto. Un illustre sconosciuto. Almeno che lui non ammette che ci siano state delle circostanze precise che lui mi sia stato introdotto come uomo d'onore. E allora devo un'altra volta tornare nei pensieri e vedere se ciò è successo. Sì. Il fatto dei carciofi ne ho mangiati tanti in vita mia che non ricordo più quanto ne ho mangiati. Eh, signor presidente. Preferisco parlare da vicino. Lei, ma lei non mi può dire la circostanza attraverso il microfono? Sì, io posso dirlo, però siccome la faccia è lo specchio dell'anima, io capisco che è molto meglio che lei mi guarda negli occhi quando io parlo e la corte. D'accordo, ma Quindi potrei essere messo lì vicino, ecco. E poi anche col signor Buscetta, io non credo che sia così violento di potere pensare di aggredirmi alla mia età. No, non parlavo di violenza, ma non è il caso del confronto, ecco perché. Ora, se lei mi dice Ma io non parlo di confronto, parlo di essere E mi dica la e mi dica la circostanza, lo stesso a lei, poco poco fa. E allora e allora le dico, signor presidente. Vuole chiedere al signor Buscetta se si ricorda di aver avuto un incontro in quel di Catania, non incontro con lui, di lui essere sempre accompagnatore. del signor Greco, detto Cicchedere, in una villa dove io abitavo in quel di Catania e in quell'occasione guidando un'Opel sempre un'Opel, questa volta targata Zurigo o targata Svizzera. E di essere stato nella mia villa, perché era la mia residenza, sia a letto a dormire, a mangiare e a dormire per la giornata e in quella circostanza io, per farlo ricordare, ho regalato anche se come lui sentiva caldo e vi era inizio di stagione del '70. nell'estate del '70. Nell'estate del '70. Ho regalato un pantaloncino al signore, perché voleva un pantaloncino per guidare senza essere sentire caldo. Va bene. Dunque, ha sentito allora? Il signor Liggio dice che lei, un nel '70 e ha che giorno era? Non mi ricordo. Ma che mese? L'estate. l'estate del '70. In principio dell'estate del '70.
[5:42]Si è recato insieme al Chicchiello in una sua villa di Catania, lì ha mangiato, ha dormito, ha pranzato, insomma, è stato una giornata e poi lui le ha dato un pantaloncino perché lei potesse guidare senza sentire troppo caldo. No. Non lo ricordo e non è vero. Intanto, faccio presente che gradirei essere sentito sul movente che spinge sia e il signore che i suoi programmatori nei miei riguardi. Quindi, di essere richiamato a per essere sentito. Va bene. Anche questa seconda richiesta di interrogatorio è stata accolta dalla Corte e così Luciano Liggio, uscito dall'aula Buscetta, dal momento che non si poteva procedere ad un confronto, è tornato sul pretori. Ed è cominciata così una sua inattesa e per certi versi sconvolgente testimonianza.
[6:45]Mi dica allora, spieghi il perché, questi signori vogliano, lo accusano così, di questa cosa qua. Non era nelle mie intenzioni scoprire il sedellino a nessuno. Ma visto che mi trovo costretto nelle cose più semplici di negare l'ospitalità, il riposino nella stanza da letto, il regarlo del pantaloncino. E allora dico il perché di tutto questo odio e questo rancore. La sua venuta, ecco perché lui non accetta la venuta e per ragione di affari, per ragione politiche. Si parla di interesse politici, di grosse occasioni.
[7:50]e la stavano cercando appoggi, cose. Io non ero conosciuto prima che il mito nascesse. Nato il mito contro il mio volere, non mi fa piacere. E allora, l'imista di questa loro programma grandioso di megalomani e molto avidi
[8:21]lo andavano cercando appoggi, cosa. Sono stati a contattare a fare di Stato, addirittura. Questo affare di Stato chiedevano una garanzia, loro promettevano uomini 2000, 3000, 10.000, non lo so, cose grosse. E naturalmente la controparte chiedeva garanzie. Dice, ma sto Leggio c'è o non c'è, è con voi altri, questi andavano a dire ecco noi altri, una prima volta, la seconda volta, la terza volta. Sì, allora portatelo, vogliamo parlare con sto Leggio. Ma Leggio non sa niente.
[9:10]Completamente Leggio non è complice di niente. Allora ad un certo punto Leggio si rifiuta. Addirittura di riceverli in altra occasione, saputa questa circostanza. Questo interessamento a trovarmi, anche perché non era persona gradita al signor Buscetta e mi meravigliavo che il Totò Cicchedere me lo avrebbe portato in casa, addirittura, tanto che io non avendo fiducia ho lasciato la villa e ho dovuto emigrare, perché non ci stavo più dove Buscetta mi sapeva.
[9:52]Questo è il punto.
[9:57]Cosa nasce? Che si sfuma tutto, perché è nato il mito Leggio. Tutta sta gente che loro arruolavano, o hanno arruolato o dicevano di aver arruolato. Una volta che Leggio non consente, non è del parere
[10:17]anche con promesse allettanti, come quelli della libertà. Leggio non si vende, non rifiuta. Rifiuta tutto, perché non vuole nella sua coscienza una situazione diversa di quello che il paese aveva raggiunta. E allora sfuma tutto.
[10:41]L'affare non si fa. Leggio per di più all'ardire di non ricevere questa gente, di non farsi trovare dalla gente. Ed ecco il perché loro, secondo la loro megalomania, si sono annullati da soli. Non è che io ho fatto niente per annullarlo, per carità, non è che io sono andato a dire alla controparte si debbo essere io se non, la controparte, nato il mito, mi cerca e vuole la garanzia mia. Per avere fiducia a questa gente. Garanzia che io non mi sento di dare per coscienza e perché non condividevo la parte. Quindi, praticamente, praticamente volevano portarlo verso di loro. Ma chi? Ecco. Chi erano questi? Buscetta, un signor Cicchiteda e altri suoi amici che non sono io a fare il nome. Io faccio la presenza. E come lei parlò di politici. Sì, ma loro contattavano i politici, non io, io non contattai nessuno. Loro andavano e chi per loro sotto il mio nome, quando questi si richiedevano la presenza a Leggio, loro dicevano che io ero con loro. E allora questi a loro volta chiedevano, portatecelo. E voi non vi siete prestato a questo gioco? A questo gioco non mi sono mai prestato. Al punto che poi, non secondo il mito di che ero venuto nuovamente sto Chicchiterra con Buscetta per parlarne, non l'ho voluto ricevere più. Vabbè. Ma non una volta, più volte. Perché non condividevo le idee e non accettavo che Buscetta che Cicchiteda mi portasse Buscetta a casa, perché io conosco chi è Buscetta. Io volevo evitare tutti questi discorsi, ma bastava semplicemente che non si permetteva di volere dimostrare che io sono un bugiardo e che non è vero che era stato nella mia villa, ma si sta considerando Leggio. Ecco il motivo dell'odio verso i corleonesi, perché questi hanno fatto brutta figura e sfumato l'affare con i politici. Si sono annullati perché anche con le persone in Sicilia dove si fosse dovuta andare. Creato il mito, se il mito Leggio non consente, non si fa trovare, fa sfumare tutte le cose, vuol dire che questa gente non merita fiducia. Ha capito? Questa è la situazione. Va bene. Trattavano con dei politici.
[13:06]Di cui lei non sa il nome, no? Non so il nome. di cui io non so, ma da come ha sorriso lei lo conosce. Il nome, va bene? Poi non lo vuole dire un altro paio di maniche. Dunque con politici. Le posso dire uno che è morto. Eh beh, insomma, e siccome lui parla sempre di morti, allora i morti ne sono nominare pure io. E allora preferisco non dire, per non dire e fare il nome di un morto, perché sui morti si dovrebbe avere la delicatezza di stendere un velo di misericordia e non di farmi scudo. Ecco, io perché non evito di dire, non Per questa ragione, Buscetta avrebbe lanciato queste accuse nei suoi confronti. No, guardi, la situazione è molto più ampia. Non è semplicemente così, signor Presidente. Il motivo, naturalmente di cosa, nasce cosa? Si va di conseguenza in conseguenza. Una volta che questa gente fallisce il suo scopo, fa brutta figura con i politici. Perdono di guadagnare e l'assetto politico italiano rimane quello che è. Loro non possono più, non è, così sembra poco alla leggera, ma quei posti, quei desideri, quelle manie di grandezza non si avverano. di chi la controparte Luciano Liggio. Bene. Perché se Luciano Liggio avesse aderito, visto che, ma non erano loro che mi volevano solo a me, ma erano la controparte politica che chiedeva il mio avvallo all'impegno e a tutto il resto. Sì, sì, d'accordo, chiaro. Questo è chiaro. Io ne volevo dire e la ragione di tutte le altre accuse che Buscetta ha fatto nei confronti di altre persone che non la hanno a che vedere con lei. Sono, possono essere altre cose che avrebbero agito per altre ragioni. Io mi riferisco esclusivamente alle cose mie e avrebbe agito, cioè per altre, scusi per piacere, adesso che siamo nel discorso libero di non rispondermi, va bene?



