[0:00]Buongiorno, buon pomeriggio e buonasera. Oggi parliamo dell'espansione di Roma e della terza guerra punica. Prima però, ricordatevi di lasciare un mi piace qui sotto, di iscrivervi al canale e di seguirmi anche su Instagram. Mi trovate come Diario di Charlotte.
[0:25]La seconda guerra punica ha determinato un riassetto dello scenario in tutto il Mediterraneo. Vi ricordate che abbiamo dedicato una videolezione sulla seconda guerra punica e anche sulla prima e ve la lascio qui. Nel Mar Egeo si affacciano però due potenze: il regno di Macedonia e il regno di Siria. Tra il 215 a.C. e il 168 a.C., i Romani e i Macedoni si scontrano in quello che è chiamato il conflitto delle tre guerre macedoniche. Durante la prima guerra macedonica, tra il 215 e il 205 a.C., siamo durante la seconda guerra punica di fatto, e Filippo V di Macedonia, si allea con i Cartaginesi. Imbaldanzito dalla sconfitta dei Romani a Canne, la disfatta di Canne, Filippo V si allea con Annibale Barca e cerca di procurarsi uno sbocco sull'Adriatico. Vedete qui la situazione del Mar Mediterraneo intorno al 218 a.C. Continuano naturalmente i conflitti e tra il 200 e il 196 abbiamo la seconda guerra macedonica. Filippo V continua con la sua politica aggressiva e questa volta vuole espandersi in Asia Minore, quindi attacca il regno di Pergamo, che era un alleato di Roma. Nel 197 Tito Quinzio Flaminino sconfigge però l'armata macedone in Tessaglia. Proclama quindi la libertà dalla Grecia, dalla potenza dei Macedoni. Questo gesto è molto importante, perché comunica la fine dell'influenza macedone in Grecia e d'altra parte anche il divieto per le poleis greche di prendere autonome iniziative le une contro le altre. Nella terza guerra macedonica abbiamo Perseo, figlio di Filippo V, che continua la politica di espansione. Nel 168, quindi quando terminano le guerre macedoniche, il console Lucio Emilio Paolo sconfigge l'esercito di Perseo a Pidna, quindi del figlio di Filippo V, nella Macedonia meridionale. Di fatto, il regno macedone viene controllato dai Romani e nel 146 a.C., anno in cui termina la terza guerra punica, diventa una provincia romana. Anche la Grecia diventerà provincia romana con il nome di Acaia e perderà definitivamente l'indipendenza. Oltre le guerre macedoniche abbiamo anche la guerra siriaca, quindi Siria e Macedonia sono quei due regni che di fatto portano dei conflitti con l'Impero in questo periodo. Antioco III, nel momento in cui muore Filippo V di Macedonia, dice benissimo, conquisterò io l'Asia Minore e il re di Siria addirittura si alleerà con Annibale, che gli consiglierà di attaccare la Grecia. Però, i Romani sconfiggeranno anche la Siria, infatti Antioco III viene sconfitto alle Termopili. Sarà costretto a pagare addirittura delle tasse, rinuncerà alle sue volontà di espansione e anche Annibale, che era stato ospitato da Antioco, scappa dalla Siria e muore suicida, così finisce anche, per mettere un punto, alla storia di Annibale Barca, il grande condottiero. Però, le guerre puniche sono tre e a noi manca la terza guerra punica, perché, sì, nel 202 abbiamo la sconfitta dei Cartaginesi a Zama, ma poi i conflitti continuano. Infatti, tra il 149 e il 146, abbiamo la terza guerra punica. Cartagine viveva da decenni in tranquillità: aveva pagato i risarcimenti a Roma, la sua economia era in ripresa e non era in grado di riprendere il conflitto, però Roma aveva paura, aveva paura per la sua crescita economica. Inoltre, Catone al Senato ripeteva con veemenza: Cartagine deve essere distrutta. Perché Catone era colpito dalla floridezza di Cartagine, tant'è che aveva anche portato, secondo una leggenda, dei fichi. Aveva portato dei fichi, probabilmente provenienti da Cartagine, li aveva fatti gustare ai senatori romani come testimonianza delle meraviglie viste a Cartagine. E lanciò in mezzo all'assemblea un fico di Libia, che aveva portato appositamente. Stupore si levò da tutti i banchi, tanto il frutto era grande e bello. E Catone disse: Il paese che li produce è a tre giorni di navigazione da Roma. Ancora più stimolante fu l'altra sua famosa trovata di aggiungere da allora in poi a qualsiasi dichiarazione di voto su qualsiasi argomento il seguente ritornello: Inoltre, io sono del parere che Cartagine debba essere distrutta. Ma qual è il casus belli che di fatto fa scoppiare la guerra? La preoccupazione di Catone diventa una vera e propria crisi, perché nel 151 a.C., Cartagine attacca Massinissa, re della Numidia, alleato con i Romani e non c'è il consenso di Roma, quindi infrange il patto che aveva stipulato con Roma. Allora, i Romani, nel 149, sbarcano in Africa e Cartagine si consegna a loro. Nessun compromesso per la città punica: deve essere distrutta. Quindi, i Cartaginesi hanno poco tempo per trasferirsi a 15 km e vedersi salva la vita. Chi è che rade al suolo Cartagine? Publio Cornelio Scipione, detto l'Emiliano, figlio di Scipione l'Africano, colui che aveva sconfitto Annibale a Zama. I territori dell'ex Impero cartaginese diventano quindi una provincia romana, quella dell'Africa settentrionale. Il Mediterraneo diventa, dunque, il Mare Nostrum, come i Romani lo chiamano orgogliosamente. Roma, quindi, possiede ormai l'Italia, la Provenza, la Spagna, la Macedonia, l'Acaia, la Grecia, parte dell'Asia Minore, l'Africa settentrionale, la Sicilia, la Sardegna e la Corsica. Come vedete da questa cartina, quanto è grande l'Impero romano. Alla prossima videolezione.



