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Sagrada Familia. Le origini, Antoni Gaudí, le facciate, il fascino degli interni. (SUB ENG)

Viaggia e Corri con Elisa

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[0:06]Nel viaggio di oggi scopriremo uno dei simboli più emblematici di Barcellona e di tutta la Spagna, la Sagrada Familia.
[0:06]Cominciamo il reportage approfondendo la logistica stessa in cui questo edificio fu costruito.
[0:06]Fino al 1850 Barcellona aveva il suo limite urbanistico nella Rambla, la via principale della città.
[0:06]Intorno al 1850 si decise di abbattere la muraglia gotica per permettere un progetto di espansione da cui nacque il quartiere in cui ci troviamo noi oggi, l'Ensanche.
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[0:06]Nel viaggio di oggi scopriremo uno dei simboli più emblematici di Barcellona e di tutta la Spagna, la Sagrada Familia. Cominciamo il reportage approfondendo la logistica stessa in cui questo edificio fu costruito. Fino al 1850 Barcellona aveva il suo limite urbanistico nella Rambla, la via principale della città. Intorno al 1850 si decise di abbattere la muraglia gotica per permettere un progetto di espansione da cui nacque il quartiere in cui ci troviamo noi oggi, l'Ensanche. Il progetto urbanistico di quest'area è famoso per la sua suddivisione delle manzanas, gli isolati. Si tratta di quadrati con gli angoli tagliati, ognuno dei quali misura 133,3 per 133,3 m e le strade corrono parallele e perpendicolari. Secondo l'idea dell'ingegnere Ildefons Cerdà, una simile suddivisione avrebbe aiutato la viabilità quotidiana diminuendo il rischio di incidenti per bambini e anziani che attraversavano le strade. La Sagrada Familia fu costruita proprio all'interno di una manzana, l'isolato di 133,3 per 133,3 m. L'idea di costruire la Sagrada Familia fu dell'ebraio Josep Maria Bocadella. In un viaggio nelle Marche, in Italia, rimase affascinato dal santuario di Loreto e decise di costruirne una replica a Barcellona. Nel 1882 iniziò la costruzione della Sagrada Familia, ma il primo architetto che venne affidato il progetto non era Gaudì, ma Francisco de Paula de Villar, che cominciò i lavori partendo dalla cripta. Tuttavia, dopo un anno, la collaborazione tra i due non funzionò e Bocadeia decise di affidare l'incarico al trentunenne Antoni Gaudí.

[1:36]Gaudí proseguì i lavori terminando la cripta secondo lo stile architettonico del suo predecessore, dopodiché continuò seguendo il suo proprio stile e dedicandosi interamente alla facciata della Natività. Alla sua morte, nel 1926, della Sagrada Familia era stato costruito solo la cripta, la facciata della Natività e una torre. Il progetto originale prevedeva tre facciate: Natività, Passione e Gloria, e 18 torri, 12 per gli apostoli, quattro per gli evangelisti, una per la Vergine Maria, una, la più alta, per Gesù. Gaudí era consapevole del fatto che non avrebbe mai portato a termine questa impresa, ma proseguì lo stesso nell'idea che i suoi successori avrebbero portato avanti il progetto originale, anche se con stili decorativi differenti. Il 7 novembre 2010 il Papa venne a Barcellona e diede il titolo di Basilica alla Sagrada Familia. Noi conosciamo Antoni Gaudí non solo per la Sagrada Familia, ma anche per altre opere come il Park Güell, costruito da Gaudí su commissione del Conte Eusebi Güell. Eusebi Güell, alla fine del 1800, era l'uomo più ricco di Spagna. Conobbe Gaudí durante un'esposizione e rimase così affascinato da commissionargli una serie di opere, da cui nacque una relazione di profondo rispetto e ammirazione tra i due. Fu un momento importante nella vita dell'artista, perché poté collaborare con le famiglie della borghesia catalana. Ma nel 1914 il Conte Güell si ammalò, morendo nel 1918. I figli, che presero il potere, non condividevano la collaborazione tra il padre e Gaudí, di conseguenza tagliarono i fondi e con loro il resto dell'élite catalana. Gaudí, rimasto senza committenti, negli ultimi anni della sua vita si dedicò interamente alla Sagrada Familia anche per questo motivo. Morì il 10 giugno 1926 dopo un tragico incidente, mentre si stava recando in centro a Barcellona, attraversò la strada e fu investito da un tram mentre si era spostato per evitarne un altro. In quel momento nessuno lo riconobbe e pensando ad un mendicante, fu trasportato all'ospedale dei poveri. Fu riconosciuto dopo alcuni giorni, ma era tardi e morì il 10 giugno 1926. La sua tomba è conservata nella cripta a 10 m di profondità. Si tratta dell'unica tomba ad essere stata rispettata durante la guerra civile spagnola, perché Gaudí era considerato l'architetto del popolo. La guerra civile durò dal 1936 al 1939. Da un lato i nazionalisti, dall'altro i repubblicani. La chiesa si schierò con i primi, di conseguenza un modo per attaccare i nazionalisti era di incendiare le chiese. Il 20 luglio 1936 un gruppo anticlericale incendiò la cripta in cui Gaudí aveva lavorato, facendo bruciare gran parte dei modelli in gesso, appunti e schizzi vari dell'architetto. Solo più avanti, furono presi i resti dei modelli in gesso e fotografie dell'epoca per ricostruire il progetto originale di Antoni Gaudí. Iniziamo la visita dalla facciata della Natività, quella costruita da Antoni Gaudí. La Sagrada Familia è una sorta di Bibbia in pietra che rappresenta la vita di Gesù. La facciata della Natività è stata posta qui, perché da questo lato sorge il sole. È suddivisa in tre portali: Carità, Speranza e Fede. In ognuno di questi c'è un gruppo scultorio. Partiamo dal portale della Carità. Alzando lo sguardo vediamo l'albero della vita colorato in verde con palombe bianche. Alla base del cipresso si trovano le lettere IHS, l'anagramma di Gesù, Iesus Homini Salvator. Insieme al pellicano e tre coppie di angeli rappresenta il gruppo scultoreo dell'Eucarestia. Continuando a scendere con lo sguardo, vediamo una specie di grotta in cui è raffigurata l'incoronazione della Vergine Maria. Più in basso, vediamo l'annunciazione di Maria da parte dell'arcangelo Gabriele. E sopra la colonna, la nascita di Gesù, con l'adorazione dei pastori a destra e l'adorazione dei re Magi a sinistra. La nascita di Gesù si trova sopra la colonna di Gesù. Alla base della colonna si trova un serpente che morde la mela, simbolo del peccato originale e il motivo stesso per cui Gesù venne alla luce. A sinistra c'è il portale della Speranza. A metà altezza troviamo le nozze di Maria e San Giuseppe. Scendendo con lo sguardo, possiamo ammirare la famiglia di Gesù con San Giuseppe che sta parlando con Gesù quando era bambino. Alla base del portale, sulla destra, la strage degli innocenti è rappresentata da un soldato che tiene in braccio un bambino, mentre sulla sinistra si trova la fuga d'Egitto. Passiamo infine all'ultimo portale, quello della Fede, sulla destra. Sempre al centro, a metà altezza, possiamo vedere Gesù in braccio a Simeone. La scena si svolge in un tempio e Simeone tiene in braccio Gesù con le mani avvolte in un velo, in forma di rispetto. Più in basso, vediamo Gesù predicando al tempio, all'età di 12 anni. E lì vicino, Maria e Giuseppe che lo ascoltano sorpresi. Vicino ai genitori, c'è la rappresentazione di Gesù, mentre lavora come operaio. Queste sono le parti più importanti della facciata della Natività, ma ora avviciniamoci un po'. Nel 1978 arrivò a Barcellona lo scultore giapponese Etsuro Sotoo, che rimase talmente affascinato dalla Sagrada Familia, che chiese di poter lavorare qui. Da quel momento, continuò a lavorare sulla facciata della Natività, seguendo le istruzioni lasciate da Gaudí. Possiamo vedere il suo tocco nei bambini con tratti giapponesi che cantano sopra la scena della nascita di Gesù. Inoltre, ha abbellito la facciata con edera che in Giappone è simbolo di amore. Un'altra cosa interessante da notare è che la nascita di Gesù è posta tra due colonne, entrambe realizzate sotto la direzione di Gaudí. Quella di sinistra è la colonna di San Giuseppe e alla base è scolpita una tartaruga di acqua, simbolo dell'universo e dell'immortalità. La colonna di destra, invece, è sorretta da una tartaruga di terra, simbolo di protezione. La natura è stata una delle caratteristiche più importanti nel lavoro di Gaudí e questa ha le sue radici nell'infanzia dello scultore. Nacque a 100 km di distanza dal centro, viveva in campagna e da bambino aveva problemi di salute che non gli permettevano di giocare con i coetanei. Di conseguenza, passava molto tempo ad osservare la natura. Con Gaudí, ogni scelta figurativa e costruttiva ha una valenza simbolica. Ad esempio, spostandoci sulla destra, arriviamo alla facciata dell'abside. In questa facciata si trova la torre della Vergine Maria, inaugurata l'8 dicembre 2021, giorno dell'Immacolata Concezione. È alta 138 m e in cima si trova una stella a 12 punte di cristallo trasparente che si illumina di notte. Ha un diametro di 7.5 m e questa misura non è un caso. Il suo predecessore, Villar, aveva cominciato a costruire la Sagrada Familia con la proporzione di otto. Nel proseguire con i lavori, Gaudí scelse 7.5, perché otto rappresenta la geometria perfetta e, secondo lo scultore, l'opera dell'uomo non poteva superare quella di Dio. E ora, entriamo nella Cattedrale.

[7:57]La prima cosa che colpisce la nostra vista sono le grandi dimensioni e il gioco di luce. Avviciniamoci all'altare della Sagrada Familia. È stato costruito con un blocco in pietra di 5 tonnellate in porfido, la pietra più resistente al mondo. È circondato da quattro colonne, anche queste costruite in porfido. Ciò perché una delle parti che restano da costruire è la torre centrale, che si prevede sia la più alta, 172.5 m di altezza.

[8:29]Le colonne rappresentano i quattro evangelisti che sono raffigurati in medaglioni di 3 m di altezza. La rappresentazione più simbolica è sicuramente il baldacchino. È decorato con uva e steli di grano, simbolo del vino e del pane, il sangue e il corpo di Cristo. Uno degli aspetti che più colpisce il visitatore sono le differenti tonalità di luce. Le vetrate sono state realizzate per riflettere la luce in maniera studiata e non casuale. Dalla facciata della Natività provengono colori più chiari come l'azzurro, mentre sul lato della facciata della Passione, raffigurante la morte di Cristo, i colori sono più aggressivi. Questo gioco di colori aiuta a mantenere in equilibrio la luce interna. Le colonne della Sagrada Familia non sono rette ma leggermente inclinate. Quando gli chiedevano il motivo della scelta, Gaudí rispondeva: per lo stesso motivo per cui il viandante stanco, quando si ferma, si sostiene con il bastone inclinato, poiché se lo mettesse in verticale, non riposerebbe. In poche parole, per una questione di resistenza e miglior scarico del peso. Le colonne hanno diverse altezze e queste si possono misurare contando il numero di punte alla base della colonna e moltiplicando per due. Base della colonna con sei punte, 12 m di altezza, otto punte, 16 m, mentre le più alte sono quelle in porfido, 12 punte, 24 m di altezza. In totale, nella Sagrada Familia ci sono 52 colonne, al pari delle 52 settimane da cui è composto l'anno e ha una capienza di 8000 persone. La tipologia di arco utilizzato è quello catenario, così chiamato perché ricorda una catena tenuta per le due estremità, ma al rovescio. Si distingue dagli altri perché permette di ridistribuire in maniera omogenea il peso, senza bisogno di contrafforti. Le navate sono state costruite seguendo la proporzione 7.5. Ne abbiamo quindi da 15, 30, 45 e la cupola da 60 m. Dirigiamoci ora alla facciata della Passione. Fu commissionata nel 1986 allo scultore Josep María Subirachs e si distacca subito da quella della Natività per una sensazione di freddezza che pervade il visitatore. Questo era lo scopo anche di Gaudí, dal momento che questa facciata doveva mostrare la sofferenza di Gesù e, infine, la sua morte. È costituita da una serie di gruppi scultorei che Subirachs ha rappresentato in un percorso a forma di S che si sviluppa dal basso a sinistra con la Santa Cena, fino a giungere alla resurrezione e all'ascensione nella parte alta. Ripercorriamo insieme le tappe principali. L'ultima cena, in cui Giuda è raffigurato con un viso quasi deformato. Il bacio di Giuda. Lì vicino si trova uno dei motivi più popolari della facciata, un crittogramma che, in 310 combinazioni diverse, restituisce sempre la somma di 33, l'età in cui è morto Cristo. La flagellazione. In questa scena, una delle più drammatiche, Gesù, solo, è appoggiato alla colonna dopo essere stato torturato dai soldati romani. Le negazioni di Pietro. In questa scena è rappresentato Pietro pensante, quasi afflitto. Ci sono inoltre tre donne che raffigurano le tre volte in cui Pietro ha rinnegato Gesù e infine il gallo. Secondo il Vangelo, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte. Gesù di fronte a Pilato. Qui Gesù è rappresentato con la corona di spine, mentre Pilato è seduto. Il giudizio di Gesù. Nel gruppo successivo, il giudizio di Gesù, Pilato si lava le mani per purificare l'anima dai peccati commessi. Il calvario di Gesù. Il percorso prosegue con il calvario di Gesù che è steso a terra. Nella parte centrale troviamo Veronica, la Pia donna che secondo la tradizione cristiana, vedendo il volto di Gesù impregnato di sangue e sudore mentre trasportava la croce, lo deterse con un panno di lino. Vicino a Veronica, ci sono due soldati romani che ricordano molto i camini della Pedrera o Casa Milàn di Gaudí. Questo per conferirgli un'aurea guerriera e feroce. Mentre a sinistra, l'evangelista è rappresentato con i tratti di Antoni Gaudí. Dove la S forma la seconda curva, troviamo Longino, il centurione che sta al comando dei soldati che scortano Gesù. È su un cavallo e brandisce una lancia. Subito sopra, dei soldati romani giocano con i vestiti di Gesù. Il calvario di Gesù termina con la crocifissione. E infine la sepoltura. In questa scena, Animatea e Nicodemo depostiano il corpo di Gesù nella tomba. Nicodemo era raffigurato con i tratti di Subirachs. All'altezza delle torri, il percorso termina con la resurrezione e infine l'ascensione. La navata laterale della facciata della Passione è costituita da una serie di decorazioni in ceramica. Nella parte superiore si trovano uva e grano, simbolo del sangue e del corpo di Cristo, mentre in quella inferiore ci sono 12 cesti di frutta, ognuna per ogni mese dell'anno, realizzate dallo scultore giapponese Sotoo. Prima di salutare questa meraviglia, è consigliabile un giro al museo di Gaudí. Qui si può vedere la riproduzione della Maqueta funicular della chiesa della Colonia Güell. Si tratta di un modello tridimensionale che Gaudí utilizzò per progettare l'edificio, utilizzando un sistema di corde sospese, pose i componenti bassi della chiesa in cima e quelli superiori in basso per capire come distribuire pesi e misure. Questo è un modello datato 2022, che ci mostra le parti completate, quelle in grigio, e le parti da completare, quelle chiare. Ad oggi il 70% della Sagrada Familia è terminato, rimane l'altro 30%, ovvero la facciata della Gloria e nove delle 18 torri, secondo il progetto originario. Con quella centrale, la torre di Gesù, che sarà alta 172.5 m, numero multiplo di 7.5, ma anche inferiore alla collina Montjuïc, alta 173 m. In linea con la visione di Gaudí che l'opera umana non può superare quella divina. Non sappiamo ancora se si riusciranno a concludere i lavori entro il 2026, la data stimata, ma certamente il sogno di Gaudí si sta piano piano realizzando. Mi piace terminare questo reportage citando una delle frasi di Antoni Gaudí. Para hacer las cosas bien es necesario, primero el amor, segundo la técnica. Per fare le cose bene è necessario, prima di tutto l'amore, poi la tecnica. Grazie e al prossimo viaggio.

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