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La storia geologica dell’Italia da 250 milioni di anni fa ad oggi

Geopop

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[0:00]Guarda qua, 150 milioni di anni fa l'Italia era più o meno qui, la Sicilia era attaccata all'Africa e la Sardegna e la Corsica alla Francia. Oggi preparate i popcorn, sedetevi sul divano, accendete il televisore perché vi racconto la storia geologica dell'Italia partendo da circa 250 milioni di anni fa. Conoscere le basi della storia geologica del nostro paese, vi assicuro che, oltre a essere estremamente stimolante, ci regala proprio un occhio diverso, più consapevole. Per capire davvero la storia geologica dell'Italia dobbiamo fare una cosa un po' controintuitiva, cioè dimenticarci dell'Italia. Dimenticarci della penisola, delle Alpi, degli Appennini, del Mediterraneo, perché all'inizio semplicemente non c'erano. Torniamo indietro nel tempo di circa 250-300 milioni di anni fa. Siamo tra la fine del Paleozoico e l'inizio del Mesozoico, due grandi ere geologiche. La Terra era in una configurazione completamente diversa da quella che conosciamo oggi. Tutti i continenti che adesso vediamo separati, quindi Eurasia, Africa, America, Antartide, Australia, erano saldati insieme in un unico enorme blocco, la Pangea. Attorno a questo supercontinente c'è un unico grande oceano che noi chiamiamo Panthalassa, d'altronde Panthalassa deriva da Pan tutto e Thalassa mare, quindi, insomma, tutto il mare perché era, appunto, tutto un unico grande mare. A questo punto io mi chiederei: ma l'Italia, dov'è? Cioè, non la vedo, dove sta? Non la vedete perché, come vi dicevo, non c'è ancora. Per ora vi dico di tenere d'occhio questo ramo di oceano, questo ramo di oceano che è ad Est e che come se volesse entrare tra il continente euroasiatico e l'Africa. Bene, questo ramo, che noi chiamiamo Tetide, Oceano Tetide, è il luogo dove l'Italia prenderà forma, dove inizierà la storia del nostro amato territorio, dove si svilupperanno poi le Alpi, gli Appennini, ma ci arriviamo, passo passo, ci arriviamo, godiamocela.

[2:28]Da circa 250 a 200 milioni di anni fa, la Pangea comincia a frammentarsi. Le forze tettoniche causano un inizio di rottura e una conseguente fase di grande estensione tettonica. Il Nord America comincia a staccarsi dal Sud America e dall'Africa. Ora entriamo in quel ramo di oceano Tetide di cui vi parlavo prima. Ecco, zummiamo, guardiamo bene questa immagine, perché ci dice già tantissimo. La prima cosa che salta all'occhio sono i disegnini della Sicilia e della Sardegna. Le isole che spesso oggi sono dimenticate, ve le presento per prima, ecco, la vedete la loro posizione. Non è una roba a casaccio, erano divise, come vedete, ma che dico divise? Facevano parte di due mondi, di due continenti diversi. La Sicilia faceva parte a tutti gli effetti della parte nord, della parte settentrionale del continente africano, cioè del grande blocco di Gondwana, cioè la parte sud della Pangea. Quindi sì, la Sicilia è letteralmente un frammento di continente africano. La Sicilia è geologicamente un pezzo d'Africa. La Sardegna, la Sardegna e la Corsica, invece, raccontano una storia completamente diversa. Facevano parte del continente europeo, sono un pezzo d'Europa, inteso come continente, appunto. Quindi, detto tra noi, erano attaccate alla parte sud dell'attuale Francia. Quindi Sicilia viene da sud e africana, Sardegna e Corsica, europea, sono francesi. Bene, detto ciò, dov'è la penisola? Dov'è l'Italia? Non si vede, non la vedete? Adria. Fermi, guardate Adria. Questo pezzettino biancastro, silenzioso che a stento avevamo considerato fino a un secondo fa, vero o no? Ecco, questa Adria è la vera protagonista silenziosa di questa immagine. Adria è un blocco continentale, è una microplacca, che a quel tempo, siamo sempre intorno a circa 220 milioni di anni fa, si trova incastrata tra Africa ed Europa. Non è Africa, non è Europa, è una sorta di terra di mezzo geologica. Ed è qui, su Adria, che si colloca la maggior parte di ciò che diventerà l'Italia. Come vedete, questa microplacca, Adria, era sommersa, era sott'acqua, e sott'acqua dovete sapere che si formano quasi tutte le rocce sedimentarie, in questo caso carbonatiche, e in questo ambiente proprio che nascono le rocce carbonatiche triassiche, parliamo di quei calcari e dolomie che oggi troviamo in quota sulle Alpi, negli Appennini e in molte zone d'Italia. Molte delle nostre montagne, ma questo vale in tutto il mondo, nascono sui fondali marini, nel nostro caso, fondali marini bassi e tropicali. Allora erano tropicali. Quindi, quindi, quando oggi camminiamo sulle Dolomiti, sulle Alpi orientali o su certe dorsali appenniniche, stiamo camminando su delle rocce che una volta erano i fondali della microplacca Adria, nell'Oceano Tetide. Cioè, ma che roba, che roba. Ora, prima di andare a vedere cosa succede nel Giurassico, ci tengo a ricordarvi che è uscito il mio nuovo libro che si intitola Pausa Libro, contiene 101 pillole di scienza e cultura per quando posiamo il telefono, diciamocelo, tutti facciamo mille pause col telefono e probabilmente continueremo a farle, non voglio demonizzare assolutamente il cellulare, sarebbe un'incoerenza, però ogni tanto di quelle cento pause che facciamo col telefono, il mio suggerimento è di farne una con un libro, perché ci fa bene, ci rilassa gli occhi e ci fa riscoprire magari la voglia di leggere. Sono felicissimo di dire che è uno dei libri più venduti del 2025 in Italia, e anche, spero, nel 2026. Lo trovate su Amazon, vi lascio il link in descrizione, leggetevi pure le recensioni, così vi fate un'idea. Grazie sempre e torniamo alla nostra incredibile storia. Arriviamo al Giurassico. Quindi circa 180, 150 milioni di anni fa. Qui la storia accelera e lo fa in modo irreversibile. Le fenditure che alla fine del Triassico avevano iniziato a lacerare il cuore della Pangea continuano ad allargarsi, quindi tutti i pezzi, tutti i continenti cominciano effettivamente ad allontanarsi. Non sono più semplici fratture, diventano veri e propri sistemi, cosiddetti di rift, cioè di apertura e poi di drift, di allontanamento. E a un certo punto succede il passaggio chiave. Nel Giurassico medio, tra 180 e 160 milioni di anni fa, l'America si separa definitivamente dall'Africa. Nasce così l'Oceano Atlantico centrale. In questo stesso periodo, insieme all'apertura del grande Oceano Atlantico centrale, anche la microplacca Adria si lacera e si stacca dal continente europeo. E proprio lì in mezzo, tra l'Adria e il continente europeo, nasce un nuovo piccolo, ma profondo e importantissimo oceano. È un oceano che probabilmente non avrete mai sentito parlare, è l'Oceano Ligure-Piemontese.

[8:18]È una grande depressione oceanica, dove si forma nuova crosta oceanica. Per capirci, in profondità ci sono dei vulcani che emettono magma, lava, che diventa nuova crosta oceanica. Ed è qui che succede qualcosa di fondamentale per il futuro dell'Italia. Sul fondale dell'Oceano Ligure Piemontese si formano rocce che oggi ritroviamo sulle Alpi. Rocce che consideriamo anomale sulle montagne, perché? Perché parliamo di Basalti, Gabri, Serpentiniti, porzioni di mantello, rocce che non nascono sui continenti, ma nascono negli oceani.

[8:57]Quindi, quando sentite dire le montagne spesso una volta erano oceani, può essere vero, è assolutamente sì, e questo è un caso emblematico. Oggi queste rocce, queste rocce oceaniche in fondo all'oceano, le ritroviamo sulle Alpi e sugli Appennini, a migliaia di metri di quota. Cioè, voi immaginatevi i primi geologi che, che magari hanno studiato le Alpi, cioè tu vai in alta quota, in alta montagna, e ritrovi delle rocce tipiche di di oceani profondi. Cioè, io sarei impazzito, fortunatamente la scienza e la geologia hanno fatto i loro progressi e ci hanno permesso di capire. Bene, quell'oceano, quell'oceano Ligure-Piemontese, che in passato era profondo, è stato schizzato, schiacciato dalle forze tettoniche, e quando tu schiacci in geologia, che succede? Si crea un rilievo. In questo caso le Alpi.

[10:07]Facciamo, quindi, un altro passo nel tempo geologico e arriviamo a circa 130 milioni di anni fa. A questo punto la storia cambia direzione. Dopo una lunga fase di apertura, il sistema delle placche entra in una nuova configurazione. Africa e America cominciano a separarsi anche più a sud. C'è quindi la nascita dell'Atlantico meridionale, ma, ancora una volta, questo non resta confinato lontano dal Mediterraneo, al contrario, ha degli effetti profondi proprio sul Mediterraneo. Infatti, la placca africana non si muove solo in avanti, ma sta compiendo una rotazione antioraria. E questo dettaglio è cruciale, perché questa rotazione che cosa causa? Fa sì che l'Africa spinga progressivamente il blocco di Adria contro l'Europa. E quando due continenti si avvicinano, quello che c'è in mezzo non ha scampo. Succede quello che ho detto poco fa, squeezing, si schiaccia tutto.

[11:15]Quindi l'Oceano Ligure-Piemontese, che nel Giurassico si era aperto e approfondito e riempito di rocce oceaniche, si ritrova ora in una morsa, compresso e schiacciato tra Africa ed Europa. Quindi la crosta oceanica più densa e sottile rispetto a quella continentale inizia a sprofondare. Poco alla volta, l'oceano viene letteralmente consumato, scende sotto il margine africano, quindi entra in subduzione e comincia a scomparire. È la fine dell'Oceano Ligure-Piemontese, ma è anche l'inizio di qualcosa di completamente nuovo. Al posto dell'Oceano Ligure-Piemontese nasce una catena montuosa, comincia a nascere una catena montuosa, nascono le Alpi. Ed è importante chiarire una cosa: le Alpi non nascono tutte insieme, in una botta. Cioè non nascono di colpo, la loro formazione è un processo lungo che inizia in questa fase e prosegue per decine di milioni di anni, ma il meccanismo fondamentale è già attivo, cioè la collisione tra Africa, Adria ed Europa. Da questo momento in poi, una parte enorme della storia geologica italiana sarà dominata proprio da questo evento. Quindi l'Italia smette definitivamente di essere solo mare e fondale, inizia a diventare montagna.

[12:49]Dopo la nascita delle Alpi, la macchina tettonica del Mediterraneo, certo, non si ferma, anzi, cambia di nuovo assetto. Siamo tra l'Oligocene superiore e il Miocene inferiore, parliamo di 25-20 milioni di anni fa. Cosa succede in questa fase? Succede qualcosa di letteralmente per me spettacolare, ma spesso poco conosciuto. Un pezzo di blocco europeo, praticamente dove sta la Francia, oggi, si stacca.

[13:21]Si separa dal blocco europeo e comincia letteralmente a ruotare in senso antiorario in mezzo all'attuale Mar Tirreno, che allora non esisteva ancora. È una rotazione reale, misurabile, che avviene facendo perno sull'area dell'attuale Golfo di Genova. È proprio un compasso. Erano letteralmente attaccate alla Francia. Ora, quando un blocco continentale ruota e si allontana, eh, non si limita semplicemente a spostarsi. Dietro di lui, eh, si rompe, si si scassa tutto e quando si scassa tutto, va giù, crea una depressione, no? E le zone depresse vengono occupate dall'acqua e infatti lì nasce il Mar Ligure.

[14:08]Il Mar Ligure è praticamente il mare tra Sardegna e Corsica e Francia e e Spagna, per intenderci, quindi è la parte a ovest di Sardegna e Corsica, che noi magari solitamente immaginiamo che sia il Mar Tirreno. Non è il Mar Tirreno, geologicamente è il Mar Ligure. Ora attenzione perché arriva la poesia, poesia geologica. Questo movimento della Sardegna e della Corsica ha un'altra enorme conseguenza, ma non ad ovest, ad Est. Si scontra con i rimasugli della piattaforma Adria che era verso Est. Le rocce vengono compresse pian piano e tendono ad innalzarsi. È come spingere, praticamente, un tappeto contro un muro. Quello che sta davanti non può scappare e quindi fa fa fa le pieghette, no? Si accartoccia e sale. Ed è proprio qui che nasce una nuova catena montuosa, gli Appennini. Gli Appennini esistono perché, sì, Sardegna e Corsica si sono schiantate verso la piattaforma Adria che era verso Est. Quindi, sì, gli Appennini sono più giovani delle Alpi e si sono formati anche in un contesto tettonico completamente differente. Qui non c'è una collisione frontale tra due continenti, come nel caso delle Alpi, ma una compressione progressiva legata alla rotazione del blocco Sardo-Corso e alla subduzione. Infatti, la piattaforma Adria subduce verso ovest contro il blocco Sardo-Corso e Tirrenico. Quindi questo scontro continua, gli Appennini si innalzano, l'Italia che era stata fino ad allora in acqua comincia ad emergere. Fermi, perché la storia non è ancora finita. Dobbiamo ancora spiegare la nascita della pianura Padana, dei nostri mari principali, cioè del Mar Adriatico e del Mar Tirreno. Partiamo dal Mar Adriatico. Il Mar Adriatico, con ogni probabilità, è proprio una conseguenza dell'innalzamento della catena appenninica. La catena appenninica, come tutte le catene montuose, pesa, ragazzi, pesa tanto, e questo peso fa piegare la crosta che sta sotto, creando, quindi, un piegamento, ok, un bacino davanti alla catena. Questa catena, poi, è è proprio lo scheletro del nostro paese, no? Come si potrà mai chiamare un bacino, una depressione che davanti al paese? Bacino di avampese. Ecco, questo è il nome tecnico che all'università io c'ho messo un anno, due anni per capirlo, e credo che anche tutti gli studenti di geologia non ci mettano un mese, perché è un concetto estremamente complicato, ma magari spiegato così, spero che che si possa capire. Quindi il Mar Adriatico è poco profondo, perché? Perché è una flessione crostale causata dal peso della catena appenninica. Praticamente è una sorta di laghetto, no? E attenzione, la pianura Padana non è altro che la prosecuzione del Mar Adriatico. E infatti, nel Pliocene, circa 4-5 milioni di anni fa, guardate questa ricostruzione, il Mar Adriatico arrivava quasi dove c'è l'attuale Genova. Quindi diciamo che Genova aveva un mare da una parte e un mare dall'altra, era una cosa incredibile. E questa, l'avevate mai visto? Bellissimo. Ora, ora che abbiamo capito anche il Mar Adriatico, spostiamoci dietro la catena appenninica per vedere, per capire la formazione del Mar Tirreno, che è più giovane. In questa zona, infatti, tra 15 milioni di anni fa e 5 milioni di anni fa, circa, avviene uno stiramento della crosta. La crosta si squarcia e comincia letteralmente ad aprirsi un mare, il Mar Tirreno. Considerate che geologicamente il Mar Tirreno non è un mare, è un oceano. Infatti, la peculiarità di un oceano, ne ho parlato in un video che vi lascio in descrizione, recuperatelo, è che è la risultante di una lacerazione crostale, si spacca, quindi rift e allontanamento delle parti, drift. E in mezzo viene fuori nuova crosta oceanica.

[18:39]Quindi diciamo che l'oceano è geologicamente una cosa dinamica, il mare, invece, è un laghetto, è dinamicamente statico. E fermi, perché appassionati di vulcani, questa fase qui, quella dell'apertura del Tirreno, è la fase che determina la nascita di tanti vulcani italiani, Tirrenici, il Vesuvio, i Campi Flegrei, il Marsili, eccetera, eccetera. Quello che vi ho raccontato fino ad ora sono le macro, i macro eventi geologici. Ma dovete immaginare che la storia geologica è ben più complessa di questa. Vi faccio un esempio, raccontandovi cosa è successo tra 6 e 7 milioni di anni fa. Circa 7 milioni di anni fa, il progressivo avvicinamento tra Africa ed Europa, insieme ad un abbassamento globale del livello del mare e a dei movimenti tettonici nell'area del Mediterraneo, portò a una cosa che sconvolse il Mediterraneo, cioè la chiusura dello Stretto di Gibilterra, che era l'unica connessione con l'oceano. Si chiude, e quindi il Mediterraneo diventò un mare chiuso, una bacinella. E se noi lasciamo una bacinella all'aperto, che succede? Evapora l'acqua. Beh, è quello che successe al Mediterraneo, il livello delle acque scese drasticamente, lasciando sul fondale un grosso livello di sale. Tutto ciò, quindi, questa grande evaporazione, fece emergere vaste aree oggi sommerse. Sicilia e Africa erano collegate, Calabria e Sicilia, che ve lo dico a fare, non c'era bisogno del ponte, scusate la battuta, la geografia, insomma, era totalmente stravolta. Poi, circa 5,3 milioni di anni fa, grazie al cielo, o per meglio dire, grazie agli sforzi tettonici, lo Stretto di Gibilterra si riaprì e quindi l'Atlantico tornò a riversarsi nel Mediterraneo. E meno male, quindi la situazione tornò perfetta. Come abbiamo fatto a ricostruire questo evento, secondo voi? Questo evento che si chiama Messiniano. Beh, grazie a quei livelli di sale, che tecnicamente è più idoneo chiamare evaporiti, soprattutto gessi, che affiorano in molte zone d'Italia, dalla Sicilia a Monferrato. Queste rocce, perché sono rocce, sono la prova che il Mediterraneo, per un breve, ma drammatico periodo, ha quasi smesso di esistere. Se non ci fossero state queste rocce evaporitiche, non avremmo potuto ricostruire questa questa curiosità geologica clamorosa. Bene, molti di voi staranno chiedendo: beh, ma in tutto ciò i vulcani non non ce n'hai parlato. I nostri vulcani sono venuti fuori dopo tutto quello che vi ho raccontato. Quindi sono molto giovani dal punto di vista geologico, infatti lo Stromboli ha cominciato a venire su ed era sottomarino, circa un milione di anni fa. L'Etna circa 500.000 anni fa. Il Vesuvio circa, probabilmente, 400.000 anni fa, i Campi Flegrei, probabilmente, sono ancora più giovani, circa 80-100.000 anni. Quindi vi rendete conto di quanto i tempi geologici siano giganteschi, no? Per dire 500.000 anni fa, è roba di niente, dal punto di vista geologico è niente, al punto di vista umano sono tantissimi. Mamma mia, ragazzi, quante cose abbiamo detto. Servirebbe una supersintesi, e infatti l'abbiamo fatta. La storia dell'Italia la possiamo far partire da circa 300-250 milioni di anni fa. C'era la Pangea, era tutto unito, un solo supercontinente. L'Italia non c'era, non pervenuta. 250-200 milioni di anni fa, si rompe tutto, la Pangea si frammenta, si spacca, nasce la Tetide, un nuovo oceano. Compare Adria, una zattera di crosta legata all'Africa. L'Adria è una piattaforma, il futuro della nostra Italia, dove c'era un mare tropicale poco profondo. Si formano i calcari delle future Dolomiti e delle future Alpi. 180-150 milioni di anni fa, l'Atlantico si apre, l'Africa si allontana dall'Europa. In mezzo si apre l'Oceano Ligure-Piemontese. Poi 130-65 milioni di anni fa, dietro Front, l'Africa cambia idea, inizia a risalire e a ruotare contro l'Europa e contro l'Adria. L'Oceano di prima inizia a chiudersi e ad andare sotto in subduzione, si prepara il grande scontro. 65-30 milioni di anni fa, il botto, la creazione delle Alpi. Collisione totale, Adria sbatte contro l'Europa, l'Oceano scompare, i fondali vengono sparati in alto, vengono su le Alpi, il Nord inizia a uscire dall'acqua. 25-10 milioni di anni fa, la danza del blocco Sardo-Corso. Sardegna e Corsica si staccano dalla Francia, ruotano verso est come una porta girevole. Questa spinta accartoccia la crosta e iniziano a nascere gli Appennini. 20 milioni di anni fa, 5 milioni di anni fa, l'Italia prende forma, gli Appennini si alzano e si spostano man mano verso est. Dietro la spinta, la terra si stira e si spacca, si apre il Mar Tirreno, dall'altra parte era già nato il Mar Adriatico. L'Italia centrale e meridionale iniziano ad emergere. 7 milioni di anni fa, il Mediterraneo improvvisamente sparisce. Si chiude Gibilterra, il mare evapora, l'Italia diventa un deserto di sale e gesso. Poi Gibilterra cede, fortunatamente, mega alluvione e torna il mare. 2 milioni di anni fa, la pianura Padana era un mare, i fiumi la riempiono di sassi e fango, delle Alpi, diventa, è la terra ferma, una pianura. Ultimi ritocchi, Vesuvio, Etna, Campi Flegrei, eccetera, eccetera, e ding, l'Italia è finita.

[24:33]Cioè, voi capite in che territorio viviamo. Cioè, ora capite perché si chiama il bel paese, perché anche geologicamente c'è di tutto. Io spero davvero che questo video vi sia piaciuto. Spero che quando prenderete, magari, una mappa, una carta geografica dell'Italia e dell'Europa, la vedrete con occhi nuovi, pensando all'evoluzione tettonica che abbiamo visto oggi insieme. Grazie mille per essere stati con voi fino alla fine, grazie davvero. Se volete supportare Geopop, vi ricordo che potete farlo prendendo parte alla nostra membership, ci darete una grandissima mano. Vi do appuntamento alla prossima, sempre qui su Geopop le scienze nella vita di tutti i giorni. Ciao!

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