[0:00]degli altri. Buonasera, buonasera a tutti. Beh, Luca in realtà nella sua mirabile capacità di sintesi ha più o meno risolto la questione iraniana, cioè ha fissato tutti i punti, l'ha l'ha risolta anche se se lo ascoltassero dall'altra parte dell'oceano saremo un passo avanti.
[0:19]Io vi faccio accompagnare appunto dalle carte della mia rivista da Domio e apro con una carta di di pura razionalità, cioè ehm
[0:27]mettiamo così, un un principio di inizio quasi metafisico. Noi ce lo siamo raccontati molte volte, molte volte anche in queste occasioni, io ho il privilegio ormai da diversi anni, davvero, ne sono grato di partecipare agli eventi Atesis e quindi mi è capitato più di una volta, qualcuno di voi l'avrà già ascoltato di rammentare qualcosa che è talmente banale al punto che non non riusciamo a comprenderla fino in fondo, cioè
[0:54]le nazioni, le collettività, che siano poi imperi, stati, microstati, satelliti, eccetera eccetera eccetera, sono composti soltanto di esseri umani. È talmente una banalità che non la prendiamo in considerazione, cioè noi pretendiamo che le potenze, gli stati, satelliti e quello che vogliamo siano sempre perfettamente razionali.
[1:17]Cosa che noi non siamo mai, cioè o meglio, la nazionalità è certamente una parte della nostra vita, ma siamo tutti esseri umani, almeno per ora in questa sala, tra un po' saremo sostituiti da qualcosa di non umano e sappiamo molto, mi auguro molto, se no, insomma, siamo defunti, molto della nostra vita non è razionale, è sentimento, incongruenza, schizofrenia, passione, eccetera eccetera eccetera e spesso ci cacciamo anche nei guai.
[1:42]Teniamo spesso, oddio, dipende dai casi, io sì, io spesso mi caccio nei guai, qualcuno meno di me. Teniamola a mente, perché su questa carta c'è la parte razionale. Tutto ciò a cui assistiamo ormai da diversi anni e che è diventato smaccato a livello dialettico, più che di fatto, nell'ultimo anno con l'amministrazione Trump e la lunga preparazione statunitense allo scontro con la Cina.
[2:07]E fin qui non non serviva certo un esperto di geopolitica, a parte che oggi lo sono tutti, esperti di geopolitica, come il CT della nazionale, ma di certo non serviva un esperto di geopolitica per manifestare questa plasticità che su questa carta quasi planissferica emerge in maniera evidente, manca soltanto il Sub-Sahara e poi il Sudafrica.
[2:32]E tutto quello a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi, indipendentemente da Trump, già nella fase finale dell'amministrazione Biden, ancor prima nel primo mandato di Trump, se volessimo rimontare addirittura a quello di Obama, è questa lunga preparazione. Perché noi lo ripetiamo, vale la pena ricordarlo, non è Trump che ha creato l'America attuale, è l'America attuale che ha prodotto Trump.
[2:54]Perché l'America attuale aveva, utilizzo l'imperfetto, sembrava, sembrava aver compreso che andare in giro per il mondo a cercare guai è molto dispendioso, ci si distrae, gli altri ne approfittano, soprattutto i nemici, a volte addirittur gli amici, costa un sacco di soldi,
[3:17]non c'è gloria, se non quella che ti racconti nella narrazione, ma la realtà pochina. E poi, e poi gli imperi quando diventano adulti, non intervengono sempre e comunque, anzi intervengono molto raramente, intervengono quando devono, non quando possono, non mettono i piedi nel piatto semplicemente perché sono più forti degli altri.
[3:36]E allo stesso tempo, nei primi decenni di questo millennio, gli americani sembravano aver imparato che il mondo, a parte l'Europa occidentale, mettiamoci il Giappone e il Canada, cioè a parte noi, non li vuole nessuno. A noi questo non è chiaro, eh, ci torneremo, che noi non sia chiaro, noi siamo l'unica parte del pianeta, l'Europa occidentale, che vive fuori dal mondo, quindi noi possiamo fare quello che vogliamo, tanto non siamo rilevanti sul piano geopolitico.
[4:05]Ma che gli americani non se ne fossero resi conto così è più preoccupante. Cioè pensavamo l'avessero capito. Prima di arrivare a questo, quello che hanno fatto con maggior razionalità, sebbene, ripeto, in modo smaccato negli ultimi mesi è
[4:18]essenzialmente ragionare in questo modo. Siamo stanchi e depressi. Conta la percezione nella vita, nella realtà gli americani se la passano nettamente meglio dei loro sfidanti. Molto meglio dei cinesi, la Russia peggio che andare di notte,
[4:30]mettiamoci la Turchia che, sebbene sia un membro della NATO, è un avversario naturale degli Stati Uniti, certo non se la passa bene, l'Iran, ovviamente ne parleremo a lungo, sta messo malissimo e stava messo malissimo già prima di questa guerra. Gli Stati Uniti, in senso relativo, stanno meglio di tutti questi soggetti antagonistici, ma nella vita conta la percezione.
[4:55]E la percezione che hanno di sé gli americani da diverso tempo è di essere stanchi, deboli e di doversi difendere, di doversi preparare allo scontro con la Cina, dicendosi questo, è una grande illusione. Il nostro vantaggio principale è esistere sul Nord America, anzi meglio nell'emisfero occidentale, su tutte le Americhe.
[5:05]Non era mai successo e questo è vero, l'avverbio mai non è a caso, non era mai successo nella storia dell'umanità che le gemme principali di un'epoca non vivesse sulla massa euroasiatica, ma vivesse in un altro continente. Non era mai successo. È così da 1991.
[5:22]E dicono, se qui crolla tutto il sistema globale, noi ci possiamo rifugiare qua. Non lo può, non lo poteva fare letteralmente nessuno prima di noi, non i romani, non gli ottomani, non i cinesi, tutti quelli che vi tutti gli imperi francesi, gli inglesi, tutti erano confitti nella massa euroasiatica, noi no, vero.
[5:41]È una grande illusione nella sua verità, cioè, nessun impero globale può tornarsene a casa, questa è una grande illusione. Gli Stati Uniti non possono lasciare l'Agone, hanno ancora un quarto del PIL globale, controllano tutte le rotte marittime, dove passa più del 90% delle merci di questa terra.
[6:00]Non solo, hanno un budget militare che di gran lunga quello cumulato di tutti i loro avversari. Ancora gli Stati Uniti hanno un'idea di sé comunque messianica, tendono a guardare verso l'umanità come se la dovessero redimere,
[6:14]ma soprattutto se annunciassero di volersi ritirare a casa, di voler addirittura chiudersi in convento, i nemici li rincorrerebbero. Quando tu segnali una tale debolezza, non è che ti dicono, va bene, accettiamo la tua, il tuo infrangimento, ti lasciamo stare. No.
[6:24]Sentono l'odore della debolezza e ti rincorrono fin dentro casa. Cioè non lo possono fare, non possono tornarsene a casa. È la massima centrale della letteratura statunitense, il romanzo di formazione. No, non si può tornare a casa, il romanzo di di ogni adulto dovrebbe essere, in Italia funziona poco, però, quando le cose vanno male i figli anche a 50 anni tornano a casa.
[6:46]Gli americani sanno che non si può fare. È la prima regola della vita adulta, neanche le superpotenze possono tornarsene a casa, non per scelta, possono essere cacciate a calci verso casa, ma non tornare per scelta. Però è la loro illusione. E allora si sono concentrati sulla Groenlandia. Qui vedete la Groenlandia nella sua vera espressione geografica, nelle carte a cui siamo abituati, la Groenlandia è magnificata, sembra più grande della dell'Africa.
[7:07]È comunque l'isola più grande del pianeta, se non consideriamo l'Australia un'isola, ma un continente e qui capite perché è importante. Sì, le terre rare, tutto quello che vi pare, eccetera eccetera, ma siamo nel mondo reale, perché è una piattaforma non solo per invadere il Nord America, questo, insomma, oggi improbabile da parte di di chiunque,
[7:27]ma se semplicemente ci arrivassero i cinesi e montassero i loro missili balistici, New York, Washington sarebbero a pochi secondi e non ci sarebbe modo di difenderle, nessuno. A pochi secondi dal mirino dei cinesi. Fantascienza? Ad oggi sì, ma è chiaro che per noi, a noi che ce ne importa? Per noi la storia è finita, pensiamo che che tutti vogliano abbracciarsi e stringersi commossi.
[7:44]Gli americani sanno che ovviamente questo non è vero e pensano al al brutto tempo. Già controllano militarmente tuttavia la Groenlandia. Che bisogno c'era di di appuntarsi sull'aspetto giuridico? La Groenlandia è teoricamente danese, è colonialismo su colonialismo, eh. È improbabile che sia danese, quanto sarebbe improbabile che fosse americana, cioè non c'è nessuna differenza. Bob Dylan direbbe biondo su biondo, no? Blond on blond.
[8:10]Ma, voglio dire, per il momento sta lì, è già controllata dagli americani e dalla Seconda Guerra Mondiale che gli americani la controllano militarmente. L'hanno occupata 10 anni, poi al fine alla fine della guerra hanno firmato un accordo con la Danimarca che stabilisce che militarmente gli Stati Uniti, ma giuridicamente di Copenaghen, adesso non lo è neanche più fino in fondo, lasciamo stare. Per il momento resta lì. Però aveva una sua idea legata ad un principio di razionalità.
[8:32]Non possiamo tornarcene a casa, ma se le cose si mettessero male, per tornare a casa dobbiamo sanare le ferite del nostro continente. Dal punto di vista statunitense, eh, si intende. E in questo si inserisce anche l'operazione venezuelana.
[8:44]Operazione venezuelana, in che cosa consiste? L'operazione venezuelana consiste in questo. Se noi vogliamo tornarcene a casa, il Venezuela confina direttamente con gli Stati Uniti, non vi fate ingannare dalla mappa, perché gli Stati Uniti, ovviamente, in questa mappa stanno qui, quella è la Florida, questi sono l'arcipelago più aggettante della Florida che gli italiani conoscono per tremendo turismo e quindi secondo noi il Venezuela un po' lontano dagli Stati Uniti.
[9:11]Ma gli Stati Uniti sono questi, cioè Puerto Rico è una colonia degli Stati Uniti d'America. I portoricani sono dentro gli Stati Uniti d'America, ma non possono votare alle elezioni, quindi sono una colonia a tutti gli effetti e le acque venezuelane toccano quelle statunitensi in Puerto Rico. L'idea è se noi torniamo nel nostro continente, ma qui ci sono i cinesi e anche i russi, è un grande problema, perché sono davanti a noi.
[9:35]E allora dobbiamo rovesciare quel regime di cattivoni ed è un regime certamente non non difendibile sul piano morale quello venezuelano e via. Che cosa è successo qui? Molto semplicemente ormai, insomma, è chiaro a chiunque, la signora del Sio Rodriguez che di mestiere faceva la vicepresidente, adesso è presidente ad interim del regime perfettamente intatto, ha venduto il suo capo, come succede nei migliori uffici di qualsiasi paese, se si potesse fare.
[10:03]Lei lo ha venduto e il capo con la moglie, che c'entra molto meno, ma con quella moglie di Nicolás Maduro, stanno in un carcere statunitense. Nell'interpretazione che l'hanno avuto i trampiani, è un'operazione perfetta. Cioè noi decapiti il regime, ci compriamo il tradimento del luogo tenente e da quel momento, diciamo noi, quando alzarsi e mettersi seduti.
[10:28]Fantastico, se non fosse che il regime è perfettamente intatto, cioè che so, il Ministro della Repressione, il Ministro degli Interni, che si chiama Gudado Cabello è al suo posto, il Ministro della Difesa che si chiama Padrino Lopez è al suo posto, la signora Delci Rodriguez era la vice di Maduro e adesso è un interlocutori, un interlocutrice più che legittima.
[10:48]E allo stesso tempo, l'apparato securitario è tutto perfettamente intatto. Per ora il Venezuela fa quello che dicono gli Stati Uniti, perché c'è ancora, come vedete su questa carta, l'embargo dal cielo e dal mare che non potrà rimanere per sempre. Costa un sacco di soldi, distrae gli assetti militari statunitensi, vediamo che succede quando questo embargo finirà. Però teniamola a mente, perché questo incide sulla guerra iraniana.
[11:09]Torniamoci subito, eh, ma Trump voleva e già ci metti. Trump conta in questa vicenda quello che può contare. L'intelligenza di Trump, l'abbiamo già raccontata in alcuni casi, è la seguente, intelligenza politica, non è certo il mio un giudizio valoriale, è la seguente. Io ho pochi poteri.
[11:26]Mi ricordo anche quando qui in altre occasioni dicevo guardate il Presidente degli Stati Uniti dazi non li può oggi è facile, non li può applicare, giuridicamente non è che ci volesse un genio, ma non li può applicare. La Costituzione è precisa, le leggi del Congresso americano non è proprio un luogo di alacre lavoro, eh.
[11:43]Voglia di lavorare non moltissima, parlamentari americani che si schermano dietro la selva normativa. Dice: per carità, non approviamo leggi perché siamo anglosassoni e la selva normativa ci fa orrore, infatti non fanno quasi niente e quindi hanno delegano, tendenzialmente i poteri al Presidente, ma le leggi a cui sarà appellato Trump, che sono leggi degli anni 70, due in particolare, dicevano che il Presidente possa applicare sanzioni in sostituzione del Parlamento, non dazi.
[12:04]E la Corte Suprema ha stabilito questo, adesso Trump con altri escamotage giuridici ha applicato altri dazi al 10%, saranno impugnati pure questi, ma l'intelligenza di Trump, io questi poteri non ce li ho, anche se a Trump piacerebbe molto fare il dittatore, eh, ma questa è un'altra storia, ma non lo è. Tuttavia, guido quella che nettamente la macchina più potente del mondo.
[12:22]Se mi atteggio a imperatore, il bluff chi lo viene a chiamare? In Europa nessuno. Noi siamo terrorizzati appena gli americani aprono bocca e anche naturale, noi siamo la parte più anziana e benestante del mondo, le forze armate le abbiamo volentieri consegnate agli altri e quindi noi diciamo sì, signore.
[12:37]Diverso nel resto del mondo, con i cinesi, con i russi, con gli iraniani, con i turchi. È molto, il bluff trampiano è molto meno efficace. Teniamola a mente, perché il Venezuela era stato pensato anche per far crollare Cuba, che riceveva petrolio gratuito dal Venezuela ed era in piedi con questo, e per ora Cuba è in preda ad una forma di soffocamento.
[13:01]L'idea era, più o meno razionale. Noi concentriamoci sul nostro continente dove rischiamo di dover tornare, senza impantanarci più altrove, stiamo lì. Questa è l'infografica dei dazi. I dazi sono tutti diversi, i dazi non sono misure di politica economica, non quando si è un impero, ma tanto queste sono battaglie perse.
[13:19]I dazi su di noi sono stati pensati, vabbè, la manifattura era un sogno, ci vorrebbero generazioni, dall'anno scorso la manifattura americana ha perso 72.000 posti di lavoro. Figurarsi, il sogno era drenare liquidità da noi. Parole di Trump. Arriveranno migliaia di miliardi di dollari, ha detto Trump, migliaia di miliardi, dai paesi europei, da quella che noi chiamiamo l'Europa e questi soldi saranno utilizzati in spesa militare, spesa tecnologica per il militare.
[13:46]Parole sue, in realtà li stanno pagando gli importatori americani, ma questo è un altro discorso. L'obiettivo era quello, i dazi sulla Cina sono ancora diversi, sono pensati per ridurre il surplus commerciale cinese, perché la Cina non spende in militare, tecnologia per il militare, per spostare una parte di liquidità dalla costa all'entroterra, per tenere insieme il paese. La Cina ha sempre lo stesso problema, quando si apre al commercio estero, la costa diventa ricca, in 2000 anni è sempre andata così.
[14:10]E il tuo terra rimane molto indietro del povero, semplifico, tra un po' si arrabbia e fa la rivoluzione. 750-780 milioni di cinesi vivono nell'entroterra e sono in condizioni assai disagiate rispetto alla costa, infatti una parte di liquidità anche dal surplus commerciale deve andare verso l'entroterra, affinché questo avvenga meno.
[14:27]Gli Stati Uniti applicano dazi alla Cina, in parte anche per escluderla da alcune filiere strategiche, ma questo sarebbe bellissimo se fosse soltanto ciò e se questi imperi campassero di economia, ma questi imperi hanno nell'economia uno strumento, non campano di economia, non sono i paesi dell'Europa occidentale, per quello fatichiamo a comprenderli.
[14:43]Finora neanche questo sta funzionando, la Cina ha apostato, come si dice in cacofonia, il più grande surplus commerciale dell'ultio dell'ultimo periodo, nonostante i dazi statunitensi. Però tutto questo con gli strumenti di cui sopra poteva essere compreso. Anche il tentativo di congelare la guerra in Ucraina.
[15:01]Perché? Anche qui Trump conta più o meno quanto me. L'idea di congelare la guerra in Ucraina è l'avrebbero fatto con Biden, con Kamala Harris, con chi vi pare. Certo Trump ha questa dialettica per cui si diverte a fare il protagonista e noi ci caschiamo tutte le volte, ma qui l'idea è congeliamo il conflitto, perché dobbiamo staccare la Russia dalla Cina.
[15:18]Ricordate la prima mappa. Tutto Stati Uniti contro Cina, una lunga preparazione. Se hai due nemici principali li devi dividere, per attirare la Russia e sedurla, devi concederle cose nel suo dossier più importante, l'Ucraina. Perché ancora non si è arrivati ad una quadra? Perché gli americani offrono un cessate il fuoco, lasciando comunque l'Ucraina agganciata all'Occidente.
[15:42]Su questo con Trump, senza Trump, non si transige, non c'è, al di là delle stupidaggini, perdonate il francese, non c'è un ritiro dall'Ucraina. I russi dicono: dateci tutto il Donbass, che non hanno preso nemmeno interamente. La Russia ha strapperso strategicamente la guerra, anche se l'ha vinta tatticamente, ma con la tattica, anche gli Stati Uniti stanno vincendo tatticamente la guerra, l'Iran, ma rischiano di perderla di perderla strategicamente.
[16:02]La Russia la guerra strategicamente la perde, perché neanche ha preso interamente il Donbass. Vedete che il Donbass è composto da due oblast, Lugansk e Donetsk, quello di Donetsk non è ha questa fascia verde che è ancora nella disponibilità delle forze armate ucraine.
[16:17]La Russia diceva, non l'abbiamo conquistata tutta, la regione del Donbass, ma datecela lo stesso. E ancora più rilevante, via tutti i militari stranieri che sono tutti della NATO, dall'Ucraina. Perché l'idea dei russi, anche senza Putin, tra 20 e 30 anni, l'Ucraina, resta è da quattro secoli che esiste la questione Ucraina, altro che Putin. I leader servono a non approfondire, a non studiare e quindi sono molto vantaggiosi.
[16:42]Purtroppo la realtà è molto più complicata dei leader. L'idea dei russi, nella loro muscolare memoria, è che tra 10-30 anni riproveremo a prenderla l'Ucraina, perché non possiamo vivere senza. Difficile da spiegare, ma il loro senso imperiale di prevaricazione è applicata all'Ucraina, ahimè.
[16:56]E dicono, ma se dobbiamo invaderla nuovamente, sbregio di ogni diritto degli ucraini, non dobbiamo trovarci militari stranieri. E questo gli americani non lo possono garantire, per questo non si è trovata ancora una quadra, continueranno a trattare. Però anche questo potevamo capirlo in una condizione di Russia e Cina, quindi il tentativo americano di staccare la Russia dalla Cina.
[17:19]E l'Iran che c'entra in tutto questo? La risposta è molto semplice. Niente, perché può stupirci, ma non dovrebbe. È quello che diceva all'inizio. Le aggregazioni, gli Stati, sono composti sono di esseri umani. Perdonate il linguaggio non esattamente doil, ma fanno un sacco di sciocchezze.
[17:41]L'Iran non è una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti, non è una minaccia strategica, ma neanche tattica. L'Iran è una grande civiltà, è un grande impero, è un grande paese, ma ha perso quasi interamente la sua sfera di influenza negli ultimi 2 anni e mezzo, soprattutto per capacità israeliane.
[18:00]L'Iran è capace soprattutto a fare la guerra asimmetrica, che conduceva con gli agenti di prossimità, che sono convinto abbiate sentito più volte, Hezbollah, sono libanesi sciiti, arabi. Hamas, sebbene sunniti, ma comunque per disperazione legati all'Iran. Gli Uti, che sono gli Houti, che sono gli yemeniti sciiti pure loro.
[18:18]Il regime di Damasco, gli alauiti, che dominavano in Siria, e poi le milizie irachene, sciite, pure queste. Di tutti questi agenti, negli ultimi due anni e mezzo sono rimasti residui. Fortissimamente indebolito Hezbollah, ma non sconfitto, fortissimamente indebolito Hamas, ma non sconfitto, scomparso il regime damasceno.
[18:40]Indeboliti un po' meno degli altri, ma lontani gli Houti, incastrati e poco utili le milizie irachene. Cioè rispetto a due anni e mezzo fa, l'Iran ha una sfera di influenza di mediata quasi residuale. Poi ha enormi problemi interni. Questo lo sappiamo. È lontana ancora dall'avere la bomba atomica, perché non ci si può sbagliare.
[19:00]Quando si è a un passo dalla bomba atomica, quando si riesce addirittura a congegnarla, le radiazioni che si emettono sono facilmente intelligibili, cioè non è che ci sono i dibattiti. Quanto mancherà l'Agenzia per l'energia atomica a più volte detto, possiamo essere tra i sei mesi e l'anno e mezzo, i due anni, dipende. Comunque non domani e soprattutto, qualora arrivassero vicini alla bomba atomica, ce ne accorgeremmo. E allora perché?
[19:28]Per alcune ragioni, ci torniamo subito. Le files, qui, insomma, abbiamo stabilito di parlare di cose serie. Anche perché, magari il mondo fosse dominato da un'élite, a me risparmierebbe un sacco di lavoro. Ci sarebbe soltanto da occuparsi di sciocchezze, però vale benissimo per le serie televisive, quindi scriverei una sceneggiatura se solo ne fossi capace.
[19:50]E Trump non ha i poteri di indire guerre da sé, purtroppo questo non ce lo toglie nessuno, non è un imperatore. In questa guerra qua, questa è la guerra dello scorso giugno. Trump non ci voleva entrare in nessun modo. Trump arriva alla Casa Bianca dicendo, basta le guerre. Guardiamoci l'ombelico. Occupiamoci di noi che abbiamo un sacco di problemi. Gli altri non ci devono più rompere le scatole.
[20:09]Noi ce ne torniamo a casa e si ritrova, come diceva Luca Ancetti poco fa, ad aver inaugurato o completato, completato un cavolo, ad aver inaugurato o continuato più guerre di quanto alcuni dei suoi predecessori neppure immaginassero. È un po' strano. È un po' strano se crediamo che abbia il potere di fare tutto ciò che vuole.
[20:31]Cioè Trump ha trasformato il neoconservatore. La prova provata che il Presidente degli Stati Uniti conta soltanto nei nostri romanzeschi racconti di politica estera, che servono a non a non studiare e non approfondire. In questa guerra non ci voleva entrare il nostro, è stato messo con le spalle al muro da Israele e con le spalle al muro all'epoca dal Pentagono.
[20:50]Lui, se vi ricordate, la guerra è durata 12 giorni, ce ne mette nove per dire d'accordo, bombardiamo il sito di Ford, perché soltanto lui poteva dire proprio per Costituzione di farlo. In quei nove giorni l'Iran mette in salvo gran parte del nucleare arricchito. E adesso? Perché ancora? Questa è la situazione attuale. Ovviamente il rosso sono gli attacchi israelostatesi sull'Iran. L'Iran, anche a dirlo, è questo qua.
[21:14]In blu le risposte missilistiche dell'Iran stesso. Perché? Un po' perché si è sopravvalutata l'operazione venezuelana. Ah, lo facciamo anche in Iran, decapitiamo il regime, come se fossero soggetti uguali, come ho detto prima, tutto a dimostrare che il Venezuela sia riuscito, ce lo dirà soltanto il medio periodo. Ma l'Iran ha 93 milioni di abitanti, è composto da una popolazione che per il 70% ha meno di 35 anni, massimalista e violenta che non vuole vivere come noi.
[21:40]Anche se questo nel nostro pregiudizio ingenuamente razzista non ce lo toglierà mai nessuno dalla testa, eh. Ma è impossibile. Molti non sappiamo neanche se siano la maggioranza, ma una buona fascia della popolazione non vuole la teocrazia, ma non ha mai detto di voler vivere come noi.
[21:55]Questo ce lo raccontiamo noi o ce lo raccontano coloro che vivono qui, tra noi. Questo tanto meno che voglia la monarchia addirittura. Ebbene, in queste illusioni c'è l'idea di noi uccidiamo il capo. Loro sognano di diventare noi. Si sa quando l'hanno detto. Faranno tutto da soli e da remoto ci sarà un cambio di regime che sarà favorevole agli Stati Uniti d'America.
[22:18]Queste sciocchezze che gli americani avrebbero dovuto imparare durante la guerra al terrorismo, 20 anni fa, evidentemente non sono una lezione. Che cosa può succedere allora adesso? L'obiettivo degli Stati Uniti è non andare oltre le tre quattro settimane. Anche qui, una buona parte del Pentagono ai suoi livelli non era d'accordo, però gli ufficiali medi del Pentagono, sì, spingono fortemente per questa guerra, anche contro la volontà di Trump. La CIA ha spinto fortemente per questa guerra.
[22:48]Il Dipartimento di Stato, anche. Cioè, al di là di Trump, così capiamo quali sono i rapporti di potere. Non vogliono andare oltre il mese, perché il ragionamento è, male che va, e può andar male, noi potremmo aver detto di aver comunque ucciso Khamenei, che l'hanno ucciso gli israeliani, non è un dettaglio, teniamola a mente, non gli americani. Però, ce lo intesteremo noi americani, diremo, abbiamo ucciso Khamenei, abbiamo vinto.
[23:12]L'Iran deve fare quello che diciamo noi. Ma l'Iran ha un grande senso di sé, è un impero interno, l'Iran è molto simile agli Stati Uniti d'America, come impero. Ha dentro di sé dei sudditi, che gli americani non hanno, il 55% della popolazione persiana, il resto sono azeri, cioè turchi, sciiti, sono curdi, baluci, arabi, tutti sotto i persiani. E anche chi non ama la teocrazia, dice se crolla questo regime, qui c'è l'entropia, c'è il caos.
[23:36]E poi sono molto orgogliosi, sono una grande civiltà trimillennaria e dicono noi ci coaguliamo intorno alla bandiera, specialmente se ci bombardate. Chiudo. L'idea è non andare oltre il mese, perché se si andasse oltre il mese, questa guerra costerebbe molto agli Stati Uniti d'America.
[23:52]L'Iran ha il tempo dalla sua nella resistenza della popolazione. Poi può anche crollare il regime, ne può venire un altro, tutto a dimostrare che sia però favorevole agli Stati Uniti. Può essere più oltransista. E già che gli Stati Uniti il tempo non ce l'hanno, se si andasse oltre il mese, succederebbe che cosa? Che l'economia mondiale ne risulterebbe assai danneggiata e quindi anche gli Stati Uniti che sono ancora il perno dell'economia globale. Non solo.
[24:16]Per darvi un'idea, gli Stati Uniti stanno utilizzando intercettori, cioè missili per contrastare i missili iraniani che vedete colpiscono molto bene, dove ci sono i puntini blu, al di là delle chiacchiere. E costano un sacco di soldi, gli intercettori, i cosiddetti THAAD, che sono missili d'alta quota.
[24:34]Secondo i calcoli del Pentagono, se questa guerra durasse due mesi, non due anni, gli Stati Uniti rischierebbero di aver sprecato più di un terzo di tutti i missili che hanno a disposizione, che dovrebbero utilizzare contro la Cina, non per andare a cercare la loro anima in Iran. Questo perché? Perché spesso le superpotenze fanno cose irrazionali e non basta dire soltanto è Trump.
[24:52]Può essere anche Trump, ma cacciarsi nei guai, gli americani rischiano da molto tempo, anche da 20 anni, di farlo, ma pensavamo che questa volta avessero imparato la lezione. Grazie.



