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Liv00-Lez07: CORSO AI LITERACY: Livello 0, Lezione 7. "Cosa succede se non si è conformi?"

Giovanni Ziccardi

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[0:01]Benvenute e benvenuti alla settima lezione del livello zero del corso gratuito sulla AI Literacy.
[0:01]In questa lezione cerchiamo, riprendiamo un po' i temi della scorsa lezione, cerchiamo di capire che cosa succede se non si è conformi alle indicazioni sull'alfabetizzazione tecnologica previste dal regolamento.
[0:01]Beh, intanto sapete che ogni norma per essere realmente efficace deve avere strumenti di applicazioni.
[0:01]L'articolo 4 del regolamento sull'Intelligenza Artificiale, io non la vedo come un'indicazione generica o un consiglio facoltativo, è un vero e proprio obbligo giuridico pienamente in vigore.
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[0:01]Benvenute e benvenuti alla settima lezione del livello zero del corso gratuito sulla AI Literacy. In questa lezione cerchiamo, riprendiamo un po' i temi della scorsa lezione, cerchiamo di capire che cosa succede se non si è conformi alle indicazioni sull'alfabetizzazione tecnologica previste dal regolamento. Beh, intanto sapete che ogni norma per essere realmente efficace deve avere strumenti di applicazioni. L'articolo 4 del regolamento sull'Intelligenza Artificiale, io non la vedo come un'indicazione generica o un consiglio facoltativo, è un vero e proprio obbligo giuridico pienamente in vigore. che impone comunque a tutte le organizzazioni che sviluppano o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale di assicurare un adeguato livello di alfabetizzazione tra il proprio personale e tra le persone che operano per loro conto. L'obbligo di adottare misure formative per garantire le AI Literacy, come sapete, è entrato formalmente in attuazione il 2 febbraio di quest'anno. Se vi ricordate, il regolamento ha un'attuazione molto diluita nel tempo, fino al 2030, 2031, ma due temi importanti che erano le AI vietate in Europa e l'obbligo dell'articolo 4 sono attuabili, attuate dal 2 di febbraio di quest'anno. Questo significa che dal 2 di febbraio tutte le organizzazioni soggette al regolamento dovrebbero essere tenute a iniziare a documentare iniziative concrete di formazione. Non basta una dichiarazione di intenti o un piano futuro, occorre dimostrare di avere già avviato attività formative mirate e coerenti con le indicazioni che stiamo vedendo insieme dell'articolo 4. Al contempo, però, la fase di controllo, di supervisione da parte delle autorità che saranno individuate come le autorità di controllo è stata spostata a partire dal 3 agosto del 2026. Dal 3 agosto del 2026 le autorità competenti, cosiddette autorità nazionali di sorveglianza del mercato dell'intelligenza artificiale, che ogni Stato membro andrà a individuare. Sapete che nel disegno di legge italiano, al momento, sono previste AGID e ACN come autorità nazionali di sorveglianza. Beh, queste autorità avranno il compito di verificare il rispetto delle disposizioni previste dal regolamento e potranno intervenire in caso di non conformità. E ovviamente, penso che ci sarà anche un coordinamento a livello europeo da parte delle AI Office e delle AI Board per coordinare le attività di controllo nazionali con quelle europee. Se noi andiamo a leggere un po' nel tra le righe, no, del regolamento, del regolamento, vediamo che il modello di enforcement che è previsto dal regolamento si basa su un approccio graduale e proporzionato. Non mi sembra che ci sia l'idea di punire in maniera automatica o indiscriminata, ma l'idea sembra quella di valutare caso per caso la gravità e la natura, magari, della violazione e anche il comportamento dell'organizzazione nel corso del tempo. Però, comunque, questo approccio non esclude la possibilità di applicare delle sanzioni. Si potranno applicare delle misure correttive, delle multe, delle restrizioni operative nell'uso degli strumenti di intelligenza artificiale, soprattutto se le violazioni che si riscontreranno appariranno come sistemiche, no? O come delle negligenze evidenti da parte del datore di lavoro o ancora come un mancato rispetto reiterato degli obblighi. Non dimentichiamo, però, che oltre al sistema di sorveglianza che prevede il regolamento, abbiamo una seconda strada, no? Un secondo canale che è quello della responsabilità civile. Immaginatevi un cittadino, un lavoratore, un utente che subisca un danno riconducibile all'uso scorretto o non controllato di un sistema di intelligenza artificiale. Beh, potrebbe agire legalmente contro l'organizzazione responsabile. E e l'organizzazione è responsabile anche se non ha adottato tutte le misure ragionevolmente necessarie per evitare questo danno. Ehm, e io mi immagino un domani che una delle domande che le autorità o i giudici si potranno porre, no, in caso di incidente, può essere, ma avete fornito una formazione adeguata? Come avviene oggi, no, nel mondo della protezione dei dati del GDPR, avete fornito una formazione adeguata? E questa è una domanda che racchiude tutto lo spirito, no, dell'articolo 4, perché se un sistema di intelligenza artificiale genera un errore e se questo errore causa un danno, ad esempio, una selezione discriminatoria in ambito lavorativo, oppure un'esclusione non motivata da un concorso, una decisione amministrativa errata, la questione non è soltanto tecnica. Diventa anche di formazione formativa, organizzativa ed etica. E secondo me è proprio la formazione in questi possibili casi di responsabilità assume un valore duplice. È uno strumento preventivo. La formazione riduce il rischio che tali incidenti accadano, ma è anche uno strumento protettivo per l'organizzazione, può tutelare l'organizzazione nel caso in cui qualcosa vada comunque storto. Insomma, dimostrare che le persone coinvolte sono state preparate, informate, accompagnate nel loro uso dell'intelligenza artificiale, è una forma di diligenza, un atto di responsabilità, ed è anche una linea di difesa che si può rivelare, secondo me, essenziale. In sintesi, essere conformi all'articolo 4 del regolamento europeo significa molto di più che adempiere a un requisito formale. Significa innanzitutto agire proattivamente per proteggere i diritti delle persone. Poi significa prevenire i danni, costruire fiducia, accountability e reputazione dell'azienda, ma significa anche dimostrare che la propria organizzazione ha compreso a fondo cosa comporti l'adozione dell'intelligenza artificiale. Non si tratta quindi, secondo me, soltanto di conformità normativa, si tratta di credibilità, di reputazione e anche di sostenibilità a lungo termine. E vedremo, infatti, durante il corso come integrare questi principi nelle policy aziendali, nei contratti coi fornitori e i partner e in generale, quando parleremo di governance dell'AI, in una strategia più ampia, appunto, di governo di questa tecnologia. Noi ci vediamo nella prossima lezione.

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