Thumbnail for Guerra fredda. Parte 5: dal 1949 al 1953 (la Cina di Mao, la guerra di Corea, la morte di Stalin) by Pillole di Storia, Filosofia e...

Guerra fredda. Parte 5: dal 1949 al 1953 (la Cina di Mao, la guerra di Corea, la morte di Stalin)

Pillole di Storia, Filosofia e...

8m 22s1,100 words~6 min read
Auto-Generated

[0:00]Quinta video dedicata alla storia della guerra fredda. Nel video precedente, che potete recuperare dal link in sovraimpressione, abbiamo visto come nel 1949, con la divisione della Germania in due, si raggiunge un equilibrio nello scontro bipolare in Europa attraverso la creazione di due sfere di influenza. Questo equilibrio, in realtà, è sbilanciato a vantaggio delle forze occidentali, data la supremazia nell'immediato dopoguerra degli Stati Uniti. Sia sul piano economico che sul piano strategico, in particolare perché in questo momento solo gli americani possiedono l'arma nucleare. Nel biennio 1949-1950, però, questo equilibrio viene rotto da tre eventi significativi che estendono i confini della guerra fredda dall'Europa all'Asia e soprattutto cambiano gli equilibri della guerra fredda. In particolare ci riferiamo uno allo sviluppo dell'arma nucleare, due alla nascita di una Cina comunista, tre alla guerra di Corea. Ma andiamo con ordine. Per quanto riguarda la prima questione, ovvero gli armamenti nucleari, nel 1949, quindi in anticipo rispetto alle stesse previsioni degli Stati Uniti, i sovietici riescono a produrre la bomba nucleare. In questo momento la distanza nucleare fra le due superpotenze rimane nettamente a favore degli americani, ma questo risultato sovietico toglie agli Stati Uniti un deterrente eccezionale, ovvero la possibilità di minacciare attraverso l'arma nucleare, senza a loro volta essere esposti al pericolo di una risposta da parte sovietica. Secondo punto riguarda, come dicevamo, la Cina comunista. Nel 1949 termina, infatti, in Cina una lunga guerra civile che vede la vittoria delle forze comuniste guidate da Mao Zedong. Nasce così la Repubblica popolare cinese, ovvero una Cina a guida socialista che nel 1950 stringe un'alleanza formale con l'Unione Sovietica. Attenzione, questo non significa che la Cina entra nel blocco sottoposto al controllo sovietico, come ad esempio è il caso delle democrazie popolari in Europa orientale. Ma c'è comunque un cambiamento significativo negli equilibri della guerra fredda, perché assistiamo a una crescita a livello globale delle forze comuniste. L'esito della guerra civile, inoltre, crea una frattura fra Cina e Stati Uniti. Il governo americano, infatti, si rifiuta di riconoscere il governo di Mao con due importanti conseguenze. La prima è che il seggio nel Consiglio di sicurezza dell'ONU riservato alla Cina rimane al momento vacante. La seconda è che gli Stati Uniti riconoscono come unico governo legittimo della Cina quello che nello stesso 1949 si insedia nell'isola di Taiwan, dove si rifugiano i nazionalisti sconfitti da Mao, dando vita ad una autoproclamata Repubblica cinese, quindi, praticamente, gli Stati Uniti non riconoscono il governo cinese di Mao, ma riconoscono un governo rivale che si autoproclama legittimo governo cinese, ma è insediato nell'isola di Taiwan. Terzo grande evento che riguarda questo biennio è la guerra di Corea. La guerra di Corea è una conseguenza praticamente immediata dell'alleanza fra la Cina e l'Unione Sovietica e la globalizzazione della guerra fredda. Qual è la situazione in Corea? Qui, dopo la guerra, erano sorti due governi, quello del sud di stampo filoccidentale e quello del nord di stampo comunista. Nel 1950 il nord comunista, guidato da Kim Sung, inizia l'invasione del sud con l'approvazione proprio dell'Unione Sovietica e della Cina. L'invasione entra immediatamente nell'orizzonte della guerra fredda, perché gli Stati Uniti, che seguono la dottrina del contenimento, intervengono militarmente per impedire la vittoria comunista. A loro volta i cinesi, per fronteggiare l'offensiva americana, inviano un numero massiccio di truppe per sostenere le forze nordcoreane. La guerra in Corea produce un immediato inasprimento globale delle tensioni della guerra fredda. Da un lato cresce la campagna, la propaganda anti-occidentale, dall'altro quella anti-comunista. Le conseguenze di questo scontro si avvertono non solo a livello globale, ma in particolare soprattutto all'interno dell'Unione Sovietica e degli Stati Uniti. In Unione Sovietica questi anni tornano ad essere caratterizzati dal ritorno di un clima persecutorio e dell'avvio di nuove purghe nei confronti dei dissidenti. Negli Stati Uniti si avvia un intenso programma di riarmo e allo stesso tempo si genera un clima di caccia alle streghe per la paura di una infiltrazione interna delle forze comuniste. Il caso più emblematico, da questo punto di vista, è la creazione della commissione senatoriale guidata da McCarthy che si lancia in una vera e propria crociata per stanare simpatizzanti delle posizioni comuniste all'interno della pubblica amministrazione e soprattutto del mondo dello spettacolo. Da questo clima così aspro si comincia a uscire soltanto a partire dal biennio 1952-1953, quando avvengono tre mutamenti significativi. Il primo è che si conclude la guerra di Corea nel 1953 con un nulla di fatto, dal momento che le due forze in campo non riescono a prevalere l'una sull'altra. Al termine dei tre anni di scontro, dunque, la situazione rimane invariata, con i due stati divisi sempre dallo stesso confine dell'inizio del conflitto. Nel 1952, intanto, cambia anche un importante protagonista della guerra fredda, ovvero Harry Truman, presidente degli Stati Uniti, perché nel 52 vince le elezioni presidenziali Eisenhower e tornano alla presidenza i repubblicani. Eisenhower lancia due dottrine: da un lato la cosiddetta dottrina del Rollback, che significa superare la dimensione del semplice contenimento e iniziare una vera e propria controffensiva nei confronti delle forze comuniste; dall'altro la dottrina della rappresaglia massiccia, che significa rispondere a qualunque minaccia sovietica con il massimo accanimento, ovvero con l'utilizzo della bomba atomica. Questi due progetti, in realtà, però rimarranno puramente teorici, visto che nell'atto pratico non vedranno mai una concreta attuazione. Ma soprattutto, ancora più significativo è il cambiamento che avviene nel mondo sovietico. Nel 1953, infatti, finisce la stagione staliniana con la morte del dittatore e l'avvio di una guerra intestina per la successione che porterà nel giro di un paio di anni all'ascesa di Nikita Krusciov. Il quale sostituirà la tesi del conflitto inevitabile proposta da Stalin, conflitto inevitabile fra capitalismo e comunismo, con la tesi della coesistenza pacifica, ovvero l'idea di di poter creare le condizioni per una convivenza non conflittuale dei due blocchi.

[7:27]Questo percorso in realtà procederà fra alti e bassi, come si vede già nei primi passaggi. Nel 1954, infatti, ad esempio, assistiamo ad alcune prime conferenze che vedono la partecipazione congiunta di Stati Uniti e Unione Sovietica per discutere questioni internazionali, come le trattative di pace per la guerra di indipendenza dell'Indocina dal controllo francese, per fare un esempio. Ma dall'altra parte nel 1955 si assiste alla creazione del Patto di Varsavia, ovvero un'alleanza militare del blocco sovietico che rappresenta una sorta di risposta alla NATO. Il Patto di Varsavia nasce nel 55 per rispondere, infatti, all'entrata della Germania Ovest nel Patto Atlantico e include, accanto all'Unione Sovietica, le democrazie popolari dell'Europa orientale e l'Albania. Ma tutti questi temi li andiamo a profodire meglio nel prossimo video.

Need another transcript?

Paste any YouTube URL to get a clean transcript in seconds.

Get a Transcript