Thumbnail for Com'è fatta una sinagoga? by Andrea Tornar

Com'è fatta una sinagoga?

Andrea Tornar

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[0:02]Com'è fatta una sinagoga?

[0:08]Nel mondo la struttura architettonica della sinagoga cambia a seconda della cultura del luogo. Le sinagoghe variano per forma e dimensione, ma la struttura di base è pressoché sempre la stessa. L'unico limite per la grandezza è di tipo pratico, infatti gli ebrei ortodossi, non usando l'elettricità in giorno di sabato e durante le feste, ecco che per loro la sinagoga non deve essere troppo grande, perché il cantore che guida la funzione non può usare un microfono.

[0:49]Esternamente da quali elementi si riconosce una sinagoga o tempio ebraico? Allora, a volte è presente un'immagine delle Tavole dei Dieci Comandamenti, come in questo caso. Sinagoga di Bordeaux, siamo in Francia. Un altro elemento che aiuta a identificare una sinagoga dall'esterno è ovviamente la Stella di David, che è spesso presente nelle facciate delle sinagoghe, come in questo caso.

[1:31]Altre volte è più difficile riuscire a identificare esternamente una sinagoga, in quanto non ci sono elementi specifici della religione ebraica. Anche in questo caso, vedete che c'è una Stella di David. Un altro elemento che aiuta a identificare esternamente una sinagoga è la Menorah. Sono le immagini della Menorah. Questo è il Tempio Maggiore di Roma.

[2:14]In questo caso, vedete, sono presenti tutti gli elementi che abbiamo visto fino adesso: un'immagine della Menorah, un'immagine delle Tavole dei Dieci Comandamenti e la Stella di David. Quindi, sintetizzando, una sinagoga si può riconoscere esternamente appunto da questi elementi. Passiamo all'interno di una sinagoga. Innanzitutto, nessuna immagine di Dio o di esseri umani è presente all'interno di un tempio ebraico. Nelle sinagoghe non ci sono immagini umane, dipinti o statue, in osservanza al comandamento che vieta le immagini, considerate possibile oggetto di idolatria. Quindi non troverete mai un'immagine di Dio o delle immagini di esseri umani all'interno di una sinagoga. Inoltre, nelle sinagoghe ortodosse o tradizionali, gli uomini e le donne pregano stando in ambienti separati, come ad esempio avviene nella Grande Sinagoga di Roma. Mentre nella maggior parte delle sinagoghe riformate, uomini e donne stanno insieme. Nelle sinagoghe ortodosse più grandi che si sviluppano su due piani, le donne pregano dalle balconate. Nelle sinagoghe più piccole, uomini e donne invece sono divisi da un semplice divisorio, dei pannelli, una tenda. Quindi, guardate l'immagine: gli uomini occupano il piano di sotto, le donne il primo piano. E vedete che in spesso la parte riservata alle donne ha delle piccole tendine o dei pannelli, appunto, per impedire agli uomini di vedere le donne.

[4:35]Anche in questo tempio potete vedere che c'è questa separazione tra gli uomini e le donne. Questa è la sinagoga spagnola di Roma. In questo caso, essendo la sinagoga su un unico livello, gli uomini occupano la sala centrale, mentre alle donne è riservata una saletta laterale.

[5:08]Per quanto riguarda il canto e gli strumenti musicali. Allora, molte preghiere all'interno della sinagoga sono cantate ed esiste una ricchissima eredità musicale di diverse tradizioni ebraiche. Il canto può essere comunitario, di un solo cantore o della corale. Nelle sinagoghe ortodosse non si usano strumenti musicali, ma soltanto la voce umana. Invece, nelle sinagoghe riformate e in molte delle sinagoghe dei conservativi, si usano gli strumenti musicali.

[7:27]Anche questo è il Tempio Maggiore di Roma. Essendo il tempio dove si riunisce una comunità ortodossa, appunto, quella di Roma, vedete che donne e uomini sono separati all'interno della sinagoga. Le donne stanno nel matroneo. Ciò che indica la direzione di Gerusalemme all'interno di una sinagoga è l'armadio sacro, cioè l'armadio contenente i rotoli della Torah, armadio che viene chiamato arca o Aròn.

[8:06]All'interno di una sinagoga, gli ebrei pregano in direzione di Gerusalemme, o meglio in direzione del luogo più sacro al mondo per un ebreo, il muro occidentale.

[8:25]Anche questa foto mostra un particolare del Tempio Maggiore di Roma. Vedete l'arca o Aròn, o armadio sacro contenente i testi delle sacre scritture. Oggi, in ogni sinagoga, sopra l'arca che contiene i rotoli della Torah, di solito c'è una lampada che rimane sempre accesa, infatti è chiamata lampada perpetua. Questa lampada è chiamata Ner Tamid. Essa ricorda la lampada che ardeva giorno e notte nel tempio di Gerusalemme. Vicino a questa lampada vi è spesso un'immagine delle tavole dei Dieci Comandamenti. L'armadio che contiene i rotoli della Torah si apre soltanto durante le funzioni religiose. L'armadio è celato alla vista delle persone da una tenda chiamata Parochet. Una tenda che ricorda la cortina che era posta davanti all'Arca Santa nella tenda del tabernacolo. In questo caso vediamo che ci sono delle immagini della Menorah.

[9:58]Ancora delle immagini dell'Aròn, o arca, o armadio contenente i testi della Torah. A sinistra la tenda impedisce la visuale dei rotoli della Torah, a destra invece si possono vedere. Vedete la lampada perpetua o Ner Tamid in alto, il Parochet, la tenda davanti all'Aròn e i Sefer Torah. Bisogna dire che quando le porte dell'Arca sono aperte, i fedeli stanno in piedi per mostrare il proprio rispetto alla Torah. Spesso al centro della sinagoga vi è una piattaforma rialzata detta Bimah, dalla quale si leggono la Torah e le preghiere e si può anche predicare un sermone. Di fronte ad essa si colloca abitualmente un tavolo sul quale si posano i rotoli della Torah.

[11:10]La posizione dell'Aròn e della Bimah segue due possibili modelli. Il più frequente pone la Bimah al centro della sala e l'Aròn su un lato, come ad esempio in Italia avviene nelle sinagoghe ferraresi. Il più raro, già presente nella sinagoga di Praga del XIV secolo, la più antica conservatasi in Europa, pone invece la Bimah dal lato opposto a quello dell'Aròn, lo stesso schema che si ritrova nelle sinagoghe veneziane. Vedete, al centro della sinagoga in questo caso c'è la Bimah, in fondo, invece, abbiamo l'Aròn.

[12:04]Un altro esempio in cui la Bimah si trova al centro della sinagoga. Vedete questa piattaforma ben rialzata.

[12:24]Questo invece è il Tempio Maggiore di Roma. In questo caso la Bimah non si trova al centro della sala, ma la Bimah è esattamente sotto all'Aròn. In questo caso gli architetti, probabilmente influenzati dal fatto che siamo in Italia e quindi influenzati da come sono costruite le chiese cristiane, hanno messo la Bimah a ridosso dell'Aròn.

[12:57]In conclusione, quali elementi ci permettono di riconoscere che siamo all'interno di un tempio ebraico? Innanzitutto la separazione tra donne e uomini, anche se abbiamo visto che nelle sinagoghe riformate questa separazione non c'è. L'Aròn, l'armadio contenente i rotoli della Torah, un'immagine delle tavole dei Dieci Comandamenti, la lampada perpetua, Ner Tamid, la Bimah, la piattaforma rialzata, la Stella di David, la Menorah, il candelabro ebraico a sette bracci e il fatto che non ci sono immagini, né di Dio né degli esseri umani.

[13:53]Quando nasce la sinagoga? L'istituzione della sinagoga, il centro ebraico del culto e dell'istruzione della Torah, risale al VI secolo a.C., quando gli ebrei, lontani dalla loro patria perché deportati in esilio a Babilonia, non potendo svolgere il loro culto nel tempio di Gerusalemme, che era stato distrutto dai babilonesi, iniziarono a riunirsi nelle sinagoghe. Con la distruzione definitiva del tempio di Gerusalemme, avvenuta nel 70 d.C. ad opera dei Romani, la sinagoga diventa il luogo di culto per eccellenza degli ebrei.

[14:44]A cosa serve la sinagoga? Il termine ebraico che indica la sinagoga è Beth Knesset, cioè la Casa dell'Incontro. La sinagoga, infatti, nella vita di un ebreo è molto più di un semplice luogo di culto. Essa rappresenta il cuore della comunità ebraica e principalmente svolge tre funzioni. Luogo di culto e preghiera in cui si svolgono le funzioni il sabato e i giorni di festa. Preghiere pubbliche comunitarie si fanno nella sinagoga tutti i giorni della settimana, a condizione che siano presenti almeno dieci uomini. Ma la sinagoga è anche un luogo di studio della Torah e dell'ebraismo in apposite aule. I bambini imparano l'ebraico studiando la Torah. La sinagoga è anche casa d'incontro in cui la comunità ebraica può ritrovarsi. Inoltre può fungere anche da biblioteca, centro di assistenza per iniziative sociali, eventi caritatevoli, eccetera. Gli ebrei ortodossi la chiamano Shul, cioè scuola, evidenziando l'importanza della sinagoga come luogo di studio della Torah e degli altri testi ebraici. Gli ebrei conservativi parlano generalmente di sinagoghe, cioè la casa dell'incontro per sottolineare l'aspetto sociale. Gli ebrei riformati usano il termine tempio per esprimere una certa continuità tra la sinagoga e l'antico tempio di Gerusalemme.

[16:35]In una sinagoga ortodossa il rito si celebra solo se ci sono almeno dieci uomini. Invece, in una sinagoga riformata, il rito si celebra se ci sono almeno dieci persone, quindi vengono conteggiate anche le donne. Come abbiamo già visto, le preghiere sono cantate senza strumenti musicali nelle sinagoghe ortodosse o con gli strumenti musicali tra i riformati. La celebrazione può essere guidata da qualsiasi maschio adulto, purché capace di leggere e di comprendere il testo ebraico. Chiaramente, ecco, qui mi riferivo agli ortodossi. In sinagoga tutti gli uomini, anche i non ebrei, entrano con il capo coperto dalla Kippah o da un altro cappellino.

[17:45]Ci troviamo nella Sinagoga di Napoli, una sinagoga che è nata insieme a questa comunità nel 1864, a circa 150 anni. E cos'è una sinagoga? Una sinagoga innanzitutto è un luogo di studio e di riunione. È molto importante questo. Gli ebrei si riuniscono nella sinagoga per studiare e anche per pregare. Questo in senso, in senso generale, e nasce come istituzione già al tempo della primo esilio, esilio babilonese, quindi oltre 2500 anni fa. in quasi tutti i Bet Knesset si trova in genere due frasi fondamentali. Una frase fondamentale è che si trova anche qui che da, levne mi atà omed, Sappi di fronte a chi tu stai in preghiera, va bene? Quindi l'uomo deve essere consapevole che sta in preghiera di fronte al Signore, anche se, come sappiamo, nelle sinagoghe non ci sono immagini di nessun genere. E un'altra cosa importante, molto spesso si troveranno anche i 10 comandamenti, che sono appunto distribuiti nelle due tavole, la prima tavola riguarda si è riferita ai comandamenti tra uomo e Dio, sostanzialmente, la seconda è tra uomo e uomo. Siamo sulla porta della sinagoga della comunità ebraica di Napoli. Questa è la Mezzuzà, un astuccio che contiene delle preghiere di benedizione all'ingresso, come ci sono in tutte le case. Quando si esce di casa è importante uscire guardando e anche mettendo la mano sulla Mezuzà, perché in questo modo l'uomo si ricorda quanto è contenuto nella Mezuzà in questo brano. Perché in questo modo si ricorda che le leggi valgono sia nel privato che nel pubblico. Nella sinagoga ci sono due punti focali, possiamo dire. Uno è il punto è la Tevà, sulla quale normalmente il rabbino che non è necessario che sia un rabbino. Qualsiasi persona del pubblico può leggere la Torah, cioè il testo sacro, può fare le preghiere, non è necessario essere dotati di un titolo rabbinico per questo. E poi, sempre davanti alla Tevà, in genere c'è l'Aròn Hakodesh, è l'arca santa detta anche, è il luogo nel quale vengono conservati i rotoli della legge. Con questo si intende i primi cinque libri della Bibbia, il Pentateuco. La caratteristica, come dicevo, è che questi testi sono scritti a mano. E che basta anche semplicemente che una sola lettera sia cancellato, anche semplicemente leggermente modificata, per cui questo testo non è più valido. E questa è un'operazione che in genere fa il Sofer. Il Sofer è lo scriba che ogni settimana normalmente controlla il testo e verifica se il testo è ancora leggibile o meno. Per fare solo un esempio, abbiamo qui che la parola Haparot, la la H di Haparot è in parte cancellata, questo potrebbe essere problematico, no? Perché vedi che proprio tagliata e il fatto che sia tagliata rende necessario un intervento con una penna, una penna speciale, con un inchiostro speciale che viene destinato esclusivamente alla scrittura e alla correzione del testo. La penna, una penna d'oca, preparata appositamente per questo, potrebbe essere anche una penna di canna. Una volta riempita questa lettera, finalmente si può considerare casher e si può continuare a leggere. E qui parliamo anche in questa comunità di testi comunque molto antichi. È chiaro che un testo più moderno presenta meno problemi perché l'inchiostro è ancora abbastanza, diciamo, tiene bene. Noi abbiamo, per esempio, questo qui che è un Tikkun Korim. Cos'è un Tikkun Korim? Voi troverete su questo testo, il testo così come è scritto, qui è stampato, naturalmente, sul rotolo della legge. E qui invece come va letto, perché in realtà l'ebraico è una è una lingua semitica in cui le vocali sono omesse, sono sottintese. Chi legge deve sapere quali sono le vocali e naturalmente non è così semplice. Il Sefer Torah in genere viene adornato con una keter, questo è un keter, cioè una corona. E questi sono i Rimonim, che hanno chiamati Rimonim, che Rimon in ebraico vuol dire melograno. Molto spesso sono proprio a forma di melograno. In genere, appunto, in Italia è famosa, soprattutto per la sua tradizione artistica nel campo della produzione di oggetti del di culto. La Menorah è caratterizzata dal fatto di avere sette bracci. E questi sette bracci hanno vari significati simbolici. Il più comune è quello di collegarlo con le sette scienze che legano l'uomo a Dio. Potrà essere visto nei vari commentatori, quale tipo di scienze, evidentemente. Il fatto che poi alla base abbia appunto un elemento che li unisce sta a significare che tutte queste scienze che l'uomo utilizza provengono tutte quante dalla scienza divina.

[23:39]Se il mondo di suo è una foresta di simboli, entrare in una sinagoga significa trovarli in ogni angolo, in ogni elemento. Circondati, come si è dall'alfabeto in cui Dio per la prima volta si è espresso.

[24:09]Ho scelto questa sinagoga, l'incontro in questa sinagoga proprio perché a parte la sinagoga in cui, di cui io faccio parte, e soprattutto per un'altra ragione, cioè quella che più ricorda le vecchie scuole, le vecchie scuole che esistevano prima che venissero distrutte per dar luogo poi al alla Grande Sinagoga. Quindi vediamo un unico grande ambiente. Un ambiente, sì, un ambiente, con distaccato lo spazio per il matroneo. col lo spazio per il matroneo. Il matroneo, ecco, per esempio, nel Tempio Maggiore, il matroneo è in alto, anche se oggi per ragioni pratiche è laterale rispetto ai ai luoghi, ai banchi degli uomini.

[24:47]La sinagoga classica, classica si intende, secondo la normativa ortodossa, ha una pianta che è bipolare. Ecco, la pianta bipolare consiste in questo: che abbiamo la abbiamo questo si chiama l'Aròn Hakodesh, quindi è l'armadio sacro, l'armadio del sacro, in cui sono riposti i rotoli della legge. Questo è il luogo dove l'officiante celebra la funzione. L'officiante è chiamato Hazan o, ancora meglio, Shaliach Tzibur. Shaliach Tzibur vuol dire l'inviato del pubblico, quindi una persona che goda della fiducia del pubblico, non solo per le sue caratteristiche canore, possiamo dire, no? Oppure di accuratezza nella lettura del del testo, ma anche della stima delle persone, una persona, quindi onorata. E all'interno di una funzione i fedeli hanno un percorso, seguono un percorso, fanno dei movimenti o stanno fermi seduti nei propri banchi? È fondamentale, e durante alcune durante la preghiera che è chiamata in vari modi, Shmone Esre vuol dire 18 benedizioni, la preghiera fondamentale, no? Bisogna essere tutti rivolti verso Gerusalemme. Naturalmente qui rivolti, siamo a Roma e quindi Roma è un sud-est, no? Ecco, è un sud-sud-est. Quelle alle nostre spalle abbiamo due finestre. Qual è il ruolo della luce all'interno della sinagoga e il rapporto tra la luce e l'ombra, nonché la penombra? Dunque, la luce è fondamentale per qualunque sinagoga, no, in qualunque sinagoga, anche se, appunto, nell'antichità molte sinagoghe nascevano quasi nascoste dal tessuto urbano. In ogni caso la Halakhà prescrive che ci siano aperture, addirittura dovrebbero essere sette aperture, secondo la Halakhà, si intende la norma, no? La luce, appunto, è fondamentale anche proprio è uno splendore, no? Uno splendore che ricorda, dovrebbe ricordare quello del tempio di Gerusalemme. Il tempio di Gerusalemme era era caratteristico perché le finestre erano avevano anche una strombatura, ma non verso l'interno, quindi per captare la luce del mondo esterno, ma all'opposto erano strombate verso l'esterno, quasi a suggerire in modo simbolico, anzi suggerire in modo simbolico, che la la luce della Torah si irradiava a tutto il mondo.

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