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AVIONEWS intervista ad Elena Sorlini

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[0:20]cresce a due cifre Abu Dhabi Airports. La società che gestisce i cinque aeroporti della capitale Emiratina sta trasformando la città in un hub globale del trasporto aereo, con un focus sul commercio e il turismo. Obiettivi perseguiti da una donna italiana, insieme ad un team motivato e ambizioso. Avio News ha intervistato Elena Sorlini, Managing Director and Chief Executive Officer di Abu Dhabi Airports, che ci ha parlato degli obiettivi di sviluppo. Il primo grosso obiettivo è stata l'apertura del del nuovo Terminal e il rebranding con il nome di Zaid International Airport. Zaid è stato il padre fondatore del degli Emirati Arabi, per cui è chiaramente molto importante per noi, è un onore aver ricevuto questo nome. Il nuovo terminal è bellissimo, letteralmente un'opera d'arte, estremamente efficiente e l'esperienza che possiamo offrire ai nostri passeggeri è decisamente migliorata rispetto a quello che potevamo offrire ovviamente nel vecchio terminal. Abbiamo ambiziosi obiettivi di crescita. Quest'anno stiamo già crescendo del 34% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nel 2023. E abbiamo chiuso il 2023 con un tasso di crescita del 44%. Il piano è quello di arrivare nel 2030 a un traffico di 40 milioni di passeggeri. Naturalmente contiamo su Etihad, che è il nostro home carrier per delevare questa crescita. Siamo in costante contatto e stiamo cercando di diversificare la nostra customer base, anche attraendo altri carriers internazionali che possano complementare la connettività di Etihad. Cosa sta facendo Abu Dhabi Airports in termini di decarbonizzazione? Abbiamo lavorato proprio quest'anno come come aeroporto insieme a tutti i nostri stakeholder stakeholder aviation. Abbiamo la fortuna di avere lo stesso shareholder in Abu Dhabi, per cui è diciamo che questo ci semplifica le cose, riesce a portarci tutti al tavolo in maniera molto molto facile. Per cui ci siamo seduti con le linee aeree, ci siamo seduti con il Ground Handling Company, abbiamo un Ground Handler qui che è unico. E abbiamo discusso insieme di iniziative che possano portare esattamente a dei miglioramenti dal punto di vista di sostenibilità. Abbiamo lavorato su quello che possono fare le linee aeree, prima di tutto, i più grossi inquinatori a livello di settore. Per cui stiamo guardando a soluzioni di di staff insieme ad ADNOK che è l'azienda che ci rifornisce dal punto di vista del fuel qua in Abu Dhabi Airports. Abbiamo decisamente guardato all'elettrificazione di tutti i veicoli che ci ricavano in ambito aeroportuale e lo facciamo sia dal punto di vista del ground handling che dal punto di vista dell'aeroporto. Ma non solo, stiamo guardando anche i sistemi per riciclare il waste, per cui stiamo lavorando con stakeholder locali per massimizzare il riciclo del del waste. Il terminal stesso, il terminal nuovo che abbiamo sviluppato, nonostante sia un progetto che risale al 2012, è molto innovativo da questo punto di vista. Per cui si è guardato moltissimo al riciclo dei materiali che sono stati utilizzati, dell'acciaio, del legno, l'utilizzo della luce per minimizzare il consumo di energia. E anche per l'acqua si è guardato a soluzioni che minimizzino e consentano, fondamentalmente, di di riciclare il più possibile l'acqua che viene utilizzata all'interno del terminal. Parliamo di intermodalità. Qual è la situazione nei vostri scali? In termini di intermodalità stiamo guardando a un progetto insieme ad Etihad Rail, di uno sviluppo di di una connessione rail tra l'aeroporto di Abu Dhabi e la città di Abu Dhabi in genere, ma con uno scalo poi dedicato all'aeroporto di Abu Dhabi. E questo potrebbe aiutarci, è ancora in fase di disegno e di sviluppo, è un embrione, diciamo, di progetto che esiste al momento. Però l'idea è proprio quella di spostare il traffico da strada su rotaia e accelerare anche i tempi per raggiungere Dubai come come destinazione. Questo dovrebbe aiutarci chiaramente ad aumentare la catchmin area dell'aeroporto. Ci sono delle collaborazioni fra Abu Dhabi Airports e l'Italia? Abbiamo avuto una conversazione, per esempio, con Aeroporti Italiani per capire come come facilitare la la creazione di una connessione tra l'aeroporto di Abu Dhabi e gli specifici aeroporti in Italia. Chiaramente noi vogliamo offrire incentivi per aumentare la connectity dell'aeroporto e viceversa loro sono interessati a stimolare la domanda per i passeggeri anche dal loro lato. Per cui ci sono questo tipo di di iniziative dove ci mettiamo a tavolino, condividiamo le analisi che abbiamo noi sul potenziale del della domanda e e chiaramente poi approcciamo insieme le linee aree per vedere se riusciamo ad aprire nuove destinazioni. Gli Emirati Arabi Uniti sono un nodo importante nel network di vari vettori aerei europei. Qual è la situazione? Siamo interessati ad attrarre quante più linee aree possibili sull'aeroporto. Al momento il mercato italiano è servito molto bene sia da Etihad che da Wizz Air, hanno connessioni su su Roma e su Milano, che hanno riscontrato successo. Cioè c'è una domanda molto forte, specialmente con Etihad che sta raddoppiando i servizi su su entrambe le le città. Diciamo che tendenzialmente Etihad che il nostro home carrier tende a definire quanto più possibile quello che è il network poi di Abu Dhabi. Noi poi lavoriamo con altre linee aeree per complementare questa connettività. Quindi stiamo lavorando molto sull'Europa con i classici vettori British Airways, Air France. Wizz Air che ha anche una base qua ad Abu Dhabi, è uno dei nostri tre national carriers. Wizz Air Abu Dhabi si chiama, infatti, è una Joint Venture tra tra Wizz e e di Q che è il che è il nostro shareholder. Ci aiuta a complementare questa connettività, soprattutto nell'Europa dell'Est dove loro hanno una presenza molto molto forte. Avendo dei brand come quello di Wizz Air, l'inbound market è particolarmente forte, per cui loro riescono a promuovere Abu Dhabi come una destinazione per i turisti nei nei paesi dell'Est. E quindi ci portano molto traffico di qualità e che serve alla città dal punto di vista turistico. Oggi si parla sempre più di cybersicurezza. Come state affrontando la questione? È affrontata in maniera molto molto seria. C'è un centro di coordinamento a livello nazionale, per cui, diciamo che c'è un elemento regolatorio molto forte. Dal punto di vista del passeggero, stiamo cercando di implementare elementi di sicurezza in maniera non intrusiva, utilizzando soluzioni biometriche. Che abbiamo già implementato nel nuovo aeroporto, per cui si tratta di soluzioni che chiaramente accelerano i vari elementi del processo di screening del passeggero, non sono invasive. Però ci consentono fondamentalmente di incrementare il livello di sicurezza. Spero che abbiate la possibilità di sperimentare l'aeroporto di Abu Dhabi il prima possibile, ma senza fondamentalmente utilizzare il il passaporto. Semplicemente con il riconoscimento facciale, è possibile fare il check-in del bagaglio, passare il sistema di immigration, quindi di passport control, che è legato chiaramente al al riconoscimento facciale sui sistemi del nostro sistema di immigration e e fare il boarding. Quale peso ha avuto l'Italia nella sua formazione e quale valore aggiunto sente di avere come manager italiana? Il primo aeroporto su cui ho lavorato è stato Aeroporti di Roma ed è stato praticamente la la prima avventura, diciamo, nel settore aeroportuale, come che mi ha insegnato molto. Penso che in termini di di di valori sia fondamentalmente la dedizione, il nostro commitment a fare in maniera tale che le cose succedano. E il lavoro duro dal 2007 che che ho lasciato l'Italia e penso di non aver incontrato così tanti casi in termini di altre nazionalità che hanno la nostra stessa passione e dedizione quando abbiamo un progetto da da realizzare. Penso che un po' quello quello che che caratterizza anche la mia reputazione qua ad Abu Dhabi, insomma, il fatto che la la stessa apertura del terminal ci sia stata dedizione totale, non solo da parte mia, ovviamente, e il mio team che poi alla fine ha realizzato il progetto. Però chiaramente in termini di leadership ho passato questo questo messaggio che che fortunatamente sono riuscita a comunicare, sono riuscita a trascinare l'intero team verso verso un obiettivo che che, insomma, è un un obiettivo importante per per per il paese, cioè c'è molto senso di orgoglio intorno a questo progetto.

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