[0:00]L'Italia chiamò anche gli Uffizi. Siamo nella sala dedicata a Raffaello e Michelangelo recentemente riallestita
[0:10]e infatti celebriamo proprio i 500 anni di Raffaello quest'anno. Vediamo i due ritratti dei due Doni. Agnolo e Maddalena Doni
[0:23]committenti, tra l'altro, del Tondo Doni di Michelangelo. E per questo motivo, gli unici a parte i Papi che riuscivano a strappare dei capolavori
[0:37]sia a Michelangelo che anche a Raffaello. I ritratti dei Doni si capiscono ancora meglio paragonandoli con la ritrattistica di Raffaello
[0:48]prima del suo arrivo a Firenze nel 1504 con le ultime opere dipinte alla corte di Urbino, con Elisabetta Gonzaga e Guido Baldo della Montefeltro.
[1:03]I Duchi di Urbino guardano fissi gli spettatori, così come lo conosciamo dai ritratti di Gesù nelle cupole bizantine e medievali.
[1:20]Vediamo però, nel caso di Elisabetta Gonzaga, anche questo straordinario costume astratto, quindi proprio modernissimo, che anche
[1:30]in ogni festa in questi anni potrebbe ancora fare scalpore con questi inserts di oro, ma anche questi straordinari gioielli
[1:45]con lo scorpione, simbolo della saggezza nel suo caso.
[1:54]Appena arrivato a Firenze, Raffaello guarda gli altri geni presenti in città:
[2:00]Leonardo, Michelangelo, Fra Bartolomeo. Infatti, il ritratto di
[2:08]di Maddalena Strozzi, poi sposata da Agnolo Doni, fa capire come Raffaello conosceva chiaramente la Gioconda.
[2:22]Questi due conoscitori fiorentini, collezionisti fiorentini commissionarono anche in occasione della nascita della prima figlia
[2:33]probabilmente, a Michelangelo a dipingere il Tondo Doni. Il capolavoro che
[2:39]in sé in nuce concentra già tutte le innovazioni che Michelangelo poi estensivamente introduceva nella Volta Sistina
[2:54]dai colori accesi, anche questi modernissimi, alla figura serpentinata. Guardate solo la Vergine che gira in una spirale
[3:07]intorno a sé, ma anche gli atleti dietro le figure estremamente atletiche, gli ignudi di per sé che poi ritornano anche sulla Volta Sistina
[3:22]e tutto il gioco con i corpi platonici, geometrici, piramidali, triangolari, sferici e
[3:34]il cerchio che definisce tutta la composizione, così come anche in un altro un'altra opera di Raffaello: la Madonna del Cardellino.
[3:45]Opera di massima tenerezza, qui, infatti, vi vediamo di nuovo una struttura triangolare e finalmente triangolare e piramidale nello spazio
[4:05]come lo raggiunge anche Michelangelo. Però, i motivi di tenerezza sembrano guardati, sembrano osservazioni precise dal vero
[4:16]come Gesù Cristo che protegge il cardellino che però ha un significato molto più profondo, molto più vasto, è la protezione
[4:28]dell'umanità grazie alla morte sulla croce, per questo il color rosso del cardellino, ma anche il fatto che con un
[4:40]piede tocca il piede della Vergine. Questo è un dettaglio che poi Caravaggio riprese nella Madonna dei Palafrenieri.
[4:51]Questo questa opera dipinto per la famiglia Nasi, perché anche così come i Doni, durante quel periodo della assenza,
[5:01]dell'assenza dei Medici da Firenze, sotto la Repubblica di Piero Soderini erano proprio tutte le altre famiglie che riuscivano a commissionare i grandi artisti di capolavori.
[5:16]Si vede anche molto come Raffaello e Fra Bartolomeo, un altro dei grandi artisti del pieno Rinascimento,
[5:27]scambiavano le idee. Il colorismo, il paesaggio. Fra Bartolomeo con la visione di San Bernardo, il primo la prima opera che dipinse dopo
[5:37]essere entrato nel Monastero di San Marco come Monaco e pittore, così come prima di lui il Beato Angelico.
[5:49]Fra Bartolomeo qui raggiunge una lingua che poi un linguaggio artistico che poi nel periodo della Controriforma
[6:01]divenne proprio il modello per tanti pittori fiorentini e toscani, ma già durante quel periodo
[6:08]fu assorbito da Raffaello e si pensa alla Madonna Sistina di Raffaello, vediamo addirittura il motivo della Madonna
[6:20]che sta tra il cielo e la terra.



