Thumbnail for Com'è fatta una moschea? by Andrea Tornar

Com'è fatta una moschea?

Andrea Tornar

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[0:02]Com'è fatta una moschea?

[0:07]L'edificio di culto della comunità islamica è la moschea. Il termine moschea deriva dall'arabo e significherebbe per alcuni, luogo di adorazione, mentre per altri, luogo della prostrazione. All'inizio i musulmani si riunivano a pregare in un cortile quadrato, che poi venne trasformato in portico coperto e quindi in moschea. Bisogna sottolineare il fatto che la moschea è solo luogo di preghiera e non casa di Dio o della divinità. Quindi la moschea è luogo di riunione, ma non luogo di culto, quindi non c'è nessun culto che si svolge in moschea, nessun sacrificio rituale. Non ci abita Dio, quindi non è casa di Dio. In questo senso la moschea è soltanto un luogo di preghiera o luogo dove si riunisce l'assemblea. Nel Corano non esiste una normativa a proposito del luogo di preghiera. Ogni moschea riproduce la pianta della moschea di Medina. Come si riconosce esternamente una moschea? Esternamente una moschea si riconosce dai seguenti elementi: i minareti, la cupola e il simbolo della mezzaluna sulla cupola e o sui minareti.

[1:58]Anche in questa moschea vedete che sono presenti dei minareti, quattro in questo caso, la cupola è la mezzaluna. Quindi da questi elementi esternamente si può riconoscere questo edificio in una moschea. Ogni moschea ha uno o più minareti. Il minareto è quella torre o parte rialzata della moschea, da dove il muezin invita i fedeli alla preghiera. Anche nel caso di questa moschea pakistana abbiamo quattro minareti, la mezzaluna e una sorta di cupola.

[2:50]Anche in questo caso, questo edificio viene identificato come una moschea esternamente attraverso gli elementi: i minareti, la cupola, la mezzaluna. In questo caso, nella principale moschea di Mosca, vedete che oltre a i minareti e alle mezzalune, abbiamo anche delle scritte in arabo esternamente sull'edificio. Sono sure del Corano. Ricordo che i capitoli del Corano vengono chiamati sure. Questa è una moderna moschea situata negli Emirati Arabi Uniti. Anche in questo caso, vedete i minareti, le cupole e le mezzalune. Parliamo del minareto, questa torre o parte rialzata della moschea, da cui il muezin fa l'adan, l'invito alla preghiera. Il muezin, infatti, è colui che dal minareto invita i fedeli alla preghiera cinque volte al giorno. Una volta, il muezin si collocava sulla cima del minareto e usava la sola potenza della sua voce per invitare i fedeli alla preghiera. Quindi cinque volte al giorno, all'orario preciso della preghiera, il muezin saliva sul minareto e con la voce ricordava che era il momento di pregare. Oggi il suo richiamo è spesso amplificato dagli altoparlanti. Quindi questi minareti hanno una funzione pratica: fare arrivare la voce umana ai musulmani che circondano la moschea per avvertirli dell'ora della preghiera. Perciò, al tempo di Mohammed, Bilal, il primo muezin della storia, saliva sul tetto della moschea oppure di una casa e chiamava la gente alla preghiera. È chiaro, gridare da un punto rialzato permette alla voce di arrivare più lontano. Quindi il primo minareto fu costruito nell'anno 45 dell'Egira, che corrisponde al 665 dopo Cristo. Nel corso della storia, però, i minareti hanno assunto spesso anche una funzione militare e una funzione simbolica, di affermazione della presenza musulmana e talvolta una funzione politica, di affermazione della superiorità dell'Islam sulle altre religioni. Il loro scopo essenziale originario era però, come abbiamo visto, quello di permettere alla voce umana di pervenire a chi abitava vicino alla moschea. Perciò un minareto non potrebbe mai essere molto alto, come si fa oggi, perché allora la voce umana non poteva arrivare così lontano. Infatti, anticamente le moschee non avevano dei minareti molto alti, perché altrimenti, appunto, il muezin dall'alto del minareto, la sua voce non sarebbe potuta arrivare ai fedeli. Oggi si fanno minareti molto alti, appunto, perché tanto ci sono gli altoparlanti e quindi il problema di prima non si pone.

[6:43]Bisogna aggiungere alcune informazioni sul minareto. Nel secolo scorso si sono spesso aggiunti dei megafoni nei minareti. E i muezin hanno aggiunto altre cose all'appello alla preghiera, al famoso adan, prolungandolo. Ma queste innovazioni per alcuni sono contrarie alla tradizione musulmana e i paesi musulmani rigorosi le condannano, come fa l'Arabia Saudita, per esempio.

[7:38]Anche se poi questa condanna non cambia le abitudini. In altri stati, come l'Egitto, l'uso del megafono è limitato unicamente all'appello all'Adan, che dura circa 2 minuti. Ed è vietato per la preghiera dell'alba, per non disturbare. Anche se poi questo divieto nella realtà non viene osservato. Inoltre si sta diffondendo in molti luogo l'uso dei registratori preprogrammati. Cioè oggi non c'è più il muezin che di persona cinque volte al giorno fa l'adan.

[8:02]Abbiamo delle registrazioni, appunto, per evitare al muezin la fatica di gridare l'appello o di salire il minareto cinque volte al giorno. Ma questa innovazione, l'appello registrato, è considerato dai dottori della legge come contrario alla tradizione, ma alla fine viene tollerato.

[8:27]Ogni moschea è fornita di bagni o vasche o fontane per le abluzioni.

[8:38]Abbiamo già visto, le abluzioni sono quei lavaggi che il musulmano compie prima della preghiera, se ha perduto lo stato di purità legale. Quindi è chiaro che la moschea deve avere dei bagni per queste abluzioni. I musulmani arrivano alla moschea, se hanno perso lo stato di purità prima di pregare, passano nei bagni e compiono le abluzioni. Prima di entrare nella moschea, tutti i fedeli si tolgono le scarpe. Di solito le scarpe rimangono sul pavimento o vengono messe su delle mensole, degli scaffali. Quindi prima di varcare la porta della moschea, bisogna togliersi le scarpe. Dentro la moschea il pavimento di solito è ricoperto da tappeti o da moquette, come vedete nell'immagine. Perché c'è la moquette? Noi abbiamo visto che quando i musulmani pregano si prostrano, la prostrazione è una delle posizioni fondamentali della preghiera rituale islamica. Prostrarsi vuol dire toccare per terra con sette parti del corpo, tra cui la zona tra la fronte e il naso, le mani, le ginocchia e i piedi. Proprio perché il musulmano prega in questo modo, ecco che c'è all'interno della moschea la moquette, quindi per non far sporcare il musulmano, e le scarpe vengono tolte per non sporcare la moquette.

[10:37]In alcune moschee, sulla moquette, addirittura ci sono disegnati dei posti dove mettersi. Spesso ci sono soltanto le righe che permettono ai musulmani di lasciare dello spazio tra una fila e l'altra. In altre abbiamo addirittura proprio dei disegni che permettono di ai musulmani di mettersi in modo ordinato.

[11:13]In una moschea non ci sono sedie o panche. Guardate l'immagine.

[11:23]La sala della moschea è sgombra da sedie o panche, proprio perché i fedeli durante la preghiera devono essere, devono poter essere liberi di prostrarsi, di sedersi e di mettersi in piedi.

[11:46]Quindi le sedie o panche sarebbero un ostacolo. C'è da dire però, come si vede nella foto, nella parte destra, che alcune sedie ci sono sempre negli spesso negli angoli. Chiaramente sono lì a disposizione per quei fedeli che per anzianità o per motivi di salute non possono sedersi per terra.

[12:11]In una moschea uomini e donne pregano separatamente. Le donne pregano di solito dietro gli uomini o a fianco, in un'area separata. Perché questa separazione tra uomini e donne? Il ragionamento dei musulmani è che le donne potrebbero distrarre gli uomini dalla preghiera. Anche perché, come si vede nella foto, una delle posizioni fondamentali della preghiera rituale islamica è la prostrazione. E questa posizione potrebbe, nel caso delle donne, se pregassero insieme agli uomini, distrarli facilmente.

[13:05]Come si vede in questa immagine, in altre moschee, le donne prendono posto in una parte separata accanto agli uomini. In altre moschee, ancora, le donne pregano in una parte rialzata.

[13:28]Le donne entrano in moschea con il capo coperto, quindi con un velo.

[13:38]Di solito la donna deve essere coperta interamente, lasciando scoperti soltanto il viso, le mani e i piedi.

[13:52]Questa è una regola così generale, poi bisogna vedere dai contesti culturali. Nella foto vedete, infatti, in una piccola moschea, gli uomini pregano davanti, le donne dietro, con il capo coperto. Bisogna ricordare che di solito nelle moschee troviamo più uomini che donne, perché l'uomo musulmano ha il dovere il venerdì di andare in moschea per la preghiera comunitaria. La donna no.

[14:32]Perché questa differenza? Perché la donna, dovendosi occupare della famiglia, dei figli, della casa, e quindi può non andare in moschea. Se può andare meglio, però è obbligatorio per gli uomini, per le donne, no.

[14:52]In ogni moschea del mondo si prega in direzione della città della Mecca, o meglio, si prega in direzione della Kaaba, la famosa costruzione cubica nera che si trova all'interno della grande moschea della Mecca. Entrando in una moschea, come fa un musulmano a sapere in quale direzione volgersi per la preghiera? La parete della moschea in cui si trova una nicchia, chiamata Mirab, in arabo, indica la direzione della Kaaba. Quindi in una moschea voi vedrete sempre i musulmani pregare, volgendosi verso questa parete con la nicchia, perché questa è la direzione della Kaaba, o, se preferite, della città della Mecca.

[16:04]Anche in questo caso, vedete, ecco la moschea. Ecco la nicchia o Mirab, quindi questa parete con la nicchia indica la direzione della Kaaba.

[16:18]Un altro elemento importante all'interno di una moschea è il minbar o, in italiano, pulpito. Guardate l'immagine. Ecco la nicchia o Mirab. Accanto alla nicchia vi è sempre un pulpito, cioè una parte rialzata da dove il l'Imam, colui che guida la preghiera, colui che tiene la predica, a un certo punto sale.

[16:56]E per farsi vedere meglio, appunto, sale qui su questo pulpito e quindi la funzione del minbar è proprio questa, di rendere più visibile il predicatore o Imam. Vedete, in questa moschea, a sinistra della foto la nicchia o Mirab, mentre a destra il pulpito o minbar, da cui l'Imam tiene la sua predica.

[17:32]Questa è una moschea. Vedete che questa è la nicchia. La parete con la nicchia indica la direzione della Kaaba e accanto abbiamo il pulpito. Minbar e Mirab.

[17:52]Nelle moschee non ci sono mai raffigurazioni umane o di Dio. Quindi in una moschea non troverete mai un'immagine di Dio, né di esseri umani. Per i musulmani, come per gli ebrei, la divinità non può essere raffigurata sotto forma di sembianze umane e nemmeno degli uomini si possono fare rappresentazioni, per evitare il pericolo di giungere a una forma di idolatria.

[18:32]Le moschee, inoltre, sono spesso abbellite da versetti del Corano. Guardate l'immagine.

[18:44]Questi sono versetti del Corano, quindi la calligrafia araba viene usata per abbellire l'interno delle moschee.

[18:57]Questa è una moschea. Potete vedere al centro la nicchia indicante la direzione della Kaaba, eccola, e vedete dei versetti del Corano in arabo. Nelle moschee, a volte, ci sono anche dei medaglioni contenenti i 99 nomi di Allah. In questa immagine potete vedere un ingrandimento della parete con la nicchia.

[19:32]In particolare, vi volevo far vedere in alcune moschee sono raffigurati anche il nome di Allah, ecco, cioè Dio, e il nome del profeta Maometto.

[19:48]All'interno di una moschea, si prega in file serrate, spalla contro spalla. Guardate l'immagine. Vedete che i musulmani compongono delle file. Tra una fila e l'altra ci deve essere dello spazio, è chiaro, perché a un certo punto bisogna prostrarsi. Lo stare spalla a spalla significa, simboleggia che davanti a Dio si è tutti uguali, non c'è povero e ricco, ma tutti sono credenti in Dio.

[24:27]Bismillahirrahmanirrahim. Alhamdulillah. Arrahmanirrahim. Allahumma sholli wa sallim wa barik ala abdika wa nabiyika Muhammadin al-Mukhtar. Wa'allaihi wa sallim wa barik ala abdika wa nabiyika Muhammadin al-Mukhtar. Wa'allaihi wa sallim wa barik ala abdika wa nabiyika Muhammadin al-Mukhtar. Ma ta'aqaba al-lail wa al-nahar. Wa sallim ala Muhammad ma gharadat al-thair wa al-nahar. Wa sallim ala Muhammad wa al-Muhajirin wa al-Ansar wa'ana ma'ahum bi rahmatika ya Arhamurrahimin. Subhana rabbika rabbil-izzati amma yasifun. Wa sallamun ala al-Mursalin. Wa alhamdulillahirabbil-alamin. Anche questa immagine mostra come si prega all'interno di una moschea. Non ci sono sedie, non ci sono banchini, in piedi. Si formano delle file, tra una fila e l'altra dello spazio e si sta spalla a spalla con i vicini.

[22:03]Questa diapositiva mostra le principali moschee italiane. Ora il termine moschea, abbiamo già visto, traduce un termine arabo che per alcuni vuol dire luogo della prostrazione, per altri, invece, significa luogo di riunione. Alcuni ricordano, infatti, che la moschea è il luogo dove la comunità si raduna per sistemare tutto ciò che la riguarda, non soltanto per pregare, ma anche per questioni sociali, culturali, politiche. Tutte le decisioni della comunità si prendono nella moschea. Qualcuno, infatti, dice che voler limitare la moschea a un luogo di preghiera, è fare violenza alla tradizione musulmana.

[24:09]La moschea non è, secondo alcuni, soltanto un luogo dove si prega, ma è, appunto, il luogo dove si riunisce tutta la comunità, non soltanto per pregare, ma per questioni sociali, culturali e politiche.

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