[0:06]Dal 18 novembre il terzo piano del Galata Museo del Mare ha il compito di raccontare la storia dell'emigrazione via mare e l'immigrazione straniera. Un fenomeno che interessa lo stivale da almeno 40 anni. Il Galata prosegue dunque il grande viaggio provvedendo all'installazione di un'esposizione permanente dinamica. che in 1200 m quadrati con l'ausilio di oltre 40 postazioni multimediali, tratteggia, racconta e descrive come le migrazioni abbiano influito sulla società italiana. È un insieme di tasselli a comporre un grande affresco. Noi non abbiamo voluto raccontare l'immigrazione, ma abbiamo voluto piuttosto che gli immigranti raccontassero la loro esperienza. perché all'interno dell'esperienza di ciascuno c'è davvero l'universo tutto di che cosa vuol dire lasciare il proprio paese e costruire una patria altrove. La mostra parte dal mondo contadino italiano del XIX secolo, passando per i vicoli della Genova ottocentesca, sino ad arrivare alle ricostruzioni ambientali delle destinazioni degli italiani che partivano in cerca di fortuna. Il visitatore potrà girarsi per la Bocca, il coloratissimo quartiere di Buenos Aires, come in Brasile o ad Ellis Island e per farlo dovrà utilizzare il passaporto interattivo che verrà consegnato all'ingresso del percorso, strumento imprescindibile per identificarsi in una delle 20 identità disponibili. 20 figure di immigrati, 20 passaporti diversi, capita quello che capita. Tu puoi essere associato a Rodolfo Valentino oppure a uno sconosciuto immigrante del nord-est che andò in Brasile. Ecco, man mano nel percorso si svela la tua storia e alla fine hai un momento di coscienza nel quale tu rivedi tutta la vita di questo immigrante e hai modo di farla tua, perché questa è la vita in fondo di tanti di noi italiani. La sezione conclusiva dell'installazione è dedicata all'immigrazione in Italia per la prima volta in una sede culturale istituzionale permanente. Affrontando questa tematica, il Galata Museo del Mare intende proseguire nella campagna di sensibilizzazione, come già è successo con altre iniziative negli anni passati.
[2:09]Da 25 anni faccio questo mestiere, sicuramente la mostra che mi ha preso di più, perché parliamo non di oggetti, non di cose, ma parliamo dei sentimenti delle persone, parliamo di storie che talvolta sono drammatiche. e talvolta sono anche felici e in questo c'è una lezione un po' per tutti noi. In questo devo dire, c'è anche la mia storia perché mi sono permesso di mettere la storia della mia famiglia che era immigrata in Brasile e quindi ho voluto recuperare. Però questo è stato un piccolo gesto arbitrario, ma a dire anche a me stesso che questa è davvero la storia di tutti. La storia degli italiani altrove, cioè quelli che sono andati a essere brasiliani, argentini e americani, ma è anche la storia dei nuovi italiani, di coloro che sono per un motivo o per un altro venuti nel nostro paese e oggi costruiscono quest'Italia e avranno un destino comune insieme a noi.



