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Gesù di Nazareth, la fortuna di appartenerGli

meetingdirimini

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[0:04]Sono particolarmente lieto di presentare sua Eminenza il Cardinale Giacomo Biffi, Arcivescovo di Bologna,

[0:10]che è un nostro grande amico.

[0:21]Se posso dirlo, nel senso più paterno del termine, che affronterà il tema centrale di questo meeting,

[0:35]Gesù di Nazareth, la fortuna di appartenergli.

[0:41]Mi viene anche in mente che ho letto un libretto suo recentemente, che mi pare riassuma una serie di conferenze

[0:50]che lui ha fatto sulla figura di Gesù, identikit del festeggiato.

[0:55]Appunto, in questo anno Giubilare, in cui molti parlano di pace, giustizia, eccetera, come attesa del secolo a venire,

[1:05]dimenticandosi la ragione del Giubileo.

[1:09]L'unica ragione è che sono 2000 anni dall'evento di Cristo.

[1:16]E questo sarà il tema della riflessione di oggi e la fortuna che noi abbiamo avuto di aver incontrato questo evento.

[1:38]Cari amici, per riprendere una parola che mi ha fatto molto piacere.

[1:47]Vi do una notizia un po' riservata. Vi rivelo un segreto, spero che resti qui tra noi.

[1:57]La notizia è questa: noi credenti abbiamo una grande fortuna.

[2:06]Grande la fortuna di chi è cristiano, cioè appartiene, sa di appartenere, vuole appartenere a Cristo.

[2:20]È grande la fortuna dei credenti in Cristo, però non andate a dirlo agli altri, perché non la capirebbero.

[2:29]Potrebbero anche avercela male.

[2:34]Potrebbero magari scambiare per presunzione il nostro buon umore, per la felice consapevolezza di quello che siamo.

[2:43]Addirittura potrebbero giudicare arroganza la nostra riconoscenza verso Dio Padre che ci ha colmati di regali.

[2:54]Sembra incredibile, ma c'è persino il rischio di essere giudicati intolleranti.

[3:01]Intolleranti solo perché non ci riesce di omologarci, disciplinatamente e possibilmente con cuore contrito,

[3:11]alla cultura imperante.

[3:14]Intolleranti solo perché non ci riesce di smarrirci, come sarebbe politicamente corretto nella generale confusione delle idee e dei comportamenti.

[3:28]È già una fortuna non piccola e non occasionale che ci viene dalla nostra professione di fede,

[3:35]quella di conoscere il significato di alcune piccole consuetudini, di alcune circostanze occasionali.

[3:44]Per esempio, tutti mangiamo il panettone a Natale.

[3:50]Ma solo i credenti sanno perché lo mangiano, gli altri non lo sanno più.

[4:05]Badate, non è che il loro panettone o il nostro panettone sia necessariamente più buono di quello dei non credenti.

[4:17]È semplicemente un panettone più ragionevole.

[4:27]Un altro esempio che è quest'anno di attualità, tutti di questi tempi siamo eccitati, siamo in tripudio

[4:35]per il suggestivo traguardo del 2000 che ci è stato dato di raggiungere.

[4:40]Però, l'emozione, la festa dei credenti sono meglio motivate.

[4:46]Noi non siamo emozionati e in festa soltanto per la rotondità della cifra con tanti belli zeri.

[4:53]Siamo presi e allietati dal forte ricordo di un evento che è centrale e anzi unico nella storia.

[5:03]Il ricordo del bimillenario dall'ingresso sostanziale e definitivo di Dio nella vicenda umana.

[5:12]Quest'anno appunto ci è più intensamente richiamata la memoria dell'unigenito del Padre che è divenuto nostro fratello,

[5:20]e si ravviva in noi con vigore singolare la grande speranza che 2000 anni fa ha incominciato ad attraversare la terra.

[5:32]Come si vede, anche qui, tutta l'umanità festeggia il 2000.

[5:37]Però, la nostra festa è innegabilmente più consistente e razionalmente meglio fondata.

[5:47]Coloro che si affidano a Cristo, che è luce da luce, cioè il logos sostanziale ed eterno di Dio,

[5:58]sono inoltre abbastanza difesi dalla tentazione di affidarsi a ciò che è inaffidabile.

[6:06]E anche questa è una fortuna non da poco.

[6:09]È stato giustamente notato come il mondo che ha smarrito la fede non è che poi non creda più a niente.

[6:17]Al contrario, è indotto a credere a tutto.

[6:22]Creda agli oroscopi, che perciò non mancano mai nelle pagine dei giornali e delle riviste.

[6:29]Creda ai gesti scaramantici, alla pubblicità, alle creme di bellezza, creda all'esistenza degli extraterrestri,

[6:38]al New Age, alla metempsicosi, creda alle promesse elettorali e ai programmi politici.

[6:58]Creda alle catechesi ideologiche, vere e persistenti catechesi, che ogni giorno ci invengono inflitte dalla televisione.

[7:10]Creda a tutto, appunto. Perciò mi parrebbe che la distinzione più adeguata tra gli uomini del nostro tempo non è tanto tra credenti e non credenti.

[7:20]Quanto tra credenti e creduloni.

[7:30]Chi è di Cristo riceve in dotazione anche la certezza dell'esistenza di Dio, ma non di un Dio filosofico

[7:42]che in fondo all'uomo in quanto uomo non interessa granché, non di un Dio che viene chiamato in causa solo per dare un cominciamento

[7:50]e un impulso alla macchina dell'universo e poi lo si può frettolosamente congedare perché non interferisca e non disturbi.

[7:59]Non di un Dio che dopo il misfatto della creazione parrebbe essersi reso latitante.

[8:05]Questa è pressapoco la concezione deistica e non ha niente a che vedere né con l'insegnamento del Signore

[8:15]né con la nostra vita.

[8:18]C'è anzi da dire che tra questo deismo e l'ateismo, per quel che personalmente ci riguarda,

[8:28]la differenza non è poi molta. Il nostro Dio è invece il Padre del Signore nostro Gesù Cristo, come amava ripetere San Paolo.

[8:41]E lo si incontra incontrando Gesù di Nazareth e il suo Vangelo.

[8:46]Nessuno conosce il Padre se non il Figlio, lo ha detto lui esplicitamente, e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.

[8:57]Si può intuire quanto sia grande a questo proposito la nostra fortuna, soprattutto se ci si rende conto davvero

[9:05]della poco invidiabile condizione degli atei, i quali messi di fronte ai guai inevitabili in ogni percorso umano,

[9:18]non hanno nessuno con cui prendersela.

[9:23]Un ateo che sia veramente tale non trova interlocutori competenti e responsabili con cui possa discutere dei mali esistenziali e lamentarsene.

[9:36]Non ha nessuno contro cui ribellarsi e ogni sua contestazione, a ben pensarci, risulta un po' comica.

[9:44]Di solito, in mancanza di meglio, egli finisce con l'aggredire i credenti.

[9:54]Ma è un bersaglio che non è molto appagante, perché i credenti, se sono saggi, se ne infischiano di lui

[10:02]e non gli prestano molta attenzione, si limitano ad affidarlo alla misericordia di colui che egli nega.

[10:11]Un ateo, se non vuol clamorosamente rinunciare a ogni logica e a ogni coerenza, è privato perfino della soddisfazione di bestemmiare.

[10:24]E questo è il colmo della sfortuna.

[10:31]Cleve Lewis, l'autore delle famose lettere di Berlicche, ricordando il tempo del suo ateismo, della sua incredulità, riconfessava:

[10:42]Negavo l'esistenza di Dio ed ero arrabbiato con lui perché non esisteva.

[10:54]Gesù poi rivelandoci attraverso il mistero della sua passione e della sua gloria anche l'umiliazione,

[11:05]la sofferenza, la morte che trovano posto in un disegno d'amore che tutto riscatta e alla fine tutto conduce alla gioia,

[11:16]Gesù ci preserva anche dalla follia di chi arriva a ipotizzare, magari fondandosi sulla sua stessa personale esperienza,

[11:27]che un Dio, se esiste, deve essere malvagio e causa di ogni malvagità.

[11:32]Il sentimento è espresso, per esempio, nella spaventosa professione di fede di Iago nell'Otello di Verdi,

[11:40]il quale all'atto secondo canta proprio così: Credo in un Dio crudel che m'ha creato simile a sé.

[11:50]Il Dio che ci è fatto conoscere dal Redentore crocifisso e risorto è, al contrario, un Dio che ci vuol bene

[11:57]e, come dice San Paolo, fa in modo che tutto concorra al bene di coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno.

[12:08]Tutto concorre al nostro bene, anche quando noi sul momento non ce ne avvediamo.

[12:14]E questa è la verità consolante ed entusiasmante che Gesù ci ha confidato, quasi suprema sua eredità

[12:21]nei discorsi dell'ultima cena.

[12:25]C'è una parola brevissima nei discorsi dell'ultima cena, ma è quasi la più importante di tutto il Vangelo.

[12:30]Il Padre vi ama. Il Padre vi ama. Il Padre ci ama.

[12:40]Con questa certezza nel cuore ogni difficoltà, ogni tristezza, ogni pessimismo diventa per noi superabile.

[12:52]C'è un'altra fortuna. Facendoci conoscere il Padre,

[12:57]Gesù ci porta anche alla miglior comprensione di noi stessi.

[13:02]Ci fa conoscere chi siamo in realtà, quale sia lo scopo del nostro penare sulla terra, quale ultima sorte ci attenda.

[13:14]Cristo, dice il Concilio Vaticano II, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore, svela anche pienamente

[13:25]l'uomo all'uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione.

[13:32]Così veniamo a sapere e nessuna notizia è per noi più interessante e risolutiva di questa,

[13:38]che siamo stati chiamati ad esistere, non da una casualità anonima e cieca, ma da un progetto sapiente e benevolo, un progetto d'amore.

[13:51]Veniamo a sapere che l'uomo non è un viandante smarrito che ignora donde venga e dove vada,

[13:59]né perché mai si sia posto in viaggio, ma un pellegrino motivato in cammino verso il regno di Dio che è diventato anche suo e verso una vita senza fine.

[14:09]Mi viene in mente un episodio interessante, e tra i missionari bolognesi c'è anche un certo Padre Coccolini, domenicano, che ha passato tutta la vita in Brasile.

[14:20]È un uomo piccoletto, va in giro tutto vestito malamente, con la barba che gli arriva fino all'ombelico e i capelli fino a mezza schiena.

[14:29]E una volta tornando a Bologna, da buon bolognese, ha voluto vedere le novità, quindi è andato in Piazza Maggiore

[14:38]e ha fatto per entrare nel Palazzo Comunale. E subito i vigili l'hanno fermato e gli hanno detto: Lei, dove va?

[14:48]E lui dice: Dove vado? Ma sa che lei mi pone la domanda più importante della mia vita?

[14:56]Dove sto andando? Qual è la mia meta?

[15:03]Ma da che parte viene lei? Ecco l'altra domanda: Da che parte veniamo? No?

[15:18]Alla fine gli ha detto: Vada dove vuole.

[15:26]Il dilemma tra essere increduli ed essere credenti, è in realtà il dilemma

[15:35]tra il ritenersi collocati entro un guazzabuglio insensato e il conoscere di essere parte di un organico

[15:44]e rasserenante disegno d'amore.

[15:48]L'alternativa a ben considerare sta fra un assurdo che ci vanifica e un mistero che ci trascende.

[15:58]Alternativa che poi esistenzialmente diventa quella tra un fatale avvio alla disperazione e una vocazione alla speranza.

[16:07]Perciò San Paolo può ammonire i cristiani di Tessalonica a non essere malinconici e sfiduciati come gli altri,

[16:15]come gli altri e gli dice che non hanno speranza.

[16:22]Questa è dunque la grande fortuna di coloro che sono di Cristo, dal momento che conoscono le cose come stanno,

[16:30]non sono costretti ad appendere ai punti interrogativi la loro unica vita.

[16:41]Un'altra grande fortuna di coloro che sono di Cristo è quella di essere liberi.

[16:48]Abbiamo ricevuto a questo riguardo una promessa precisa:

[16:53]se rimarrete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli, conoscerete la verità

[17:00]e la verità vi farà liberi.

[17:05]Il principio di questa prerogativa inalienabile del cristiano è la presenza in noi dello Spirito Santo.

[17:13]Dove c'è lo Spirito del Signore c'è la libertà.

[17:19]Quello spirito che, secondo la parola di Gesù, ci guida alla verità tutta intera.

[17:25]Vale a dire, come abbiamo appena detto, lo Spirito ci chiarifica le cose come stanno ed è appunto questa verità

[17:35]a farci liberi.

[17:39]Sant'Ambrogio enuncia icasticamente questo caposaldo dell'antropologia cristiana,

[17:46]scrivendo in una sua lettera:

[17:49]Dove c'è la fede, lì c'è la libertà.

[17:55]Ubi Fides, Ibi Libertas, bellissima frase sintetica che egli deve aver copiato dal mio stemma episcopale.

[19:48]Bene, con nostra comune soddisfazione siamo arrivati alla fine.

[19:55]Io ho cercato di proporvi con semplicità alcune riflessioni, al solo scopo di risvegliare un atteggiamento che mi pare

[20:04]primario e doveroso nel cristiano consapevole di gioia, di gioia per tutto ciò che ci è stato donato

[20:14]e di gratitudine verso Gesù di Nazareth.

[20:17]Il Figlio di Dio crocifisso e risorto che è l'unico Signore dell'universo, della storia e dei cuori,

[20:23]è il Salvatore di tutti gli uomini, è il grande festeggiato di quest'anno 2000.

[20:30]E mi piace congedarmi da voi prendendo da Sant'Ambrogio, visto che l'ho citato già tante volte, le parole poste a conclusione di una sua lettera.

[20:40]Egli scrive: Valete, figli e servite Dominum, qui a bonus Dominus. State in buona salute, figli miei,

[20:49]e continuate a servire il Signore perché il Signore Gesù è un buon padrone.

[20:55]Grazie.

[21:56]È veramente bello sentir parlare in un modo così intelligente e incontrovertibile,

[22:04]piano, bonario, se mi consente anche vicino, di casa mia, lombardo, della fortuna di essere

[22:10]di essere cristiani, perché ci sentiamo confermati nell'avventura

[22:18]per noi imprevedibile nella quale siamo stati coinvolti e siamo anche fortunati ad avere autorità così come il Cardinale Biffi,

[22:27]e come il Cardinale Simonis che vedo qua davanti. Grazie.

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