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Firenze. una nuova luce fa splendere le Cappelle Medicee

Florence Tv

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[0:00]Una nuova luce per la Sagrestia Nuova di Michelangelo, delle Cappelle Medicee. Si tratta di un sistema di illuminazione a LED per valorizzare il luogo di sepoltura di Lorenzo il Magnifico e Giuliano de' Medici e la celebre scultura, Madonna Medici, riportando le condizioni luminose a quelle pensate da Michelangelo nel 1519, data di progettazione. L'artista aveva usato due diverse tipologie di luce naturale nella Sagrestia Nuova, una diffusa e una indiretta che scaturisce dalla rifrazione dei raggi solari sul marmo bianco delle pareti. La nuova illuminazione, accompagnata da lavori di manutenzione e restauro, è stata realizzata in collaborazione con l'Optometrica. Oggi è una giornata molto particolare, non soltanto per la storia di Firenze, visto che si ricorda la morte dell'elettrice Palatina e quindi la donazione alla città di Firenze di tutto il patrimonio delle collezioni Mediceo Granducali, ma è anche un giorno singolare perché abbiamo deciso di presentare la fine di un lungo progetto iniziato nel 2017 di partnership con l'ottica,

[1:12]che ha visto un paziente restauro e pulitura di tutte le sculture della Sagrestia Nuova e anche del Partito architettonico, il cui progetto scientifico era già iniziato nell'autunno 2017 ad opera dei Musei del Bargello. Il lavoro è stato completato dopo due anni, dallo studio della rifrazione solare nella cappella, fino alla realizzazione di un sistema a LED non invasivo che potesse valorizzare le opere d'arte a prescindere dalle stagioni e dalle condizioni atmosferiche. Sono arrivato ad avere la certezza che Michelangelo rifinisce le superfici con gli strumenti in funzione della luce che devono accogliere. In questo caso è straordinario pensare che Michelangelo ha potuto graduare perfettamente la luce, perché ha deciso lui dove mettere le finestre e dove esporre le sculture. Quindi intanto la pulitura della Madonna Medici che era un'opera considerata non finita e in fondo anche poco visibile, invece ha confermato che ci sono delle parti rifinite in maniera diversa all'interno della Madonna e del bambino a seconda della luce che prendono. E naturalmente poi lo studio in situ della luce che poi è sostanzialmente vivere l'esperienza luminosa nell'arco della giornata e della stagione. La Sagrestia Nuova è un esempio del lavoro di Michelangelo sulla luce. Oltre alle sculture, l'artista ha progettato anche l'edificio con le finestre e la lanterna della cupola. Noi che cosa abbiamo cercato di fare in questo caso? Non di restituire la luce di Michelangelo perché questa non sarebbe stata possibile, anche perché ai tempi c'erano le candele, dicevo, erano delle sepolture. Quindi la luce era sicuramente insufficiente rispetto a quello che è la necessità di un pubblico. Abbiamo misurato il variare della luce all'interno delle stagioni e anche dell'arco della giornata, abbiamo fatto una media, abbiamo trovato una luce più naturale possibile, e questa viene integrata naturalmente dalla luce del sole quando il sole c'è. E questo dà una possibilità, credo, al pubblico che non ha mai visto questo luogo o anche a quello che invece l'ha visto, di trovare una lettura molto facilitata delle opere, dei capolavori di Michelangelo che in questa sacrestia sono raccolti.

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