[0:00]Ciao, sono Patrick Sheriff e oggi vediamo il riassunto del capitolo 30. Prima di continuare, ti comunico che è uscita la mia guida sui promessi sposi, grazie alla quale hai a disposizione un'analisi chiara e completa di tutti i capitoli, personaggi e temi del romanzo. Potrai così affrontare facilmente verifiche e interrogazioni, oltre ad avere un valido supporto per la preparazione di compiti e relazioni sull'argomento. A bordo del calesse, Don Abondio, Perpetu e Agnese si dirigono verso il castello dell'innominato. E mentre compiono questo tragitto, notano che tante persone si stanno dirigendo nella loro stessa direzione. Don Abbondio comincia ad avere paura che tante persone si radunino in uno stesso luogo, in quanto il Lanzichenecchi potrebbero esserne attratti nella speranza di trovare un bottino più grande. Ma Perpetua lo tranquillizza dicendogli che nel pericolo è meglio essere in tanti. Non appena il calesse entra nella valle, la paura di Don Abbondio aumenta, in quanto vede tanti uomini armati posti a difesa della valle. Don Abbondio comincia a rammaricarsi di essere venuto in quel luogo, in quanto è sicuro che il Lanzichenecchi attaccheranno il castello dell'innominato. Così ripromette a se stesso di scappare sui monti al primo segnale di battaglia. Perpetua ride a questa idea e Don Abbondio la zititisce immediatamente, dicendole anche di non far parola di questi suoi discorsi davanti all'innominato. Appena giungono alla Malanotte, Don Abbondio saluta con tutta una serie di gesti cerimoniosi, un picchetto di uomini armati che è posto lì di guardia. Dopodiché, paga il conduttore del calesse ed insieme ad Agnese e Perpetua comincia a salire lungo l'erta che dirige al castello dell'innominato. Mentre salgono verso il castello, Don Abbondio è preda dei ricordi spiacevoli della sua prima visita in quel luogo. Agnese, invece, pensa a voce alta che anche Lucia, quando è stata rapita, è passata per quella strada. Don Abbondio la zititisce immediatamente e le dice di non far nessun riferimento alla questione del rapimento. Inoltre, dice a Perpetua di non dire nulla di spiacevole davanti all'innominato. In quel momento, l'innominato scende lungo il sentiero ed incontra Don Abbondio, Perpetua e Agnese. Immediatamente il Curato gli fa un profondo inchino e gli rende mille omaggi. Poi, gli presenta Perpetua ed Agnese. L'innominato li saluta e dà uno speciale benvenuto ad Agnese, la quale lo ringrazia per il denaro ricevuto come dono. Mentre camminano verso il castello, l'innominato assicura Don Abbondio sul fatto che quel luogo è al sicuro dalla minaccia dei Lanzichenecchi. Ma Don Abbondio continua ad avere paura e si pente di essersi rifugiato in quel luogo, in cui ci sono così tanti uomini armati. Agnese e Perpetua si sistemano nel quartiere del castello riservato alle donne, quartiere che si trova sul lato posteriore del castello. Gli alloggi degli uomini, invece, si trovano sul lato anteriore, proprio di fronte all'ingresso. Qui, tra le varie stanze, ve ne sono alcune riservate agli ecclesiastici e Don Abbondio immediatamente ne prende possesso. Il castello, inoltre, è stato rifornito di molti viveri ed è stato riservato uno spazio per raccogliere e ammassare tutta la roba che la gente è riuscita a trarre in salvo dalle proprie case. Per 23 o 24 giorni, non accade nulla di rilevante, a parte dei frequenti e infondati allarmi sull'arrivo dei Lanzichenecchi o dei cappelletti. Spesso, in queste situazioni, l'innominato, a capo di un drappello di uomini armati, esce in perlustrazione, mettendo in fuga dei soldati sbandati o delle retroguardie degli eserciti tedeschi. Solo una volta accade che durante una di queste perlustrazioni giunge la notizia che il Lanzichenecchi stanno saccheggiando un paesetto lì vicino. Allora l'innominato, a capo di un drappello di uomini armati, si dirige in questo paesetto e scaccia i fanti tedeschi. Dopo averli inseguiti per un lungo tratto, capendo che non sarebbero più tornati indietro, fa ritorno al paesetto. Qui, tutti gli abitanti accolgono l'innominato e il suo drappello con applausi e benedizioni. La vita dei rifugiati al castello procede in maniera pacifica e tranquilla, nonostante si tratti di persone dalla provenienza e dalla condizione sociale molto diverse fra loro. Questo perché l'innominato e i suoi uomini sorvegliano affinché non si creino problemi e disordini. Inoltre, queste persone, ricordiamo, che sono scappate dai Lanzichenecchi, dunque si tratta di gente dall'indole pacifica. Inoltre, molti di loro vivono in apprensione per quanto sta accadendo nei loro paesi e nelle loro case. Chi, invece, ha un carattere più gioviale, cerca di vivere le giornate in allegria e stringere amicizia coi nuovi compagni. E quelli che possiedono dei denari vanno a cenare nelle osterie della valle. Tutti gli altri, invece, possono mangiare grazie al vitto che procura loro l'innominato. Agnese e Perpetua cercano di sdebitarsi dell'ospitalità svolgendo alcuni servizi. Don Abbondio, invece, non fa assolutamente nulla, tuttavia non si annoia, in quanto vive costantemente in preda alla paura. Una paura non tanto legata all'arrivo dei Lanzichenecchi, quanto al carattere tetro del luogo in cui vive e alla presenza di uomini armati. Inoltre, Don Abbondio passa tutto il tempo al castello, limitandosi ad osservare dall'alto i dirupi, alla ricerca di una via di fuga, qualora scoppiasse una battaglia. Don Abbondio, poi, non frequenta nessuno dei rifugiati al castello e non fa amicizia con nessuno, limitandosi quotidianamente a lamentarsi della situazione con Perpetua e Agnese. Don Abbondio è inoltre preoccupato per la sua casa esposta ai saccheggi. Inoltre, l'inquietudine di Don Abbondio aumenta quando apprende le ultime notizie terribili sui saccheggi compiuti dai Lanzichenecchi.
[7:05]Notizie che sono riportate al castello dai rifugiati dell'ultimo minuto, i quali sono sfuggiti per un pelo ai Lanzichenecchi, riportando addirittura ferite e non riuscendo a salvare nulla dalle loro case. Le voci sul passaggio dei Lanzichenecchi si fanno ogni giorno più frequenti e sono condite da particolari esagerati. Si parla di quale sia il reggimento peggiore dei Lanzichenecchi, o se sia peggiore la fanteria o la cavalleria. Inoltre, si ricordano i nomi dei condottieri leggendari e le loro imprese belliche, ma soprattutto, si conta il numero delle truppe che attraversano il ponte di Lecco e lasciano la regione. Il passaggio dei Lanzichenecchi si apre con le truppe di Albrecht von Wallenstein e si chiude con quelle di Mattia Galasso. Dopodiché, la minaccia dei Lanzichenecchi può dirsi cessata. Infatti, lo Stato Veneto rimuove i mercenari che aveva posto al confine col bergamasco. Tutti così iniziano ad abbandonare il castello, tutti ad eccezione di Don Abbondio, che teme di incontrare, durante il viaggio di ritorno, dei soldati della retroguardia dell'esercito tedesco. Perpetua, invece, cerca di convincere Don Abbondio a rientrare in fretta al paese, in quanto teme che i manigoldi del paese portino via dalla casa ciò che non è stato portato via dai Lanzichenecchi. L'innominato fa preparare una carrozza per Don Abbondio, Perpetua e Agnese alla Malanotte. Poi, dona un corredo di biancheria e dei soldi per riparare la casa ad Agnese e le chiede inoltre di ringraziare Lucia per le preghiere che sicuramente la giovane avrà recitato per la salvezza della sua anima. A questo punto, la carrozza parte e compie una breve sosta alla casa del sarto, che non ha subito il passaggio dei Lanzichenecchi, per poi ripartire subito dopo. Mentre si avvicinano al loro paese, Don Abbondio, Perpetua e Agnese notano i segni del passaggio dell'esercito tedesco. Le vigne appaiono spogliate, come se fosse passata una bufera. Gli usci delle case sono sfondati e gli abitanti sono tutti intenti a ripulire il sudiciume lasciato dall'esercito tedesco. Quando giungono al paese, i tre ritrovano le loro case saccheggiate e devastate. Agnese si mette subito a ripulire la propria casa e la fa riparare dai guasti causati dai Lanzichenecchi. Don Abbondio e Perpetua trovano la loro casa devastata e saccheggiata. E, come se non bastasse, i Lanzichenecchi hanno disegnato con dei carboni spenti delle caricature grottesche di preti sui muri della casa.
[10:33]Così, Perpetua va da Don Abbondio e insiste affinché il curato vada da queste persone e se li faccia restituire. Ma Don Abbondio non ne ha la minima intenzione, in quanto le persone che lo hanno derubato sono dei prepotenti e lui non vuole averci nulla a che fare. Così, per questo motivo, nascono continui discussioni tra Don Abbondio e Perpetua. E il curato è così stanco di questi litigi, che ogni volta che si accorge che in casa manca qualcosa, non dice più nulla per evitare di discutere con Perpetua. Don Abbondio, inoltre, continua a vivere con la paura che dei soldati dell'esercito tedesco siano rimasti indietro e che dunque possano entrare a casa sua. Per questo motivo, il Curato tiene sempre l'uscio della casa sprangato. Ma ormai il pericolo è cessato e la minaccia dei Lanzichenecchi non ha più motivo di esistere. Invece, si avvicina un altro male più pericoloso, ossia quello della peste che l'esercito tedesco ha portato con sé. Ti ricordo che per la spiegazione di questo capitolo uscirà presto un video dedicato alla sua analisi. Condividi il video, iscriviti al canale e noi ci vediamo al capitolo 31. In bocca al lupo.



