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1. Napoleone: la campagna d'Italia, la missione in Egitto e il colpo di stato del brumaio 1799

Matteo Saudino - BarbaSophia

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[0:00]Allora, allora, prima lezione dedicata alla figura storica, politica di Napoleone Bonaparte. Allora, Napoleone ha un peso gigantesco nella storia di Francia e nella storia d'Europa. Come sapete io non amo particolarmente fare la storia per personaggi, noi facciamo la storia per processi. Processi politici, culturali, sociali, economici o militari. Non facciamo molto la storia a partire dalle gesta dei personaggi, questa è una scelta anche per la mia formazione. Poi è una scelta che io penso sia più che mai oculata per sviluppare in voi le capacità di visione della storia complessiva. Però è ovvio che alcuni personaggi hanno un peso specifico più pesante, più importanti di altri della storia. Non si può fare il fascismo senza Mussolini, non si può fare il nazismo senza Hitler. Non si può comprendere la storia tra Settecento e Ottocento senza passare per la figura determinante, pesante, ingombrante di Napoleone Bonaparte. Napoleone Bonaparte ancora oggi, di solito quando spiego gli studenti, suscita reazioni ambivalente, ambivalente. Ci sono studenti che ammirano il progetto, la forza di Napoleone Bonaparte. E dunque lo vedono più come un progressista, un innovatore, uno svecchiatore della storia d'Europa. E ci sono studenti che lo vedono più come alla fine un conquistatore. E guardate che il Napoleone liberatore o conquistatore era già una dicotomia dell'epoca in cui gli avvenimenti si svolgono. Perché Napoleone fu da subito percepito da alcuni come un liberatore, come un portatore della rivoluzione francese in tutta Europa. Di un esportatore sulla baionetta sui cannoni della rivoluzione francese. E ci chi invece lo vedeva già all'epoca come in realtà un conquistatore, come un creatore di un impero non tanto europeo, non tanto la rivoluzione francese, ma come un impero della Francia. È vero che ha un'idea di Europa, Napoleone, ma è un'idea di Europa tendenzialmente su modello francese. Personaggio molto complesso, cerchiamo di vederne le gesta, gli avvenimenti e la crescita politica a partire dal 1796. Anno in cui Napoleone Bonaparte, che è un ufficiale dell'esercito francese, brillante, spigliato, intraprendente, astuto, riceverà l'incarico di portare avanti la cosiddetta, la celeberrima campagna d'Italia. Cioè, l'attacco all'Austria su territorio italiano. Ci arrivo, adesso faccio ancora un'introduzione. La campagna d'Italia consiste nell'attaccare l'Austria, la Francia in guerra contro l'Austria dal '92, consiste nell'attaccare l'Austria non più sui confini, dunque non guerreggiare più sulla difensiva, ma di contrattaccare. Di portare la guerra all'Austria sul territorio appunto del Nord Italia. La campagna d'Italia è appunto la campagna militare che Napoleone Bonaparte guiderà per conto del Direttorio, del Direttorio sorto dal Termidoro, per conto del Direttorio in, appunto, Nord Italia. Napoleone, con due cenni biografici e della Corsica, è un appunto di origine corsa. E da giovane è già un repubblicano, dunque non è su posizioni monarchiche, è un giovane repubblicano, dunque potremmo dire utilizzando le parole progressista, conservatore, progressista moderato, adesso posizioni progressiste, ci vuole la Repubblica. È un repubblicano convinto. E entra a far parte dell'esercito, ma cade anche in disgrazia perché il Termidoro, proprio per alcune sue amicizie, soprattutto con il fratello di Maximilien Robespierre, il Termidoro lo arresta anche. La reazione termidoriana, la gioventù dorata, il terrore bianco, in quella fase di reazione anti giacobina, Napoleone trascorre un periodo breve in carcere. Ma poi le amicizie che ha coltivato lo porteranno ad uscire dal carcere e addirittura attraverso anche poi quella che sarà per lungo periodo la moglie, Giuseppina Tascher, entrerà che è anche amante, Napoleone, queste cose, di Barras, uno dei, uno dei capi del Direttorio. Attraverso l'amore per Teresa e che è stata amante anche di Barras, l'uomo del Direttorio, entra nelle grazie politiche del governo di Francia. Passa, avete la storia, le piccole cose, passa dall'essere in carcere a diventare un uomo di fiducia dei governanti, del Direttorio. Barras in modo particolare sarà l'uomo che lo vorrà poi all'interno di questo progetto politico che prenderà il nome di campagna d'Italia. Dunque sapere, Corsica, repubblicano, è stato amico dei, dei, dei Giacobini, addirittura amico del fratello di Robespierre. Breve periodo in carcere e poi la sua stella comincia a brillare con questo incarico politico militare. La campagna d'Italia, sì, realizzerà appunto tra il '96 e il '97, 1796-'97 e sarà un grandissimo successo politico e militare. Nel marzo, nel marzo appunto del '96, la campagna d'Italia inizia. E si mettono immediatamente in luce in evidenza le capacità strategiche militari di Napoleone Bonaparte. Dunque altra cosa da appuntarvi, Napoleone Bonaparte è un grande condottiero militare. Il successo politico di Napoleone passa per le sue capacità militari. Napoleone appartiene alla categoria di generali militari che sono sul campo di battaglia, Alessandro Magno, Annibale, per alcuni aspetti Giulio Cesare. È chiaro? A me mi viene più in mente Annibale e e e vengono in mente Annibale e Giulio Cesare. Dunque grandi capacità strategiche militari, grande capacità di prendere le decisioni giuste, o meglio che si verificheranno e risulteranno giuste nel breve periodo. E dunque, come sapete, vale per tutti i mestieri, quando uno è bravo a prendere decisioni nel breve tempo, e queste decisioni poi si realizzano, si manifestano poi come come giuste, è chiaramente un motivo di successo. Dunque, capo militare, generale militare dalle grandi capacità strategiche sul campo di battaglia. E la campagna, vi dicevo, è assolutamente vincente. Napoleone entra in Italia passando per il Piemonte e qui aggiungiamo subito delle riflessioni. L'arrivo in Piemonte è già foriero di due atteggiamenti diversi. I Savoia, ovviamente, gridano all'attacco, gridano siamo conquistati, è una minaccia e l'esercito sabaudo combatte al fianco degli austriaci per respingere l'avanzata di Napoleone. Perché Napoleone, dalle teste coronate, da quelle piemontesi a quelle austriache, è visto come la prosecuzione della rivoluzione francese, che ha decapitato Luigi XVI e Maria Antonietta. Pertanto è la rivoluzione francese che sobilla l'ordine costituito e dunque i monarchi sabaudi, la monarchia dei Savoia si schiera a fianco degli austriaci per respingere. Ma tra i militari piemontesi già qualche simpatizzante per la rivoluzione francese c'è. Non detto immaginarvi nessun ammutinamento, nessun esodo delle truppe, ma già questa discesa in Italia mostra alcune crepe all'interno degli eserciti. Perché? Perché, ad esempio, ci sono delle simpatie verso la rivoluzione francese e verso anche la figura già di Napoleone Bonaparte, che crescerà poi negli anni successivi. Ma soprattutto intellettuali borghesi urbanizzati delle città, tanto di Torino quanto di Milano, vedono di buon occhio la discesa di Napoleone Bonaparte. Napoleone Bonaparte attraversa il Piemonte di fatto in maniera molto facile, bypassa tutte le postazioni militari dei Savoia. Voi, ad esempio, conoscete Fenestrelle, ma non è che Fenestrelle può rappresentare quel forte, quella fortezza, un ostacolo, perché Napoleone semplicemente non passa di lì. Passa a sud e poi risale. Fatto sta che il 15 maggio, il 15 maggio del '96, sconfitti ripetutamente i piemontesi e gli austriaci in giro per il Piemonte e la Lombardia, giunge a Milano. E 15 maggio, giunge a Milano ed ecco qua, segnatelo bene, è accolto in maniera trionfale. Arriva Napoleone, ci libera dagli austriaci. Dunque c'è nei milanesi, in molti milanesi, vi ripeto, borghesi, intellettuali, laureati, medici, avvocati, ma anche parte di popolo, i Giacobini. Napoleone non è percepito come quel contingente momento della rivoluzione francese. È la rivoluzione francese per un popolano, per un panettiere, per un calzolaio di Milano. È chiaro, sono quelli che hanno fatto la rivoluzione, adesso ci libereranno dagli austriaci. Cioè alcuni lo percepiscono proprio come un, con un liberatore. Ok? Gli austriaci tentano di resistere in Lombardia, ma vengono di fatto sconfitti ripetutamente. E Napoleone nel gennaio del '97, di fatto, ha conquistato, barra liberato, l'ho detto più volte, scegliete voi, tutta la Lombardia ed è giunto nel Veneto. E la battaglia continua, la guerra continua nel Veneto. Per tutto il '97 sino all'ottobre Napoleone riporta successo su successi, innescando anche, autore che tra poco farete, le grandi aspettative del grande poeta, al mio punto di vista, dei più grandi poeti della d'Italia italiani, Ugo Foscolo. Ugo Foscolo in quel di Venezia, altro non aspetta che l'arrivo del Napoleone liberatore che darà appunto quella libertà tanto agognata dei veneziani. Invece cosa accade? Napoleone di vittoria in vittoria arriva nell'ottobre del '97 a imporre un trattato di pace agli austriaci. Ve lo rispiego. Di vittoria in vittoria Napoleone sembra proiettato a liberare, o conquistare, tutto il Veneto. Invece cosa fa? Il 17 di ottobre a Campo Formio, va bene, impone agli austriaci una pace, i quali l'accettano ben volentieri perché stanno perdendo. E come vi ho spiegato, molte volte si fanno delle paci, si firma una pace in attesa di prendere tempo, che sia una tregua. Dunque gli a Campo Formio, noi siamo in Veneto, gli austriaci accettano questa pace, 17 ottobre. Questa pace prevede delle durissime condizioni per gli austriaci. Gli austriaci devono accettare la perdita di tutta la Lombardia e dell'Emilia-Romagna, di fatto, il territorio dell'Emilia-Romagna e della Lombardia, che entreranno a far parte con il Piemonte in del territorio francese. Nascerà una Repubblica Cisalpina, cioè i territori del Piemonte, della Lombardia e dell'Emilia-Romagna, voi austriaci riconoscete che sono nostri. Napoleone obbliga, dunque, gli austriaci a mettere nero su bianco, a firmare nero su bianco la rinuncia all'alla Lombardia e all'Emilia-Romagna e al riconoscimento del fatto che il Piemonte ora fa parte della della della Francia. La sua Repubblica Cisalpina, appunto, lascia un territorio filo-francese. È chiaro? Ovviamente, Ugo Foscolo della situazione, sono delusi, perché non hai continuato, stavi vincendo. Potevi conquistare tutto il Veneto, potevi andare avanti, potevi quasi andare fino a Vienna. Fermatevi un attimo qua, ragazze e ragazzi. Una vittoria militare a un certo punto ha bisogno di essere fermata, ratificata, bisogna passare all'incasso. Quando voi siete giocando, vincete, vincete, a un certo punto passi all'incasso del bottino, è un anno e un anno abbondante di guerra, grandi vittorie. Portiamo a a a noi queste vittorie con un trattato politico che l'Austria è obbligata a firmare e in cui ci riconosca di fatto l'Austria l'acquisizione di questi territori. Dunque entusiasmo in Lombardia, entusiasmo in Emilia-Romagna, entusiasmo in alcune parti del Piemonte. Tutto il clero e la nobiltà piemontese, invece, altro che entusiasmo, scandalizzata, delusa. I Savoia sono scappati prima in Liguria e poi andranno in Sardegna. Dunque comincia l'esilio in questi dei Savoia, i quali non stanno, non rimangono lì sul territorio conquistato dai francesi, o liberato, dal punto di vista conquistato. E non vanno a rischiare di essere poi individuati come dei responsabili, eventualmente arrestati e chi lo sa, ghigliottinati. Dunque i Savoia abbandonano il Piemonte, va bene, il Piemonte entra a far parte di questa area filo-francese. È chiaro? Napoleone ritorna a Parigi da trionfatore. Il trionfo di Napoleone. Prego, Giorgia. Ma perché se aveva riconquistato Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna non si è spinto in Veneto, dove poi sarebbe potuto Perché innanzitutto una guerra direttamente contro l'Austria, in Austria c'è Vienna. La Francia non l'ha presa in considerazione, il Direttorio non gli ha dato quell'ordine. Gli ha dato l'ordine di condurre una campagna militare per spostare, allontanare l'Austria e per portare la guerra sul territorio austriaco. E il secondo motivo è quello che in parte ho detto prima, a un certo punto bisogna anche raccogliere dei risultati certi, immediati. L'Austria ha perso gravi territori, ha perso centinaia e centinaia di chilometri di dominio nell'Italia e questa è una sconfitta che gli austriaci sono obbligati a subire, è chiaro? Certamente, quello che tu hai detto è esattamente l'intervento di Ugo Foscolo, la riflessione che fa Foscolo. A questo punto Napoleone poteva proseguire e avremmo raccolto noi la libertà. Ripeto, i milanesi e i veneziani si aspettano che Napoleone doni loro la libertà. Loro entrano a far parte di un altro, in realtà, progetto politico. Certo, non vogliono più gli austriaci, questa parte di popolazione. È chiaro? Scoppiata a Roma un'insurrezione per proclamare la Repubblica Romana. E a Napoli, nel '99, scoppia una rivolta per proclamare la Repubblica Napoletana. Il Papa si trova al proprio interno a Roma delle imitazioni. Ecco il virus della rivoluzione francese, i Borbone a Napoli hanno una parte di popolazione che insorge, va bene, contro il governo napoletano e nasce la Repubblica Napoletana. Noi abbiamo, dunque, una rivoluzione francese che dilaga per imitazione a macchia d'olio. Diritti, la libertà, c'è molta anche ideologia. Arrivo subito, Francesca, c'è anche molto entusiasmo, è chiaro? Vogliamo il dei codici di legge, vogliamo appunto, la Costituzione romana, la Costituzione napoletana. Queste rivoluzioni, queste repubbliche non dureranno molto, però vi danno il segno del, del, del, del carattere espansivo della rivoluzione francese. Si chiameranno repubbliche giacobine, ma non perché fossero filo giacobine, ma perché giacobino in Italia è sinonimo di rivoluzione francese. Dunque quando voi studierete per l'interrogazione, e sul libro avete repubbliche giacobine, non dovete pensare a repubbliche che hanno un modello di governo di governo simile a quello di Robespierre, solo che giacobino in quel momento in Italia voleva dire francese. Abbiamo fatto la rivoluzione, nasce una repubblica giacobina. Prego, Francesca. Non si pensa ancora a una Nazione Italia, in tutta Italia Interessante, allora, lei chiede, queste repubbliche che nascono, nascono in un'ottica di dare vita a una nazione unica? No? No, no, appunto, cioè, perché non si pensa a Ma ci sono i primi, non è il caso in questi anni nasca Reggio Emilia il tricolore. A Reggio Emilia in quegli anni viene esposto su modello della rivoluzione francese e il tricolore, anziché il blu però viene il verde. E alcuni cominciano a parlare di Italia, di Regno del Nord, alcuni. Però manca una quindicina d'anni, tra 15 e 20 anni cominceranno a esserci in Italia dei moti. È Bonarroti e poi avremo Mazzini e poi avremo tanti altri pensatori, ma da Azeglio, li vediamo tutti, Gioberti, che cominceranno a ragionare sull'Italia. È del programma del prossimo modulo, l'ultimo che faremo da qui poi a a fine maggio. Cioè a un certo punto alcuni cominceranno a dire da questa situazione se ne può uscire, anche dall'essere conquistati, frammentati, dall'avere il ritorno dei dei re, delle case sovrane particolarizzate. Se ne può uscire con un progetto unitario che però lo vedremo, rimarrà comunque abbastanza una forzatura, o meglio, un'accelerazione. Perché l'Italia avrà un processo di unità abbastanza dall'alto, abbastanza imposto, non è un processo unitario profondamente popolare e rivoluzionario. Non vuol dire che il popolo non partecipi, ma una minoranza di popolo costruisce l'Italia. L'Italia è un prodotto di un'élite politica culturale e questo è forse anche uno dei problemi sulla scarsa unità del nostro paese, sulla scarsa identità unitaria del nostro paese. Perché è un'unità che molti hanno vissuto come calata dall'alto, imposta dall'alto, in modo particolare i meridionali, cioè la campagna, la Sicilia, le Puglie, le terre del sud hanno visto questa unita imposta da un'élite militare, quella sabauda, e da un'élite politica, quella mazziniana, garibaldina, ma la rivediamo poi. A questo punto, Napoleone, Napoleone in Francia acquista veramente un potere e una una fama sempre più più grandi. In Italia, super qui, vi dicevo prima, una parentesi aperta, quelle repubbliche porta una ventata di libertà nuovissima. A Napoli e a Roma, per alcuni anni, un pulimese, alcuni casi, libertà di stampa, Costituzione, vengono emanati diritti quali l'associazione. Ci sono le prime donne giornaliste, le prime donne rivoluzionarie all'interno della rivoluzione napoletana e romana. Capite ragazze che spartiacque, e voi ragazze sempre tenervi conto che questo che accade è dirompente e gigantesco. Perché avviene per la prima volta nella storia dell'umanità il protagonismo. Voi in the Gouche ve l'avevo già citata, e ha fatto una brutta fine. La rivoluzione francese, la carta dei diritti delle donne, l'ha stracciata e ha decapitato le rivoluzionarie. La stessa rivoluzione francese non ha riconosciuto il pro degli delle donne e così varrà anche poi per Napoli, dove alcune la pigmentale verrà appunto poi uccise. Cioè alcune donne, ok, che saranno protagoniste di processi rivoluzionari che finiranno appunto poi stritolate. Ma vediamo noi, la seconda campagna militare di Napoleone. Nel '98, Napoleone è incaricato dal Direttorio di una nuova impresa militare. E questa volta l'impresa militare deve essere diretta contro quella potenza che in Europa sta di fatto nei mari, sempre più attaccando, limitando l'egemonia e l'espansionismo della Francia. L'Inghilterra. L'Inghilterra, capite, non potete abbinarmela all'Austria o alla Spagna, perché è una monarchia costituzionale, liberale, parlamentare. Dunque i diritti, la Costituzione, non scritta, però per capirci, i diritti e doveri, le libertà dei cittadini, la via scout, tutto quello che sta sapere a meno detto. Il Bill of Right, John Sebastian, l'Inghilterra non è che è una forza restauratrice e conservativa, ma ha paura dell'egemonia francese. Ma non sono anche nemiche storiche da Vienna? Ma nonostante non siano due in quel momento lì, non non siano due forze, diciamo di Ansian regime, sono però due forze che nella storia per motivazioni economiche o politiche sono contrapposte. Dalla guerra dei Cent'anni in avanti o anche durante le scoperte geografiche, l'egemonia nei mari, la pirateria storiche. E vi ricordo, addirittura, la famosissima guerra dei Sette Anni, che Austria e Francia combatterono insieme contro Prussia e Inghilterra. Cosa accade? Epica, ve la ve la racconto, è la campagna, questa d'Egitto. Prego, Giulia. Ah, ma è d'Egitto, in Inghilterra. Oh, una una guerra contro l'Inghilterra. Questa guerra contro l'Inghilterra avviene in Mediterraneo e nel Nord Africa, campagna d'Egitto. Prego, non ho capito, perché Napoleone questa campagna di Inghilterra, perché vuole l'egemonia? Perché l'Inghilterra esercita un'egemonia politico-militare sui mari che limita e danneggia fortemente la Francia. È chiaro? Dunque l'Inghilterra con le sue navi è già in conflitto con le navi francesi. C'è una grande, grande inimicizia, il film con Russell Crowe, Master and Commander, se volete vederlo, vi racconta le battaglie sui mari, Master and Commander, bellissimo film dal mio punto di vista, di battaglia navali nell'Europa, appunto, della del di Napoleonica, dell'Europa post rivoluzione francese. Campagna d'Egitto perché? Perché per portare un colpo all'Inghilterra, per spezzare l'egemonia dell'Inghilterra, Napoleone decide di, con il Direttorio, sotto il Direttorio, di muoversi appunto nel Mediterraneo e di andare in Africa. Nelle, l'Africa occidentale, l'Africa, scusatemi, del nord, area occidentale per capirci dalla Libia verso l'Egitto, ormai c'è una presenza sempre più grande degli inglesi, i quali hanno anche interessi nei confronti della Grecia. Hanno interessi, dunque, gli inglesi, e nei Balcani, a posizionarsi, questa cosa segnatela bene, dove l'Impero turco-ottomano è debole. L'Impero turco-ottomano, che abbiamo fatto l'anno scorso, è un impero gigantesco, ma al proprio interno ha molte tensioni. Sono popolazioni che riottose e dunque è anche indebolito l'Impero turco-ottomano in questa sua vastità territoriale. E in questo indebolimento si sta inserendo sempre di più con trattati commerciali, con l'Inghilterra. E Napoleone e la Francia vogliono colpire l'egemonia inglese nel Mediterraneo in modo proprio in Egitto. E gli inglesi vogliono Gli inglesi sono ormai inseriti nell'Impero Ottomano, allora la Francia va contro gli inglesi. Certo, l'Inghilterra, Roberta, ragiona da potenza mondiale per secoli, e la potenza dei mari ed è una piccola isola, non la chiameremo mai, che ha dominato il mondo. E la crisi attuale dell'Inghilterra attuale, che ha ormai decenni alle spalle, solo che l'Inghilterra ha avuto l'egemonia poi culturale sia della lingua che penso della musica o del look dell'abbigliamento. Ma nel momento in cui l'Inghilterra abituata ad essere l'isola dominante del mondo, si ritrova oggi ad essere sempre meno influente. Voi capite la crisi anche degli inglesi, è chiaro? L'Inghilterra non vuole l'egemonia in Egitto, in Africa del Nord. No, no, no, no, anzi, noi ci espandiamo nelle stesse aree in cui vogliono espandersi gli inglesi, e dunque interessi contrari. Perfetto. Napoleone, e è anche molto epica e iconografica. Napoleone arriva con le sue navi, attraccano i porti del nord Egitto, iniziano ad entrare nell'entroterra, no? E a combattere contro i Mamelucchi, che sono una popolazione, va bene, che c'è in Egitto all'interno del, dell'influenza dell'Impero Ottomano, è chiaro? I Mamelucchi vengono sconfitti in quella che sarà poi la celeberrima battaglia delle piramidi, va bene? Cioè l'esercito di Napoleone e l'esercito dei Mamelucchi si confrontano di fronte, la spianata di Giza. Dunque siamo di fronte alla Sfinge, di fronte alla piramide di Cheope, Cheofre, eccetera, eccetera. Lì è celebre il discorso di Napoleone. Napoleone dormiva nell'accampamento con i soldati. Napoleone, dunque, non è nelle retrovie, oggi i grandi generali sono sulle portaerei, addirittura sono al Pentagono, che comandano, e ci sono altri ufficiali, tenenti nelle aree di battaglia. Napoleone dormiva direttamente nelle tende, nel campo allestito per i soldati. Dunque c'è questo rapporto di filia molto forte, capo militare dei propri soldati, quindi gli ufficiali. E celeberrimo il discorso prima delle battaglie, soldati, commilitoni, francesi, la Repubblica ci guarda, combattiamo per la patria, per la Repubblica e combattiamo di fronte a lei. E lei cosa rappresenta la Sfinge? Rappresenta l'eternità. Il tempo eterno ci sta osservando, noi siamo qua per fare una pagina di storia al cospetto della storia con la S maiuscola. Napoleone, dunque, è un motivatore, cioè prima di andare in battaglia, gasa i soldati, scusate il linguaggio colloquiale, per dire, quello che voi farete domani mattina entrerà di diritto nelle pagine della storia con la S maiuscola. Napoleone, guidando, sconfigge i Mamelucchi, ma sta combattendo contro la potenza indirettamente più astuta che c'è sul pianeta, cioè gli inglesi. Gli inglesi non hanno Ciccio di Nonna Papera come comandante o generale, ma hanno un altro genio assoluto delle tattiche strategiche di guerra che è Orazio Nelson, ok? Nelson, non state a dire ragazzi, poi andate a dire, perché deve fare proprio tutto, tutto. Nelson è stato incaricato dalla monarchia inglese, la difesa inglese, di portare il contrattacco in quelle aree che Napoleone sta cercando di conquistare. E Orazio Nelson attacca la flotta attraccata al porto di Abukir di Napoleone, dei francesi. Ve lo rispiego, mentre Napoleone con le sue truppe, Napoleone rimane un combattente di terra, punto e capo. Nelson un grande combattente di mare, mentre Napoleone con la sua fanteria, con l'artiglieria, con ancora un po' di cavalleria, va bene, ma soprattutto con fanti e artiglieri, sta combattendo su terra, come appunto, vi dicevo, un Giulio Cesare o un Alessandro Magno. E sta sconfiggendo nella pianura di piramidi gli i Mamelucchi. Nelle retrovie, Nelson, con le sue navi, va ad attaccare, no? Nel porto le navi francesi lì lasciate attraccate, sì, con degli uomini, ma il forte delle truppe sta combattendo a terra. E, dunque, Orazio Nelson nel porto di Abukir distrugge quasi completamente la flotta di Napoleone Bonaparte. Dovranno arrivare nuove navi dalla Francia per poter riportare poi in patria Napoleone. Il quale ha vinto una battaglia, ma forse ha perso un'altra battaglia ancora più grande contro gli inglesi. Al suo arrivo in Francia, lungo gli Champs-Élysées, centinaia di migliaia di persone lo accolgono con un trionfatore. Nonostante lui, questa volta, la guerra l'abbia in parte persa. E lì, ragazze, nella parte finale della lezione, i ragazzi, Napoleone sta cominciando a capire il potere che ha sulle masse, il potere che esercita sui soldati. I soldati, scrivetelo bene, lo adorano. Non ti sta adorando, con tutto il rispetto, il panettiere, il calzolaio o il vivaista. Ti stanno adorando i soldati che hanno leggermente una cosa dalla loro parte, le armi. È chiaro dove stiamo per arrivare? Cioè, lui è amato da quella parte di Francia che è da che è l'esercito francese, che è dato dei soldati in armi. Prego, Giulia. No, ma volevo chiedere, Orazio Nelson distrugge la flotta di Napoleone, e in parte non ha molti soldati, nel senso, i soldati sono occupati alla battaglia con i Mamelucchi. Sì, certo, certo. Però, allora, Napoleone non è che ha perso, cioè, Napoleone torna vincitore, ma non a metà, nel senso, lui non è che ha perso una battaglia, perché Però tu puoi immaginare per un generale perdere la flotta. Capito? Cioè, lui ha sottovalutato il fatto che gli inglesi, dunque, c'è l'astuzia di Orazio Nelson, che non è che potesse, Napoleone prevedere che non ha combattuto a Napoleone. No, no, no, no, no, però tu sai che un generale, quando combatte, deve avere un po' sott'occhio tutto. Cioè lui è tornato, ma, come dire, pronto, mi venite a prendere. Cioè, Napoleone è tornato da vincitore, ma gli inglesi gli hanno comunque inflitto una sconfitta militare indiretta, cioè, non c'era lui che combatteva. Morale. Anche morale sulla carta, ma Napoleone riesce, ok, a ribaltarla. E vediamo che c'è la parte finale, lezione. Cosa accade? Questo governo, questo governo dittatoriale, è chiaro? Il quale ha come obiettivo dare stabilità al governo della Francia, va bene? E a Napoleone viene conferito il titolo di primo console. Sono i tre i consoli, ma tu Napoleone sei il primo console. Il primo console di questo triumvirato, va bene? Dunque a fine '99 la Francia diventa una Francia repubblicana consolare, Napoleone è il primo console. E che potere ha? Capo di governo, Napoleone di fatto è ha il governo nelle sue mani, va bene?

[39:03]Non è come i consiglieri? E gli altri sono i suoi, potremmo dire due, il braccio destro e il braccio sinistro, però è chiaro che l'uomo forte, con il permesso di dire, chi è l'uomo forte che governa? Putin. Ok? L'uomo forte che guida, un po' come lo era Cesare a un certo punto. È chiaro? Il primo console, di fatto, ha il potere esecutivo nelle sue mani. Prof, ma scusi, la stessa rivoluzione francese, però, in parte la sta annullando. Ma la Repubblica può essere una dittatura. Cioè, è una Repubblica, non in ottica Cantiana, per Kant Repubblica vuol dire divisione di poteri. E c'era anche un elemento di voto. Invece qua è Repubblica, cioè, non c'è il re. Ok? Esiste una Costituzione repubblicana, la forma politica è la Repubblica, ma il potere reale decisionale non è diviso in organi, ma è nelle mani di pochi uomini, del consolato, ma di fatto nelle mani di un solo uomo. Quindi, generalmente, di tre uomini, però Di fatto di uno, forse ben anche di tre, sarebbe una dittatura. Napoleoneaccentrattutto i tre, cioè tutti i tre i poteri. Napoleone controlla l'esecutivo, ma verrà a controllare anche, lo vediamo domani mattina la prima ora, anche il legislativo e poi vi spiego come. Per chiudere, voglio dirvi questa cosa, questo governo, questo governo dittatoriale con l'uomo forte, innesca di questo concetto, su cui vorrei oggi un pomeriggio, anche 10 minuti solo riflettete, cioè, domani ci ci ci ritorniamo. Si fonderà su un istituto politico molto, molto particolare, che si che è quella del plebiscito. Napoleone vara una nuova Costituzione con i suoi collaboratori. La Costituzione dell'anno Ottavo, la leggiamo domani. Questa Costituzione prevede che lui diventi primo console. È chiaro? E negli anni successivi prevederà che lui diventi console a vita. Pensate, ma lui, sapete cosa fa? Dopo averla emanata, non la fa votare da un Parlamento. Brave. Ma dice, si pronunci il popolo, plebiscito. Il popolo vuole o non vuole questa Costituzione? Vuole o non vuole me, primo console? Vuole o non vuole questo nuovo corso per la Francia? E Napoleone ottiene 3 milioni di sì e qualche migliaio di no. Fermi lì, ma come si è votato? Eh, si è votato andando nei seggi elettorali, ma come, è la cabina, il segreto? No, avevi un foglietto, o sì o no, ma gli uomini che raccoglievano i sì e i no, uomini di chi erano? Del governo. Pertanto, fermi lì, detto che Napoleone godeva di un consenso immenso, 3 milioni di sì e 2500 no, sono figli del fatto che tu votavi e lì c'era un funzionario politico, un militare, un ufficiale che era del governo, pertanto, se tu votavi contro Napoleone, poteva questo qua leggermente reprimerti, è chiaro? Era, volete o non volete? Sì, ti vogliamo, noi non ti vogliamo.

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