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Letteratura latina - MARZIALE

Prof. Daniele Coluzzi

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[0:00]Marco Valerio Marziale, un autore importantissimo dell'età Flavia, un autore che viene dalla Spagna, come erano venuti dalla Spagna Seneca, Lucano.

[0:10]È originario della piccola città di Bilbilis e nasce tra il 38 e il 41. La data è incerta. Abbastanza giovane si trasferisce a Roma, la capitale del mondo per ottenere successo, per avere visibilità. Eppure la sua vita fu abbastanza difficile sotto questo punto di vista, cioè Marziale spesso si lamenta all'interno dei suoi componimenti della mancanza di denaro, della mancanza di protezioni importanti e della sua vita di clients. I clientes erano coloro i quali si legavano a un potente, no? A una famiglia particolarmente importante, ricca e dovevano dare a questa famiglia amicizia, assistenza, devozione. Questo in cambio di favori e di protezione. Il problema è che il potente al quale ci si legava pretendeva spesso dei servigi, pretendeva delle lodi spesso immeritate, anche proprio dal punto di vista della letteratura. Indicava addirittura il voto da dare alle assemblee al client. E quindi la vita di Marziale è caratterizzata da questa vita da client che Marziale reputa piuttosto difficile, soprattutto per un letterato. Insomma, il letterato ci dice Marziale guadagna meno di un calzolaio, quindi capite bene la difficoltà. Il punto di svolta si ha verso l'87-88 d.C., quando riesce a legarsi nient'altro di meno che la dinastia imperiale dei Flavi. Quindi riceve protezione da questa famiglia e quindi riesce a raggiungere proprio i livelli più alti, addirittura Tito gli conferisce lo ius liberorum e successivamente il titolo ororario di tribuno militare, quindi dei riconoscimenti anche economici molto importanti. In particolar modo il rapporto con i Flavi si rafforza ancora di più sotto Domiziano, che Marziale loda apertamente. Tuttavia, quando poi Domiziano muore, i successivi imperatori Nerva e poi Traiano non danno particolare attenzione a Marziale, che quindi nell'ultima parte della sua vita decide addirittura di abbandonare Roma. Se ne torna in Spagna, si sposa con questa Marcella, la quale dedica molti versi. Tuttavia, nonostante questo, la mancanza, l'allontananza da Roma rimarrà nell'ultima fase della vita un motivo costante nella produzione di Marziale. Vediamo che cosa ha scritto Marziale. Innanzitutto abbiamo parlato della vicinanza con la dinastia Flavia, quindi con la famiglia degli imperatori. Beh, Marziale scrive nell'80 d.C. il Liber de Spectaculis, che è una selezione di 30 epigrammi in distici elegiaci, e in questi epigrammi lui celebra i giochi offerti da Tito per la costruzione del Colosseo. Quindi, l'Anfiteatro Flavio, che viene costruito proprio in questi anni e che viene celebrato per sempre con dei versi magnifici proprio da Marziale, che assiste alla sua costruzione e alla sua inaugurazione. Questo Liber de Spectaculis contiene epigrammi, ma che cosa sono gli epigrammi? Velocemente il termine epigramma significa scrivere sopra iscrizione, erano dei componimenti brevi incisi su delle lapidi e su oggetti offerti agli dei, su delle suppellettili usate nei banchetti. E l'epigramma in età imperiale e l'ellenistica, soprattutto in distici elegiaci, diventa un vero e proprio genere letterario e di solito l'epigramma è ironico e leggero. Di solito si conclude con una frase ad effetto, con una battuta molto breve, perché appunto riprende questa idea dell'iscrizione. Chi aveva già utilizzato l'epigramma nella letteratura latina? Beh, Catullo, per esempio, nell'ultima sezione del suo liber aveva scritto epigrammi. Tuttavia, il più grande epigrammista della letteratura latina è proprio Marziale, perché Marziale utilizza questo genere e lo porta al suo massimo livello, perché lo utilizza per parlare di tutto. Per parlare di tematiche contemporanee, per parlare di sentimenti, viene utilizzato per raccontare la realtà in modo semplice, in modo efficace. Viene utilizzato anche per attaccare, per mettere alla berlina, per ridere di qualcosa. Spesso è scurrile l'epigramma di Marziale, c'è un'intera sezione di epigrammi erotici, molto espliciti. C'è una grande raccolta di epigrammi, epigrammi che vengono pubblicati tra l'83 e l'85 e poi tra l'86 e il 102. Sono gli Epigrammaton libri, 14 libri, i primi 12 trattano temi vari, spesso molto vicini anche nell'atteggiamento alla satira e molto aderenti alla realtà. Il 13o e il 14o libro sono stati in realtà scritti prima dei primi 12, cioè tra l'83 e l'85 e sono raccolte degli Xenia e degli Apophoreta. Sono dei componimenti molto molto brevi che venivano utilizzati come accompagnamento per dei regali che ci si scambiava durante i Saturnalia, queste feste invernali molto famose. E appunto, durante i banchetti venivano distribuiti dei regali accompagnati da questi epigrammi, che sono appunto contenuti negli Xenia e negli Apophoreta. Gli Xenia in particolar modo accompagnavano dei regali alimentari. Gli Apophoreta invece non erano soltanto relativi ai regali dei Saturnalia, ma erano in generale dei componimenti che accompagnavano degli omaggi che venivano appunto dati durante i banchetti. I primi 12 libri pubblicati tra l'86 e il 102. Questi epigrammi sono molto piacevoli da leggere, sono molto brevi e sono efficaci perché hanno sempre la battuta finale, il fulmen in clausola, cioè il fulmine in chiusura, cioè la parola, la battuta finale che conclude, scioglie in modo umoristico l'intero argomento. E in questi epigrammi spesso vengono derisi vari tipi di personaggi, spesso c'è una caricatura dei personaggi stessi, oppure ci sono tantissimi epigrammi erotici, quindi molto espliciti a livello sessuale. Altri invece rientrano in tutto quell'intento celebrativo nei confronti degli imperatori, no? Oppure di benefattori molto potenti. Ricordiamo quindi la vita da clients di Marziale, altri poi sono epigrammi funerari, per esempio, uno molto famoso è quello per la piccola erodia, una schiavetta morta in tenerissima età. Insomma, vedete che gli argomenti sono i più vari. Marziale perché scrive questi epigrammi? Beh, sicuramente vuole ridere e vuole parlare degli aspetti più concreti, più reali della società romana. Vuole farci delle caricature, vuole farci dei ritratti di personaggi del tempo, ma non ha un intento moralistico. Negli stessi anni un autore, suo amico Giovenale sta scrivendo delle satire molto violente nei confronti di personaggi della Roma del tempo. E beh, Marziale questo atteggiamento non ce l'ha più di tanto, non vuole attaccare realmente, non vuole educare attraverso la poesia, ma vuole divertire, vuole intrattenere. Proprio per questo, insomma, è uno degli autori latini più leggibili, più divertenti ancora oggi.

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