Thumbnail for La fonologia, le 3 regole di Trubeckoj e la trascrizione fonologica. by Silvia Montemurro

La fonologia, le 3 regole di Trubeckoj e la trascrizione fonologica.

Silvia Montemurro

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[0:00]Lo scorso video iniziava così: leggi ad alta voce la parola casa. E ora dimmi, e questo inizia più o meno allo stesso modo. Leggi ad alta voce le parole casa e cosa. E ora dimmi, che differenza c'è tra le due? Beh, dal punto di vista del significato, casa è una costruzione abitativa, mentre cosa indica oggetti concreti o astratti. Ma dal punto di vista del suono, la differenza tra casa e cosa è solo nelle vocali A ed O. Queste differenze di suono creano distinzioni di significato e quando ciò accade, non si parla più di fono, ma di fonema. E le parole che si distinguono per un solo suono vengono dette coppie minime. Adesso, non perché io sia di parte, ma quanto è potente un solo suono che è in grado di far cambiare di significato una parola? Oggi parliamo proprio di questo, ovvero della fonologia.

[0:53]Allora, la fonetica si concentra sulla produzione fisica dei suoni del linguaggio, quindi studia come vengono prodotti i suoni, quali sono i movimenti coinvolti nella produzione di un suono specifico, o ancora, quali sono gli organi coinvolti, come la lingua, le labbra, le corde vocali. L'oggetto di studio della fonetica sono i foni, ovvero la rappresentazione concreta dei suoni del linguaggio. Questo è l'argomento dello scorso video, quindi se te lo sei perso, ti consiglio di darci un'occhiata. Invece la fonologia studia come i suoni organizzati all'interno di una lingua, influenzino il significato delle parole. L'oggetto di studio della fonologia sono i fonemi, ovvero le più piccole unità linguistiche e hanno un valore distintivo, cioè permettono di distinguere il significato di una parola dal significato di un'altra parola. Bisogna dire che le fonologie sono discipline specifiche delle singole lingue. Invece, quando si parla di fonetica, ci si riferisce più alle lingue in generale.

[1:51]Però, come faccio a capire se davanti a me ho di fronte un fonema oppure un fono? E qui ci vengono in aiuto i principali ideatori della scuola di Praga, proprio dove nasce la fonologia, tra gli anni '20 e '40 del 900, nonché Nikolaj Trubeckoj e Roman Jakobson. Adesso andiamo a vedere le tre principali regole di Trubeckoj. «Quando due suoni ricorrono nelle medesime posizioni e non possono essere scambiati fra loro senza con ciò mutare il significato delle parole o renderle irriconoscibili, allora questi due suoni sono realizzazioni fonetiche di due diversi fonemi» Allora, all'inizio potrà sembrare arabo. Però, posso assicurare che è più facile di quello che si può pensare. Detto in maniera più semplice: se due suoni occupano le stesse posizioni in parole diverse e non possono essere scambiati senza alterare il significato o rendere le parole incomprensibili, allora sono due fonemi distinti. Ad esempio, b e p in balla e palla, sono due fonemi diversi. Ecco, balla e palla sono coppie minime in quanto sono coppie di parole che differiscono per un solo fono, perché se io scambio la p con la b e viceversa, ho una differenza di significato. Ridotto proprio all'osso, potremmo dire che il fonema non è altro che un fono, dotato di valore distintivo, quindi che permette di distinguere di significato una parola dall'altra. Sentiti libero di fermare il video quando vuoi, di rivedere le parti più complesse, perché so che non è facile immagazzinare tutte queste informazioni in così poco tempo. «Quando due suoni della stessa lingua compaiono nelle medesime posizioni e si possono scambiare fra loro senza causare variazione di significato della parola, questi due suoni sono soltanto varianti fonetiche libere di un unico fonema» Possiamo dire che la seconda regola riguarda le varianti libere, ovvero i suoni che possono ricorrere in una stessa posizione senza alterare il significato di una parola. Per intenderci, se io dico rosso o rosso ad un italofono, di certo si accorgerà della mia r moscia, però è anche certo che mi capirà e sa che mi sto riferendo al colore rosso, quindi è semplicemente un difetto di pronuncia che non va ad alterare il significato della parola. Il fonema in questione è r e la sua variante che abbiamo preso in considerazione è la r vure o la cosiddetta r moscia, quindi, ma questa non è un fonema in quanto non altera il significato della parola. Quindi la potremmo considerare una variante libera della R. Altri esempi di varianti libere sono per esempio la gorgia toscana, quindi chi non ha mai sentito la Coca-Cola con la cannuccia corta corta, la C aspirata, oppure abbiamo la rotacizzazione, pensiamo al romanesco, dolce diventa dorce. Quindi lo scambio della L in R, quando dopo c'è una consonante. «Quando due suoni di una lingua, simili dal punto di vista articolatorio, non ricorrono mai nelle stesse posizioni, essi sono due varianti combinatorie dello stesso fonema» Qui parliamo di due suoni che sono simili dal punto di vista articolatorio, che però agiscono in contesti molto diversi. Allora si parla di varianti combinatorie. Facciamo l'esempio della N, che ha due varianti combinatorie. Questa variante combinatoria viene utilizzata solo in uno specifico contesto, cioè solo nel caso in cui dopo troviamo la F oppure la V. Invece quest'altra variante combinatoria viene utilizzata semplicemente se c'è una c, g o una w dopo. Ripeto, abbiamo parlato di questo nello scorso video, quindi ti consiglio di andarlo a vedere. Proprio perché ha questo vincolo, chiamiamolo così, quindi quello del contesto, non possiamo dire che le due n viste adesso sono uguali alla N comune. Infatti, la N comune sarà un fonema, invece le altre due n saranno delle varianti combinatorie della N comune.

[5:46]Questo è l'inventario fonematico italiano, cioè l'inventario di quei suoni che hanno valore distintivo in italiano. Ovviamente se hai bisogno, metti in pausa il video e comunque se noi mettiamo a confronto l'inventario fonetico italiano, con quello fonematico, notiamo subito che non tutti i foni sono dei fonemi. Di solito, se cerchi su Google la trascrizione di una qualunque parola ti venga in mente, troverai molto più spesso la trascrizione fonologica rispetto che quella fonetica. Adesso io non sono sicura al 100% che questo sia il motivo, però ho sempre pensato che si tende a trovare più spesso quella fonologica, perché è più fruibile a chiunque, dato che si tende a rappresentare alcuni suoni in maniera più semplificata. Per esempio, nello scorso video abbiamo precisato che la parola svenire in fonetica si trascrive con quel simbolo che somiglia alla Z, perché dopo c'è una V. Invece in fonologia, quella Z di svenire diventa una semplice S. Insomma, dobbiamo prendere in considerazione solo e unicamente l'inventario fonematico e mettere un attimo da parte quei foni visti nello scorso video. Innanzitutto, dobbiamo dire che per la trascrizione fonologica si utilizzano le barre oblique o i cosiddetti slash, invece nella trascrizione fonetica utilizzavamo le parentesi quadre, ora non più. Bisogna annotare l'allungamento consonantico, quindi bisogna riportare le doppie. Per esempio, se io voglio trascrivere palla, io scriverò entrambe le L, perché altrimenti sarebbe pala e questo genera una distinzione di significato. Quindi possiamo dire che l'allungamento consonantico ha valore distintivo nell'italiano standard, quindi va annotato. Invece, l'allungamento vocalico non ha valore distintivo, quindi non lo riporterò nella trascrizione fonologica. Per intenderci, erano i due punti della trascrizione fonetica che si mettevano dopo le vocali. L'accento ha valore distintivo nell'italiano standard, quindi va annotato e, come succedeva anche in fonetica, bisogna annotarlo prima della sillaba accentata. Parlando delle vocali italiane, hanno tutte valore distintivo e in particolare la O aperta, la O chiusa, la E aperta e la E chiusa, sono tutte delle varianti libere. Sicuramente a questo punto sarete cotti e stracotti e chissà quante maledizioni mi avrete mandato fino ad ora. Però, ragazzi, pensateci a quanto può essere potente un suono. Io penso che la cosa più importante che possa insegnarci la fonologia sia quanto il singolo possa fare la differenza in un insieme, cioè, quanto un singolo suono possa fare la differenza in una parola. Se c'è qualcosa che non è chiaro, posso provare a rispondere nella sezione dei commenti e comunque sia, penso che da questo video in poi aggiungerò dei materiali informativi o comunque scaricabili da chiunque gratuitamente nella descrizione, attraverso un sito web. Non abbiamo ancora terminato con la fonologia, perché tra qualche giorno uscirà un nuovo video sulle posizioni fonologiche e le matrici dei tratti distintivi, quindi scusatemi, però io direi che per oggi possiamo tutti quanti andare in pace.

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