[0:00]Ciao e benvenuti a una nuova puntata di Ti racconto un libro. Se questa, come dico sempre, è la prima volta che vedete la mia faccia, vi invito a iscrivervi al canale, ad attivare la campanella per non perdere i prossimi video in uscita e a lasciare un like se il tipo di contenuti che vi propongo vi piacciono. Oggi andiamo a parlare di un romanzo molto particolare e soprattutto un romanzo che rientra tra i fortunati candidati al Premio Strega. Eh sì, perché sto parlando de L'età fragile di Donatella Di Pietrantonio per Einaudi. Quindi, un romanzo con la R maiuscola, una storia molto intensa, di cui andiamo subito a parlare nel dettaglio. La storia in sé non è particolarmente complicata, ma occorre fare delle, diciamo, piccole precisazioni e soprattutto quello che più importa della di questo romanzo non è tanto la storia in sé, ma quello che ci racconta. Andiamo per ordine. Questa è la storia di Lucia. Lucia è una donna, di fatto, sola, anche se ufficialmente è ancora sposata. Infatti, lei non è legalmente separata da suo marito, benché il marito viva da molti anni da un'altra parte, quindi fuori casa. Ha una figlia che si chiama Amanda, che studia all'università di Milano e che nei giorni della pandemia, quando tutti quanti si affrettavano, assaltavano i treni per poter tornare a casa, decide anche lei di prendere un treno da Milano e di tornare nel nel piccolo paesino in Abruzzo nel quale è nata e cresciuta e nel quale vive ancora sua madre, Lucia, appunto. Nel momento in cui torna a casa, però, Lucia nota che c'è qualcosa che non torna nella nella figlia. Nota una una strana apatia, nota, ad esempio, che Amanda si chiude praticamente in camera per ore, giorni, non parla quasi non dice quasi una parola e quando lo fa, sono scintille tra madre e figlia. E questo è la spia di una frustrazione, di un'insoddisfazione, di qualche cosa che che si è rotto in in Amanda. E infatti, i suoi occhi non sono più brillanti come erano come erano un tempo, perché a Milano è successo qualcosa, un evento che Lucia ha in un certo senso sottovalutato, ma che ha segnato profondamente sua figlia. E mi riferisco a un'aggressione: lei è stata scippata, è stata derubata e da quel momento qualcosa si è rotto in lei. Tant'è che a un certo punto comunica anche ai suoi genitori di non voler più tornare a Milano, di non voler di dover lasciare, quindi, l'appartamento, la la camera che avevano affittato e di voler lasciare gli studi, non intende proseguire, intende chiudere con quella con quella parte della sua vita. E capite bene che, insomma, Lucia non la prende molto bene, ma neanche suo padre la prende molto bene, che dice che cosa le è successo, cosa non le è successo, e Lucia si interroga molto, soprattutto quando va a Milano, a assieme al all'ex marito, a ripulire la camera e a prendere a portar via le cose che la figlia non è riuscita a portar via nei momenti in cui nei momenti concitati dalla partenza. Parallelamente a questo c'è un'altra storia che riguarda sempre Lucia, Lucia e suo padre e un terreno, il Dente del Lupo. Il Dente del Lupo è, appunto, un grande terreno, un appezzamento ai piedi della montagna che in parte ospitava un campeggio. Il campeggio era di proprietà di Osvaldo, il migliore amico del padre, e ma ormai è un campeggio, di fatto, in disuso. Il padre di Lucia, essendo molto anziano, decide di è un uomo profondamente radicato, aspro, burbero, montano e radicato profondamente nel terreno nel quale lui è nato, cresciuto e ha sempre vissuto. Quindi è una persona molto molto particolare, forgiata proprio dalla natura nella quale vive, ha vissuto e vive ancora. E dicevo, quest'uomo decide di affidare alla figlia il Dente del Lupo. Infatti, spesso le ripete di dover andare dal notaio, di dover di voler fare una donazione alla figlia, di modo che tutto sarà più semplice nel momento in cui non ci sarà più, non per una storia di tasse e via discorrendo. Lucia se la beve e non se la beve, e soprattutto non vorrebbe prendersi l'onere di questo terreno, perché questo terreno per lei rappresenta una ferita molto profonda. Perché? Perché nel campeggio che sorge su una porzione del Dente del Lupo, molti anni prima, quando lei era solo un'adolescente, si è consumato un fatto di cronaca che ha scosso profondamente la comunità in tutta la comunità nel appunto del paese nel quale viveva e vive Lucia e soprattutto ha profondamente segnato la famiglia di Osvaldo e Lucia stessa. Perché? Cosa è successo? Perché due ragazze che erano ospiti del campeggio furono brutalmente aggredite e fatalmente aggredite da una persona che aveva aggredito anche Doralice, che è appunto la figlia di Osvaldo, nonché migliore amica di Lucia. La quale, però, era riuscita miracolosamente a salvarsi e e questo ha creato una fortissima, una profonda ferita sia chiaramente in Doralice che in Lucia. Infatti, quel giorno, il giorno dell'aggressione, Lucia e Doralice si sarebbero dovute vedere, solo che poi alla fine Lucia aveva deciso di andare con altre amiche al mare, aveva, in un certo senso, scaricato l'amica e tra l'altro, salvandosi, incosciamente si era salvata, mentre aveva, tra virgolette, condannato Doralice a a subire quello che aveva subito. Quindi questo già provoca un un trauma in lei e per questo poi c'è tutta quanta c'è tutto quanto il processo, la separazione, di fatto, poi, tra lei e Doralice, che andrà in Canada e tornerà di lato in nel suo paese d'origine e anche, diciamo, malvolentieri, insomma, ci ci torna poco, sta poco, il minimo indispensabile.
[6:11]Quindi si capisce che il trauma, insomma, subito è stato molto forte. E anche la ferita tra le due è stata molto forte, sanata, poi, da una una lettera di di Doralice, ma non vi dico tutto per non fare troppo spoiler. Ora, questo benedetto Dente del Lupo, però, di cui Lucia non vuole assolutamente prendersi la proprietà, è finito nelle mire di alcuni speculatori edilizi, i quali vorrebbero realizzare i loro progetti non proprio in linea con il rispetto della natura e della montagna. E e quindi questo diciamo, crea una certa sollevazione popolare e tra i manifestanti che si oppongono alla al fatto che appunto, queste persone, questi imprenditori possano acquistare i terreni, c'è anche Amanda. Amanda che ha questo guizzo inaspettato, questa scintilla di vita che ritorna ai suoi occhi e che, in un certo senso, fa ben sperare anche anche Lucia, appunto. Ora, qui addentriamoci brevemente nello spoiler, perché appunto, rivelo giusto il il finale, ma, diciamo, quindi si tratta di poco, pochissimo tempo. Dicevo, il il romanzo, quindi, si chiude felicemente. Si chiude felicemente perché? Perché, alla fine, Lucia decide di non vendere al allo speculatore edilizio, liquida Osvaldo con una cifra per per il campeggio, perché comunque, ricordo, che il proprietario del terreno era il padre di Lucia, mentre il proprietario del campeggio era Osvaldo. Quindi comunque decide di liquidarlo con una cifra e soprattutto, a un certo punto, Lucia decide di abbattere il il campeggio, chiuderla una volta per tutte con il passato, e poi Amanda deciderà di intraprendere di andare via, perché decide che il suo la sua vita sarà vivere e lavorare la terra. E il romanzo si chiude con un concerto che Lucia, la quale cantava, appunto, in un coro, decide di organizzare proprio lì, al Dente del Lupo, proprio nel luogo dove la comunità era stata colpita così brutalmente da quel fatto di cronaca. E lo fa proprio per chiudere un cerchio e lì, in quel posto, nel momento in cui si tiene il concerto, lei vede i personaggi della sua vita, i personaggi anche del suo passato e anche quelle due ragazze che hanno perso la vita proprio al Dente del Lupo tra la folla, quasi come a voler a voler chiudere un cerchio, a voler far pace con con il passato, con le sue ferite e con tutto quello che hanno comportato. Ora, quindi, andiamo a parlare delle tematiche. Diciamo che la tematica che più balza agli occhi è quella che proprio segna il come dire, è l'età fragile, proprio il il titolo del romanzo, perché c'è un momento nella vita di di Lucia, di Doralice, in cui si sono scoperte fragili, in cui si è aperta una una voragine, una ferita che ha sancito un prima e un dopo. E allo stesso modo, questo è accaduto anche se in maniera diversa nella vita di Amanda. E in entrambi i casi, Lucia non ha saputo affrontare la realtà. Lucia è una donna che fa fatica a essere madre, è una donna che fa fatica a comprendere il il suo ruolo e sua figlia. È una è una donna che fa fatica a comprendere anche le emozioni altrui e non sa gestirle, non sa gestire nemmeno le proprie, tant'è che è una donna che non riesce a a dire addio al marito, non riesce a separarsi ufficialmente dal marito, nonostante la realtà dei fatti sia ormai palese da anni, insomma, sono separati da anni, di fatto.
[11:09]Non riesce a a fare i conti con quello che è successo alla sua migliore amica, in quanto nel momento in cui poi Doralice è stata si è salvata, appunto, è stata poi ricoverata, insomma, è rimasta in ospedale per diverso tempo, lei si diceva "Ma sì, io vado a trovare, non la vado a trovare adesso, perché comunque sarà sotto shock e tutto il resto. Vado a trovarla quando torna a casa", ma poi questo "vado a trovarla quando torna a casa", non si è mai tradotto in una realtà, lei non è mai andata a trovare Doralice a casa sua. Tant'è che sono riuscite in un certo senso a riavvicinarsi nel momento in cui Doralice le scrive una lettera e questo accadrà del tempo dopo, però non riesce nemmeno a staccarsi. Infatti, lei seguirà a distanza, seppur a distanza, appunto, il processo che si tiene, appunto, e che deve rendere giustizia alle due ragazze e anche a Doralice, che appunto, è l'unica superstite. E allo stesso modo, dicevo, Lucia non sa gestire nemmeno quello che è successo a sua figlia. Si comporta in maniera esattamente uguale, proprio è è una fotocopia il suo atteggiamento rispetto nei confronti di Doralice, di quando era un'adolescente e quello di quando è diventata madre nei confronti di sua figlia. Perché cosa è successo a sua figlia? Amanda è cambiata profondamente nel momento in cui è stata aggredita a Milano, quando mentre era a Milano a studiare, è stata aggredita, è stata scippata. Lei lo ha detto, cioè la madre lo ha saputo, ma non ha preso il treno, non ha preso il treno il giorno dopo per andare a vedere come stesse sua figlia e è rimasta a distanza, dicendosi "Ma sì, in fondo non si è fatta niente", perché non non non era successo niente di grave, poteva andare molto peggio, e quindi, tutto sommato, se la caverà. È una è una donna che vive a una distanza di sicurezza rispetto alle emozioni altrui e anche alle proprie che, appunto, dicevo, non sa gestire, ma non c'è solo questo. Il fatto che Lucia non ha saputo cogliere in Amanda quella quella stessa ferita che, di fatto, era stata fatta a lei e a Doralice. Mi spiego.
[12:28]Nel momento in cui è successo quello che è successo al campeggio, lì il il panorama idillico, la natura amica, la meraviglia della montagna, era stata sporcata, era stata sporcata da un fatto di cronaca, è una cronaca piuttosto feroce. Nera più del nero, e quindi, questo incanto si era rotto. In un certo senso, ci si era risvegliati da un sogno, e quindi la vita non era più quel quella meraviglia, quell'innocenza, quel vivere la natura immacolata, ma era stata, in un certo senso, quel sogno era stato sfregiato. E allo stesso modo, è quello che è successo anche ad Amanda, perché la la sua voglia di vivere la vita, Milano niente, dice, perché lei voleva andare assolutamente a studiare a Milano, voleva andare in mezzo alla vita, in mezzo alla città, in una città caotica, frenetica, dove appunto, si potesse respirare quel quell'energia, quell'elettricità, no? Eh, però tutto questo sogno si infrange nel momento in cui lei viene aggredita e qualcosa si spezza in lei. Sono quindi sia Lucia che Amanda sono due anime, due personaggi spezzati, che tentano faticosamente di ricomporsi e tentano faticosamente di trovare una strada. Ora, Amanda deciderà di intraprenderne una per conto suo, ma è molto giovane, mentre Lucia ci racconta come lei, invece, abbia dovuto fare faticosamente i conti con la sua realtà, con una vita che per lei è stata molto faticosa. E infatti, ha fatto fatica a prendere gli studi, ha fatto fatica a laurearsi, ha fatto fatica a trovare il suo posto. E quindi, questo è, diciamo, il il grande tema della del romanzo. Il questa, il riscoprirsi fragili, il la maternità che non è sempre un un qualche cosa facilmente gestibile. Il la capacità di gestire le emozioni, il dolore proprio e altrui, o l'incapacità di farlo. Quindi, insomma, le tematiche, per quanto la storia possa sembrare molto molto lineare, tutto sommato, sono molto profonde e sono raccontate, tra l'altro, con un linguaggio che scava nel nel nel personaggio che ci racconta.
[14:55]È proprio come se l'autrice avesse uno strumento con il quale proprio va nel profondo della nella carne del dei personaggi che ci racconta, con tutte le loro difficoltà, con tutti i loro limiti e le loro miserie. E ci racconta anche un Abruzzo che non perdona, comunque è una terra molto molto aspra, molto difficile, dura, se vogliamo, e che a volte ha reso anche duri i i suoi abitanti, le persone che, appunto, lo lo vivono, soprattutto che vivono realtà come quelle come il Dente del Lupo, per dire. E quindi, è un romanzo certamente certamente complesso che confesso io ho fatto fatica a a comprendere e soprattutto non ho ancora un giudizio ben formato su su questa storia, nel senso che chiaramente è scritta in maniera magistrale, il la scrittura è perfetta, si possono imparare, si può solo star lì a scoltarlo, come nel mio caso, io l'ho ascoltato, oppure leggerla e godere delle della scrittura della dell'autrice, ma allo stesso tempo ho fatto appunto un po' di un po' di fatica a addentrare nella nella storia, a lasciarmi proprio coinvolgere e avvolgere da da questa storia, ma probabilmente è un mio limite, perché sono una lettrice come tante, però una cosa è certa.
[16:16]Io vi consiglio questo romanzo, perché, appunto, le tematiche trattate sono molto interessanti, molto profonde, ed è un romanzo, chiaramente, scritto magnificamente. Non a caso è un candidato al Premio Strega, insomma, non è probabilmente, come dire, l'ultimo arrivato, l'ultimo romanzo arrivato, anzi. E quindi io vi ringrazio per essere rimasti con me sino ad ora, per aver ascoltato per avermi ascoltato parlare di questa bellissima storia, di questa bella storia che è L'età fragile di Donatella di Pietrantonio. E quindi io vi consiglio di leggerla, vi consiglio di unirvi anche al ai gruppi di lettura che gestisco Libri mi su online o Libri mi su in presenza che si riunisce una volta al mese a Roma. E nulla, io vi do appuntamento alla prossima e vi mando un grandissimo bacio.



