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Silvio Berlusconi racconta come è diventato imprenditore - Raro - Sottotitolato

CoseACaso

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[0:17]Nella maniera molto semplice, una volta laureato, e avendo chiaro che non volevo andare a padrone, no?
[0:28]In quel momento c'era il boom edilizio, la città di Milano si ingrandiva a vista d'occhio.
[0:57]Si chiamava Pietro Canali e lui andai da lui per qualche mese facendo lavori vari e poi capii che per le nuove case c'era un mercato forte in quel momento.
[1:15]Scelsi e trovai una zona dove c'era un piano urbanistico approvato dal Comune di Milano e i cui proprietari di terreni vendevano il terreno con già la possibilità edificatoria.
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[0:00]su quei primi passi circolano, circolano le leggende metropolitane, addirittura non si danno pace, credo che abbiano fatto anche alcune inchieste giudiziarie, tutte finite, otto inchieste giudiziarie per capire come lei ha iniziato a fare l'imprenditore.

[0:17]Ce lo racconta? Nella maniera molto semplice, una volta laureato, e avendo chiaro che non volevo andare a padrone, no?

[0:28]Cercai un'attività imprenditoriale che fosse promettente. In quel momento c'era il boom edilizio, la città di Milano si ingrandiva a vista d'occhio.

[0:39]Mio padre era diventato direttore generale di una piccola banca, la Banca Rasini, ebbe la possibilità di presentarmi un imprenditore edile che non faceva l'immobiliare, non costruiva immobili in proprio, lavorava per terzi.

[0:57]Si chiamava Pietro Canali e lui andai da lui per qualche mese facendo lavori vari e poi capii che per le nuove case c'era un mercato forte in quel momento.

[1:15]Scelsi e trovai una zona dove c'era un piano urbanistico approvato dal Comune di Milano e i cui proprietari di terreni vendevano il terreno con già la possibilità edificatoria.

[1:30]Feci dei calcoli, andai a sentire, mi ricordo la Banca Nazionale, se un'iniziativa del genere avrebbe potuto fluire dei mutui della banca stessa, costruii perciò tutto un budget, un piano e mi recai una mattina, che mi ricorderò sempre da questo signor Canali a dirgli, guardi io ho trovato questo terreno.

[1:49]C'è la possibilità di un finanziamento della Banca Nazionale del Lavoro, possiamo costruire in proprio queste quattro case e quindi le propongo di correre questa avventura con me.

[2:04]E lui mi disse, ah beh però non l'ho mai fatto, però forse è vero, gli utili maggiori non si hanno costruendo facendo l'impresa, ma facendo l'immobiliare, no?

[2:16]Va bene, allora te quanto vuoi dalla società? 10%?

[2:20]E io lo guardai e dissi, no, no, io in fondo le porto il progetto, ho trovato i terreni.

[2:28]Sono convinto di poter avere i mutui, farò io il direttore, l'amministratore delegato della società, eh no, penso che sia giusto avere di più.

[2:37]Cosa vuoi? Il 15%? No, guardi, allora oso dirle, 50 lei e 50 a me. Oh signore dice sumingamata un fieu, mi ricordo la frase che gar sul mante pur che gu sul schena che ha soltanto le pulci che gli corrono sulla schiena è un modo milanese per dire uno che non ha sostanze. io ho detto, no, no, guardi che mio papà mi mette a disposizione la sua pensione e cominciamo così con 30, lui accettò dicendo, se sei così matto e hai il coraggio di chiedermi il 50%, Ti sei un fulet che appena venuto fuori dalla scuola, vabbè, evidentemente c'hai dei numeri.

[3:20]E facemmo la società, si chiamò Cantieri Riuniti Milanesi e io mi presentavo così, cantieri riuniti e lui Milanesi, sono io.

[3:30]Partii con una segretaria che era la figlia del portiere dove avevo l'ufficio. e mi ricordo che un giorno la trovai a fare altre cose, gli dico, ma tu devi prepararti, quando arrivano le telefonate gli diedi un un quaderno, dico, scrivi le telefonate che arrivano, che erano peraltro pochissime, perché era appena l'inizio e le scrivi qui, e mi ricordo sempre che lei mi fece trovare il giorno dopo tutto il quaderno con su scritto a telefonato a con l'accento e non con l'h a telefonato, a telefonato. Ecco, per dire gli inizi sono stati proprio modesti.

[4:08]E quindi cominciamo a comperare questo terreno, versammo 30 milioni che era l'intera liquidazione di mio padre, mio povero papà ebbe il coraggio di puntare su su suo figlio, tutto quello che che aveva, si sarebbe andato in pensione dopo qualche mese.

[4:30]E quindi aveva molte molte sofferenze, si svegliava di notte, mia mamma mi raccontava di tutti i dubbi, le perplessità che aveva mio padre. Mi ricordo che dovemmo fermarci andando a siglare il rogito di questo terreno, che costava 190 milioni, e dove le una caparra, appunto, di 30 milioni e ci dovemmo fermare in tre bar perché lui doveva sempre fare i pipì. e questo per dire com'era in penso preoccupato in pensiero.

[5:05]Finalment compr questo terreno, questi 30 million della pension di mio padre, Canali inizi a construir con il capital di 30 million che lui. E poi io cominciai a inventare un modo diverso per vendere le case.

[5:23]Cioè, appena raggiungemmo il secondo piano con la struttura, feci impermeabilizzare tutto il secondo piano e feci completare il primo piano tutti i tipi di appartamenti che c'erano.

[5:39]E in questi tipi di appartamento misi tutto ciò che serve a trasformare un appartamento vuoto in una casa accogliente. Riuscii a prendere con dei mobilieri e avere dei mobili in esposizione.

[5:53]Feci man bassa di tutte le foto di casa mia, delle mie zie, eccetera, eccetera, di tutti gli asciugatoi e costruii c'erano quattro tipi di appartamento e c'erano quattro tipi di arredi diversi.

[6:07]Cosicché le persone che venivano a visitare la casa avevano subito la sensazione completa di come poteva venire alla loro casa.

[6:18]E l'aiuto nell'arredo di alcuni amici, compagni di scuola che si erano laureati in architettura, e cominciai a fare le vendite.

[6:27]Forse c'è un episodio divertente sulle vendite, allora come ufficio vendita sulla strada presi una una una costruzione in legno, no? del cantiere del signor Canali che me l'ha messa a disposizione. Dentro feci un ufficio, io sono un perfezionista, il particolare, un ufficio tutto molto curato, la moquette, i quadri che erano stampe, i fiori, eccetera, eccetera, per dare subito la sensazione di una società che aveva un buon gusto.

[7:02]E poi mi misi a tinteggiare pensando che non fossero arrivassero ancora i clienti, no? la baracca fuori con una pennellessa, naturalmente un bel, perché facevo tanto sport e quindi volevo anche prendere il sole, mi misi a torso nudo e con la pennellessa mi misi a dare la cosa.

[7:20]Non mi arriva di sabato pomeriggio subito la prima coppia di clienti interessati, che erano dei signori che abitavano lì vicino che avevano la figlia che si sposava e perciò avevano convenienza a comprare la casa vicino a loro.

[7:34]È solo che se avessero visto che l'amministratore delegato era lì a dare il pennello, non so se avrebbero avuto tanta fiducia in quella società. Allora mi improvvisai, faccio un momento che che chiamo il dottore. Andai dentro cravatta, camicia, eccetera. Prego, signora, buongiorno, cantieri riuniti milanesi, eccetera. Dopo un po' quello lì divenne un cliente, venne a visitare, dice, pensi che però c'era uno fuori quando siamo arrivati che gli assomigliava molto e gli dico, sai, era un mio cugino, era un po' balbuziente. Eh sì, sai, se non ci si aiuta tra parenti.

[8:09]Arriva Milano 2 e e costruisce le inventa in Italia. Prima c'è stato il centro di Nord. Certo che non lo sono 5.000 abitanti, quindi inventa una passare da quattro da quattro immobili a un'intera città è traumatico, eh.

[8:24]E quindi anche lì è stata una gara e intanto è arrivata la crisi.

[8:29]Per cui io avevo cominciato, perché eravamo ancora negli anni 60, poi venne la crisi e lì e lì non si vendeva più un appartamento e quindi non vi dico la, il la società la feci con il signor Canali con il nostro commercialista, tutte le persone che conoscevo direttamente e con due soci che erano due costruttori di Milano, i comandatori Botta.

[8:54]Beh, anche questo è un episodio divertente.

[8:59]Va su il primo condominio, stesso sistema, arredo tutti i diversi tipi di appartamento del primo piano.

[9:07]Sto per convincere una persona, il primo cliente a firmare il copia commissioni, sono dentro nello stesso ufficio che mi aveva portato fortuna a Milano, che avevo trasportato lì.

[9:22]E a un certo momento arriva il commendator Giovanni Botta e si appoggia alla finestra e comincia a guardare quello lì e fa, ma lui le sedre fa. E gli dico, signore sta comprando un appartamento da noi. Ma che curace che gli ha Che cura! Ma che in si la cassa era finita. Quanti quanti appartamenti occupati avremo? No, due, e quello si è spaventato moltissimo. Questo era l'appoggio che mi davano i miei soci.

[9:49]Io avevo inventato, cercavo sempre di fare delle cose nuove, no?

[9:57]Facevo degli slogan, per esempio, quando a Milano piove, c'è il sole al centro ed il nord.

[10:02]Non è molto bello il centro di Nord, ma mi fu imposto dai botta che dissero, no, la società si chiama ed il Nord e noi dobbiamo fare pubblicità al marchio e al nome della società, per cui centro ed il Nord. Vabbè, quando a Milano piove c'è il sole al centro di Nord.

[10:17]Poi facevamo dei volantini che si tiravano, si apriva l'occhio del personaggio che era indicato e dentro c'era scritto, sono felice, sono contento nel mio nuovo appartamento.

[10:28]Dopo centro di Nord che io risolsi vendendo agli enti che comperavano le case per garantire le pensioni, vende il primo con quello che doveva essere un condominio di unità unica ai dirigenti commerciali ai dirigenti commerciali, io avevo vinto un premio per la migliore tesi sulla pubblicità.

[10:54]E era la pubblicità per inserzione, avevo conosciuto il presidente di questa commissione che si chiamava commendator Micchiara, che era anche presidente di una di questa associazione di dirigenti.

[11:09]Mi rivolsi a lui chiedendo di esaminare la proposta, mi disse, guarda, non c'è nessuna possibilità perché abbiamo comprato gli stabili fino adesso a Roma e a Roma ci sono tutti dei giri che che che sono consolidati.

[11:24]E tu certamente non vuoi fare altrettanto. E ci mancherebbe. Allora, però, vorrei che i consiglieri magari venissero almeno a visitare il quartiere. Dice, guarda, io non te lo consiglio, però se vuoi mi inviò il direttore generale che era uno del giro e vide che mancavano ancora un mese e mezzo, due mesi alla finitura delle case.

[11:45]Si stava finendo l'esterno, ma non c'era, c'era cantiere in mezzo, non c'era niente. E poi per farmi uno scherzo, visto che Micchiara insisteva perché i consiglieri venissero a visitare, mi anticipò e invece che due mesi dopo, come io ebbi a chiedere, mi disse, veniamo alla fine del mese.

[12:07]Io ero disperato perché avevamo un cantiere da far vedere. Credo di non aver mai lavorato così tanto in vita mia. Credo di aver dormito due ore per notte. Ero giovane. I miei architetti con me, i miei amici di sempre, con le loro fidanzate, feci lavorare anche i parenti.

[12:30]Assunsi un mio amico Conte Fiorentino come portiere elegantissimo con tanto di cappello. Inventai le scritte da mettere negli atri, mi ricordo che nel primo atrio, quello con gli appartamenti campioni dissi, non che stes bevendum, non che st libero pede, terram battenndum, eccetera. Era un, quando torni a casa finalmente sei nell'oasi, riposa. Domani riprenderai cras iterabimur vastum aequor. Domani riprenderemo il vasto mare.

[13:01]E comperai un campo di calcio, era la prima volta, adesso l'abbiamo fatto tante volte per il campo di San Siro, comperai un campo di calcio e al posto del cantiere centrale misi un giardino con l'erba tutta cresciuta.

[13:14]Andai in Olanda e ordinai non so quanti fiori e misi intorno ogni ingresso nelle vasche con dei fiori, una fontana al centro, portai dall'Olanda degli alberi già con era fine di febbraio, quindi era in Italia non erano ancora fioriti gli alberi, li portai là erano in serra, quindi feci degli alberi, un giardino bellissimo, un vialetto che univa tutti gli ingressi e completai gli appartamenti campione.

[13:44]Quando questo direttore che si chiamava dottor Dodé arrivò con i consiglieri pensando di portarli in uno dei soliti cantieri, rimase incredulo, perché dice, due mesi fa lì avevo introdotto il famoso sistema Silvio Berlusconi di costruzione che poi ho applicato tante volte, l'ho applicato, per esempio, in Abruzzo, dove sono riuscito con tre turni giornalieri di otto ore e lavorando il sabato e la domenica a costruire le case per 30.000 abitanti in meno di 5 mesi.

[14:18]E lì un mese feci il lavoro di due mesi e più e si trovarono di fronte a una cosa che appariva finita, meravigliosa, portiere.

[14:28]Poi avevo fatto tante invenzioni, si accendevano le luci battendo le mani, sulle terrazze c'erano i raggi infrarossi che permettevano di pranzare fuori anche nei mesi di mezzo, eccetera, eccetera. Vennero questi signori, ma siccome io sono un perfezionista, non mi accontentai di aver terminato tutto, ma pensai che dovevano vedere che c'era anche un mercato adeguato.

[14:52]Ed era un mercato per l'affitto, non per la vendita, quindi c'era l'esigenza di case. E allora cosa feci? Telefonai a tutti i parenti, a tutti gli amici e dissi, sabato mattina venite a visitare gli appartamenti.

[15:06]Il vicepresidente di questo ente che era il capo del giro di là fumava delle sigarette, mi ricordo ancora la marca, Astor e accendeva la sigaretta seguente con il mozzicone della prima.

[15:21]Lui andò con il pacchetto di sigarette e dice, toh, l'ho finito.

[15:28]E adesso a quante ore da qui trovo un tabaccaio?

[15:34]Io gli dissi, guardi, no, il tabaccaio lo vede là. Famoso costruzione con i pilastri che erano puliti naturalmente e martellinati.

[15:44]Il primo negozio sull'angolo è un bar con la tabaccheria e sarà pronto tra 3 mesi. Ah, perché io sto male se se se non trovo da comprare subito le sigarette.

[15:59]E questa fu una delle critiche. Lì io misi allegri tutti con una barzelletta che però è un pochettino spinta, quindi non la racconto, ma era molto carina.

[16:08]Questo andò sul terrazzo, stette fuori 10 minuti, tornò indietro e dice, ma che strana questa clientela che qui è fatto. Perché cos'era successo? Era successo che io non avevo chiamato una mia cugina che era un po' matta.

[16:28]Questa telefona la mattina a mia madre e gli dicono in casa, no, la mamma è con a vedere i nuovi appartamenti di Silvio.

[16:38]Poi telefona a un'altra zia, dice, no, la zia a vedere gli appartamenti di Silvio. Poi telefona a due miei amici, no, sono tutti al centro di Nord a vedere gli appartamenti di Silvio, dice, questa, cos'è successo? Come mai io non ci sono?

[16:51]Allora arriva su e torno Mancuso, dice, c'è una che è entrata qui e guarda caso conosceva tutti i visitatori e mi baciava e abbracciava con grande slancio esattamente come si fa ai matrimoni o ai funerali.

[17:10]E allora io confessai, confessai che avevo colto l'occasione della loro visita per far bella figura anche con tutti i miei amici e fargli vedere il grande lavoro che avevo fatto e come era venuto bene il prodotto che offrivo a loro.

[17:30]E quindi me la cavai e poi comperarono questo condominio e io fui l'unico imprenditore che nella crisi, avendo coraggio, riuscii a diventare praticamente il primo immobiliare d'Italia, poi feci Milano 2, poi feci Milano 3 e tante altre cose.

[17:47]Ci fu una sentenza della Corte Costituzionale che liberalizzò le televisioni locali.

[17:54]E io volendo dare tutti i servizi e più servizi possibili alla nuova città che è Milano 2 era davvero una città modello. Ancora oggi abbiamo le visite di urbanisti e architetti da tutto il mondo, perché è una città sviluppo orizzontale con tre tipi di strade diverse, per i pedoni, per le biciclette, per le automobili.

[18:18]Quindi i bambini possono uscire da casa e andare da soli all'asilo o a scuola senza mai incontrare né una bicicletta né un'automobile ed è un vantaggio grande.

[18:29]Allora pensai di dotare la città di una televisione via cavo per consentire alle mamme di seguire i loro bambini nel campo gioco, di seguirli nello sporting, nella palestra o nella piscina o di potere seguire la messa e la predica che lì si celebrava, nella chiesa del quartiere, da casa.

[18:48]Quindi l'avvio fu semplicemente della televisione come servizio in più nella città modello di Milano 2 ai residenti.

[18:57]Poi venne fuori, appunto, questa possibilità delle televisioni locali, cominciai ad occuparmene e capii che la Rai era un monopolio che non solo si era trasformato in un monopolio usato dalla politica, perché tutti coloro che lavorano, lavoravano in Rai erano stati messi lì dai loro amici, parenti, protagonisti della politica.

[19:21]Quindi c'era una Rai molto poco libera, ma capii che la Rai avendo pochi spazi di pubblicità, c'era solo il carosello e un altro spazio, non consentiva a molte imprese di svilupparsi, perché la pubblicità è un fattore fondamentale per far conoscere il proprio prodotto al grande pubblico.

[19:46]C'era un generale che in pensione, che era il capo della pubblicità della Rai, che divideva soltanto tra le grandi aziende la possibilità di fare questi caroselli.

[20:00]E negli altri paesi, non in Europa, ma in America, la pubblicità, invece, andava ogni 20 minuti, tre intermezzi allora e c'erano sei spot pubblicitari per ogni intermezzo e questo consentiva alle grandi aziende di svilupparsi, alle medie aziende di diventare grandi, alle piccole aziende di diventare aziende medie.

[20:24]E allora mi intravidi nella televisione una grande possibilità di sviluppo, nonostante gli editori professionali in campo si fossero già buttati sulla televisione con delle avventure tutte negative, Rusconi, Mondadori, Rizzoli.

[20:45]Entrarono nella televisione con le idee della carta stampata e andarono tutti incontro al fallimento con la perdita di molti investimenti.

[20:56]Io invece pensai che c'era la possibilità di una televisione diversa e però non avrei potuto portare pubblicità sulla televisione se il grande pubblico non avesse sentito questa televisione come una televisione live, in diretta.

[21:15]Per avere la pubblicità dalla Coca-Cola e chiedere un certo prezzo per ogni spot, bisognava che la Coca-Cola avesse la prova del numero di persone che avevano visto questo spot.

[21:30]Quindi pensai, bisogna che tutte le televisioni locali in Italia, costituite in rete mettano in onda lo spot della Coca-Cola tutte insieme in quel preciso momento, alle 9:30, per esempio, in modo che le società di verifica degli ascolti possano dire alla Coca-Cola quante persone hanno visto il loro spot.

[21:56]E non si poteva perché non potevamo trasmettere in diretta lungo tutta l'Italia. Allora mi inventai l'idea del master, cioè il giovedì, per esempio, feci tutto il programma che doveva andare in onda la domenica. Scrissi negli studi, ricordatevi che oggi è domenica.

[22:18]Quindi anche il pubblico doveva mettersi l'abito della domenica, farsi la barba, eccetera, eccetera. Le persone che presentavano, per esempio, la domenica pomeriggio dovevano sapere che era aria di festa. E poi provvidi a mandare tutti i master con un sistema preciso che consentiva la messa in onda contemporanea in tutta Italia e inventai una falsa televisione live, in diretta, fatta attraverso i master.

[22:48]E questo fece sì che la nostra pubblicità decollò, 12 miliardi il primo anno, 120 il secondo anno, 520 il terzo anno.

[22:56]Finalmente il Parlamento votò la possibilità della diretta anche per le televisioni private. E da lì la televisione decollò facendo un gran bene all'economia italiana, perché ebbero accesso già nei primi anni, più di 1000 inserzionisti, mentre gli inserzionisti della Rai erano una trentina in tutta Italia.

[23:21]Anche perché lei si inventò un nuovo modo di vendere la pubblicità, no?

[23:25]Sì, la pubblicità veniva venduta, siccome c'era solo la Rai e anche gli altri editori, uguale con le agenzie. Io invece messi insieme con il, misi a capo un mio carissimo amico del Lutri di PubliItalia. Galiani, l'attuale amministratore del Milan provvide a illuminare tutto il territorio nazionale con le antenne.

[23:47]Io feci la televisione e riuscimmo ad avere così tanta pubblicità perché andavamo direttamente non dalle agenzie come facevano tutti gli altri, ma dalle aziende. e praticamente guadagnavate sul sull'aumento di fatturato che è la pubblicità. Inventai anche un sistema di questo genere, un'azienda che faceva un fatturato di 300 milioni di, no, di 3 miliardi, per esempio, io dissi, voi investite 200 milioni in pubblicità. Noi ve ne facciamo per 500 milioni. I 300 milioni che vi facciamo in più, ce li pagate soltanto se avete in contemporanea con la pubblicità un corrispondente aumento delle vendite.

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