[0:00]I regni romano-barbarici e l'Impero bizantino.
[0:25]Nel 406 Vandali, Alani, Svevi e Burgundi sfondano il limes sul Reno e si stanziano in Gallia. In cui i barbari si occupano dell'apparato militare e i romani mantengono gli incarichi amministrativi e religiosi. Il più importante tra i regni romano-barbarici è quello dei Franchi, popolazioni germaniche riunite in una confederazione. che si espandono nell'intera Gallia, fino a cacciarne i Visigoti, confinati nel territorio iberico. In Nord Africa e in Britannia, l'integrazione tra barbari e Romani non avviene. Nella prima si stanziano i Vandali, persecutori dei cattolici, nella seconda Angli, Sassoni e Iuti, il cui dominio coincide con una profonda crisi culturale ed economica. In Italia Teodorico sconfigge Odoacre e crea un regno basato sulla collaborazione tra goti e romani. Stringe i vincoli di alleanza per porsi a capo di tutti i regni romano-barbarici, ma le sue mire espansionistiche preoccupano Bisanzio. Qui nel 527 sale al trono Giustiniano che centralizza le funzioni di governo, reprime nel sangue la rivolta di Nika e fa compilare il Corpus Iuris Civilis. la più ampia e organica operazione legislativa di tutti i tempi. In poco tempo l'esercito bizantino conquista il Nord Africa, la Sicilia, Roma e Ravenna. La guerra successiva però si protrae per quasi 20 anni. Giustiniano impone infine all'Italia la pragmatica sanzione, con la quale estende la legislazione bizantina e nel 554 conquista anche la Spagna, da Valenza a Cadice. Ravenna diventa la capitale dell'impero e si arricchisce di splendidi monumenti e mosaici, ma la popolazione è stremata e vessata. Giustiniano si ritiene il rappresentante di Dio in terra, lotta contro il paganesimo e stabilisce cinque sedi vescovili, oltre a Roma. La sua politica, però, rivela presto gravi debolezze. La pressione fiscale crea scontento. Le ingerenze religiose esasperano i conflitti e le faticose conquiste militari risulteranno effimere.



