[0:10]Bentornati, in questa lezione farò un riassunto sul sistema nervoso. Cercherò di trattare i punti principali per andare a spiegare al meglio il sistema nervoso. Ma vi informo che sul canale è già presente una playlist che tratta le neuroscienze e che quindi va ad approfondire tutto il sistema nervoso nei minimi particolari. Inoltre, sul canale c'è già un video chiamato Il tessuto nervoso e vado semplicemente a specificare che il tessuto nervoso è quel tessuto che poi andrà a formare il sistema nervoso. E cioè, nel tessuto nervoso vengono spiegate le cellule che comporranno il sistema nervoso. Noi comunque, in questa lezione, andremo a fare un piccolo recap, andremo a riprendere comunque le parti più importanti. Ad ogni modo, ogni volta io vi dirò e vi rimanderò ai video dedicati. E allora, iniziamo con il dire che il sistema nervoso è quel sistema del nostro corpo deputato a recepire gli stimoli provenienti dall'esterno, tramite dei recettori sensoriali, per poi trasmetterli al sistema nervoso centrale (SNC), che elabora le risposte e le invia tramite neuroni motori agli organi effettori. Quando noi parliamo di organi effettori, possiamo generalizzare con i muscoli o delle ghiandole, oppure possiamo entrare nel dettaglio andando a parlare, appunto, dell'organo specifico che viene comandato. Quindi ricapitoliamo: il sistema nervoso è deputato a ricevere gli stimoli dall'ambiente, perché è molto importante riuscire a relazionarsi con l'ambiente. Questi stimoli devono essere elaborati e poi deve essere mandata una risposta ai nostri muscoli per farci muovere in conseguenza a questi stimoli. Esempio, come vediamo in figura, se io mi pungo con uno spillo, devo intanto recepire il dolore. Poi questo dolore verrà elaborato dal cervello, che manderà un comando al muscolo del mio braccio che mi farà togliere, appunto, il braccio, così almeno io non proverò più dolore. Questo perché, ovviamente, il dolore va a identificare un'esperienza pericolosa, quindi, ovviamente, io dovrò togliere il braccio, se no rischio di perderlo, in poche parole. Per fare tutto questo, ci sono delle cellule specifiche, ben precise. Ovviamente, come dicevo prima, questa parte la potrete andare a riprendere, andando a vedere la lezione sul tessuto nervoso, che va a trattare nel dettaglio proprio queste cellule. Inoltre, nella playlist di neuroscienze, sono già presenti i video dedicati ai neuroni e alle cellule gliali, quindi potrete andarli ad approfondire molto bene. Dicevamo comunque che il sistema nervoso è costituito da due tipi di cellule principalmente: i neuroni e le cellule gliali, chiamate anche glia. I neuroni sono le unità strutturali su cui si basa tutta la rete di trasmissione degli impulsi nervosi; le cellule gliali hanno, invece, il compito di proteggere, sostenere e nutrire i neuroni.
[3:15]Ora andremo a vedere perché ogni tipo di cellula gliale farà una cosa specifica. Partiamo, però, con il neurone, andiamo a ripercorrere un pochino come è fatto. Grazie alle sue peculiari proprietà fisiologiche e chimiche è in grado di ricevere, integrare e trasmettere impulsi nervosi, nonché di produrre sostanze denominate neurotrasmettitori. E anche capace di produrre sostanze denominate neurotrasmettitori, che andremo ad affrontare un po' più avanti. Tra l'altro, nella playlist di neuroscienze, c'è un video dedicato proprio ai neurotrasmettitori, in cui li va ad approfondire. La parte centrale del neurone è chiamata soma o semplicemente corpo cellulare. In questa parte c'è il nucleo del neurone e cioè, vengono svolte le operazioni classiche di qualsiasi cellula. Gli altri organelli deputati alle principali funzioni cellulari sono sempre qua, sono sempre nel soma o corpo cellulare, che dir si voglia. Poi però dal corpo cellulare, qua arriva la particolarità di questa cellula, hanno origine prolungamenti citoplasmatici, chiamati dendriti, che solitamente sono deputati a ricevere il segnale da altri neuroni o da degli organi. Dall'altra parte, invece, si prolunga un lungo cavo, un lungo prolungamento cellulare, chiamato assone. Questo prolungamento è come se fosse un cavo elettrico che va a trasmettere il segnale al neurone successivo o, ad esempio, a un muscolo, quindi a un organo effettore. Lo vediamo molto bene qua a destra, il corpo cellulare è simboleggiato con le frecce, dove abbiamo il nucleo e i vari altri organelli. Abbiamo poi i dendriti, da cui arriva il segnale, quindi il segnale arriva da qua, viene trasmesso all'interno del neurone, fino a raggiungere l'assone, lo percorre tutto e poi, tramite i bottoni sinaptici o terminali sinaptici, viene contattato un neurone successivo o, ad esempio, un muscolo, quindi il segnale verrà trasmesso. Come vedete, proprio come un cavo elettrico, ci sono dei rivestimenti sull'assone per andarlo a isolare e questo rivestimento viene chiamata mielina, che è la sostanza, appunto, che riveste. Ma adesso l'andiamo a vedere meglio spiegando le cellule gliali. Questo perché sono proprio le cellule gliali che vanno ad aiutare il neurone in tutte le sue funzioni. Possiamo identificarne principalmente tre. Il primo tipo di cellula gliale sono gli astrociti.Gli astrociti servono da impalcatura ai neuroni nel cervello. Prendono rapporti con i vasi sanguigni che irrorano il sistema nervoso centrale creando la barriera ematoencefalica.
[5:57]E cioè, in poche parole, questi astrociti, come se avessero delle braccette, infatti, vedete la figura qua in alto a destra, come se avessero delle braccette, vanno a contattare, quindi vanno a posizionarsi intorno ai capillari sanguigni, andando a creare proprio una barriera, cioè loro decidono quello che può passare o meno dal vaso sanguigno ai neuroni. Inoltre, sono attivi anche nella conservazione della fisiologia cerebrale, cioè, in poche parole, vanno a creare un ambiente idoneo alla trasmissione del segnale nervoso. E, ad esempio, vanno anche a svolgere un ruolo molto importante nel ciclo metabolico dei neurotrasmettitori. Infatti, andando a requisire i neurotrasmettitori in eccesso o andando a riciclare quelli che vengono utilizzati, vanno a contribuire alla conservazione dell'ambiente adatto ai neuroni.
[7:01]E proprio riguardo a questo, faccio gli auguri a tutti quei ragazzi che devono affrontare i test di ammissione all'università.
[7:20]Quindi, in poche parole, gli astrociti sono importantissimi perché fanno da struttura da impalcatura al cervello, cioè, ce ne sono tantissimi che vanno a creare un'impalcatura. Ecco, io tornerei anche con la slide precedente. Ecco, qua vediamo proprio un'immagine in cui c'è un neurone verde, colorato in verde fluorescente, lo vedete? Questa foto viene fatta tramite microscopia a fluorescenza e vedete, però, tutte queste celluline rosse, ecco, questi qua sono tutti probabilmente astrociti. Poi bisogna capire un attimino con cosa sono stati marcati, però tendenzialmente potrebbero essere tutti astrociti, cioè sono comunque cellule gliali. Quindi vediamo un neurone molto diramato, molto bello anche da vedere, in verde e poi vediamo, invece, quante cellule gliali vanno a trovarsi intorno a questo neurone ad aiutarlo nel suo lavoro. Sono tutte queste celluline in rosso. Tornando alla nostra slide, andiamo e proseguiamo, andando a trattare un altro tipo di cellule gliali: oligodendrociti e cellule di Schwann. Vi dico subito che il compito è lo stesso, ma lo svolgono in maniera leggermente diversa. E cioè, gli oligodendrociti hanno la funzione di rivestire gli assoni tramite la guaina mielinica. Cosa vuol dire?Vuol dire che loro hanno una membrana che, andando ad arrotolarsi intorno agli assoni dei neuroni, vanno a dare uno strato o più strati di isolante, perché la loro membrana è fatta da mielina, che questa sostanza isolante e vanno a circondare, quindi, gli assoni, creando, appunto, come se fosse una guaina isolante. Le cellule di Schwann fanno la stessa cosa, solo che questo lavoro lo fanno nel sistema nervoso periferico, quindi, diciamo così, fuori dal cranio e dalla colonna vertebrale. Qual è la differenza effettiva?La differenza effettiva è che gli oligodendrociti, un oligodendrocita, può diramare vari prolungamenti, andando a circondare vari assoni. E ogni assone del neurone può avere vari oligodendrociti che vanno ad attorcigliarsi attorno, mentre, invece, le cellule di Schwann sono proprio una cellulina sola che va ad attorcigliarsi attorno a un pezzettino di assone. Quindi possiamo dire che servono tante cellule di Schwann per ricoprire un unico assone, perché le cellule di Schwann è come se lo andassero un po' ad abbracciare tutto l'assone, mentre, invece, gli oligodendrociti è come se avessero delle braccia, lo vediamo anche qua in figura, che vanno a prendere più assoni. Quindi un oligodendrocita può andare a ricoprire più assoni. Ovviamente per ricoprire completamente un assone poi serviranno vari vari oligodendrociti che eh vanno, appunto, a prendere contatto con più assoni. Ultimo tipo di cellula gliale è la microglia. Sono cellule che si occupano della prima e principale difesa immunitaria attiva nel sistema nervoso centrale (SNC). Le cellule della microglia costituiscono il 20% della popolazione totale di cellule gliali all'interno del cervello. E andiamo a vedere un pochino come vengono strutturate, come si dispongono queste cellule. In questa immagine vediamo molto bene, innanzitutto, i neuroni, li vediamo colorati in viola. Le cellule gliali le vediamo qua in blu scuro e poi vediamo gli astrociti in verde. Vediamo come gli astrociti qua a sinistra vanno a prendere contatto e a circondare un capillare sanguigno. Come vedete, come se avessero delle piccole braccia, delle piccole manine, che vanno a circondare il capillare sanguigno e decidono cosa può passare dal sangue al cervello. Vediamo poi bianchi, li vediamo qua colorati di bianco, gli oligodendrociti, che vanno a circondare l'assone, i vari assoni. Vedete che, ad esempio, questo oligodendrocita va a prendere contatto con più assoni neuronali e vanno a creare, quindi, la guaina mielinica, che è come se fosse il rivestimento in gomma dei cavi di rame. Quindi, come i cavi dell'elettricità hanno un rivestimento in gomma, noi, con i nostri neuroni, che sono un po' i nostri cavi dell'elettricità, abbiamo un rivestimento chiamato mielina e questo rivestimento è proprio la membrana di questi oligodendrociti o cellule di Schwann. Questo perché la loro membrana contiene mielina e quindi vanno a rivestire gli assoni. Vediamo, appunto, come cambia, qua c'è lo switch, il passaggio dal sistema nervoso centrale a quello periferico, e vediamo, qua in basso a destra, come, in effetti, c'è sempre un rivestimento sugli assoni neuronali, ma questo rivestimento viene fatto da singole cellule. Ecco, queste sono le cellule di Schwann, funzione identica agli oligodendrociti, ma nel sistema nervoso periferico troviamo le cellule di Schwann. Se vogliamo vederlo ancora meglio, ecco qua, lo vediamo in questa immagine che è ancora più dettagliata. Vediamo come gli astrociti in azzurro vanno a prendere contatto con neuroni, con capillari sanguigni, lo vediamo qua in basso a destra, con varie strutture, fanno proprio da impalcatura. Poi c'è la microglia, qua in viola, e gli oligodendrociti, ecco qua, lo vediamo in sezione, come l'oligodendrocita va a circondare poi l'assone, anzi, più assoni. Infatti qua vediamo un neurone in giallo, ma vediamo anche l'assone di un altro neurone che sta andando a contattare questo neurone principale. E attorno a questo assone ci sono sempre gli oligodendrociti. E qua, infatti, stiamo già vedendo come, in effetti, i neuroni si possono contattare. Come si chiama la zona di contatto tra un neurone e l'altro?Si chiama sinapsi, ovviamente. La slide lo dice già e la sinapsi è, appunto, la struttura di connessione, cioè il punto di collegamento, tra il terminale assonico di un neurone e l'altro neurone. Tendenzialmente le sinapsi avvengono tra assone e dendrite del neurone successivo. Però, nel video dedicato alle sinapsi che trovate sul canale, si vede come ci sono vari tipi di sinapsi, cioè, l'assone può contattare varie zone del neurone post-sinaptico. La sinapsi, ovviamente, può avvenire anche tra un neurone e poi una cellula effettrice, ad esempio, una cellula muscolare o una ghiandola. E in generale, possiamo dire che le sinapsi possono essere di due tipi, lo vediamo qua in basso, sinapsi chimiche, e cioè, giunzioni in cui i due neuroni non sono direttamente in contatto, ma hanno uno spazio chiamato spazio intersinaptico. In questo spazio, il neurone pre-sinaptico rilascia i neurotrasmettitori, cioè delle molecoline che contatteranno il neurone post-sinaptico. A quel punto passa proprio il messaggio, cioè il neurone pre-sinaptico contatta tramite neurotrasmettitore quello post-sinaptico e il messaggio passa. Invece, in basso a destra, vediamo le sinapsi elettriche. Le sinapsi elettriche sono giunzioni attraverso le quali il potenziale si trasmette, cioè, il segnale si trasmette senza interruzioni da un neurone all'altro o da un neurone, ovviamente, a un organo effettore, perché, in effetti, queste sinapsi le troviamo più che nel cervello, che qualcuno c'è, soprattutto nel cuore e nel canale digerente. Nel cervello, però, troviamo principalmente sinapsi chimiche, come già detto. E com'è fatta una sinapsi chimica e come agisce, soprattutto? Ecco, qua vi ho disegnato il neurone pre-sinaptico, o, meglio, il terminale assonico, quindi, il terminale pre-sinaptico, e il terminale post-sinaptico. Nel terminale pre-sinaptico, vediamo come ci siano delle vescicole contenenti neurotrasmettitori, mentre in quello post-sinaptico, vediamo come siano presenti dei recettori specifici per quel neurotrasmettitore. Il segnale arriva e, quando il segnale arriva, il neurone pre-sinaptico rilascia nello spazio intersinaptico il neurotrasmettitore. Questo neurotrasmettitore, posizionandosi sul recettore, fa ripartire il segnale, quindi, consente al segnale di proseguire il suo percorso. Quindi, possiamo dire che il neurotrasmettitore si lega a recettori specifici, proteine presenti sulla membrana del neurone post-sinaptico, determinando la trasmissione dell'impulso nervoso.
[15:02]E allora, andiamo ad esaminare, dopo aver visto le cellule principali del sistema nervoso e come queste cellule si contattano, osserviamo una schematizzazione del sistema nervoso.
[15:22]Possiamo identificare, infatti, un sistema nervoso centrale e il sistema nervoso centrale, abbreviato SNC, comprende l'encefalo, cioè, l'insieme di cervello, cervelletto e tronco cerebrale, che andremo ad approfondire, e il midollo spinale. Questi sono avvolti e protetti da tre meningi, chiamate dura madre, aracnoide e pia madre. Il sistema nervoso periferico, invece, abbreviato SNP, è costituito dai nervi cranici che si connettono direttamente all'encefalo e dai nervi spinali che stabiliscono connessioni con il midollo spinale. Quindi, abbiamo i nervi che fuoriescono sia dal cranio e sia dalla colonna vertebrale. E noi con la nostra spiegazione, partiamo con il sistema nervoso periferico. Iniziamo a vederlo, lo abbreviamo, come già detto, SNP, e il sistema nervoso periferico è l'insieme dei gangli nervosi e dei nervi che si possono individuare all'esterno dell'encefalo e del midollo spinale. La sua funzione principale è quella di mettere in connessione il sistema nervoso centrale con gli arti e con i vari organi e tessuti presenti nell'organismo. Si può suddividere in due sottocategorie: il sistema nervoso sensoriale e motorio. Ma andiamo a schematizzarlo meglio. Vediamo come il sistema nervoso periferico possiamo suddividerlo in sistema nervoso periferico sensoriale, che è deputato a ricevere le informazioni provenienti dall'ambiente esterno e a trasportarle fino al cervello, e sistema nervoso periferico motorio. Il quale si divide a sua volta in somatico, e cioè controlla i movimenti volontari trasmettendo i segnali ai muscoli scheletrici. Ricordiamolo che i muscoli scheletrici striati sono quelli con funzione volontaria, oppure potrebbe essere SNP motorio autonomo. E cioè, va a controllare i muscoli lisci, quelli involontari, che vanno, appunto, a controllare e far muovere gli organi interni e le ghiandole, cioè quelle strutture con movimenti involontari, con funzione involontaria. E quindi, appunto, autonoma. Il sistema nervoso autonomo è molto particolare, tant'è che si suddivide, a sua volta, in sistema nervoso autonomo simpatico, con funzione principalmente di attivazione, ma ora la vediamo meglio, o parasimpatico, con funzione principalmente di rilassamento.
[20:33]Ora, però, andiamo a vedere che, oltre al somatico, sappiamo che c'è il sistema nervoso motorio autonomo. E abbiamo già detto che si suddivide in simpatico e parasimpatico. Cosa vuol dire?Innanzitutto, iniziamo con il dire che sono antagonisti questi due sistemi, quindi uno fa il contrario dell'altro. Il sistema nervoso simpatico prepara il corpo all'azione, ad esempio, durante una situazione di stress o di fuga e quindi rende il corpo pronto a combattere o fuggire. Queste reazioni si chiamano fly or fight, dall'inglese, quindi vola via, oppure combatti. In realtà, poi c'è la terza opzione, che è quella di fingere si è morto, che, ad esempio, utilizzano le capre, però in realtà, ecco, sono quelle reazioni che si hanno in una situazione di stress. Se noi stiamo vivendo uno stress, ci si attiva tutto il sistema autonomo simpatico e ora andiamo a vedere cosa comporta. Il sistema nervoso, invece, parasimpatico è coinvolto nell'attività di recupero dell'energia ed è attivo durante la digestione, ad esempio, favorendo le funzioni tipiche dei periodi di riposo. E qua vediamo un bello schema, qua in basso, appunto, che ci dice in modo molto veloce ed esemplificativo quello che fanno i due sistemi. Ma andiamo a vederli, invece, un pochino più nel dettaglio proprio sulle strutture corporee. Ecco qua, vediamo proprio per il simpatico, che abbiamo come va a dilatare la pupilla, quindi, quando siamo in una situazione di stress, ci serve vedere meglio, essere più attento a tutto quello che ci accade intorno. Si stoppa la salivazione, perché, in realtà, questo è conseguente al fatto di stoppare la digestione, perché, se andiamo a vedere anche cosa succede allo stomaco, si inibisce la digestione. Per un semplice motivo: noi dobbiamo correre, scappare, oppure combattere. Si dilatano, ovviamente, i bronchi e si velocizza l'attività cardiaca, perché ci serve più ossigeno per correre o combattere. Ovviamente il fegato rilascia del glucosio che serve per l'energia, il rilasciamento della vescica va semplicemente a impedirci di fare pipì e c'è la contrazione del retto. Ovviamente, poi, ci sono le varie ghiandole che secernono gli ormoni che servono proprio a combattere o fuggire, come, ad esempio, l'adrenalina. Vediamo, invece, che il sistema nervoso parasimpatico va a comportare delle reazioni esattamente opposte, e cioè, la pupilla si restringe, la salivazione aumenta, così come la digestione, si favorisce la digestione. L'attività cardiaca e quella dei bronchi vanno a diminuire, semplicemente rimangono normali e costanti, e così anche tutta la parte digestiva e di escrezione. Perché, ovviamente, a cosa serve il sistema parasimpatico?A farci vivere, sostanzialmente, la vita di tutti i giorni. Questi due sistemi devono esserci entrambi, però, ovviamente, se ci fosse un'iperattivazione costante del simpatico, abbiamo delle situazioni che ci portano facilmente alla patologia, perché nella prevalenza della nostra giornata dovrebbe essere attivo il parasimpatico. Quello che ci permette di riposare, digerire e stare tranquilli. Il simpatico si deve attivare solo in situazioni di emergenza, diciamo così. E ora andiamo a vedere il sistema nervoso centrale. Il sistema nervoso centrale viene abbreviato come SNC e comprende l'encefalo e il midollo spinale. Lo vediamo qua molto ben iconizzato nell'immagine. Andiamo, quindi, a fare una classificazione. Il sistema nervoso centrale comprende, abbiamo detto, il midollo spinale, quindi quello che decorre lungo tutta la colonna vertebrale, all'interno della colonna vertebrale, e poi comprende l'encefalo. Che a sua volta si può suddividere in cervello, che addirittura a sua volta si suddivide in telencefalo, cioè corteccia cerebrale, nuclei della base e sistema limbico, e diencefalo, talamo e ipotalamo. Abbiamo, poi, che l'encefalo si comprende anche del tronco encefalico, composto, a sua volta, di mesencefalo, ponte, midollo allungato, chiamato anche bulbo, e cervelletto. Quindi possiamo dire che l'encefalo è tutto quello che si trova dentro il cranio, mentre il midollo spinale è tutto quello che, invece, fuoriesce dal cranio e si e lo troviamo all'interno della colonna vertebrale. Qua vediamo un'immagine che ci va a rappresentare, con i colori, quello che, effettivamente, abbiamo appena classificato. Vediamo in rosso il telencefalo, in verde il diencefalo, che comprendono il cervello. Poi abbiamo il tronco encefalico, scomposto nelle sue parti, mesencefalo, ponte, bulbo, e poi abbiamo il marroncino, il cervelletto. E allora, partiamo andando a vedere come è composto il cervello. Sappiamo che è composto da telencefalo e diencefalo e cos'è il telencefalo? È la porzione che rappresenta maggiore estensione nell'uomo. Assieme al diencefalo costituisce, abbiamo detto, il cervello, organo primario del sistema nervoso centrale. Possiamo scomporre, a sua volta, il telencefalo in tre strutture. In realtà, si può scomporre poi in tante strutture, però, in realtà, queste tre sono le più importanti, che sono la corteccia cerebrale, i nuclei della base e il sistema limbico. Le andiamo a vedere ora una alla volta. Parlando sempre del telencefalo, possiamo dire che è costituito, intanto, da due emisferi cerebrali, collegati tra loro dal corpo calloso, che è una struttura più interna. L'emisfero destro sembra essere responsabile dei fenomeni intuitivi e artistici, mentre quello sinistro è sede dell'elaborazione razionale. Sappiamo, poi, che c'è la sostanza bianca, cioè, all'interno del nostro cervello, del telencefalo, c'è la sostanza bianca che sono semplicemente gli assoni. Infatti, viene disposta internamente e la sostanza grigia, invece, che la troviamo sulla superficie, che sono poi, sostanzialmente, i corpi cellulari dei neuroni, disposta nella regione più esterna, cioè, la corteccia cerebrale. In questa figura ve lo faccio vedere meglio. Vediamo come la sostanza grigia la troviamo in superficie al cervello, mentre la sostanza bianca la troviamo nelle zone più interne. Questo perché tutti i neuroni, possiamo dire, si trovano con il corpo dentro la sostanza grigia e per quello che è un po' più grigia, mentre, invece, gli assoni, ricoperti da mielina, che vanno a formare, quindi, una sostanza più biancastra, vanno all'interno. È come se trovassimo i corpi all'esterno, mentre le autostrade che portano i segnali verso l'interno del cervello. Cosa molto interessante da notare è anche che il cervello, il nostro cervello, ha molte circonvoluzioni, invaginamenti, si dice, quindi, delle pieghe, dei ripiegamenti su se stesso. Questo perché così, a parità di volume, ne aumenta enormemente la superficie, cioè, sostanzialmente, ci stanno molti più neuroni rispetto a se avessimo il cervello completamente liscio. Possiamo dire anche che il telencefalo è in grado di ricevere, elaborare e inviare simultaneamente migliaia di messaggi. Infatti, in esso ha luogo l'attività cosciente, cioè, la percezione, la comprensione e la rielaborazione delle informazioni. E nel telencefalo abbiamo detto che c'è la corteccia cerebrale. La corteccia viene suddivisa in lobi, in cui si possono individuare delle aree specifiche in relazione alla loro funzione svolta. Questa cosa è molto interessante, cioè, non è tutto sparso nella corteccia, ma sappiamo che alcune zone sono deputate esattamente a fare una particolare funzione. Le zone, tra l'altro, sono anche identificate da Brodman, che è stato, appunto, un neurologo che è andato a studiare queste aree, andando a studiare la citologia e l'istologia di quelle zone. Ed esiste una notevole asimmetria tra i due emisferi cerebrali, e cioè, mandano impulsi in modo incrociato: l'emisfero destro comanda la parte sinistra e quello sinistro comanda la parte destra. Qua vediamo alcune suddivisioni che possiamo fare della corteccia. Vediamo qua a sinistra, come la corteccia possiamo iniziare a scomporla in lobi, quello frontale, quello parietale, quello temporale, dove ci sono le tempie, e quello, invece, dove c'è la nuca, chiamato occipitale. Sono suddivisi dal solco centrale e il solco laterale, ovvero scissura di Silvio e di Rolando, oppure possiamo anche suddividere la corteccia in base alla funzione. Abbiamo quella uditiva, quella sensoriale, quella motoria, quella visiva, nella zona occipitale, e poi abbiamo delle grosse aree associative, che sono tutte quelle aree meno identificate che qua non vengono identificate con dei colori precisi. Possiamo, poi, andare, invece, a vedere queste aree associative, perché alcune le conosciamo bene, come l'area di Broca, o Brocà, è meglio dire, o di Wernicke, o meglio dire Wernick. Queste due aree le ho volute un attiminino approfondire. Cioè, sono due aree ben conosciute per quanto riguarda, soprattutto, le afasie, quindi i problemi nel linguaggio, nell'elaborazione del linguaggio. L'area di Broca, o area del linguaggio articolato, la sua funzione è coinvolta nell'elaborazione del linguaggio, mentre l'area di Wernicke, o area percettiva del linguaggio, è una parte del lobo temporale del cervello le cui funzioni sono coinvolte nella comprensione del linguaggio ed è connessa all'area di Broca.
[29:38]Se una delle due è danneggiata, possiamo avere dei problemi nel parlare o nel o nel comprendere o elaborare le frasi. Ovviamente questo argomento può essere ulteriormente ampliato e approfondito, però non lo possiamo fare qua, perché il video è già abbastanza lungo. Abbiamo, poi, le aree sensoriali e motorie. Infatti, abbiamo, nella zona più centrale del nostro encefalo, che si trova, tra l'altro, tra la zona frontale e quella parietale, proprio a cavallo della scissura centrale, le zone, appunto, sensoriali e motorie. Le prime ricevono le informazioni dalla periferia, e le seconde, invece, fanno partire gli stimoli verso i muscoli, quindi verso la periferia. E vediamo qua un bel disegno chiamato omuncolus, in cui vediamo la corteccia motoria e vediamo anche quanto, nella corteccia motoria, o meglio, quanti neuroni sono deputati a muovere determinate parti del corpo. Cioè, vediamo che ci sono delle grosse zone nella corteccia motoria che vanno a comandare, ad esempio, le mani e tutti i muscoli della faccia e della lingua, ovviamente, per il linguaggio, molto importante la nostra specie, mentre abbiamo poche zone della corteccia motoria che comandano la parte della schiena. O, ad esempio, delle gambe. Questo perché, ovviamente, i movimenti sono meno articolati rispetto a quelli delle mani. In realtà, questa cosa si rispecchia anche nella corteccia sensoriale. Vediamo che abbiamo grosse zone sensoriali che riguardano lingua, parte digerente, faccia, mani, mentre, invece, abbiamo delle piccole zone che vanno a ricevere impulsi dalla schiena. Perché la nostra schiena non ha una grossa sensibilità rispetto, ovviamente, alle mani o al viso. Vediamo anche una zona molto importante per i genitali, perché i genitali, come zona sensoriale, sono importantissimi. Passiamo, poi, al sistema limbico. Possiamo, poi, però, identificare dentro il nostro cervello una zona più profonda che viene a crearsi dai ripiegamenti interni di alcune zone della corteccia.
[31:41]Quindi abbiamo delle zone di sostanza grigia, questi nuclei, perché, appunto, sono dei nuclei veri e propri, cioè, delle zone in cui vengono elaborate delle informazioni. Il sistema limbico è uno di questi nuclei e comprende, in realtà, varie strutture e i circuiti neuronali presenti, tra l'altro, nella parte più profonda e antica del cervello. E sono correlati a funzioni fondamentali, come, ad esempio, le emozioni, l'umore e il senso di autocoscienza, che determinano il comportamento dell'individuo. Il sistema limbico, tra l'altro, svolge anche funzioni elementari come l'integrazione tra il sistema vegetativo e quello neuroendocrino, quindi, quello che è deputato al rilascio degli ormoni. Possiamo identificare due strutture principali del sistema limbico: una è l'ippocampo e l'altra, invece, è l'amigdala. Le vediamo qua, viste all'interno del cervello, l'ippocampo e, tra l'altro, è distribuito su entrambi gli emisferi, qua ne vediamo solo una parte. Così come anche l'amigdala, viene chiamata singolarmente, ma, in realtà, sono due nuclei, lo troviamo un'amigdala nell'emisfero sinistro, un'amigdala nell'emisfero destro. Ma quando si parla, poi, si dice amigdala e basta. Questo però per immaginarvi, ecco, lo vediamo anche nella struttura un po' più tridimensionale, com'è strutturato il tutto. L'ippocampo, qua lo vediamo in blu, l'amigdala, sono questi due nuclei in giallo. E a cosa sono deputati queste due strutture? L'ippocampo svolge un ruolo importantissimo nella trasformazione della memoria a breve termine in memoria a lungo termine e nella navigazione spaziale. Infatti, l'ippocampo è importantissimo per la memoria e per la memoria spaziale, quindi, la discriminazione tra posti differenti. L'amigdala, invece, è fondamentale nel gestire e targetizzare, dare un target alle emozioni. Quindi le nostre esperienze vengono colorate dall'amigdala. In particolar modo, viene studiata per la paura, perché è una delle nostre emozioni più forti. Però, in realtà, non è solo deputata alla sensazione di paura l'amigdala, ma va anche a determinare emozioni per qualsiasi evento saliente nella nostra vita. Passiamo, poi, al diencefalo. Rapidamente, diciamo che è costituito da talamo e ipotalamo. Il talamo è una zona in cui transitano le informazioni, è un po' come se fosse la stazione di passaggio delle informazioni sensoriali, prima di arrivare alla corteccia cerebrale. L'ipotalamo, invece, è una zona che regola l'attività endocrina, lo vedremo, poi, meglio nel sistema endocrino. Regola la termoregolazione, il sonno, il bilancio idro-salino e l'assunzione del cibo e, soprattutto, controlla l'ipofisi, che è proprio una ghiandola importantissima per tutto il sistema endocrino. Passiamo, poi, al tronco encefalico. Struttura conservata in maniera particolare in tutti i vertebrati, importantissima, ed è costituito da strutture deputate a svolgere innumerevoli funzioni fondamentali per l'essere umano. E infatti, abbiamo il controllo dei visceri, del respiro, e partono i segnali che garantiscono gli automatismi respiratori, quindi, non solo la parte volontaria, in questo caso, quella involontaria.
[35:00]Lì si regola la temperatura corporea e la circolazione sanguigna. Tra l'altro, se questi centri, come dicevo, vengono direttamente danneggiati, le conseguenze sono sempre di estrema gravità, al punto da condurre il paziente alla morte cerebrale. Questo perché, appunto, lì risiedono le, mentre la corteccia è una zona molto più evoluta, è una zona evolutivamente, parlando, più sviluppata nell'essere umano, queste zone, invece, sono molto conservate in tutti gli animali, perché sono deputate alla regolazione di tutte quelle risposte vegetative. Qua vediamo anche una suddivisione un pochino più marcata tra mesencefalo, ponte e midollo allungato, chiamato anche bulbo. Ora, però, passiamo ad una struttura che vediamo in questa immagine. L'andiamo ad approfondire ed è l'ultima struttura che approfondiamo in questa lezione. Che è il cervelletto. Lui svolge un ruolo importantissimo nel controllo dei movimenti. Di per sé, però, il cervelletto non inizia il movimento, ma contribuisce al suo coordinamento, alla sua precisione e all'accurata temporizzazione. Cosa vuol dire?Vuol dire che serve a tutti quei movimenti ripetitivi e che vengono, poi, automatizzati dal nostro corpo. Si fa un piano, sostanzialmente, si fa una piantina del movimento e poi la ripete. Vi faccio un esempio. All'inizio noi non sappiamo camminare. Quando iniziamo a imparare a camminare, poi ci viene automatico. Ecco che quando noi partiamo con la camminata, dobbiamo dare uno stimolo volontario, ma poi quando la camminata procede, ecco che noi possiamo parlare, messaggiare, mandare dei messaggi, guardare le vetrine. In tutto questo, non ci accorgiamo che stiamo continuando a camminare, o, meglio, questo è diventato un automatismo. Questa cosa succede anche quando si impara a guidare: all'inizio facciamo una fatica immane per imparare a guidare, dobbiamo imparare degli automatismi, ma poi, dopo che abbiamo imparato, quasi non ci sembra vero di entrare in macchina e che tutto venga in maniera totalmente spontanea. Possiamo non prendere la macchina per un mese di vacanza, magari, poi torniamo in città, riprendiamo la macchina e noi ci ricordiamo, in maniera molto automatica, come si guida, senza aver perso tutte quelle nozioni. Questo perché entra in funzione il cervelletto, che si è fatto un piano di svolgimento del movimento automatico e lo automatizza. Ecco che, infatti, un danno cerebellare, quindi al cervelletto, produce negli esseri umani dei deficit nel movimento fine, nell'equilibrio, nella postura e nell'apprendimento motorio. Bene, questa lezione è stata già abbastanza lunga, quindi io la termino qua. Ovviamente, è stato sintetizzato tutto, come vi ho già detto. Trovate degli approfondimenti nelle lezioni di neuroscienze, la playlist presente sul canale, trovate degli approfondimenti riguardanti il tessuto nervoso sempre su questo canale nella stessa playlist. Quindi quella riguardante anatomia e fisiologia. Io ringrazio tutte le persone che con un super grazie o con una donazione spontanea hanno aiutato questo canale. Sono felicissimo anche perché, grazie a queste donazioni, io posso continuare il mio lavoro e posso fornire altri video per tutti voi che dovete studiare. E proprio riguardo a questo, faccio gli auguri a tutti quei ragazzi che devono affrontare i test di ammissione all'università. Questo video uscirà proprio a ridosso degli ultimi test, io vi faccio un grosso in bocca al lupo. Vi saluto e vi do appuntamento alla prossima lezione.



