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✅ LA DIVINA COMMEDIA #3: riassunto PARADISO (con schemi, video, immagini)

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[0:03]Salve a tutti ragazzi, in questo video vediamo l'ultima cantica della Divina Commedia di Dante, ovvero il Paradiso. Facendo un rapidissimo riepilogo, abbiamo visto che Dante dalla selva oscura è sceso attraverso gli inferi accompagnato da Virgilio. I due poeti poi, attraverso la natural burella, sono usciti dall'altra parte del mondo su una spiaggia e hanno scalato la montagna del Purgatorio. Fino alla sua cima, nel Paradiso terrestre, qui Virgilio ha esaurito il suo compito, svanisce, per Dante arriva la seconda guida, Beatrice. E i due ascendono al Paradiso. Il Paradiso dantesco è formato da nove cieli più l'Empireo, che è la sede di Dio e di tutti i beati. Questi nove cieli ruotano attorno alla terra, che è posta al centro dell'universo, è fissa, immobile, proprio come credevano nel Medioevo. E a separare la terra dal regno del Paradiso c'è questo cerchio di fuoco che Dante e Beatrice attraverseranno. I nove cieli prendono il nome dal pianeta che ruota attorno alla terra, quindi nel primo cielo avremo la luna, nel secondo Mercurio, il terzo di Venere, quarto il Sole, quinto Marte, sesto Giove, settimo Saturno, poi il cielo delle stelle fisse e il primo mobile. E se vi state chiedendo perché mancano Urano e Nettuno negli ultimi due, vi ricordo che nel 1300 questi pianeti ancora non erano stati scoperti. Il Paradiso appare a Dante come un mare di luce, una visione estasiante, uno sfavillio inebriante, dove le anime sono beate proprio perché ricevono da Dio luce e amore e la visione stessa di Dio le soddisfa pienamente. Quindi qui tutto è eterno, etereo ed immateriale. E come spiegherà Piccarda Donati nel primo cielo della Luna, in realtà tutte le anime si trovano nell'Empireo, ma per incontrare Dante si manifestano nel proprio cielo di beatitudine. E aggiunge che nessuna anima desidera una condizione migliore, desiderano soltanto ciò che vuole Dio. Abbiamo già visto che anche il linguaggio cambia, evolve dall'Inferno al Paradiso, quindi se nell'Inferno era molto più scurrile, rozzo, diventava già più nobile nel Purgatorio, fino a diventare solenne, aulico nel Paradiso. Ma anche qui, tuttavia, non mancano le invettive contro la corruzione della Chiesa o contro i Papi. Nel Paradiso, poi, da notare che troviamo anche diversi imperatori, come Carlo Magno, Traiano, Costantino, ma anche Giustiniano. Segno appunto della grande ammirazione di Dante per l'Impero, come aveva già detto nel de Monarchia. Bene, dette un po' di cose generali sulla struttura del Paradiso, vediamo il racconto vero e proprio. Dante e Beatrice giungono nel primo cielo della Luna. Qui vi risiedono coloro che mancarono ai voti fatti ed appaiono a Dante come immagini riflesse, scialbe ed evanescenti. Tra queste anime, Dante parla con suor Piccarda Donati, che abbiamo già visto qui, che ha spiegato appunto che tutte le anime si trovano nell'Empireo. Piccarda Donati era una suora, ma fu costretta dai fratelli a sposare un uomo e quindi a mancare ai voti fatti. Dante poi interroga Beatrice sull'origine delle macchie lunari. I due salgono poi al cielo di Mercurio, dove ci sono coloro che in terra fecero del bene per ottenere gloria e fama, e tra questi Dante incontra l'imperatore Giustiniano. Grande imperatore bizantino che aveva cercato di riconquistare l'Impero Romano d'Occidente caduto dopo le invasioni barbariche. E qui Beatrice poi spiega a Dante l'immortalità dell'anima e del corpo, immortali in quanto creati da Dio e destinati a ricongiungersi col giudizio finale. Nel terzo cielo di Venere troviamo le anime degli spiriti amanti, e qui Dante incontra Carlo Martello, il grande re dei Franchi che nella battaglia di Poitiers del 732 aveva arrestato l'avanzata dei musulmani in Europa. Carlo Martello che tra l'altro era anche il nonno di Carlo Magno, e Dante allora si chiede come mai alcune volte da buone famiglie nascono figli cattivi, di altra natura? Carlo Martello risponde che semplicemente così è stato deciso e non sempre si riesce a capire il disegno divino. Nel quarto cielo, quello del Sole, troviamo gli spiriti sapienti, e qui appare la figura di Tommaso D'Aquino. Dante chiede come mai l'uomo è così attaccato alle ricchezze, pensa ad esempio alla corruzione della Chiesa. Tommaso però esalta le figure di San Francesco e San Domenico che hanno rinnovato la Chiesa, che hanno sposato la povertà, anche se nell'ultimo periodo, soprattutto i domenicani erano molto più corrotti. Nel quinto cielo di Marte troviamo gli spiriti militanti, ovvero i combattenti per la fede. Qui le anime si dispongono a formare una croce, tra queste se ne avvicina una, è l'anima di Cacciaguida, che è un antenato di Dante. Il quale profetizza l'esilio da Firenze e lo invita a scrivere tutto ciò che ha visto, tutto ciò che ha sentito, perché la sua opera durerà nel tempo, non temere i potenti contemporanei, che potrebbero sentirsi offesi o vendicarsi. Nel sesto cielo di Giove troviamo gli spiriti dei governanti giusti, e qui le anime si dispongono a formare la figura di un'aquila, simbolo della giustizia divina, ma anche dell'Impero che deve realizzare la giustizia sulla terra. Da notare che il tema dell'Impero è un tema molto importante in Dante, già espresso nel de Monarchia. Per Dante infatti, l'Impero era l'unico capace di garantire la pace, la giustizia tra i popoli.

[5:47]L'Aquila, che è capace di leggere i pensieri di Dante, risponde a un suo dubbio sul destino dei non credenti, specie di quelle persone dalle grandi virtù ma che non hanno abbracciato la fede cristiana. L'Aquila risponde che solo le anime di fede cristiana conosceranno il Paradiso, mentre coloro che si professarono cristiani ma che agirono male, saranno più lontani da Dio rispetto ai pagani e infedeli. Nel settimo cielo di Saturno troviamo gli spiriti contemplativi, da una lunghissima scala dorata scende il teologo Pier Damiani, che insieme a Dante discute sulla corruzione della Chiesa, suscitando anche un urlo di sdegno tra gli stessi beati. Dante e Beatrice poi saliranno la scala dorata e contempleranno i cieli attraversati. Nell'ottavo cielo delle stelle fisse abbiamo le anime trionfanti, luce intensissima, il trionfo di Maria con gli apostoli e gli angeli che cantano il Regina Coeli.

[6:51]Qui Dante deve superare un esame di fede con tre giudici, San Pietro, San Giacomo e San Giovanni, che lo interrogano sulla fede, la speranza e la carità. Superato l'esame, San Pietro inveische contro la corruzione della Chiesa e ricorda a Dante ancora una volta di raccontare tutto ciò che ha visto, per riportare appunto il genere umano sulla retta via. E arriviamo all'ultimo cielo, il Primo Mobile, detto così perché dà il movimento poi a tutti gli altri cieli e dal Primo Mobile nasce anche il tempo. Da qui Dante e Beatrice intravedono una luce intensissima che è Dio, circondato da nove cerchi concentrici che rappresentano proprio le gerarchie angeliche. E infine giungiamo all'Empireo, che è il punto più alto del Paradiso, quello più esterno, ed ha uno spazio infinito. L'Empireo è la sede di Dio, degli angeli e di tutti i beati accolti in Paradiso. Tutti questi si trovano in una specie di anfiteatro che Dante chiama la Candida Rosa, ed è proprio a questo punto che Beatrice torna al proprio seggio. Ma prima indica a Dante un seggio vuoto che spetterà a Arrigo VII di Lussemburgo, a cui Dante guardava con simpatia. Infatti, proclamato imperatore del Sacro Romano Impero, sarebbe sceso in Italia ad aggiustare le cose e forse anche per mettergli il ritorno a Firenze. Tuttavia, le speranze del poeta saranno deluse. A questo punto troviamo la terza guida di Dante, ovvero San Bernardo, che farà una solenne preghiera alla Vergine Maria per permettere a Dante la visione di Dio. Ed è proprio grazie a questa intercessione che Dante riesce a vedere Dio, come una fortissima luce con tre colori diversi che rappresentano la Trinità. Il Paradiso e la Divina Commedia tutta si conclude con le famose parole l'amor che move il sole e l'altre stelle.

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