[0:00]Guardate questa mappa animata, i luccichini che vedete sono tutti i terremoti sulla terra in successione dal 2001 al 2015. Come vedete con i vostri occhi, i terremoti insistono negli stessi posti, si concentrano in zone ben definite. Datemi pochi minuti e vi assicuro che alla fine di questo video, questa mappa che avete visto la vedrete con occhi diversi. In questo video vorrei farvi capire qual è il motore primo che genera i terremoti, cioè la causa d'origine di un terremoto. Attenzione, quello che sto per mostrarvi sono cose ampiamente studiate, monitorate, misurate e condivise con tutta la comunità scientifica. Per capire i terremoti, dobbiamo fare una breve premessa. La crosta terrestre, che è la parte più superficiale del pianeta, è suddivisa in tante placche, le placche tettoniche che tutti conosciamo. Ogni placca ha dei contorni ben definiti, dei limiti geografici ben precisi. Per darvi un'immagine, è come i confini di una nazione. Ecco, le placche tettoniche hanno una delimitazione analoga. Inoltre le placche tettoniche si muovono. Lo so, non è facile immaginarsi che un continente come l'Africa si possa muovere. Bisogna avere un pizzico di visione geologica. Per capire questa cosa, questa visione geologica, basta poco, secondo me tutti possono farlo. Vi do due suggerimenti. Il primo è che bisogna immaginare le placche come se galleggiassero su un materiale mobile. Anche se non è corretto geologicamente, provate a immaginare che un continente sia appoggiato su del magma. Con questa immagine probabilmente riuscirete ad avere la percezione del movimento di una placca. Attenzione, geologicamente non è corretto perché nel mantello non c'è magma, il mantello è solido. Si tratta di rocce solide, ma che hanno una viscosità, così si dice, tale da permettere il movimento della crosta. Poi, il secondo consiglio è che bisogna cercare di pensare in tempi geologici. Il movimento delle placche non è apprezzabile nei tempi umani, quindi bisogna pensare nei milioni di anni, nelle centinaia di milioni di anni. I tempi geologici non sono una cosa astratta, ma sono una cosa decisamente concreta. Per i geologi è una cosa normalissima parlare di milioni e milioni di anni. Bene, avendo fatto questa premessa, ora possiamo entrare nel merito dei terremoti. In generale, attenzione, i terremoti si generano lungo i limiti delle placche tettoniche. Usando dei termini un po' più appropriati, diremo lungo i margini di placca. Che significa, mi starete chiedendo. Guardate, se questa è una placca, i terremoti si concentreranno ai suoi bordi. Questa è. Perché proprio ai bordi, vi starete chiedendo. Perché le placche, muovendosi tra loro, possono fare essenzialmente tre cose: scontrarsi, allontanarsi o strusciare una contro l'altra. Strusciare non è proprio un termine tecnico, ma per noi per capire va bene. Ci saranno quindi zone di scontro tra due placche, zone compressive. Zone di allontanamento, zone distensive, o zone di strusciio, zone trascorrenti. In queste tre zone si formano delle faglie. Che significa? Significa che le rocce si spaccano e i due blocchi si muovono uno relativamente all'altro. Il movimento di una faglia genera un terremoto. Nelle zone compressive si formano faglie che si chiamano inverse, che si muovono in questo modo. Vedete, i due blocchi si accavallano. Nelle zone distensive, invece, o estensionali, i due blocchi si muovono allontanando, e nelle zone trascorrenti, invece, il movimento è questo qui. Vedete, si muovono lateralmente, strusciano. A questo punto qualcuno potrebbe domandarsi, ma quindi Andrea, ci stai dicendo che noi riusciamo a sapere dove sono i terremoti? Eh, sì, esattamente, è proprio così. La maggior parte dei terremoti su questo pianeta è concentrata lungo i margini di placca, dove le placche o si scontrano o si dividono o strusciano tra di loro. Bene, siamo arrivati all'apice di questo video. Siete pronti? Guardate. Su questa mappa ci sono disegnati tutti i limiti delle placche. Ora, sovrapponiamola alla mappa che vi ho mostrato all'inizio del video con tutti i terremoti, tutti i luccichini. E voilà, i terremoti avvengono esattamente lungo i margini di placca, sempre lì, continuamente. C'è una sistematicità. Bella questa cosa, è proprio soddisfacente, no, capire. Attenzione, ovviamente i margini di placca sono stati dedotti dalla geolocalizzazione dei terremoti. Nei decenni abbiamo registrato migliaia e migliaia di terremoti, li abbiamo piazzati su una mappa e abbiamo tracciato i margini di placca. Ovviamente questo è detto in maniera superficiale, insomma. Da domani quindi, se sentiamo al telegiornale grande scossa in Sud America, in Perù, per esempio. Ebbene, è normalissimo, perché il Perù è su un margine di placca, dove c'è lo scontro tra la placca oceanica pacifica e quella continentale del Sud America. Oppure se pensiamo al Giappone, che è uno dei paesi con la più alta sismicità al mondo, si troverà per caso il Giappone lungo un margine di placca? Ebbene sì, il Giappone si trova lungo il margine della placca euroasiatica che si scontra contro quella pacifica, contro quella delle Filippine. E se non ci sono terremoti lì, dove devono essere? Da noi, in Italia, eh ci sono relativamente tanti terremoti e perché ci troviamo in un contesto geotettonico molto complesso, dove ci sono zone sia di compressione sia di estensione. Quindi è scientificamente normale, purtroppo, che ci siano tanti terremoti e questo lo sappiamo. Il messaggio che vorrei darvi è semplicemente quello che i terremoti sono una cosa normalissima sulla terra. A noi fanno paura perché gli effetti che provocano, soprattutto in superficie, possono danneggiare noi e le nostre cose. Ma dal punto di vista terrestre, del pianeta terra, è una cosa assolutamente normale, è il movimento naturale della terra. Al di fuori poi dei margini di placca, i terremoti sono sicuramente più rari, ma attenzione, questa è un'altra informazione che pochi sanno. Le zone asismiche non esistono. Esistono zone ad alto rischio sismico, come lungo i margini di placca, e zone a basso rischio sismico, dove però ogni tanto un terremoto può comunque avvenire. Da noi un esempio di zona a basso rischio sismico è la Sardegna, ma attenzione, non è asismica, non esiste il concetto di asismico. Poi ultima cosa relativamente alla previsione dei terremoti, quindi riuscire a prevedere il quando, non è possibile. Oggi, purtroppo, non siamo in grado di prevedere un terremoto con esattezza. La geologia e la geofisica, oggi al massimo riescono a dire, ecco, in questa zona è molto più probabile che avverranno dei terremoti rispetto a quest'altra zona. Stop. In Italia le zone rosse che vedete sono le zone a più alto rischio sismico. Caspita, direte, c'è un sacco di rosso. Ebbene sì, siamo in un paese sismico e lo sappiamo bene. Non resta che lavorare sulla prevenzione, che è l'unica vera arma per difenderci dai danni che può causare un terremoto. Ma quello della prevenzione è un altro discorso che potremmo approfondire in un altro video. Scrivetemi, ovviamente, le domande che vi saltano nel cervello ora, i dubbi e magari ci facciamo un altro video di approfondimento. Detto ciò, carissimi, grazie per essere stati con me in questo video fino alla fine. Vi saluto e vi do appuntamento sempre qui su Geopop, le scienze nella vita di tutti i giorni. Ciao!

Vi spiego dalla mappa dei terremoti in che zone si verificano maggiormente gli eventi sismici
Geopop
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