Thumbnail for Se Dio non ti parla...fai questo per imparare ad ascoltare la sua Voce! by Francesco Scutifero

Se Dio non ti parla...fai questo per imparare ad ascoltare la sua Voce!

Francesco Scutifero

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[0:00]Perché Dio non mi parla? Perché non ascolto la sua voce? Cosa c'è che non va? Desidero tanto ascoltare la voce di Dio, ricevere direzione, ma tuttavia questo sembra addirittura molto spesso quasi impossibile. Oppure chissà se mi sto illudendo che ho ascoltato la voce di Dio. Chissà se è la mia mente. Chissà se davvero Dio mi sta parlando. Questa è una domanda per cui molti credenti si tormentano. Ma oggi voglio parlarti dei motivi per cui non stai ascoltando la voce di Dio. I motivi per cui tante volte ti chiedi perché Dio non mi parla? Beh, ti voglio dire in realtà, Dio ti parla e come se ti parla, sei tu che devi prestare attenzione alla sua voce. Dunque, rimani con me in questo video dove parleremo di alcuni punti che ti aiuteranno a capire perché non stai ascoltando la voce di Dio. Anzi, se vuoi proseguire nel video, ti invito caramente a lasciare un like sotto questo video perché ci aiuta tanto a far sì che questo video possa aiutare anche altre persone, proprio attraverso il tuo like, quindi lascialo sotto il video. E approfitta, se ancora non l'hai fatto, iscriviti al canale e attiva le notifiche per ricevere gli avvisi su tutti i nuovi contenuti. Bene, detto questo, voglio iniziare subito dal punto numero uno del motivo per cui non ascolti la voce di Dio. Sai qual è il primo motivo? Il primo motivo è perché non sei pecora. Lo so, è buffo, lo so che uno può ridere, ma voglio parlarne spiritualmente del fatto che molti possono ascoltare questo video, ma ahimè non sono pecore, perché il primo punto parlerà di questo, del fatto che non ascolti la voce di Dio perché probabilmente non hai una relazione con Dio. Giovanni 10:27 dice questo: Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono. Ripeto, le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono. Nota una cosa, che l'ascoltare la voce di Dio è direttamente connesso al fatto di essere pecora. Molte persone, ahimè, non sono pecore. Ma cosa significa? Perché tante volte noi diciamo sei una pecora, no? Quasi come un insulto, sei uno stupido. Associamo la pecora a un animale stupido. In realtà la pecora è un animale che interagisce in una maniera particolare col proprio pastore. Si stabilisce un rapporto particolare, laddove la pecora segue dove il pastore va, si rimette completamente in quello che il pastore fa. La pecora rimette una totale fede e fiducia nel pastore, quindi ecco che Gesù rappresenta se stesso come il buon pastore, vero? Ma c'è appunto un segreto qui che Gesù sta dicendo: Quando Gesù dice le mie pecore ascoltano la mia voce, sta dicendo questo, che per ascoltare la voce di Dio, devi essere in relazione con Dio. Ripeto, per ascoltare la voce di Dio, devi essere in relazione con Dio. Questo è fondamentale. Gesù non è venuto a portare l'ennesima religione. Gesù non è venuto a portare l'ennesima istituzione ecclesiale, fondata su una certa città, con un certo sistema, una certa gerarchia, certi istituti, certe strutture, certi paradigmi, certi dogmi e che più ne ha più ne metta. No, Gesù è venuto a portare una relazione. Gesù è Dio fatto carne, Gesù è venuto a portare Dio, l'irraggiungibile, il celeste, il perfetto, il santo sulla terra. Colui che era intoccabile l'ha reso toccabile, il Dio che era inconoscibile, Gesù l'ha reso conoscibile e l'ha fatto attraverso il suo sacrificio alla croce. Abbiamo le croci dappertutto, in Italia, soprattutto, ci definiamo, almeno per definizione, un paese cristiano, ma in realtà quanti di noi davvero sanno che significa quella croce? Quella croce è un ponte fra terra e cielo, laddove noi non potevamo mai arrivare al cielo, mai arrivare a Dio, mai arrivare alla salvezza, Dio allora si è fatto carne, è venuto a morire per noi prendendo i nostri peccati, le nostre colpe, quello che noi dovevamo scontare, perché siamo tutti peccatori e tutti meritevoli di giudizio eterno davanti a Dio. Ma Dio si è fatto carne, Dio ha preso su di sé i peccati del mondo e quando noi crediamo nel sacrificio di Gesù che ci purifica, che ci lava da ogni peccato, e quando noi ci ravvediamo, ci pentiamo dei nostri peccati, ci pentiamo di quello che siamo, vogliamo cambiare, vogliamo lasciarci alle spalle tutto ciò che non ha a che fare con Dio, e non parlo solo di peccato, ma anche di religione, di tradizioni umane e tanta robaccia che ci ha alle spalle, quindi non è uno scherzo, è una cosa seria entrare in relazione con Dio. Beh, allora, allora, allora e solo allora, tu inizi una relazione con Dio. Quel Dio si sente. Lo percepisci, senti la sua voce, senti la sua presenza, soprattutto, c'è una comunione con Dio che prima era perduta a causa del peccato, adesso viene restaurata. Questo è la croce. La croce è il restaurarsi di quella comunione che l'uomo aveva con Dio e che ha perso. Ora la puoi riacquistare per mezzo del sangue di Gesù. La domanda è: sei in relazione con Dio attraverso il sangue di Gesù? Ah, io ho una vita che frequento la chiesa, ho fatto tutti i sacramenti, ho fatto questo e quest'altro. Ti faccio delle domande specifiche, però. Dio lo senti? Senti la sua presenza, non senti una guida interiore? Senti la presenza di Dio? La senti? È tangibile Dio nella tua vita? Ti parla il Signore? E se la risposta è no, tu non hai fatto questa esperienza. Questa esperienza che Gesù la chiama nuova nascita, perché quando entri in relazione con Dio, la tua vita cambia, viene stravolta, Dio diventa il tutto della tua vita, si diventa drogati di Dio, permettetemi, si diventa appassionati di Dio, malati per Dio. Scusate, non ho altri termini per descriverlo. Se questo innamoramento non c'è, hai solo una religione. Chiama la cattolica, chiama l'evangelica, non sto riferendo. Se hai soltanto una religione. Dunque, numero uno, devi entrare in relazione con Dio. Questo per noi è così fondamentale che abbiamo un team di persone che lavora per noi, che se tu ne hai bisogno e ci contatti, andando nella descrizione del video, ad esempio, puoi contattarci facilmente, ti chiamiamo e preghiamo per te personalmente a telefono, perché è fondamentale che tu ti metta a posto con Dio, che tu entri in relazione con Dio. Non solo perché hai la salvezza eterna, che hai il paradiso, parliamoci in maniera spicciola, ma soprattutto, soprattutto perché entri in relazione con Dio e incontri la sua presenza. Dio vuole tanto farsi conoscere. Dio vuole una relazione, non vuole sudditi che lo obbediscono. Dio vuole una relazione d'amore, ed è in questa relazione che ascolti la voce di Dio. Non posso pretendere di ascoltare mia moglie se non ho una relazione con lei. È assurdo. Se io sono a 1000 km di distanza e la chiamo giusto per una volta ogni tanto. Invece se io ci vivo insieme, se ho una relazione, io posso ascoltare la sua voce. Stessa cosa vale appunto con Dio. Passiamo al punto numero due. L'altro motivo per cui non ascolti la voce di Dio è perché non dedichi tempo alla parola di Dio, alla Bibbia. Seconda Pietro 1:18-20, guarda cosa è scritto: E noi udimmo questa voce recata dal cielo, quando eravamo con lui sul monte santo. Noi abbiamo anche la parola profetica più certa a cui fate bene a porgere attenzione, come a una lampada che splende in un luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori, sapendo prima questo: che nessuna profezia della Scrittura è soggetta a particolare interpretazione. Che significa tutto questo imbaradama? Te lo faccio in maniera molto, molto spicciola e molto semplice. Qui è l'apostolo Pietro che parla. Pietro è stato così privilegiato da poter addirittura vedere Gesù trasfigurato sul monte della trasfigurazione. Ha avuto esperienze con Gesù, tremendi, anche oculari, l'ha visto, insomma, per 3 anni e mezzo ci ha vissuto insieme con Gesù, quindi chi più di Pietro potrebbe parlarci di Gesù? E di come ascoltare la voce di Dio, lui che è sul monte della trasfigurazione ha udito il Padre parlare dal cielo, quindi ha ascoltato in maniera udibile la voce di Dio. Tuttavia, è Pietro stesso invece che dice, è vero, queste esperienze sono bellissime. Infatti io non ho letto tutto il capitolo, ma il capitolo di seconda Pietro, capitolo 1 parla proprio di questa esperienza che lui ebbe sul monte della trasfigurazione, la menzione. Però Pietro aggiunge alla fine, nonostante questo, sta dicendo in poche parole, la vera voce di Dio, quella che davvero non può essere contraffatta, che non può essere messa in discussione, dove Dio ci parla davvero sempre al 100% è questa, la parola. La parola, dice Pietro, la parola profetica, la parola di Dio, la Scrittura che non è soggetta a particolare interpretazione. Alcuni dicono la scrittura può essere interpretata. L'apostolo Pietro dice no, non può essere interpretata, anche un bambino la può leggere, è letterale, è precisa la parola di Dio. Il problema, e parliamoci chiaro, diciamo la verità, non è se la Scrittura si interpreta o meno. Il problema è che la Scrittura non si legge. E torniamo al discorso di prima, ci definiamo tutti cristiani, tutti siamo nati in una nazione cristiana, abbiamo fatto i sacramenti. Per carità, io non sto disprezzando chi ha fatto i sacramenti, capiscimi quello che sto dicendo, il punto è: sei in relazione con Dio? Allora rispondi prima a quella domanda, ne abbiamo parlato prima. Numero due, l'altra domanda che devi porti è: se sei in relazione con Dio, beh, la parola la leggi. Leggi la Bibbia? Perché lì Dio ti parla innanzitutto e non solo ti parla, ma la Bibbia sviluppa una certa sensibilità alla voce di Dio. Sai quante volte aprendo la scrittura, a volte anche a caso, e non perché c'è una roulette russa che bisogna aprire la Bibbia a caso per vedere cosa Dio dice, no, io sono contrario a questo. Però a volte è capitato che ho aperto la Bibbia, sapete, a volte capita che il pollice va da qualche parte, tu la stai aprendo, si apre una pagina e quando ho messo gli occhi su quei versetti, magari stavo affrontando situazioni difficili, situazioni particolari dove dovevo ricevere una guida, beh, quel versetto era così specifico, ma così specifico che non c'era nessuna probabilità umana che la Bibbia potesse dire quello che stava dicendo, perché si riferiva esattamente, esattamente a quello che mi serviva. Dunque, nel 99% dei casi, Dio parla sempre attraverso la scrittura. E poi la scrittura ti aiuta a sviluppare una certa sensibilità alla voce di Dio. Perché ti insegna il tono che Dio usa, il modo con cui Dio parla. La scrittura, dunque, ci rende sensibili alla voce di Dio. Ma quando vai alla Bibbia, ti voglio incoraggiare a fare questo, non leggere solo 5 minuti prima di dormire. Dedica tempo alla parola di Dio, stai nella parola di Dio. Buttati a capofitto nella parola di Dio, meditala, passa del tempo di quantità e di qualità nella parola. Leggi lentamente, gusta la parola, assimila la parola. Questo ti cambia, non ti cambia leggere la Bibbia 5 minuti prima di dormire. Ti cambia passare del tempo nella parola di Dio. Ecco perché vedremo per ascoltare la voce di Dio, c'è bisogno di tempo. Molti pretendono di ascoltare la voce di Dio quando non vogliono passare del tempo con quel Dio di cui vogliono ascoltare la voce. Numero tre, passiamo all'altro punto fondamentale. Il motivo per cui non ascolti la voce di Dio è perché non ministri al Signore. Non ministri al Signore. Ora, ci arriviamo a spiegare che significa ministrare al Signore. Leggiamo prima Samuele 3:1-4 (KJV), mi sono rifatto alla alla versione più letterale che abbiamo della Bibbia, la King James version, l'ho voluta adattare all'italiano, leggiamo cosa dice. Ora il giovane Samuele ministrava all'Eterno alla presenza di Eli. La parola dell'Eterno era rara in quei giorni e non c'era alcuna estesa rivelazione. In quel tempo, Eli era coricato nel suo solito posto (ora la sua vista aveva cominciato ad offuscarsi ed egli non poteva vedere). La lampada di Dio non era ancora spenta e Samuele era coricato nel tabernacolo dell'Eterno dove si trovava l'arca di Dio. Allora l'Eterno chiamò Samuele che rispose: «Eccomi!» Ora, alcuni di noi già sanno la storia, il piccolissimo Samuele era stato adottato, in un certo senso, dai sacerdoti del tabernacolo al tempo dei giudici di Israele, migliaia di anni fa nella parola di Dio, al tempo del sommo sacerdote Eli, di cui abbiamo visto qui la menzione in questi versetti biblici. Quindi Samuele si trovava in questo ambiente spirituale, in questo tabernacolo e sapete una cosa, questo tabernacolo era strutturato in una maniera tale, chi ha seguito altri video nostri sa di che stiamo parlando, ma era strutturato in una maniera tale per cui c'era una camera più interna, il luogo santissimo, così chiamato, laddove poteva accedere solo il sommo sacerdote e solo una volta l'anno, pena la morte. Cioè la presenza di Dio stessa, la santità di Dio ti fulminava all'istante. Nessuno poteva accedere lì, se non il sommo sacerdote una volta l'anno dopo aver fatto la purificazione dei peccati. Dunque, nessuno poteva entrare lì, pena la morte. Nonostante tutto, noi vediamo qui che succede qualcosa di particolare, qualcosa di anomalo, fuori dalla legge di Dio dell'antico dell'Antico patto, legge che oggi è chiaro non si applica più a noi, ma all'epoca funzionava così. Qui dice che Samuele, il piccolo Samuele, dormiva lì dov'era l'arca del Patto, in poche parole, dormiva nel luogo santissimo. E questo è paradossale, come è possibile? Beh, l'unica spiegazione è che Samuele avesse una tale relazione con Dio, questo bambino, amava Dio, per cui Dio amava la presenza di Samuele. C'era un favore su Samuele e la chiave è proprio qui nel versetto nel versetto 1, perché dice questo, guardate, lo rimetto sullo schermo. Ora il giovane Samuele ministrava all'Eterno, ministrava all'Eterno. Attenzione, non dice che il che il giovane Samuele ministrava per l'Eterno, diceva Samuele ministrava all'Eterno. Vedi, c'è una differenza tra ministrare per il Signore e ministrare al Signore. Ministrare al Signore è una pratica spirituale di cui pochi parlano e che pochi praticano. Una pratica è fatta è chiamata pratica per essere praticata. Pochissime persone praticano questo ministrare all'Eterno. Francesco, ma di di di che stai parlando? Arriviamo al punto. Ministrare all'Eterno significa adorare. Significa cantare a Dio, significa amare a Dio, dargli il nostro amore, dargli la nostra contemplazione, contemplare Dio, passare del tempo con lui. Far sì che Dio si accorga di noi, in un certo senso. Capisci bene, non è che Dio non si accorge di noi, ma che Dio goda della nostra presenza. Faccio sempre l'esempio matrimoniale. Immaginate se io mi comporti in una maniera così fredda con mia moglie, per cui non la saluto, non parlo con lei, non non passo del tempo con lei, non le do le mie attenzioni. Beh, mia moglie come si sentirebbe? Come si sentirebbe? Stessa cosa vale con i figli, vero? Vale con le persone a cui teniamo di più. Noi vogliamo dare la nostra attenzione, il nostro tempo, il nostro dialogo, la nostra il nostro affetto alle persone a cui teniamo. La stessa cosa è con Dio. Ecco cosa significa ministrare all'Eterno. Molte persone, ascoltami, ministrano per Dio, ma non ministrano a Dio. Che significa? Che molte persone, ad esempio, suonano in chiesa, cantano, parlano di Dio, ma in realtà lo stanno facendo più per gli altri che per Dio stesso. Quindi ministrano per Dio, in nome di Dio, ma non ministrano a Dio. Sai quando si vede la differenza che una persona è unta o meno? Perché quando un adoratore, faccio un esempio, una persona che canta, che suona a Dio, quando un adoratore sta cantando con gli occhi chiusi, non guarda la gente ed è concentrato totalmente a Dio, perché vuole offrire veramente una lode, un'adorazione che Dio possa amare, beh, allora senti, tutti quanti sentono la presenza di Dio. Dio si manifesta in una chiesa, vero? Perché quella persona non sta ministrando per Dio, sta ministrando a Dio. Ministrare a Dio è questo, è adorazione, contemplazione e attendere la presenza di Dio in silenzio in preghiera e calmare la mente. E comunicare spirito a spirito con Dio. Questa è la pratica di ministrare all'Eterno. Il mio tempo in preghiera, io lo passo facendo questo, vi dico un po' la verità, sincera e onesta. Il mio tempo di preghiera non è passato tanto a chiedere cose a Dio. Sì, chiedo a Dio anche le cose che servono per la mia vita, per la chiesa, per tante situazioni, ma quello che davvero faccio è semplicemente adorare Dio. A volte gli canto dei cantici. A volte semplicemente sto in silenzio e lo contemplo. Calmo la mia anima, le mie emozioni che sono prese da tante faccende a volte e situazioni variegate. Mi calmo, mi calmo, aspetto la presenza di Dio, contemplo la presenza di Dio, adoro la presenza di Dio. E lì si instaura una comunicazione con Dio, spirito a spirito. Romani 8 dice lo spirito prega al posto nostro con sospiri ineffabili. Non è più una comunicazione verbale, è una comunicazione non verbale, una comunicazione spirituale che è difficile anche a spiegare. Ed è lì, mentre ministri all'Eterno, che all'improvviso senti la voce di Dio. Mentre Samuele ministrava all'Eterno, Samuele ascoltò la voce di Dio. Dio chiamò Samuele e Samuele disse eccomi. Ora vuoi ascoltare la voce di Dio, impara a ministrare a Dio. Impara ad adorarlo, a passare del tempo alla sua presenza, impara ad acquietarti. Parleremo anche di questo. Questo è importantissimo. Ecco perché qui entra in gioco il ruolo anche dell'esperienza, vero? Samuele ascoltò tre volte la voce di Dio. Non l'ho scritto, non ho messo i versetti, perché ci allungheremo troppo, ma Samuele per tre volte ha ascoltato la voce di Dio. Solo l'ultima volta, l'ultima volta riconobbe che era Dio. Le prime volte Dio chiamava e Samuele pensava fosse Eli a chiamarlo. Dunque, notiamo cosa? Il ruolo dell'esperienza. Bisogna avere esperienza per imparare a riconoscere la voce di Dio. Ascoltami, non si tratta tanto di imparare ad ascoltare la voce di Dio, molti di noi l'ascoltano già, il problema è riconoscere la voce. Non si tratta tanto di ascoltare la voce, ma camminare nella voce di Dio. E per fare questo c'è bisogno di tempo, c'è bisogno di esperienza, c'è bisogno di pratica. Ecco perché ministrare all'Eterno, lo stai facendo? No, se non stai ministrando all'Eterno e non stai passando del tempo giornalmente, dove ministri all'Eterno, dove adori il Signore, passi del tempo contemplando Dio, ministrando all'Eterno, adorandolo,

[19:56]acquietandoti a volte e aspettando in silenzio una risposta di Dio. Quante volte andiamo in preghiera parlando, parlando, parlando, parlando, ed è un monologo, non è un dialogo, la preghiera è fatta per essere un dialogo. Hai parlato a Dio, ne sono contento, ma poi ti vuoi calmare un pochino, aspettare in silenzio la risposta dell'Eterno, come dice Neemia? Quindi, ciò che è importante è che tu pratichi quello che sto dicendo. Non si improvvisa con Dio. Molti chiamano tante volte dicendo: Oh, un'urgenza! Un'urgenza, datemi una parola dalla parte di Dio, devo ascoltare la sua voce. Sapete, nell'Antico Testamento funzionava così, si buttavano due pietre, chiamate l'Urim e il Tummim. E così si si ascoltava la voce di Dio, quasi, no, si andava si andava a fare gli oracoli. Beh, non funziona più così, noi abbiamo lo Spirito Santo dentro di noi. Tutti noi possiamo individualmente ascoltare la voce di Dio. Ma non puoi pretendere in un minuto di ottenere ciò che non hai costruito negli anni. Sapete, io oggi ascolto la voce di Dio in una maniera molto, molto più chiara di come l'ascoltavo 5 anni fa, quando ho iniziato le mie esperienze con lo Spirito Santo. Oggi è molto diversa la mia relazione con Dio di come era 5 anni fa, è molto più intensa, molto più bella, molto più accurata la sua voce quando l'ascolto. L'ascolto con più facilità. Ecco perché l'importanza dell'esperienza. Ci vuole tempo, dai tempo ai tuoi sensi spirituali di essere sviluppati. Numero quattro, voglio parlarti dell'altro punto che non ti permette di ascoltare la voce di Dio, è la disobbedienza. Leggiamo prima Samuele 14:37. Così Saul interrogò Dio: «Devo scendere a inseguire i Filistei? Li darai nelle mani d'Israele?» Ma Dio non gli diede alcuna risposta. Più tardi, in prima Samuele 28:15, il fenomeno continua a ripetersi. Samuele disse a Saul: «Perché mi hai tu disturbato, facendomi salire?» Saul rispose: «Mi trovo in una grande angustia, perché i Filistei mi fanno guerra e Dio si è allontanato da me, e non mi risponde più né mediante i profeti né attraverso i sogni; perciò, ti ho chiamato perché tu mi faccia sapere cosa devo fare. Nota come Saul si lamenta, dice: Dio non mi parla più. Ebbene sì, Dio non parlava più a Saul. Sapete perché? Perché Saul disobbediva a Dio. Viveva nella disobbedienza. Ora la disobbedienza ti impedisce di ascoltare la voce di Dio. Molto spesso mi piace dire questa frase: Non puoi ascoltare l'istruzione numero due, se non ascolti prima l'istruzione numero uno. Hai mai montato un mobile? Che succede? Vai all'IKEA, compri il mobile, apri lo scatolo. Dentro ci sono tanti pezzi, non sai da dove iniziare. C'è un foglietto però delle istruzioni che ti dice: Numero uno, metti le cose in un certo ordine, inizia da questo. Prendi le misure, attenzione, vedi come devi usare questo angolo, questo spigolo prima per orientarti. Ma tante volte, anche a me è successo, quante volte? Diciamo: vabbè, dai, è fattibile la cosa, non ho proprio bisogno di queste istruzioni. Posso anche leggere direttamente i passaggi successivi, tanto i primi sono scontati. Beh, spesso, molte volte, in realtà, mi è capitato di dover smontare tutto, perché in realtà c'era una piccola cosa che dovevo osservare, non me ne ero accorto, che ha impedito di costruire tutto il mobile. Dunque, non puoi pretendere di avere le istruzioni 3, 4, 5, 6, se non hai ascoltato la numero 1. Si parte dalle piccole cose. Impara ad obbedire Dio nelle piccole cose. Quando senti quel sussurro dello Spirito Santo che ti chiama, ad esempio, a parlare di Gesù a un'altra persona e non lo fai, beh, quando tu osturisci la voce di Dio, quando tu ti irrigidisci nei riguardi della voce di Dio, ti irrigidirai anche alle successive istruzioni che Dio ti darà. Perdi di sensibilità spirituale. L'obbedienza ti dà chiarezza spirituale, sensibilità spirituale. Ci sono due forme di obbedienza, vedi. C'è un'obbedienza che viene dal dovere, c'è un'obbedienza che viene dall'amore. Saul pensava che l'obbedienza fosse qualcosa che viene dal dovere. Dio deve essere obbedito. Obbedisci, altrimenti Dio ti fulmina e ti ammazza. Non si tratta di questo, altrimenti obbedirai Dio per dovere, sarà uno sforzo, sarà un qualcosa di malavoglia. No, ma c'è un'obbedienza che viene dall'amore. Molte persone vogliono obbedire Dio per dovere, perché sanno che è la cosa giusta da fare, ma poi non hanno la forza di farlo, perché non sono trainati da quella forza meravigliosa e straordinaria che ti permette di fare l'impossibile, la forza dell'amore. Perché quando tu ami qualcuno, non vuoi ferirlo. Quando tu ami la persona accanto a te, come fai a essere infedele verso quella persona? Stessa cosa con Dio. Come puoi essere infedele verso Dio, tradirlo, disobbedirlo, cadere nel peccato, quando tu lo ami? Dunque, vedi che l'amore è quella forza meravigliosa e bella e pura che produce l'obbedienza. L'obbedienza che viene dall'amore è la vera obbedienza che Dio sta cercando. Quella obbedienza che viene facile, perché non lo stai facendo per dovere, ma lo stai facendo per amore. Punto numero 5. L'altro motivo per cui non ascolti la voce di Dio è la rumorosità. Il Salmo 46:10 (KJV) dice questo e l'ho adattato in italiano, seguendo la versione King James, ripeto, che è la più letterale che c'è, la versione inglese, dice acquietatevi e conoscete che io sono Dio. Be still and know that I am God, dice la parola di Dio. Acquietatevi e conoscete che io sono Dio. Conoscete la parola da, la parola ebraica che sta proprio per una conoscenza intima, l'intimità con Dio, di cui parliamo così spesso. Beh, cosa dice la parola di Dio? Che per avere questa intimità con Dio, devi acquietarti.

[25:57]Devi acquietarti. Molti non ascoltano la voce di Dio perché c'è troppo rumore. Rumore intorno a noi e rumore dentro di noi. Il rumore intorno a noi, beh, basta isolarsi un pochino. Gesù quando pregava si isolava. Tutti gli uomini di Dio, vediamo nella Bibbia questo pattern che ritorna, si isolavano durante i tempi di preghiera. Perché hai bisogno di solitudine, hai bisogno di ascoltare la voce di Dio con chiarezza, e hai bisogno soprattutto, non solo di isolarti dai dai rumori esterni, ma anche da quelli interni, che sono i peggiori, vero? Distrazione, confusione, preoccupazione, frasi che ci hanno detto durante la giornata e ci hanno turbato. Allora cosa dice la Bibbia? Acquietatevi. e conoscete che io sono Dio. Che potere che c'è nella quiete. Oh, quanto ne parla la Bibbia di questo.

[27:04]Oggi non abbiamo tempo per parlare di tutto, ma tante volte studiamo questo argomento della quiete. Questo segreto spirituale comune a tutti gli uomini di Dio, nella Bibbia e anche nella storia. Ma un segreto che oggi è andato perduto. Non è per vantarci di ciò che noi facciamo. Noi cerchiamo in tutti i modi di riportare alla luce questi segreti spirituali. L'importanza della quiete, Davide, la conosceva molto, molto bene. Al punto tale che nel Salmo 23, tutto ciò di cui abbiamo parlato oggi, Davide lo riassume in queste parole. Leggiamo il Salmo 23, dal versetto 1 al versetto 3. Salmo di Davide. L'Eterno è il mio pastore, nulla mi mancherà. Ah, guarda, ne abbiamo parlato all'inizio. Dunque la relazione al primo posto. Nulla mi mancherà, dice Davide. Egli mi fa giacere in pascoli di tenera erba, mi guida lungo acque riposanti. Beh, l'erba è il cibo della delle pecore. E qual è il cibo spirituale per noi che siamo pecore? Questa è la parola di Dio. Quindi la relazione, la parola di Dio, è tutto scritto qui. Mi guida lungo le acque riposanti. Sapete, alcune traduzioni dicono anche in italiano, mi guida lungo le acque chete o le acque calme. Quindi la calma, il ministrare all'Eterno, restare in quiete davanti alla sua presenza. Egli mi ristora l'anima. E sì, perché quando sei alla presenza di Dio, Dio ristora la tua anima. Mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome.

[28:40]Mi conduce per sentieri di giustizia, la santità di Dio, il praticare la giustizia, l'obbedienza. Ecco che il Salmo 23, il grande adoratore, Davide, descrive perfettamente tutto ciò che è necessario per ascoltare la voce di Dio. L'Eterno è il mio pastore, relazione con Dio. Nulla mi mancherà, egli mi fa giacere in pascoli di verdeggiante erba. Che significa questo? Il cibo della parola di Dio. Mi guida lungo le acque calme, ristora la mia anima. Mi conduce per sentieri di giustizia. Mi conduce per dove c'è santità, dove c'è obbedienza. Ma, vedi come termina questo versetto dicendo: Mi conduce per sentieri di giustizia per amore del suo nome.

[29:32]È l'amore verso Dio che fa scaturire da dentro di te obbedienza, santità, preghiera, contemplazione, adorazione. Vedi, si arriva a un certo punto dove tu diventi una cosa sola con lo Spirito Santo. Ecco perché Davide dice il Signore è il mio pastore. Egli mi conduce. Ascoltare la voce di Dio o seguire la volontà di Dio diventa semplicemente la conseguenza naturale di questa relazione profonda che hai instaurato con Dio. Non si tratta più a questo punto di capire la volontà di Dio, ma si tratta di camminare nella volontà di Dio. Non si tratta più di ascoltare la voce, ma camminare nella voce di Dio. Quando tu cammini in una relazione con Dio così profonda, automaticamente Dio apre le porte giuste davanti a te. Dio ti illustrerà se quella cosa avrà successo o meno. Non avrai bisogno sempre di interrogare questo Dio molto lontano, di cui devi captare ogni tanto quella sua misteriosa voce. No, perché sarai un tutt'uno con la voce di Dio. Voglio anche dire questo. Sai, io dubito molto della spiritualità di persone che costantemente affermano Dio m'ha detto, Dio m'ha detto, Dio m'ha detto. Vedete, ho conosciuto persone che ogni 2 secondi, letteralmente, dicono Dio m'ha detto, Dio m'ha detto, Dio m'ha detto. Lì c'è un problema. Ti posso assicurare dall'esperienza che abbiamo che quasi sempre possiamo identificare lì dei problemi. Molto spesso delle insicurezze spirituali, per cui devono affermare che Dio parla anche a loro. E sono proprio quelle le persone che la cui vita a volte è più disordinata, la cui vita a volte non manifesta veramente la guida, l'ordine, la benedizione dello Spirito Santo. E devono giustificare tutto dicendo: Dio m'ha detto, Dio m'ha detto. Guarda, non si tratta che Dio ti deve per forza dire con le parole scandite, belle e precise. Si tratta che tu devi camminare nella voce di Dio. Non si tratta di ascoltare la voce, ma camminare nella voce di Dio. Quando tu cammini in una relazione con Dio così profonda, automaticamente Dio apre le porte giuste davanti a te. Dio ti fa camminare nella sua volontà. Voglio pregare: Signore, Dio, per tutti i presenti. Signore, tutto quello che possiamo sempre riassumere di ogni cosa che vediamo, è questa: tu cerchi amore. Cerchi una relazione d'amore con noi. Ci hai amato a tal punto da dare Gesù Cristo, il tuo unigenito figlio per i nostri peccati. Ora, Signore, ti prego per tutti coloro che stanno ascoltando. Metti il tuo spirito su di loro. Portali a fare sul serio con te, Signore. Portali ad amare la tua presenza. Aiutali, Signore, a farli disfare della religione e a riempirli di relazione. Benedici tutti i presenti che stanno ascoltando nel nome prezioso del nostro caro amato Gesù che è sempre benedetto in eterno. Amen. E amen. Se sei arrivato fino a questo punto del video, Dio ti benedica. Ti voglio invitare a lasciare un like sotto il video. A iscriverti e se ancora non l'hai fatto, attiva anche la campanella delle notifiche per ricevere tutti i nostri nuovi aggiornamenti. Innanzitutto, ti invito, te che non hai fatto l'esperienza di conoscere Dio, ne abbiamo parlato prima, mettiti a posto con Dio. Mettiti a posto, non si scherza, si tratta della tua anima. Scrivici nella descrizione del video troverai il contatto per il troverai il link per scriverci su WhatsApp. Fallo, scrivici, mandaci un messaggio, noi pregheremo con te al telefono, affinché tu possa fare questa meravigliosa esperienza con Dio, l'esperienza della nuova nascita. Voglio anche dirti che sempre nella descrizione del video ci sono varie informazioni, troverai anche il gruppo WhatsApp. Abbiamo un gruppo WhatsApp dove ricevere tutti gli aggiornamenti, tutte le comunicazioni ed è veramente molto utile, dunque entra anche nel gruppo WhatsApp. Attenzione, l'ultima comunicazione più importante che sto per darti è, ti ricordo, se ancora non l'hai fatto, che sono aperte le iscrizioni alla conferenza Presence 2026. Giorno 30 maggio, giorno 31 maggio e giorno 1 giugno 2026 a Taranto in presenza ovviamente, al teatro Tarentum. Saremo lì con anche un ospite meraviglioso, il pastore Chris Garcia dagli Stati Uniti. Se non hai mai sperimentato la presenza di Dio in maniera forte, l'unzione dello Spirito Santo, guarigioni, liberazioni, beh, allora ti voglio incoraggiare a non mancare. Sono eventi rarissimi su tutto il territorio nazionale, quindi io ti voglio incoraggiare a non perdere l'opportunità, a venire. Dio si occuperà del resto. Si occuperà di benedirti, di provvederti per affrontare tutto ciò che deve affrontare, spese economiche, a volte polemiche in giro e robaccia, Dio si si preoccuperà di questo. Tu partecipa, anzi, cogli l'occasione adesso stesso che c'è ancora qualche posto disponibile. Clicca nella descrizione del video, troverai la voce per iscriverti alla conferenza. C'è un link, ci clicchi sopra e ti iscrivi alla conferenza Presence 2026. Dio farà delle cose straordinarie, farà delle cose straordinarie quest'anno, davvero, ci aspettiamo cose incredibili da parte di Dio. Lo sentiamo e dunque perché devi privarti di tutto questo? Mi raccomando, partecipa anche tu. Dio ti benedica grandemente, ci vediamo alla prossima. Benedizioni abbondanti in Cristo Gesù.

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