[0:01]Anatomia, apparato digerente, cavo orale. Con questo video cominciamo la nuova serie sull'apparato digerente. Partiamo proprio dall'inizio del percorso che gli alimenti fanno all'interno dell'apparato digerente, cioè la bocca. Che, come vedremo, si divide in un vestibolo e in una cavità orale propriamente detta. Il vestibolo della bocca rappresenta l'ingresso, in un certo senso, la prima porzione. Quella che è ancora separata dalla cavità orale propriamente detta. Già possiamo intuire da queste immagini quali siano le sue pareti. E possiamo inoltre osservarne la forma a ferro di cavallo. Il vestibolo è delimitato dalle labbra, dalle guance e dalle arcate gengivo-dentarie. Abbiamo quindi una parete esterna costituita dall'insieme labbra guance e una parete interna che la separa dalla cavità orale propriamente detta, che è fatta dalle arcate gengivo-dentarie. All'interno del vestibolo avremo poi alcune strutture molto particolari, come il frenulo del labbro, sia superiore che inferiore e i solchi vestibolari. L'unica comunicazione tra il vestibolo e la cavità orale propriamente detta è a livello dei solchi retrodenntari, cioè quegli spazi che sono presenti dietro agli ultimi molari. Altra struttura interessante che c'è nel vestibolo è l'orifizio di sbocco della ghiandola parotide, che si apre all'incirca a livello del secondo molare superiore. E passiamo quindi a descrivere la parete esterna del vestibolo partendo dalle labbra. Le labbra sono lamine trapezoidali che poggiano sulle arcate gengivo-dentarie e che sono di costituzione muscolare principalmente, con un rivestimento cutaneo. Per la precisione, esse presentano tre zone: la faccia esterna cutanea, la faccia interna mucosa, e una zona di transizione chiamata zona rosea. La faccia labiale è divisa longitudinalmente dal solco labiale, o filtro, che si trova a livello del labbro superiore e origina a livello della cartilagine nasale per scendere in basso fino al tubercolo del labbro, conferendogli una forma arcuata. Nell'uomo è ricoperta da peluria. La zona rosea, poi, si assottiglia in direzione laterale, avendo la sua massima espressione al centro. I margini della zona rosea rappresentano il contorno della rima buccale. Infine, la superficie interna si presenta di un colorito bianco-roseo e presenta delle lobulature che corrispondono alla presenza di ghiandole sottomucose di tipo salivare. Ma passiamo ora a descrivere la struttura microscopica delle labbra. Ovviamente, come si può immaginare, le tre parti delle labbra corrispondono a strutture microscopiche diverse. Così, l'epitelio di rivestimento nella parte cutanea è rappresentato da un epitelio pavimentoso composto cornificato. Nella parte rosea avremo un epitelio pavimentoso composto la cui cornificazione va a ridursi, fino ad arrivare alla parte mucosa in cui la cornificazione scompare e si ha un epitelio diverso, cioè un epitelio pavimentoso composto completamente non cornificato. Anche a livello del connettivo su cui questo epitelio poggia, cioè la sottomucosa, possiamo osservare delle differenze. Infatti, mentre nella parte cutanea osserviamo follicoli piliferi e nella parte rosea osserviamo soprattutto ghiandole sebacee, nella parte mucosa, come avevamo accennato già prima, osserveremo delle ghiandole, tra virgolette, salivari, cioè ghiandole tubuloacinose composte a secrezione mista o sierosa a seconda della zona. E la funzione di queste ghiandole sarà appunto produrre un segreto capace di lubrificare le labbra al fine di non seccarle. Qui possiamo osservare la struttura microscopica del labbro. Questa immagine è davvero molto bella in quanto permette di vedere tutta la transizione dalla faccia esterna del labbro, che possiamo osservare nella parte in alto a sinistra, fino alla faccia mucosa che possiamo osservare in basso a destra. Sono molto ben evidenti i follicoli piliferi che marcano la zona esterna. E possiamo osservare anche come al centro della struttura del labbro sia presente il muscolo orbicolare della bocca, che, come accennato prima, ne compone l'impalcatura. Questa immagine, molto simile a quella di prima, permette di vedere ancor meglio questa distinzione. Questa volta abbiamo la faccia cutanea sulla parte inferiore della figura. Infine, in questa immagine possiamo osservare bene i follicoli piliferi particolarmente grandi, sempre parlando della faccia cutanea del labbro. E passiamo quindi a descrivere le guance, che insieme alle labbra, ricordiamo, formano la parete del vestibolo della bocca. Le guance sono irregolarmente quadrilatere e presentano una struttura molto simile a quella del labbro. Anch'esse presentano una faccia esterna cutanea e una faccia interna mucosa, ma non hanno nessuna zona di transizione, in quanto le due facce sono completamente separate. Anche nel caso della guancia, la divisione tra la faccia esterna e quella interna è data da una serie di muscoli che formano quindi un vasto strato striato muscolare. Possiamo qui osservare alcuni dei muscoli che concorrono a formare la guancia. Abbiamo il muscolo risorio, abbiamo i muscoli masticatori, come il massetere, per esempio. Abbiamo il buccinatore e anche l'elevatore dell'angolo della bocca. Cosa molto interessante è che nel contesto della guancia non c'è solo muscolo, ma nel triangolo che abbiamo osservato prima, tra i vari muscoli che vanno a costituire la guancia, si forma un accumulo di grasso conosciuto con il nome di bolla di Bichat, che si trova subito al di sotto dello zigomo e può essere utilizzato per giudicare lo stato nutrizionale dell'individuo, in quanto soggetti che sono ben nutriti o addirittura in sovrappeso avranno un maggiore accumulo di grasso in questa bolla, risultando in guance più gonfie. Invece soggetti denutriti avranno bolle di Bichat estremamente ridotte, che porteranno quindi all'aspetto delle guance escavate che sono uno dei segni più tipici di una malnutrizione abbastanza avanzata. Microscopicamente, le guance, come abbiamo già detto, presenteranno due comportamenti diversi sulla faccia esterna e su quella interna. La faccia esterna, infatti, si presenterà con un epitelio pavimentoso composto cornificato, che poggia su un connettivo in tutto e per tutto simile a quello della cute. Sulla faccia interna, invece, avremo un epitelio pavimentoso composto non cornificato, quindi con cellule che manterranno il loro aspetto vitale fino all'ultimo strato dell'epitelio. Al di sotto di questo epitelio pavimentoso composto non cornificato ci sarà una sottomucosa che avrà caratteri estremamente diversi dal sottocute che ci sarà sulla faccia cutanea. A separare i due strati sarà presente uno strato muscolare, che è costituito dai muscoli di cui abbiamo parlato finora, e in alcune zone, ovviamente, dal tessuto di poso della bolla di Bichat. Ovviamente, in questa immagine, la dimensione del tessuto muscolare è stata notevolmente ridotta. Nel sottocutaneo troveremo ghiandole sebacee e follicoli piliferi. Invece, nella sottomucosa, troveremo ghiandole a secrezione mista di tipo tubuloacinose che producono un secreto simile alla saliva al fine di lubrificare la cavità orale o, per meglio dire, il vestibolo della bocca. E parliamo ora di ciò che compone la parete interna del vestibolo della bocca, cioè le arcate gengivo-dentarie. Qui parleremo molto approfonditamente delle gengive, mentre i denti verranno trattati nel prossimo video. Le gengive non sono altro che mucosa del vestibolo attaccata alle strutture ossee che compongono le arcate gengivo-dentarie, cioè i processi alveolari del mascellare e dell'osso mandibolare. Avranno quindi una forma a ferro di cavallo e andranno a circoscrivere ogni dente ad anello a livello del colletto. Il loro colorito sarà bianco-roseo. Microscopicamente, esse saranno rivestite da un epitelio pavimentoso composto non cornificato, che però aggiunge un minimo di cheratinizzazione nella zona subito attorno al dente. Al di sotto di questo sarà presente una sottomucosa molto sottile, in cui saranno presenti piccoli vasi e nervi, molte fibre, quindi si tratterà di un tessuto abbastanza denso. E subito al di sotto tessuto osseo. Tessuto osseo facente parte dei processi alveolari dell'osso mascellare o dell'osso mandibolare. Ovviamente, a livello dell'osso spugnoso troveremo anche parte di midollo osseo, soprattutto midollo giallo in questi casi. Ed ecco qua un'immagine reale della microscopia della gengiva. Possiamo osservare dall'alto il tessuto pavimentoso composto, in questo caso cornificato, perché siamo vicino al colletto del dente che si trova sulla sinistra. Una sottile sottomucosa e poi l'osso, qui colorato in blu, all'interno del quale potete osservare alcune lacune di osso spugnoso. Notate, inoltre, come tra il dente a sinistra e l'osso in basso, siano presenti una serie di fibre che corrispondono a un tessuto altamente specifico chiamato parodonto, cioè una serie di mezzi di fissità costituiti soprattutto da fibre collagene che permettono al dente di ancorarsi alla sua sede naturale, cioè il processo alveolare dell'osso mandibolare o mascellare. Ed è proprio grazie a queste strutture che è possibile la formazione dell'articolazione molto particolare tra il dente e il suo alloggiamento, che prende il nome di gonfosi. E passiamo ora a parlare della cavità orale propriamente detta. Si tratta di una cavità ovoidale che presenta come pareti il palato duro e il palato molle in alto, le arcate gengivo-dentarie anteriormente e lateralmente, e in basso non è presente una vera parete in quanto c'è la lingua e tutta la base muscolare su cui essa poggia. Posteriormente, come sappiamo, non esiste un vero limite alla cavità orale, che comunica con l'istmo delle fauci che a sua volta poi porta nella faringe. E cominciamo subito a parlare del palato duro che, assieme al palato molle, corrisponde alla parete superiore. Il palato duro si chiama anche palato osseo, perché poggia sulle lamine orizzontali dell'osso palatino posteriormente e sui processi palatini dell'osso mascellare anteriormente. La sutura che si viene a formare sul palato è detta sutura cruciforme, ma non è esposta poiché è coperta da una mucosa. A parte nella parte più anteriore dove si può osservare una cresta verticale chiamata rafe del palato duro, che corrisponde alla parte più anteriore e superficiale della sutura cruciforme. Posteriormente il palato duro si continua nel palato molle, in maniera quasi insensibile dall'esterno. Il limite è rappresentato appunto dal termine dell'osso palatino. Per quanto riguarda i vasi e nervi, abbiamo arterie palatine maggiori che derivano dall'arteria mascellare, vene del palato molle che drenano il sangue anche dal palato duro e che vanno verso il plesso pterigoideo. E poi abbiamo il ramo mascellare del nervo trigemino come innervazione sensitiva. Se, invece, guardiamo alla struttura, osserveremo qualcosa che ricorda lontanamente le gengive. Abbiamo un epitelio pavimentoso composto non cornificato. Poi abbiamo una sottomucosa costituita da un connettivo lasso, in cui sono presenti delle ghiandole tipiche di tutta la mucosa orale. Infine, avremo lo strato osseo costituito dalle ossa che abbiamo nominato prima, che avranno sempre la stessa struttura. Avremo intavolati all'esterno e il midollo osseo all'interno. La vera caratteristica particolare del palato duro rispetto alle gengive è la presenza all'interno dell'epitelio dei cosiddetti calici gustativi, strutture corpuscolari che sono deputate alla percezione del gusto e la cui ultrastruttura la approfondiremo nel video sulla lingua. Infine, al di sotto dell'osso e quindi verso la cavità nasale, troveremo un'altra sottomucosa su cui poggia l'epitelio respiratorio, ma questo lo approfondiremo meglio nei video sul naso. Qui possiamo avere davvero una buona idea di come sia formato il palato duro a livello microscopico. Potete osservare la mucosa orale che ricopre l'osso e dall'altro lato, invece, osserviamo una mucosa molto più sottile, come appunto è quella respiratoria. Anche queste altre due immagini sono molto interessanti. A sinistra abbiamo la struttura di cui abbiamo appena parlato, solo che l'epitelio è in basso. Al di sotto potete vedere il connettivo con i vasi e due grosse ghiandole a secrezione prevalentemente mucosa, in questo caso. In alto potete osservare parte dell'osso. Invece, a destra, possiamo vedere la zona di sutura tra le due ossa palatine, probabilmente, che è costituita da uno spazio tra due zone ossee, ricco di fibre. E passiamo ora a parlare del palato molle. Esso fa seguito al palato duro e si può dire che sia una lamina muscolare rivestita da entrambe le parti da mucosa e differenti. In basso avremo la mucosa orale, in alto avremo la mucosa respiratoria.
[14:25]La faccia inferiore buccale è percorsa nel mezzo dal rafe palatino, cioè una cresta che corrisponde all'inserzione di alcuni muscoli. Per quanto riguarda l'irrorazione, abbiamo arterie palatine discendenti che provengono dall'arteria mascellare e vene del palato molle che vanno verso il circolo della giugulare esterna. I nervi sono rappresentati dal ramo mascellare del trigemino per quanto riguarda l'innervazione sensitiva e dal nervo facciale per quanto riguarda l'innervazione muscolare. Infatti il palato molle, come abbiamo già detto, ha un ricco corredo di muscoli, che sono implicati soprattutto nella deglutizione. La struttura del palato molle è fondamentalmente diversa da quella del palato duro. Nonostante l'epitelio di rivestimento sia simile, con tanto di calici gustativi, quello che c'è al di sotto è completamente diverso, in quanto laddove nel palato duro avevamo l'osso, qui abbiamo il muscolo. Muscoli di diverso tipo che vedremo meglio tra poco. Dopo il muscolo troviamo una seconda sottomucosa su cui poggia la mucosa respiratoria della faccia superiore, quella faringea. Vedete, a sinistra abbiamo dal basso verso l'alto l'epitelio buccale, la sottomucosa orale, lo strato muscolare, la seconda sottomucosa e poi abbiamo l'epitelio respiratorio. Sulla destra abbiamo un particolare dell'epitelio respiratorio che, come potete vedere, è un cilindrico composto con ciglia e cellule caliciformi. E passiamo ora a parlare dei muscoli del palato molle. Si tratta di cinque muscoli. Il muscolo faringopalatino è un arco. Esso origina dalla aponeurosi palatina, che si trova al limite col palato duro, e si porta sulla parete laterale della faringe. Da qui raggiunge il margine laterale della cartilagine tiroidea e il rafe faringeo mediano. Il muscolo palatoglosso origina anch'esso dalla aponeurosi palatina e si porta anch'esso a formare un arco, inserendosi al margine laterale della lingua nella sua parte inferiore. Con la sua azione costringe gli archi glosspalatini. Il muscolo elevatore del palato origina anch'esso dalla aponeurosi palatina per inserirsi sulla faccia inferiore della piramide del temporale. Con la sua azione solleva il palato molle. Poi abbiamo il tensore del velo del palato, che origina dalla parte più anteriore dell'aponeurosi palatina per inserirsi sul margine inferiore della grande ala dello sfenoide, che qui non è mostrata. Questo muscolo è costituito da due triangoli, se vogliamo. Un primo prettamente muscolare, quello più in alto, e un secondo che va in basso ed è più aponeurotico, anzi, si può dire che sia esso stesso a formare l'aponeurosi palatina unendosi con il suo controlaterale. Con la sua azione, come dice il nome stesso, tende il palato molle. E infine, abbiamo il muscolo dell'ugola, che si distacca dalla aponeurosi palatina per portarsi indietro e terminare in una punta smossa, andando a formare l'impalcatura dell'ugola. Con la sua azione, solleva e accorcia l'ugola. Abbiamo poi, come ultima porzione del cavo orale, il solco sottolinguale, che rappresenta un po' un surrogato di parete inferiore. Abbiamo, in questo solco, quattro strutture abbastanza importanti: la caruncola linguale, la piega sottolinguale, il frenulo della lingua e gli orifizi dei dotti sottolinguali. Il frenulo della lingua è quella struttura che connette la base della bocca con la linea mediana della lingua, impedendole di ribaltarsi all'indietro. Ai margini laterali di questo sono presenti due rilievi che rappresentano la caruncola linguale, al cui apice sboccano il dotto sottolinguale e il dotto sottomandibolare delle ghiandole salivari omonime. La sua struttura è estremamente simile a quella del palato molle. Ha sempre un epitelio di rivestimento pavimentoso composto non cornificato, un connettivo sottomucoso, e infine uno strato muscolare che corrisponde per la maggior parte al muscolomiloioideo. Tuttavia, la caratteristica tipica è che il connettivo sottomucoso di quest'area è estremamente lasso. I modelli anatomici che avete visto in questo video sono presi dalla web app Anatomy Learning. Il link lo trovate in descrizione. Invece, il testo a cui facciamo riferimento per le nozioni è Anatomia umana delle Diermes.



