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La Rivoluzione francese -parte seconda-

vittorianis

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[0:01]Inoltre, il 26 agosto votò la Dichiarazione dei diritti dell'uomo, ispirata in parte dalle idee illuministe di Rousseau, come uguaglianza, libertà di pensiero, sovranità popolare.
[0:01]E in parte suggerita dalle analoghe dichiarazioni dei diritti inglese e americana.
[0:01]Il 5-6 ottobre, un corteo di parecchie migliaia di persone, in gran parte composto da donne disperate e affamate, si diresse a Versailles al grido di Pane, Pane!
[0:01]E dopo aver assalito le guardie, penetrò fin nell'appartamento della regina che a stento riuscì a porsi in salvo, solo grazie all'intervento della Guardia Nazionale.
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[0:01]Il 4 agosto 1789 l'assemblea Costituente abolì i diritti feudali. Inoltre, il 26 agosto votò la Dichiarazione dei diritti dell'uomo, ispirata in parte dalle idee illuministe di Rousseau, come uguaglianza, libertà di pensiero, sovranità popolare. E in parte suggerita dalle analoghe dichiarazioni dei diritti inglese e americana. Il 5-6 ottobre, un corteo di parecchie migliaia di persone, in gran parte composto da donne disperate e affamate, si diresse a Versailles al grido di Pane, Pane! E dopo aver assalito le guardie, penetrò fin nell'appartamento della regina che a stento riuscì a porsi in salvo, solo grazie all'intervento della Guardia Nazionale. Dopodiché i reali furono costretti ad abbandonare Versailles e a risiedere a Parigi. I beni della Chiesa, per decisione dell'assemblea Costituente, furono nazionalizzati per stabilizzare il bilancio. Inoltre, al clero fu imposto di giurare fedeltà alla Costituzione e fu stipendiato direttamente dallo Stato. Queste riforme miravano a staccare la Chiesa francese da Roma e suscitarono una forte opposizione che aprì nel paese un'era di disordini e di lotte civili. In questo clima di cambiamento, molti membri della nobiltà più insigne, tra i quali anche i fratelli del re, si diedero alla fuga. E lo stesso re travestendosi da servo tentò di scappare con tutta la famiglia reale, ma a Varennes fu riconosciuto e ricondotto a Parigi. Nel 1791 l'assemblea approvò la prima Costituzione, separando i tre poteri dello Stato in questo modo. Il potere esecutivo era esercitato dal Re che divenne Re dei francesi delegato della Nazione e non più il Re di Francia per grazia di Dio, sancendo la fine della Monarchia assoluta. Il potere legislativo era esercitato da un'assemblea che durava in carica due anni. Il potere giudiziario veniva assegnato ai giudici dei tribunali civile, del tribunale penale e della Corte di Cassazione. I cittadini che potevano votare avevano un certo reddito, mentre i più poveri venivano esclusi dal partecipare alle elezioni. Questa distinzione violava apertamente la dichiarazione dei diritti e rivelava un carattere borghese della Costituzione del 1791. L'Assemblea legislativa era composta a destra dai Foglianti che erano moderati e fedeli alla monarchia. Al centro dagli indipendenti che erano moderati ma non monarchici, detti anche per disprezzo la Palude per la poco chiara ideologia di appartenenza. A sinistra i Girondini che erano repubblicani moderati e i Giacobini o Montagnardi, perché sedevano sui banchi più alti, erano i repubblicani più radicali. Una caratteristica dell'abbigliamento dei rivoluzionari fu l'abbandono dei pantaloni corti, la Culotte, vale a dire pantaloni che si fermavano sotto il ginocchio e che erano tipicamente usati dall'aristocrazia. In favore dei pantaloni lunghi e per questo motivo i rivoluzionari vennero chiamati anche Sanculotti. Nel febbraio del 1792, l'imperatore Francesco II d'Austria, spinto dai nobili fuggiti, dalle richieste del Re Luigi XVI e della regina Maria Antonietta di ristabilire i poteri persi e per evitare che la rivoluzione potesse superare i confini, inviò alla Francia un ultimatum. Per tutta la risposta, l'assemblea dichiarò guerra all'Austria, alla quale si unì subito dopo la Prussia, causando una disastrosa guerra per la Francia. A causa dell'inizio dell'invasione dell'esercito prussiano e dei continui veti del Re Luigi XVI contro le decisioni dell'assemblea, la folla di Parigi invase il Palazzo di Tuileries.

[4:02]Minacciando il re che fu così costretto a rifugiarsi presso l'Assemblea. Le proteste del popolo furono tali che il re fu sospeso dalle sue funzioni e fu imprigionato. Venne così convocata una nuova assemblea, chiamata Convenzione, che aveva il compito di dare alla Francia una nuova Costituzione a suffragio universale, cioè con il voto di tutti i cittadini liberi francesi. Fu nominato un Comitato esecutivo provvisorio presieduto da Danton, poiché il re che esercitava il potere esecutivo era stato incarcerato. La situazione della Rivoluzione francese era arrivata ad un punto critico. Infatti, era da una parte minacciata dagli eserciti austriaco-prussiani e dall'altra da una resistenza controrivoluzionaria molto forte ad opera dei nobili e del clero. Per far fronte a questa situazione, Danton organizzò una serie di eserciti che riportarono le famose vittorie di Valmy in Francia, di Jemappes in Belgio. E Marat a Parigi operò le terribili stragi di settembre. La Convenzione, il 22 settembre, destituì la Monarchia e proclamò la Repubblica. Contemporaneamente, il Re Luigi XVI fu processato per alto tradimento, condannato a morte e ghigliottinato il 21 gennaio 1793. Per l'orrore che l'uccisione del Re suscitò e per i timori dell'espansione delle idee rivoluzionarie in Europa, si costituì la prima coalizione, alla quale presero parte gli eserciti di Austria, Prussia, Olanda, Inghilterra, Spagna, Piemonte, Stato Pontificio e Regno di Napoli. La Convenzione, per far fronte alla grave situazione interna, istituì un Comitato di salute pubblica presieduto da Danton, che aveva pieni poteri e poteva prendere decisioni in modo rapido e agile, sia in politica interna, sia estera. Istituì anche un Comitato di sicurezza generale e un Tribunale rivoluzionario. Il gruppo di rappresentanti dei Girondini della Convenzione, che era moderato, fu accusato di contrastare le riforme proposte dai Giacobini. E il 2 giugno 1793 fu consegnato alla folla. Questo episodio segnò l'inizio del periodo del Terrore. Infatti, Danton fu dimesso dal Comitato di salute perché considerato troppo conciliante e fu sostituito da Robespierre, il quale fece subito approvare la legge dei sospetti. Con la quale mandò alla ghigliottina migliaia di vittime, tra le quali spiccano la regina Maria Antonietta, Madame Elisabetta, la sorella del re, il Duca Filippo d'Orléans e lo stesso Danton. La dittatura di Robespierre, benché brutale e sanguinaria, ebbe il merito di salvare la rivoluzione dalle rivolte interne, schiacciando la pericolosa rivolta della Vandea. Riprendendo le città ribelli di Lione, Bordeaux, Nantes, fu recuperata Tolone, caduta in mano degli inglesi, dove si distinse, per la prima volta, il giovane Napoleone Bonaparte e si rioccupò il Belgio, penetrando fino in Olanda. La vittoria di Fleurus, il 26 giugno 1794, grazie alla quale il Belgio cadde in mano francese e la coalizione venne sconfitta, permise alla Francia di riorganizzarsi internamente. Il popolo era stanco di tanta violenza e così la borghesia e i moderati presero il potere, mettendo fine al sistema totalitario e terroristico attuato dai Giacobini. Il 9 termidoro, secondo il calendario rivoluzionario, cioè il 27 luglio 1794, per il calendario gregoriano, Robespierre e Saint-Just furono arrestati e senza processo, il giorno dopo, ghigliottinati. La stessa fine in seguito fecero anche altri Giacobini. Il Comitato di salute pubblica fu soppresso, dando il via al periodo del Termidoro. Il 22 agosto 1795, fu approvata la terza Costituzione che ripartiva i poteri in questo modo. Il potere legislativo era affidato al Consiglio dei 500 e al Consiglio degli anziani. Il potere esecutivo al Direttorio che era composto da cinque membri. La nuova Costituzione ritornò ad avere una caratteristica marcatamente borghese. Infatti, riaffermò i principi di libertà personale e la proprietà privata, che erano stati sospesi durante il periodo del Terrore. E il voto tornò ad essere limitato alle persone con un certo censo, dunque i poveri non potevano votare. Il Termidoro o il Direttorio caratterizzarono l'ultima parte della Rivoluzione francese, il cui esito fu l'affermazione definitiva della borghesia imprenditoriale con il famoso motto Liberté, Égalité, Fraternité.

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