[0:05]nati per una nuova puntata di White Event. Oggi ci troviamo nel Gorgomoro. Questo è un luogo magico, soprattutto perché qui esiste un sentiero, un sentiero che parte dalla Chiesa di San Giuseppe in Riva a Biella e arriva fino a Oropa. Ed è un luogo che un tempo veniva attraversato da pellegrini, ma soprattutto è un luogo magico, un bosco, pensate, che veniva associato alle masche, ovvero alle streghe. Quando parlo di maschi, mi riferisco alle leggende del Piemonte, in cui si narra di queste donne che venivano definite masche, perché questo termine viene ripreso, pensate, dal Longobardo. Infatti il termine masca in Longobardo significa l'anima di un defunto, mentre poi ovviamente nel folclore piemontese diventa la caratterizzazione della strega. Ma come venivano designate queste donne? Ebbene, queste donne venivano rappresentate come fattucchiere. Infatti esiste proprio una leggenda che narra delle fattucchiere del Gorgomoro. Oltre a questo, queste donne erano in grado di dare vita a pozioni magiche, ma soprattutto si diceva che fossero in grado addirittura di fare struccare il latte e alle mucche. E altro elemento, addirittura potevano portare alla morte di alcuni bambini o avevano un libro del comando, un libro in cui scrivevano le loro pozioni oppure tutte le erbe, diciamo, che loro conoscevano. Pensate che quando noi parliamo di masche, un tempo si si credeva che le masche fossero streghe che riuscivano a donare questo potere da madre in figlia, oppure da nonna a nipote. E per questo il libro del comando rappresentava proprio una sorta di amuleto di testimone che dava il potere all'iniziata. Questo ovviamente è la visione che viene data nel folclore. Quando noi poi analizziamo la storia vera e propria delle streghe, vediamo che effettivamente c'è qualcosa che viene in un certo senso collegato a che cosa? all'inquisizione e soprattutto a quello che un tempo era la lotta all'eresia, al paganesimo. Infatti la strega era l'erede di un un sapere cristiano che noi definiremo pagano. Perché infatti quando noi ci riferiamo a questo sapere che i cristiani definivano pagano, era un sapere collegato ai villaggi. Infatti la parola pagano significa proprio abitante del villaggio e non è un caso per queste donne erano coloro che detenevano un sapere collegato proprio alla terra. I fatti qua nel Gorgomoro ci sono moltissime erbe che ci riconducono proprio a questo antico sapere. Ma la leggenda che vi racconterò oggi ha a che fare proprio con le fattucchiere del Gorgomoro e soprattutto con le tre lavandaie. Infatti si narra che proprio qui in questa zona dove un tempo vi era un mulino, in questo luogo un tempo le donne erano solite recarsi per lavare i panni, ma soprattutto i lenzuoli. Venivano rappresentate come donne molto belle, ma senza cuore, donne che riuscivano ad ammaliare i passanti, ma soprattutto i pellegrini che durante la notte si recavano verso Oropa. E qui loro fermavano i passanti gli andanti chiedendo loro aiuto, chiedendo appunto di poter poter aiutare queste donne a strizzare i lenzuoli. Ma attraverso questo che viene definito proprio un un ammascare, riprendendo il termine da masca, loro attiravano nelle loro grinfie questo povero viandante e strizzando il lenzuolo, loro arrivavano addirittura, pensate, a soffocarlo. E questo, appunto, si narra proprio di queste donne come vere e proprie assassine. Interessante che nel Bilese ci sono moltissime leggende collegate alle masche, avremo modo di vederne altre, soprattutto una delle più importanti, la strega di Nogliano, Giovanna Demondoro, a cui dedicheremo proprio una puntata. Ma la domanda che ci viene da porre è che cosa è successo in Europa che ha permesso per ben quattro secoli l'uccisione di decine, se non centinaia di migliaia di donne? Ebbene, come tutti i peggiori incubi della psiche, questo è terminato dalla paura. La paura di perdere il potere da parte della Chiesa, la paura dell'uomo, l'uomo che si sentiva in un certo senso inferiore. E poi, ovviamente, lo associamo alla paura delle masse ignoranti che in quel periodo, con la peste, le carestie, gli sconvolgimenti climatici e astrologici, cercavano un capro espiatorio. Mentre prima con l'eresia i capri espiatori erano stati gli ebrei, i catari, i musulmani, ad un certo punto e anche i dolciani, tra l'altro, sarà molto interessante dedicare anche una puntata proprio a Fradolcino. Ad un certo punto diventano le donne, soprattutto nei secoli, in questo caso a partire dal 400, dal 500, 600, sono i secoli in cui si concentra proprio questa lotta alla stregoneria. In realtà, come ho già detto, queste donne erano eredi di un sapere celtico, di un sapere precristiano e in un certo senso qui stiamo a vedere che anche il primo archetipo della strega è stata Lilith. Lilith che veniva definita nella religione mesopotamica come il demone della tempesta e che poi con la religione ebraica diventa l'incarnazione della donna che rifiuta l'uomo, il primo uomo e che decide in questo caso di andarsene, di unirsi a dei demoni. Altri, ovviamente, riferimenti sono il culto di Diana e qui in questi boschi un tempo abitati dei celti, ovviamente questo sapere è continuato a permanere. Ma ora parleremo invece delle erbe. Infatti, oltre alla presenza di un sapere collegato ovviamente ad antiche ritualità, c'erano e c'è ancora un sapere che è presente. Un sapere che è presente dove? Nelle piante, queste piante che ritengono un sapere antico collegato ad antiche proprietà. Proprietà che si diceva fossero addirittura allucinogeno, allucinogene, soprattutto quando noi consideriamo alcune di esse. Quelle che le streghe utilizzavano, infatti, erano prevalentemente la Bella Donna, lo Stramonio, ma ora le vedremo una in particolare. Infatti, grazie a Richard Stams, ci mostrerà nello specifico una di esse. Dopo aver ascoltato con attenzione i racconti, le leggende, le storie sulle maschere che popolavano queste valli, questo luogo, il Gorgomoro, nelle quali si radunavano per eseguire i loro rituali,
[7:27]siamo qua alla ricerca della cicuta acquatica.
[7:38]Questa pianta, questo ingrediente, utilizzato per ottenere gli unguenti allucinogeni che venivano utilizzati nei rituali delle maschere. In questo luogo, al bordo di un torrente, in un bosco umido, circondati dall'aglio orsino, un clima ideale, un ambiente ideale per la crescita della cicuta. Ed eccola qua, questa pianta qua, la cicuta virulolosa. Questa qua, questa pianta non è da confondersi con la cicuta maggiore, la cicuta, la pianta che è stata usata per avvelenare Socrate, quella che è chiamata il prezzemolo degli idioti, perché assomiglia al prezzemolo e molte persone sono rimaste avvelenate. Eccola qua, questa bellissima pianta che arriva ad un'altezza, può arrivare a un'altezza anche di 50 cm. Questa è una pianta giovane, non è ancora non è ancora andata in fiore, non c'è ancora il frutto, il frutto, il frutto cerbo che è la sua parte più velenosa. Dopodiché il frutto matura ed è diventa meno velenoso e ad ascendere la foglia e il fusto. Eccola qua.
[8:47]Dopo aver visto la caratterizzazione della cicuta, che a mio avviso è anche essenziale per rischiare di non essere avvelenati da essa, ora vi parlerò brevemente di queste erbe, soprattutto di come venivano utilizzate da queste donne. Infatti, queste erbe venivano, ovviamente, raccolte, tritate, dopo averle cotte, dopodiché venivano unite ad un incippiente grasso, per creare proprio la famosa pomata del Sabba. Dopodiché questa pomata veniva applicata proprio dove l'epidermide è più sottile, ovvero, esattamente sotto le ascelle, ai lati delle cosce, e il fatto che in questo modo subito gli effetti erano evidenti. E gli effetti erano soprattutto in questo caso l'assenza di peso che dava a queste donne proprio la sensazione di volare. Per questo si dice proprio che anche le tipiche sensazioni sono in questo caso da ricondurre in realtà a questo unguento. Quindi si ipotizza anche che effettivamente queste donne non si muovessero mai dai loro letti. Effettivamente loro si spalmavano e provavano questa questo incippiente grasso sulla propria pelle, dopodiché loro si sentivano in un certo senso portare via. Simile proprio a quelle esperienze extracorpore che si dice proprio che alcune persone siano in grado di provare. Infatti è stato addirittura approvato da un folclorista europeo, Per Cart, il quale ha deciso di provare anch'egli proprio queste queste incippiente, per capire se effettivamente queste sensazioni erano veritiere. E infatti lui, rimanendo nella sua casa e provando queste erbe, ha riscontrato esattamente le stesse le stesse esperienze. E quindi questo ci fa comprendere come tutte tutte le storie che in questo caso le donne raccontavano durante questi processi che gli inquisitori obbligavano a dar vita, erano in realtà racconti determinati da questi stati allucinogeni. Qui, a mio avviso, è essenziale riflettere proprio su la barbarie che è stata forzatamente applicata da questi inquisitori, inquisitori che si definivano, ovviamente, coloro che agivano per mano di Dio. Avremo modo di, in questo caso, di soffermarci più profondamente su il significato dell'inquisizione e di quello che gli inquisitori usavano come un vero e proprio strumento a loro favore, cioè il famoso libro chiamato il martello delle streghe, il Malleus Maleficarum. Ma ve ne parleremo esattamente quando ci riferiremo ad una strega nello specifico, la strega di Nogliano.



