[0:07]Quante volte devo dirvi che davanti alla mia casa non voglio che si lavino e si sciorinano questi panni sporchi e puzzolenti. Eh, come la fate lunga. Lungo o corto sono affari miei. Come se questa baracca fosse Palazzo Reale. Non è Palazzo Reale, comunque è la casa di due gentiluomini. E vabbè, ma perché la mortifichi così, povera donna, da una parte deve sciorinare, no? E deve sciorinare proprio davanti alla mia casa. E dove deve farlo? Non voglio interferenze. Qui comando io, solo non sono il padrone di casa? No. Come no? Il padrone di casa è il Cavalier Perlizzi e sta dentro. Senti, senti, questa è bella. Vi sta aspettando da un'ora ed è arrabbiatissimo. Oh, senti quest'altra. E ha detto che questa volta non se ne va se non gli pagate l'affitto. Ma tu stai sentendo? Lo sentite, che sono sordo. E allora, come facciamo? Non scappiamo. Non scappiamo. Bisogna affrontarla a qualunque costo. Il toro va preso per le corna. Già, questo è pure bello. Buona donna. Buona donna, sapete se il padrone di casa c'ha le corna? Sono affari suoi. Ma vuoi smettere di scherzare? Sì o no? E smettila una buona volta. Tu capisci la situazione. Io sono rammaricato. Ha detto proprio che non se ne va. E vabbè, ma questa volta è inutile che ti rammarichi, non è il caso proprio. Abbiamo l'incasso della vendita della Fontana dei Trevi, no? Già. E lo paghiamo con questo. Ma che sei pazzo? Perché? Oh! E perché? Quel denaro corre per mia figlia. Ah, già. Come facciamo? Come facciamo? Un'idea. Ho trovato. Ho trovato! Magnifica. Usiamo lo stesso sistema che abbiamo usato per il padrone di casa di Milano. Bellissimo. Ti ricordi che ha funzionato bene? Ha funzionato magnificamente. Prepara, prepara. Vai, vai. Buona donna. Lavate pure e se il caso non fate complimenti, sciorinate. Oh! Ma che bella sorpresa! E chi se l'aspettava? Io stavo in pensiero, era un pezzo che non ci vedevamo, è vero? E invece eccomi qui. Sono due ore che l'aspetto. Oh, quanto mi dispiace. Se l'avessi saputo sarei venuto prima. Comunque, si accomodi. Son già accomodato. Ah, è vero, che stupido. Comunque, allora si scomodi. Faccia il suo comodo. Faccia conto di essere in casa sua. Ma sono in casa mia. No, un momento. E adesso ci ho l'affitto io e ci convivo da diversi mesi col mio babbo. Da nove mesi. Oh, tanto quanto mi dovete per l'affitto. Ma questa volta sono venuto io invece del mio amministratore. Ma perché ha voluto incomodarmi? Perché mi dovete pagare. Ma non posso. Come? Io sono a carico del mio babbo. Alla sua età? E sono minore. Eh, tu dici che è minore, suo padre che cosa sarà allora? Maggiore. Come? Maggiore di bersagliere a riposo. Ah, sì. Sì, sì. E dov'è? Dov'è? Dov'è? Non si trova questo maggiore. Eh, io gliel'ho detto, a riposo. In questo momento sta riposando, sta allungato sul letto. No, lo chiami, che lo chiamo io, maggiore! No, strito! Striti! Così lo spaventa, poverino. Ma sta poco bene, sa. C'ha avuto il morbillo. Morbillo. E anche gli orecchioni. Oh! A proposito degli orecchioni. Dica. Lei li ha avuti? No, io no. Eppure me l'avevano detto. Chi gliel'ha detto? Sua moglie. Sua moglie! Babbo! Babbo, babetto, babbuccio, babbo d'oro. Ho sentito! Ho sentito! È l'ammiraglio, no? Porco di un'ammiraglia! Avanti! Cosa vuoi, piccolo discolo? Babbo, chi è questa specie di signore? Ma è come sarebbe il padrone di casa. Ah, io odio i padroni di casa. Anche io. Ma vuole parlare con te, dice che c'è un equivoco. Bene, me lo cucino io. Vi lascio soli, eh? Vai. Scusa, babbo. Vai, fanciullo, vai.
[3:24]Maggiore, lei mi deve nove mesi di pigione, l'affitto di questa casa. Ma lei c'ha le pigne. E io. Semmai mia figlia gli le deve dare. Io sono a carico di mia figlia. Ma come, suo figlio è a carico suo e lei è a carico di sua figlia? E non ci faccia caso. Ci carichiamo e ci scarichiamo a vicenda. Siamo o non siamo in democrazia? Siamo un maggiore a riposo, avrà una forte pensione. Ah, magari. Non me ne parli! Ma maggiore! Maggiore! Mi scusi. Ho fatto domande, contro domande, non mi hanno mai voluto riconoscere il grado. Figli di una biondina! Calma, lei non è maggiore dei bersaglieri. Come no? Sette fratelli in famiglia, tutti i bersaglieri. Io sono il più grande. E quindi sono il maggiore dei bersaglieri. Allora anche lei è un morto di fame. Nulla tenente. Ma non era maggiore? Ho detto nulla tenente. Non tengo niente. Papi! Oh, la mia piccola Lola! Disturbo? Ha fatto, figliola. Eh, ma chi è questo bel signore? Oh, troppo buona, signorina. Prego signore, salvi. Tenga. Che ladra, grande! Lo sa che ho sentito una specie di brivido blu? Oh, signora, io sono il padrone di casa. Ma no. Sì. Lei è il padrone di casa. Così giovane. E poi va in giro in borghese. Babbo. Bimbo. Ma tu non dovevi andare a fare quella cosuccia? Sì, sì, figliola, vado anche perché il signore vuole restare al rapporto con te, eh? Oh, io ci sto. Sì. Sì, figliola. Mi raccomando, figliola, ricordati che l'onore della nostra famiglia è nelle tue mani. Si farà. Ricorda che sei figlio di tanto padre, ricorda la battaglia di Porta Pia, ricorda le cinque giornate, ricorda la Marmora. Attenti! Riposo! Attenti! Non ce la faccio più. Non ce la faccio più. Ah, anche questa è fatta.
[5:27]Ma è ben cotta però, eh? Non ce la facevo più. Aspetta. Signora, permetti che mi seggo vicino a lei? E no, è il mio cappello, signora. Dov'è? Qui! Qui! Oh, scusi, eh. Prego. Scusi. Prego, signora. Ah, contento? Sì, signore, sì. Permetti che mi do un po' di cipria? Prego. C'ho il naso lucido. Sa, questi nasi. Lo trova grosso? No, signora. Eh. Lei mi dica di chi è il naso, no? Invidia. Mi do un po' di cipria. Sì. Uh! L'ho sporcata. No. No, signora, è un piacere. È un piacere. Scusi. Signora, veniamo al dunque. Io ho bisogno dei soldi. No, non parliamo di soldi. Anch'io, sa, ne ho bisogno, e tanti. Pensi. C'ho mio marito disoccupato. Eh. E i bambini? E i bambini? Lei ha figli? Io no. Avete i bambini? Ne verranno, no? Eh, sono appena 10 anni che sono sposata. Mi dia tempo, non sono mica schiachi che si sboccano. E che gli fai le donne le con quegli occhi? No. No. Ma che gli fai le donne? Non mi guardi così. Oddio, lei mi fa un senso. Mi fa un senso mi fa, con quegli occhioni. Eh, con quegli occhi mi spoglia.
[7:02]Spogliatoio. Ma che gli fai le donne? Ma che gli fai le donne? Ma che gli fai le donne? Scusi, scusi, sa, sono, sono superabile. Sì, sì, signora. Signora, non faccia così perché io, io sono fatto di carne. Anch'io. Eh, anch'io dico sono, sono debole, sa.
[7:44]Sono debole, eh. Se, signora. Mi chiami signora. Signora. Mi chiami Lola. Mi dispiace. No. Mi chiami Lola. Lola. Anzi, Lolita. Lolita.
[7:58]Mi chiami Lolita. Lolita. Ti piace Lolita? E che gli fai a le donne? E che gli fai a le donne? Eh, babbo, babbo, babbo! E la donna l'ho vista! C'ha il santuzzo mio marito, sono rovinata! Io a te, donna fedele, faccio cornuto. Stiamo non solo di questa vana tua gelosia. Non cantare! Scansati! Scansati! Oddio. Hai dove voglio. O sangue tuo mi hai a bere. Io a te, cosa vedosa. Portate il dettatore in casa mia. Che cosa ha detto? Portarsi il dissoluto in casa mia. No, no, io non l'ho neanche toccato. Ah, no. Ah, l'hai toccato. Sì, dica la verità, mi ha toccato. L'ha toccato. Non l'ha toccato. Te voglio ammazzare. No! Spogliati! Nudo ti voglio ammazzare. No. No. No. Ti voglio ammazzare! No! Che offese si lavano col sangue. No, col sangue, no. No, col sangue. E come lo vuoi lavare? Col sapone? Ah! Povera! No. No. Io le regalo i nove mesi di pigione che mi dovete. Nove mesi va così poco? Io, Sa, Santuzzo, ammazzalo. Hai sentito? Vai a ammazzarlo. No, un anno. E poco. Ammazzalo. Due anni. E poco. Ammazzalo. Tre anni. Che dici? Un triennio? Sì, sta bene. Sì. E allora te lo sparo. Si vada. No, che non ci metti più piede in casa mia. Hai capito? Vai. Signora. Vai, te ne vai? tre anni, non ci faccio vedere.



