Thumbnail for La Voce dell'Amore: Meditazione sullo Spirito Santo - Fra Roberto Pasolini  by Innamorati della lode

La Voce dell'Amore: Meditazione sullo Spirito Santo - Fra Roberto Pasolini

Innamorati della lode

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[0:00]Allora, ecco, eccoci, buonasera. con me il mio mitico tablet che ormai è il mio quaderno di bordo. Quando sono stato nominato in Vaticano, ho detto Ma potrò portare il tablet che ormai è il mio il mio taccuino, diciamo, no? E mi ricordo che qualche monsignore mi ha detto Ma come fa a fidarsi del tablet? Se per caso si spegne mentre lei parla, ho detto Mamma mia, non c'ho mai pensato a questa ipotesi. Adesso vedo che è al 43%, quindi dovrebbe reggermi. Allora, sì, sono felice di essere qui perché, appunto, vado un po' dove lo spirito mi mi conduce, no? E quindi ho ricevuto il vostro invito e ho visto che non era troppo lontano da Milano, continuo ad abitare a Milano e quindi ho pensato che, ecco, si poteva fare questa cosa, ed eccomi qui. Tanto poi in genere, non per fare un, come dire, una captazio benevolenzie, come si dice, no? Quello che mi mi fa decidere. Per caso qualcuno ha un pezzettino di carta, perché parlare per 40 minuti con il tavolino che balla, credo che sarebbe, va bene che lo spirito Ecco. Grandioso. Se non prevedo il tacio, questo. Questo è un intervento veramente spirituale. Cioè, molto concreto. Dicevo che uno dei fattori che poi mi aiuta a dire di sì, no, è il modo in cui vengo anche avvicinato, no? Per cui, ecco, non non vi svelo il retroscena del del dell'ufficio marketing della vostra parrocchia, però ha funzionato bene, ecco, di solito la gentilezza, il modo in cui un invito viene rivolto fa parte della possibilità di successo nei miei confronti, no? Quando qualcuno mi chiama in modo troppo, diciamo, forzato, a volte mi passa la voglia di andare, no? Invece voi siete stati una buona comunità cristiana, quindi complimenti. Allora, ehm ho radunato qualche pensiero sullo Spirito Santo. Tra l'altro, siamo nel tempo di Pasqua, che è il periodo più eh più importante, diciamo, per anche per riflettere su su questa realtà, come si diceva, misteriosa, ma in realtà l'unica esperienza reale che abbiamo di Dio è proprio lo spirito, no? Perché il Padre nostro che è nei cieli, un giorno speriamo di incontrarlo, il Figlio è venuto, ma è andato via, per cui l'unica parte di Dio con cui noi sentiamo una un'intima comunione è lo Spirito. È la parte più vicina a noi di Dio è proprio quella, per cui è importante approfondirne il senso, parlarne per rintracciarne un po' l'esperienza, no? A partire, però, da un dato storico che già il parroco accennava, che per noi cattolici lo Spirito Santo fino a un po' di tempo fa era davvero questo sconosciuto. Nel senso che nelle divisioni interne alla Chiesa che si sono ci sono state nei secoli, no? Sapete che c'è stata prima una grande spaccatura tra Occidente e Oriente, dopo il primo millennio. Poi nel secondo millennio una spaccatura all'interno dell'Occidente tra cattolicesimo e protestantesimo. Al punto che il mio predecessore in Vaticano, Padre Raniero Cantalamessa, no, a volte diceva un po' così che la Trinità si è come un pochettino articolata, no, nelle tre grandi famiglie cristiane. Noi cattolici ci siamo presi il Padre, l'autorità, il vertice, no, la gerarchia. I protestanti si sono presi il Figlio, la parola, la Bibbia, la parola di Dio, e gli orientali si sono specializzati nello Spirito, con le loro liturgie piene di sonagli, incensi e epiclesi, no? E c'è un qualcosa di vero, no, in questo, cioè che per noi cattolici è lo Spirito è un'esperienza di Dio. È Dio, ma è un'esperienza da da da veramente riapprofondire. Tra l'altro, anche i primi cristiani ci hanno messo un pochino a capire che lo Spirito Santo era Dio, e procede dal Padre, dal Figlio, eccetera, eccetera. C'è un Concilio, che è quello del 381 di Costantinopoli, dove è stato definito che lo Spirito Santo era Dio, 381. Voi figuratevi nei primi secoli cosa potevano capire i primi cristiani e noi con essi. Capite? Non è una cosa così semplice dire che lo Spirito Santo è Dio. Infatti, non so se conoscete questo passaggio degli Atti degli Apostoli al capitolo 19, dove si dice Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, attraversate le regioni dell'altopiano, giunse a Efeso. Qui trovò alcuni discepoli e disse loro Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede? Gli risposero con grande tranquillità Non abbiamo nemmeno sentito dire che ci sia uno Spirito Santo. Ed egli disse Quale battesimo avete ricevuto? Il battesimo di Giovanni. Questo passaggio che c'è nelle origini, no, dell'esperienza cristiana è qualcosa che anche, magari, molti di noi possono aver vissuto nella loro vita. Cioè, essere cristiani, essere anche battezzati, ma non avere una conoscenza e un'esperienza reale dello Spirito. Guardate che non è una una cosa così difficile, io per, per esempio, fino ai 22 anni ero un cristiano formalmente, ma era come se fossi un piatto di pasta senza olio, senza condimento, cioè non Le cose che cercavo di di vivere, anche, in nome di Dio, no, in nome del Vangelo, erano più uno sforzo di volontà che non qualcosa che mi veniva da dentro. E quindi lo Spirito è è, in realtà, una questione decisiva, perché fa, fa, è un, fa tutta la differenza. Il Cristianesimo può essere la morale più esigente, più impossibile e più difficile del mondo, oppure essere un'esperienza spirituale che sgorga da dentro, da un da una convinzione profonda. E questo credo che sia anche per noi una una possibilità oggi, perché è evidente che il Cristianesimo in Occidente sta vivendo una forte crisi. Però c'è un grande bisogno di spiritualità, come dicono le persone, no? Magari in chiesa no, però un momento di meditazione, di ritiro, di raccoglimento tutti lo vogliono vivere e ne hanno bisogno. Perché tutti sentiamo la necessità di ritrovare non lontano, ma dentro di noi, una sorgente, una una fonte, ecco, che possa permetterci di vivere la nostra vita in modo migliore. Quindi riflettere sullo Spirito Santo è una bella opportunità, eh, vi siete vi ho convinto in questi 5 minuti di introduzione, cioè, è davvero un tema ben scelto, quindi anche grazie per questo. Quindi questo ci dice già che lo Spirito Santo ha questo mistero da decifrare. È una persona, ma noi non lo vediamo. E quando noi siamo in relazione a persone un po' invisibili, capite che potrebbero esserci molti problemi, potrebbe essere la cosa più autentica del mondo, abbiamo davvero indovinato la presenza di Dio, oppure abbiamo bisogno di un giro al pronto soccorso, eh, se se siamo connessi a persone invisibili, amici immaginari o o altre cose del genere.

[7:20]Quindi non è facile, eh, perché tante volte lo spirito è è anche il luogo dove noi possiamo mistificare l'esperienza di Dio. È giusto dirlo. Cioè, dicendo che io sento così, che a me Dio mi parla in un certo modo, capite, posso giustificare tutte le mie stranezze. È lo Spirito, eh, sono un tipo spirituale. Quindi è è un luogo impegnativo lo Spirito Santo di cui di cui dovrei parlare. Allora, io stasera ho pensato di Allora, c'erano tanti approcci a questo argomento, di provare a a raccontarvi, cioè a a riascoltare come i primi cristiani, i primi apostoli hanno scoperto lo Spirito, e qual è stato, diciamo, il frutto, la conseguenza nella loro vita, per provare a arrivare poi un po' a noi. Sapete che il tempo di Pasqua anticamente era chiamato il Letitissimum Spatium, cioè lo spazio di felicità. Infatti dura 50 giorni, più della Quaresima, perché era il tempo in cui ci si preparava a ricevere a commemorare il dono dello Spirito. Non so se avete mai pensato che la il tempo di Pasqua è più lungo della Quaresima. Perché è più difficile convertirsi alla gioia e alla vitalità dello Spirito, che non al fatto che siamo peccatori. Per capire che siamo peccatori, che abbiamo bisogno del perdono bastano 40 giorni. Per convincerci che siamo risorti con Cristo e abbiamo ricevuto il suo spirito ci vuole un po' più di tempo, eh. E anche i discepoli, i primi discepoli hanno dovuto attendere quel tempo. Vi ricordate che la Pentecoste arriva 50 giorni dopo. Ora, perché, ecco, vado a concludere, non vorrei dilungarmi troppo, vediamo. No, c'ho ancora un po' di tempo.

[37:34]Perché i primi cristiani hanno fatto questa questa forte esperienza, ecco, sono diventati così sensibili. Ecco, quello che ho tentato di dirvi fino adesso potrebbe essere riassunto così. Lo Spirito Santo, no, sapete che San Paolo elenca i frutti, no, dello spirito, pace, amore, gioia, benevolenza, dominio di sé. Benissimo. Una parola che forse riassume tutti questi doni è una accresciuta sensibilità. Le persone spirituali sono quelle che hanno i sensi, che abbiamo tutti, rafforzati, potenziati, più sviluppati. Una persona spirituale è quella che si accorge se qualcuno ha bisogno di qualcosa e non ha paura di manifestare lui stesso, come dicevamo prima, il suo bisogno.

[38:25]Infatti, sapete cosa fa Pietro? Pieno di Spirito Santo, dopo questo primo prodigio, vi ricordo questo passaggio.

[38:35]Siamo sempre al capitolo 2 degli Atti, si alza in piedi a un certo punto, no, Pietro, e dice Uomini d'Israele, contate che c'erano 5.000 persone quel giorno, no, altro che Figino Serenza, c'è la tutta la la tutta la Lombardia. Uomini d'Israele, ascoltate queste parole. Gesù di Nazareth, uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi, segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene. Consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l'avete crocifisso e l'avete ucciso.

[39:19]Pietro che 50 giorni prima aveva rinnegato, l'altro aveva tradito, gli altri erano scappati tutti, si alza e punta il dito con quel a persone sconosciute. Ci vuole un bel coraggio, e soprattutto rischi di perdere l'unità. Pensate se fossi venuto e vi avessi detto questo a inizio serata Voi avete ucciso Gesù Cristo! Il parroco veniva, mi prendeva e diceva Grazie, Fra Roberto, è stato un piacere sentirti, magari ci risentiamo un'altra volta. Non è un non è un buon attacco, no? Eppure guardate cosa succede. Aggiunge Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Sappia, dunque, con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso. Allora, cosa sta facendo Pietro? Non sta cercando di mettere a disagio delle persone, evidentemente, e non sta cercando di colpevolizzare nessuno, dicendo Voi siete i responsabili. Lui che è appena stato raggiunto dallo Spirito Santo, che è appunto l'esperienza del perdono, dell'amore di Dio, vuole far vivere ad altre persone la sua stessa esperienza. E sa che, finché l'uomo, come dire, non si guarda con sincerità nella propria povertà, visto che tutti erano stati complici in qualche modo della morte di Gesù. Quindi era facile puntare il dito su qualcuno a quel momento. Erano stati tutti conniventi. Sarebbe come, no, se in Italia ci fosse una grave strage, no, e nessuno fa niente, io vado in piazza e dico Siete tutti colpevoli! Come lo sono anch'io. È evidente, no? Quindi Pietro non vuole mettere a disagio le persone che ha davanti, ma vuole favorire quella scoperta dello Spirito che lui ha appena fatto, lui e gli altri. E infatti, sapete cosa Cosa accade? All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore. E dissero a Pietro e agli altri apostoli Che cosa dobbiamo fare, fratelli? E Pietro disse loro Convertitevi, ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù per il perdono dei peccati e riceverete il dono dello Spirito Santo. Vedete, la parola di Pietro arriva e le persone sentono come il cuore che si spacca, che si trafigge, perché perde tutte quelle sue maschere, quelle sue corazze, no, quelle quei sistemi di difesa, quei firewall che impediscono allo spirito di manifestarsi. Questo aspetto, vedete, del del cuore che si spacca e che si apre, conferma l'immagine di uno spirito che non ha bisogno di irrompere dall'alto, ma gli basta invaderci da dentro.

[42:23]Sapete che nella sequenza allo spirito si dice proprio così Invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza nulla è nell'uomo. Provate a rileggervi stasera, magari prima di andare a dormire, la preghiera allo Spirito. Vedrete che tante immagini, tante parole che diciamo vi risuonano in un modo diverso. Quando noi diciamo allo Spirito, no, di venire, di invadere, eccetera, eccetera, stiamo dicendo al Dio che è già presente in noi Fai un po' tu. Fammi riposare un po'. Perché tante, tante delle della nostra vita non spirituale è semplicemente il nostro essere un po' troppo protagonisti di quello che facciamo. Non so se vi siete accorti, eh, di questo, visto che siamo un po' tutti un po' più che teenager. Abbiamo un po' di anni alle spalle, no? Ci siamo accorti che non basta fare il bene per essere buoni cristiani. Bisogna anche sapersi mettere un po' da parte. Lasciare spazio allo Spirito, vuol dire diventare persone che nella nella realtà si muovono, come dire, con un po' di discrezione, perché perché non hanno più bisogno di imporsi all'attenzione degli altri. Dio ci ha talmente destrutturato nel tempo, no, che che noi facciamo fluire più lui che non noi. Questa è stata la scoperta dei discepoli, per questo le altre persone hanno sentito la voce dei discepoli come una voce bella, simpatica, attraente e si sono avvicinati a loro, dicendo Ma come si fa a diventare come voi? Perché ci sembra bello questo modo di parlare, di essere come il vostro. Infatti, sentite come continua un po' il racconto degli Atti, perché qui vediamo concretamente poi cosa fa lo Spirito nel cuore di una comunità. Sapete che ci sono questi sommari, si chiamano, no, nel libro degli Atti, cioè dei piccoli quadretti in cui si racconta come era la vita a quel tempo. Uno dice così La moltitudine di coloro che erano credenti che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola, e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva. Ma fra loro tutto era comune. Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della resurrezione di Gesù e tutti godevano di grande favore. Nessuno, infatti, tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano. Portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli. Poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno. Allora, questo sembra un quadretto no, talmente ideale che uno poi dice Sì, vabbè, un po' troppo, no? Da noi qua, magari, si litiga tra, che ne so, tra catechiste, sacristi e che ne so, dei i gruppi parrocchiali, no, sono anche sempre pieni di fazioni, di Quindi, diciamo, mah, mi sembra un pochettino un traguardo impossibile. Però, notate in questo quadro ideale, quali sono le cose che forse ci fanno venire la nostalgia dello Spirito, no? E ci fanno venire voglia di essere vissute. Qui tra le cose importanti, si dicono due cose che sono proprio i frutti tipici dello Spirito Santo in mezzo a noi. Da una parte, non considerare più cose nostre e basta, le cose che possediamo. Fate attenzione che sembra quasi un paradosso, no? Cioè, noi continuiamo a possedere delle cose. Il Cristianesimo non è quella povertà un po' pazza di San Francesco che rinuncia a tutte le cose, ma è non considerare solo mia, solo mia proprietà quello che mi appartiene. Quindi, metterlo in condivisione. Utilizzarlo per avere relazioni con gli altri. Capite? Quello che succede ai primi Apostoli è che capiscono che la materia, i beni, le cose di questo mondo ci servono per stringere buone relazioni con gli altri. Non per fare pile di possedimenti, che poi non ci servono a niente. Tu puoi anche accumulare tutti tutti i soldi del mondo, ma che ti servono, se non li condividi con nessuno? Se sono solo per te. Quindi la prima intuizione, no, che lo Spirito regala alle persone è Condividi quello che hai e sarai felice. Hai un po' di tempo, hai un po' di soldi, hai un po' di beni, non pensare che siano solo per te. Prova a immaginare anche a chi potrebbero essere utili, per chi potrebbero essere significativi. Capite che la felicità sta qui, eh.

[47:25]Ma la cosa ancora più importante che fa lo Spirito nelle relazioni di questi primi testimoni, avete ascoltato tutte quelle frasi che riguardano il bisogno di ciascuno? Si dice che tutti i bisogni erano colmati. Non c'era nessuno bisognoso nella comunità. Questo vuol dire, da una parte che c'era una buona Caritas, un buono sportello di di condivisione, ma anche un'altra cosa, che ciascuno era libero di manifestare il proprio bisogno, cioè di tendere la mano e di ricevere, che forse è ancora più importante. Sapete che San Francesco mandava i frati in giro per l'elemosina, no? Sapete il famoso frate cercatore, quello con la gerla, con la sporta, no, che andava in giro nelle campagne a chiedere da mangiare. E l'ha scritto nella regola, diceva Andate, quando il lavoro non ci basta, andate con fiducia per l'elemosina e non vi vergognate, diceva, di chiedere l'elemosina. E spiegava anche il motivo, perché di tutte le cose che gli uomini portano in questo mondo, non gli rimane niente, ma delle elemosine e di quello che avranno dato, gli rimane per la vita eterna. Quindi Francesco ha detto Andate a fare l'elemosina, perché tra l'altro, voi fate un favore agli altri, perché mettete gli altri nella condizione di farvi un regalo. E allora quelli vanno per vanno nella vita eterna con quell'atto di carità che hanno fatto. Capite? Questo è questa è la mentalità dello Spirito.

[48:50]Una persona spirituale, capite, non è la persona con gli occhi chiusi, ascetica, che non ha bisogno di niente e di nessuno. Queste sono le nostre immaginazioni un po' strampalate. La persona spirituale assomiglia molto di più alla a Gesù sulla croce che dice Ho sete e gli danno da bere. Cioè, è l'uomo che è riconciliato con la sua povertà, ha smesso di vergognarsi per quello che è.

[49:33]Quando ero giovane, mi ricordo che c'era questo telefilm, vi ricordate Happy Days? C'è la maggior parte di voi lo ha visto, no? Vi ricordate questo personaggio Fonzi, quello con la giacca di pelle? Vi ricordate qual era il problema di Fonzi, Arthur Fonzie detto Fonzi, che non sapeva mai chiedere scusa. Quando doveva chiedere scusa gli veniva una paralisi alla lingua, no, diceva Scusa, scusa, scusa e non riusciva mai a pronunciare la parola, perché era troppo lui al centro della scena. Non poteva mai mi è sempre rimasta impressa quell'immagine, no, perché quando sono cresciuto, ho visto che la maggior parte delle persone, purtroppo, c'ha quel problema. Tutti noi c'abbiamo quel problema, che facciamo un po' i fenomeni. Siccome siamo diventati grandi, no, non possiamo più diventare piccoli. Cioè, non possiamo più dire Ho sbagliato, mi spiace, scusa. Sembra che chissà cosa succede, no, se ammettiamo pubblicamente la nostra bancarotta. Invece nella prima comunità c'era questa libertà, perché era molto più bella l'esperienza di ricevere l'amore, il perdono, che non questa specie di finzione collettiva, no, di far tutti gli splendidi, dove sembra che siamo tutti in piedi sulle nostre forze, sulle nostre gambe, ma non è così.

[51:23]E spesso questi sono proprio anche i piccoli eh non so, le piccole paludi che viviamo anche tra di noi, no, nelle nostre famiglie, dove passiamo, magari, settimane, mesi, no, a guardarci con la faccia scura, buia, perché non riusciamo a dire Scusa, ho sbagliato, mi spiace, perdonami. Cioè, non riusciamo a sbloccare, no? Lì c'è lo Spirito Santo in cantina che aspetta soltanto di uscire, e noi siamo lì che mangiamo in silenzio, gli uni davanti agli altri, no, e non abbiamo, come dire, l'umiltà di di tirar fuori la forza dello spirito. Che per liberarlo ci basta, è come liberare il cane, eh, tu toglila toglila la la la catena, quello va. Lo Spirito Santo è uguale. Se appena appena tu hai il coraggio di investire sul perdono, lo fa lo Spirito Santo, eh.

[52:27]Io non sapete quante volte in convento ho avuto la necessità di dover andare verso un fratello con cui non avevo niente a che fare, cioè, mi sembrava la persona più estranea da me, magari c'era successo qualcosa e bisognava riprendere il rapporto. E tu sei lì, no, dici Vado, non vado, vado, non vado. Poi senti una forza dentro di te che mormora, dice Vai, vai, da tuo fratello, no, questo. Poi quando vai verso l'altro, ti accorgi che c'è sempre una via di riconciliazione, sempre. Qualsiasi cosa sia avvenuta. Se invece non vai, ogni giorno ti sembra che la situazione sia sempre più irrecuperabile. Fateci caso. Quando noi rimandiamo a domani, no, i gesti di perdono, di misericordia, dicendo allo Spirito Santo Guarda, adesso non è ancora il momento, stai lì, prima o poi approfitterò della tua presenza. Passano le settimane, i mesi e gli anni, nel frattempo lo spirito santo è andato in letargo. I nostri problemi sono diventati delle montagne irrisolvibili, non non più scalabili, e tante volte moriamo così, senza più dirci scusa, mi spiace, ricominciamo. Quando basterebbe un attimo, davvero, basterebbe un cenno, tante volte, no?

[54:25]Infatti, ecco, ora vi faccio ascoltare, eh, queste parole. Scusate, ecco, prima ho detto Galati, della lettera ai Romani, che dicono proprio così

[54:51]Ora non c'è più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, perché la legge dello spirito che dà vita in Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte.

[55:30]Infatti, ciò che era impossibile alla legge, resa impotente a causa della carne, Dio lo ha reso possibile, mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato. È interessante che Paolo parli di una condanna, perché Paolo era un profondo conoscitore dell'anima umana. E lui sa benissimo che dentro di noi c'è come sempre una voce che tenta di condannarci, che tenta di dirci Sei sbagliato. Dio non ti vuole più bene, Dio non ti ama. Sapete che uno dei nomi dello Spirito Santo è l'avvocato, no? Il Paraclito o l'avvocato. Nei tribunali antichi, noi c'abbiamo in mente, no, l'avvocato un po' nei film occidentali a cui siamo abituati, no? L'avvocato è questo tipo con la giacca e cravatta che parla davanti alla giuria, giusto? Nei, nella nella giurisdizione antica, sapete cosa faceva l'avvocato? Non parlava a nessuna giuria. Andava a bisbigliare nell'orecchio del dell'imputato le parole per difendersi da solo. Gesù aveva questa immagine, quando parlava dello Spirito Santo. Cioè, lo Spirito Santo è l'avvocato che anche quando siamo un po' nei guai, quando siamo un po' tristi, delusi, amareggiati, viene e bisbiglia Abba Padre. Non guardate allo specchio, guarda in alto, Dio è tuo Padre.

[57:08]Hai sbagliato, non sei riuscito a portare i tuoi figli in chiesa, hai fatto questo e quest'altro. Dio è tuo Padre. Alza lo sguardo. Non ti valutare con i tuoi criteri. Capite? Questo è questo è lo Spirito. È quello che continua a farci a a correggerci lo sguardo che ci riporta lo sguardo verso Dio. E infatti, ecco, ora vi faccio ascoltare, eh, queste parole. Scusate, ecco, prima ho detto Galati, della lettera ai Romani, che dicono proprio così Infatti, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio sono figli di Dio. Un tempo, no, qualche tempo fa, qualche decennio fa, erano i tempi in cui nelle chiese, nelle parrocchie nostre si diceva che eravamo tutti figli di Dio. Vi ricordate? Per non discriminare quelli che tanto, poi, avrebbero smesso comunque di venire in parrocchia. Quindi è stata un'operazione non troppo fortunata, comunque, no? Abbiamo tentato di dire, siamo tutti figli di Dio, ma nel frattempo le persone che a cui non interessava, no, quello che stavamo vivendo, se ne sono andate ugualmente. San Paolo non dice che siamo tutti figli di Dio, dice che figli di Dio sono quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, che non è una discriminazione, ma è un'indicazione importante, perché tu puoi anche avere un Padre, ma se non ci parli mai con questo Padre, sei orfano. Se non lo vai mai a trovare, di fatto, ce l'hai quel Padre, ma è come se non lo avessi. I primi cristiani, capite, non si sono sentiti superiori agli altri. Hanno semplicemente incontrato il volto del Padre e hanno tentato di dire a tutti Ma guardate che abbiamo un Padre! Ce lo conferma lo Spirito che abbiamo ricevuto, cioè, siamo intimamente convinti che che sia davvero nostro Padre Dio.

[59:30]E quindi delle memorie incancellabili nel suo cuore.

[59:50]Essere diventati figli di Dio è proprio il dono per eccellenza dello Spirito, questa consapevolezza. E quindi capite che significa in qualche modo ritornare al battesimo, a quello che, infatti, nel battesimo è avvenuto, che siamo diventati figli di Dio. Siccome per molti di, per molti di noi, quando ci hanno detto queste cose, eravamo talmente piccoli che non l'abbiamo potuto comprendere immediatamente, poi la vita ci ha dato l'occasione di scoprire quel dono, no? E ce l'ha sta continuamente dando. Quindi, ecco, riscoprire lo Spirito non è altro che ritrovare dentro di noi la consapevolezza e la certezza di essere figli di Dio. E quindi delle memorie incancellabili nel suo cuore. Infatti, sapete che nella lettera ai Galati, dove Paolo rimprovera un po', no, questi Galati che erano partiti benissimo e poi stavano ricominciando a fare le cose di prima, no, la circoncisione, la processione di qui e di là, insomma, tante pratiche che ormai non servivano più, non erano più necessarie. Proprio in quella lettera arriva a dire, no, voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli che grida Abba, Padre. Lo Spirito stesso, con la S maiuscola, insieme al nostro spirito, con la S minuscola, attesta che siamo figli di Dio.

[1:21]E se siamo figli, siamo anche eredi. Ecco, questo è, è, credo, un po' il segreto dello Spirito. È un grido potente, incancellabile, inalienabile che Dio è riuscito a porre nel cuore di una comunità, no, di persone come noi, che hanno poi fatto da tam tam, sono state la cassa di risonanza di questo dono che poi è arrivato anche a noi. Essere diventati figli di Dio è proprio il dono per eccellenza dello Spirito, questa consapevolezza. E quindi capite che significa, in qualche modo, ritornare al battesimo, a quello che, infatti, nel battesimo è avvenuto, che siamo diventati figli di Dio. Siccome per molti di, per molti di noi, quando ci hanno detto queste cose, eravamo talmente piccoli che non l'abbiamo potuto comprendere immediatamente, poi la vita ci ha dato l'occasione di scoprire quel dono, no? E ce l'ha sta continuamente dando. Quindi, ecco, riscoprire lo Spirito non è altro che ritrovare dentro di noi la consapevolezza e la certezza di essere figli di Dio. E quindi delle memorie incancellabili nel suo cuore. Infatti, sapete che nella lettera ai Galati, dove Paolo rimprovera un po', no, questi Galati che erano partiti benissimo e poi stavano ricominciando a fare le cose di prima, no, la circoncisione, la processione di qui e di là, insomma, tante pratiche che ormai non servivano più, non erano più necessarie. Proprio in quella lettera arriva a dire, no, voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli che grida Abba, Padre. Lo Spirito stesso, con la S maiuscola, insieme al nostro spirito, con la S minuscola, attesta che siamo figli di Dio.

[3:21]E se siamo figli, siamo anche eredi. Ecco, questo è, è, credo, un po' il segreto dello Spirito. È un grido potente, incancellabile, inalienabile che Dio è riuscito a porre nel cuore di una comunità, no, di persone come noi, che hanno poi fatto da tam tam, sono state la cassa di risonanza di questo dono che poi è arrivato anche a noi. Essere diventati figli di Dio è proprio il dono per eccellenza dello Spirito, questa consapevolezza. E quindi capite che significa, in qualche modo, ritornare al battesimo, a quello che, infatti, nel battesimo è avvenuto, che siamo diventati figli di Dio. Siccome per molti di, per molti di noi, quando ci hanno detto queste cose, eravamo talmente piccoli che non l'abbiamo potuto comprendere immediatamente, poi la vita ci ha dato l'occasione di scoprire quel dono, no? E ce l'ha sta continuamente dando. Quindi, ecco, riscoprire lo Spirito non è altro che ritrovare dentro di noi la consapevolezza e la certezza di essere figli di Dio. E quindi delle memorie incancellabili nel suo cuore. Infatti, sapete che nella lettera ai Galati, dove Paolo rimprovera un po', no, questi Galati che erano partiti benissimo e poi stavano ricominciando a fare le cose di prima, no, la circoncisione, la processione di qui e di là, insomma, tante pratiche che ormai non servivano più, non erano più necessarie. Proprio in quella lettera arriva a dire, no, voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli che grida Abba, Padre. Lo Spirito stesso, con la S maiuscola, insieme al nostro spirito, con la S minuscola, attesta che siamo figli di Dio.

[5:21]E se siamo figli, siamo anche eredi. Ecco, questo è, è, credo, un po' il segreto dello Spirito. È un grido potente, incancellabile, inalienabile che Dio è riuscito a porre nel cuore di una comunità, no, di persone come noi, che hanno poi fatto da tam tam, sono state la cassa di risonanza di questo dono che poi è arrivato anche a noi. Essere diventati figli di Dio è proprio il dono per eccellenza dello Spirito, questa consapevolezza. E quindi capite che significa, in qualche modo, ritornare al battesimo, a quello che, infatti, nel battesimo è avvenuto, che siamo diventati figli di Dio. Siccome per molti di, per molti di noi, quando ci hanno detto queste cose, eravamo talmente piccoli che non l'abbiamo potuto comprendere immediatamente, poi la vita ci ha dato l'occasione di scoprire quel dono, no? E ce l'ha sta continuamente dando. Quindi, ecco, riscoprire lo Spirito non è altro che ritrovare dentro di noi la consapevolezza e la certezza di essere figli di Dio. E quindi delle memorie incancellabili nel suo cuore. Infatti, sapete che nella lettera ai Galati, dove Paolo rimprovera un po', no, questi Galati che erano partiti benissimo e poi stavano ricominciando a fare le cose di prima, no, la circoncisione, la processione di qui e di là, insomma, tante pratiche che ormai non servivano più, non erano più necessarie. Proprio in quella lettera arriva a dire, no, voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli che grida Abba, Padre. Lo Spirito stesso, con la S maiuscola, insieme al nostro spirito, con la S minuscola, attesta che siamo figli di Dio.

[7:21]E se siamo figli, siamo anche eredi. Ecco, questo è, è, credo, un po' il segreto dello Spirito. È un grido potente, incancellabile, inalienabile che Dio è riuscito a porre nel cuore di una comunità, no, di persone come noi, che hanno poi fatto da tam tam, sono state la cassa di risonanza di questo dono che poi è arrivato anche a noi. Essere diventati figli di Dio è proprio il dono per eccellenza dello Spirito, questa consapevolezza. E quindi capite che significa, in qualche modo, ritornare al battesimo, a quello che, infatti, nel battesimo è avvenuto, che siamo diventati figli di Dio. Siccome per molti di, per molti di noi, quando ci hanno detto queste cose, eravamo talmente piccoli che non l'abbiamo potuto comprendere immediatamente, poi la vita ci ha dato l'occasione di scoprire quel dono, no? E ce l'ha sta continuamente dando. Quindi, ecco, riscoprire lo Spirito non è altro che ritrovare dentro di noi la consapevolezza e la certezza di essere figli di Dio. E quindi delle memorie incancellabili nel suo cuore. Infatti, sapete che nella lettera ai Galati, dove Paolo rimprovera un po', no, questi Galati che erano partiti benissimo e poi stavano ricominciando a fare le cose di prima, no, la circoncisione, la processione di qui e di là, insomma, tante pratiche che ormai non servivano più, non erano più necessarie. Proprio in quella lettera arriva a dire, no, voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli che grida Abba, Padre. Lo Spirito stesso, con la S maiuscola, insieme al nostro spirito, con la S minuscola, attesta che siamo figli di Dio.

[9:21]E se siamo figli, siamo anche eredi. Ecco, questo è, è, credo, un po' il segreto dello Spirito. È un grido potente, incancellabile, inalienabile che Dio è riuscito a porre nel cuore di una comunità, no, di persone come noi, che hanno poi fatto da tam tam, sono state la cassa di risonanza di questo dono che poi è arrivato anche a noi. Essere diventati figli di Dio è proprio il dono per eccellenza dello Spirito, questa consapevolezza. E quindi capite che significa, in qualche modo, ritornare al battesimo, a quello che, infatti, nel battesimo è avvenuto, che siamo diventati figli di Dio. Siccome per molti di, per molti di noi, quando ci hanno detto queste cose, eravamo talmente piccoli che non l'abbiamo potuto comprendere immediatamente, poi la vita ci ha dato l'occasione di scoprire quel dono, no? E ce l'ha sta continuamente dando. Quindi, ecco, riscoprire lo Spirito non è altro che ritrovare dentro di noi la consapevolezza e la certezza di essere figli di Dio. E quindi delle memorie incancellabili nel suo cuore. Infatti, sapete che nella lettera ai Galati, dove Paolo rimprovera un po', no, questi Galati che erano partiti benissimo e poi stavano ricominciando a fare le cose di prima, no, la circoncisione, la processione di qui e di là, insomma, tante pratiche che ormai non servivano più, non erano più necessarie. Proprio in quella lettera arriva a dire, no, voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli che grida Abba, Padre. Lo Spirito stesso, con la S maiuscola, insieme al nostro spirito, con la S minuscola, attesta che siamo figli di Dio.

[11:21]E se siamo figli, siamo anche eredi. Ecco, questo è, è, credo, un po' il segreto dello Spirito. È un grido potente, incancellabile, inalienabile che Dio è riuscito a porre nel cuore di una comunità, no, di persone come noi, che hanno poi fatto da tam tam, sono state la cassa di risonanza di questo dono che poi è arrivato anche a noi. Essere diventati figli di Dio è proprio il dono per eccellenza dello Spirito, questa consapevolezza. E quindi capite che significa, in qualche modo, ritornare al battesimo, a quello che, infatti, nel battesimo è avvenuto, che siamo diventati figli di Dio. Siccome per molti di, per molti di noi, quando ci hanno detto queste cose, eravamo talmente piccoli che non l'abbiamo potuto comprendere immediatamente, poi la vita ci ha dato l'occasione di scoprire quel dono, no? E ce l'ha sta continuamente dando. Quindi, ecco, riscoprire lo Spirito non è altro che ritrovare dentro di noi la consapevolezza e la certezza di essere figli di Dio. E quindi delle memorie incancellabili nel suo cuore. Infatti, sapete che nella lettera ai Galati, dove Paolo rimprovera un po', no, questi Galati che erano partiti benissimo e poi stavano ricominciando a fare le cose di prima, no, la circoncisione, la processione di qui e di là, insomma, tante pratiche che ormai non servivano più, non erano più necessarie. Proprio in quella lettera arriva a dire, no, voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli che grida Abba, Padre. Lo Spirito stesso, con la S maiuscola, insieme al nostro spirito, con la S minuscola, attesta che siamo figli di Dio.

[13:21]E se siamo figli, siamo anche eredi. Ecco, questo è, è, credo, un po' il segreto dello Spirito. È un grido potente, incancellabile, inalienabile che Dio è riuscito a porre nel cuore di una comunità, no, di persone come noi, che hanno poi fatto da tam tam, sono state la cassa di risonanza di questo dono che poi è arrivato anche a noi. Essere diventati figli di Dio è proprio il dono per eccellenza dello Spirito, questa consapevolezza. E quindi capite che significa, in qualche modo, ritornare al battesimo, a quello che, infatti, nel battesimo è avvenuto, che siamo diventati figli di Dio. Siccome per molti di, per molti di noi, quando ci hanno detto queste cose, eravamo talmente piccoli che non l'abbiamo potuto comprendere immediatamente, poi la vita ci ha dato l'occasione di scoprire quel dono, no? E ce l'ha sta continuamente dando. Quindi, ecco, riscoprire lo Spirito non è altro che ritrovare dentro di noi la consapevolezza e la certezza di essere figli di Dio. E quindi delle memorie incancellabili nel suo cuore. Infatti, sapete che nella lettera ai Galati, dove Paolo rimprovera un po', no, questi Galati che erano partiti benissimo e poi stavano ricominciando a fare le cose di prima, no, la circoncisione, la processione di qui e di là, insomma, tante pratiche che ormai non servivano più, non erano più necessarie. Proprio in quella lettera arriva a dire, no, voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli che grida Abba, Padre. Lo Spirito stesso, con la S maiuscola, insieme al nostro spirito, con la S minuscola, attesta che siamo figli di Dio.

[15:21]E se siamo figli, siamo anche eredi. Ecco, questo è, è, credo, un po' il segreto dello Spirito. È un grido potente, incancellabile, inalienabile che Dio è riuscito a porre nel cuore di una comunità, no, di persone come noi, che hanno poi fatto da tam tam, sono state la cassa di risonanza di questo dono che poi è arrivato anche a noi. Essere diventati figli di Dio è proprio il dono per eccellenza dello Spirito, questa consapevolezza. E quindi capite che significa, in qualche modo, ritornare al battesimo, a quello che, infatti, nel battesimo è avvenuto, che siamo diventati figli di Dio. Siccome per molti di, per molti di noi, quando ci hanno detto queste cose, eravamo talmente piccoli che non l'abbiamo potuto comprendere immediatamente, poi la vita ci ha dato l'occasione di scoprire quel dono, no? E ce l'ha sta continuamente dando. Quindi, ecco, riscoprire lo Spirito non è altro che ritrovare dentro di noi la consapevolezza e la certezza di essere figli di Dio. E quindi delle memorie incancellabili nel suo cuore. Infatti, sapete che nella lettera ai Galati, dove Paolo rimprovera un po', no, questi Galati che erano partiti benissimo e poi stavano ricominciando a fare le cose di prima, no, la circoncisione, la processione di qui e di là, insomma, tante pratiche che ormai non servivano più, non erano più necessarie. Proprio in quella lettera arriva a dire, no, voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli che grida Abba, Padre. Lo Spirito stesso, con la S maiuscola, insieme al nostro spirito, con la S minuscola, attesta che siamo figli di Dio.

[17:21]E se siamo figli, siamo anche eredi. Ecco, questo è, è, credo, un po' il segreto dello Spirito. È un grido potente, incancellabile, inalienabile che Dio è riuscito a porre nel cuore di una comunità, no, di persone come noi, che hanno poi fatto da tam tam, sono state la cassa di risonanza di questo dono che poi è arrivato anche a noi. Essere diventati figli di Dio è proprio il dono per eccellenza dello Spirito, questa consapevolezza. E quindi capite che significa, in qualche modo, ritornare al battesimo, a quello che, infatti, nel battesimo è avvenuto, che siamo diventati figli di Dio. Siccome per molti di, per molti di noi, quando ci hanno detto queste cose, eravamo talmente piccoli che non l'abbiamo potuto comprendere immediatamente, poi la vita ci ha dato l'occasione di scoprire quel dono, no? E ce l'ha sta continuamente dando. Quindi, ecco, riscoprire lo Spirito non è altro che ritrovare dentro di noi la consapevolezza e la certezza di essere figli di Dio. E quindi delle memorie incancellabili nel suo cuore. Infatti, sapete che nella lettera ai Galati, dove Paolo rimprovera un po', no, questi Galati che erano partiti benissimo e poi stavano ricominciando a fare le cose di prima, no, la circoncisione, la processione di qui e di là, insomma, tante pratiche che ormai non servivano più, non erano più necessarie. Proprio in quella lettera arriva a dire, no, voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli che grida Abba, Padre. Lo Spirito stesso, con la S maiuscola, insieme al nostro spirito, con la S minuscola, attesta che siamo figli di Dio.

[19:21]E se siamo figli, siamo anche eredi. Ecco, questo è, è, credo, un po' il segreto dello Spirito. È un grido potente, incancellabile, inalienabile che Dio è riuscito a porre nel cuore di una comunità, no, di persone come noi, che hanno poi fatto da tam tam, sono state la cassa di risonanza di questo dono che poi è arrivato anche a noi. Essere diventati figli di Dio è proprio il dono per eccellenza dello Spirito, questa consapevolezza. E quindi capite che significa, in qualche modo, ritornare al battesimo, a quello che, infatti, nel battesimo è avvenuto, che siamo diventati figli di Dio. Siccome per molti di, per molti di noi, quando ci hanno detto queste cose, eravamo talmente piccoli che non l'abbiamo potuto comprendere immediatamente, poi la vita ci ha dato l'occasione di scoprire quel dono, no? E ce l'ha sta continuamente dando. Quindi, ecco, riscoprire lo Spirito non è altro che ritrovare dentro di noi la consapevolezza e la certezza di essere figli di Dio. E quindi delle memorie incancellabili nel suo cuore. Infatti, sapete che nella lettera ai Galati, dove Paolo rimprovera un po', no, questi Galati che erano partiti benissimo e poi stavano ricominciando a fare le cose di prima, no, la circoncisione, la processione di qui e di là, insomma, tante pratiche che ormai non servivano più, non erano più necessarie. Proprio in quella lettera arriva a dire, no, voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli che grida Abba, Padre. Lo Spirito stesso, con la S maiuscola, insieme al nostro spirito, con la S minuscola, attesta che siamo figli di Dio.

[21:21]E se siamo figli, siamo anche eredi. Ecco, questo è, è, credo, un po' il segreto dello Spirito. È un grido potente, incancellabile, inalienabile che Dio è riuscito a porre nel cuore di una comunità, no, di persone come noi, che hanno poi fatto da tam tam, sono state la cassa di risonanza di questo dono che poi è arrivato anche a noi. Essere diventati figli di Dio è proprio il dono per eccellenza dello Spirito, questa consapevolezza. E quindi capite che significa, in qualche modo, ritornare al battesimo, a quello che, infatti, nel battesimo è avvenuto, che siamo diventati figli di Dio. Siccome per molti di, per molti di noi, quando ci hanno detto queste cose, eravamo talmente piccoli che non l'abbiamo potuto comprendere immediatamente, poi la vita ci ha dato l'occasione di scoprire quel dono, no? E ce l'ha sta continuamente dando. Quindi, ecco, riscoprire lo Spirito non è altro che ritrovare dentro di noi la consapevolezza e la certezza di essere figli di Dio. E quindi delle memorie incancellabili nel suo cuore. Infatti, sapete che nella lettera ai Galati, dove Paolo rimprovera un po', no, questi Galati che erano partiti benissimo e poi stavano ricominciando a fare le cose di prima, no, la circoncisione, la processione di qui e di là, insomma, tante pratiche che ormai non servivano più, non erano più necessarie. Proprio in quella lettera arriva a dire, no, voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli che grida Abba, Padre. Lo Spirito stesso, con la S maiuscola, insieme al nostro spirito, con la S minuscola, attesta che siamo figli di Dio.

[23:21]E se siamo figli, siamo anche eredi. Ecco, questo è, è, credo, un po' il segreto dello Spirito. È un grido potente, incancellabile, inalienabile che Dio è riuscito a porre nel cuore di una comunità, no, di persone come noi, che hanno poi fatto da tam tam, sono state la cassa di risonanza di questo dono che poi è arrivato anche a noi. Essere diventati figli di Dio è proprio il dono per eccellenza dello Spirito, questa consapevolezza. E quindi capite che significa, in qualche modo, ritornare al battesimo, a quello che, infatti, nel battesimo è avvenuto, che siamo diventati figli di Dio. Siccome per molti di, per molti di noi, quando ci hanno detto queste cose, eravamo talmente piccoli che non l'abbiamo potuto comprendere immediatamente, poi la vita ci ha dato l'occasione di scoprire quel dono, no? E ce l'ha sta continuamente dando. Quindi, ecco, riscoprire lo Spirito non è altro che ritrovare dentro di noi la consapevolezza e la certezza di essere figli di Dio. E quindi delle memorie incancellabili nel suo cuore. Infatti, sapete che nella lettera ai Galati, dove Paolo rimprovera un po', no, questi Galati che erano partiti benissimo e poi stavano ricominciando a fare le cose di prima, no, la circoncisione, la processione di qui e di là, insomma, tante pratiche che ormai non servivano più, non erano più necessarie. Proprio in quella lettera arriva a dire, no, voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli che grida Abba, Padre. Lo Spirito stesso, con la S maiuscola, insieme al nostro spirito, con la S minuscola, attesta che siamo figli di Dio.

[25:21]E se siamo figli, siamo anche eredi. Ecco, questo è, è, credo, un po' il segreto dello Spirito. È un grido potente, incancellabile, inalienabile che Dio è riuscito a porre nel cuore di una comunità, no, di persone come noi, che hanno poi fatto da tam tam, sono state la cassa di risonanza di questo dono che poi è arrivato anche a noi. Essere diventati figli di Dio è proprio il dono per eccellenza dello Spirito, questa consapevolezza. E quindi capite che significa, in qualche modo, ritornare al battesimo, a quello che, infatti, nel battesimo è avvenuto, che siamo diventati figli di Dio. Siccome per molti di, per molti di noi, quando ci hanno detto queste cose, eravamo talmente piccoli che non l'abbiamo potuto comprendere immediatamente, poi la vita ci ha dato l'occasione di scoprire quel dono, no? E ce l'ha sta continuamente dando. Quindi, ecco, riscoprire lo Spirito non è altro che ritrovare dentro di noi la consapevolezza e la certezza di essere figli di Dio. E quindi delle memorie incancellabili nel suo cuore. Infatti, sapete che nella lettera ai Galati, dove Paolo rimprovera un po', no, questi Galati che erano partiti benissimo e poi stavano ricominciando a fare le cose di prima, no, la circoncisione, la processione di qui e di là, insomma, tante pratiche che ormai non servivano più, non erano più necessarie. Proprio in quella lettera arriva a dire, no, voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli che grida Abba, Padre. Lo Spirito stesso, con la S maiuscola, insieme al nostro spirito, con la S minuscola, attesta che siamo figli di Dio.

[27:21]E se siamo figli, siamo anche eredi. Ecco, questo è, è, credo, un po' il segreto dello Spirito. È un grido potente, incancellabile, inalienabile che Dio è riuscito a porre nel cuore di una comunità, no, di persone come noi, che hanno poi fatto da tam tam, sono state la cassa di risonanza di questo dono che poi è arrivato anche a noi.

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