[0:00]Fratelli, una delle poesie più note di Giuseppe Ungaretti, scritta il 15 luglio del 1916 a Mariano del Friuli. Quindi, siamo durante la Prima Guerra Mondiale, il poeta sta combattendo lungo il fiume Isonzo sul fronte del Carso con gli altri italiani contro gli austriaci. Come vedete, abbiamo due versioni della stessa poesia. La prima, quella originaria, aveva il titolo di Soldato e fu pubblicata nella raccolta Porto Sepolto. Vedete che è un pochino più lunga, più descrittiva, ci sono tre strofe e 15 versi. La poesia però è stata rimaneggiata diverse volte, fino alla versione definitiva del 1942, pubblicata nella raccolta l'Allegria con il titolo Fratelli. E come vedete, molto più breve, più scarna. Ungaretti è andato proprio alla estrema ricerca dell'essenzialità della parola. Abbiamo cinque strofe e solamente 10 versi con alcune differenze che saltano subito agli occhi. Per esempio, qui c'è Fratello al singolare, qui invece Fratelli, invece di tremante parola, parola tremante, invece di fogliolina, solamente foglia, poi toglie diverse parole, proprio perché voleva una poesia più concentrata, più densa, più essenziale, appunto. In entrambe le versioni però il significato è lo stesso. E la poesia si apre con questa domanda retorica, Di che reggimento siete, Fratelli? Di che reggimento siete, fratelli, parola tremante nella notte, foglia appena nata. Nell'aria spasimante, involontaria rivolta, dell'uomo presente alla sua fragilità, fratelli. Già dalla parola reggimento capiamo che si tratta di un gruppo di soldati che si sono incontrati. E non si sa nemmeno se sono alleati oppure nemici, quindi capiamo che si tratta di soldati che stanno in guerra, però qui Ungaretti usa questa parola Fratelli, che sembra quasi un ossimoro, qualcosa che è il contrario della guerra. Ma Fratelli è proprio la parola chiave, la parola centrale di tutta la poesia. Il tema centrale, infatti, è quello della fratellanza, della solidarietà tra questi soldati, anche se appartengono a reggimenti diversi e addirittura anche se fossero nemici, Ungaretti li chiama Fratelli. Sembra quasi una cosa paradossale, no? Il mio nemico, chiamarlo fratello, e allora perché questo sentimento? Perché l'orrore della guerra, ma anche la precarietà della vita dei soldati al fronte, porta proprio il poeta a riconoscere gli altri soldati come fratelli, perché entrambi soffrono e possono morire da un momento all'altro. Quindi, l'altro tema fondamentale è anche la fragilità dell'uomo, la precarietà della vita. E c'è anche questa analogia con la foglia che avete già ritrovato anche nella poesia Soldati. Per cui, come le foglie d'autunno cadono per un leggero colpo di vento, così anche i soldati in trincea al fronte possono morire all'improvviso. Parola tremante nella notte è riferita alla parola chiave Fratelli. Fogli appena nata, questa analogia è riferita a Fratelli, può significare la delicatezza fragile delle foglie/soldati, i ragazzi giovanissimi, diciotto, diciannove, vent'anni, ma anche la speranza appena nata dal sentimento di fratellanza e solidarietà tra gli uomini al fronte. Nell'aria spasimante si indica questa atmosfera di tensione che si vive nella trincea, involontaria rivolta. Perché questa parola Fratelli porta dentro di sé un senso, un significato di fratellanza, di solidarietà e quindi ha un valore di rivolta, di protesta, anche involontaria nei confronti della guerra. Nell'aria spasimante, cioè nell'atmosfera di tensione che si vive nella trincea, ma non è l'aria che spasima, ma sono sempre i soldati che sono in ansia. Dell'uomo presente alla sua fragilità, invece sta proprio a indicare questo senso di precarietà, di come gli uomini in trincea si rendono conto che possono morire da un momento all'altro. La poesia poi è perfettamente in linea con il tipico stile di Ungaretti, con questi versi brevi e liberi. Versi brevi, se non brevissimi, addirittura qui c'è una sola parola che forma il verso e per questo vengono anche chiamati versicoli. Liberi perché, come vedete, non ci sono rime, la lunghezza dei versi è varia e anche quella delle strofe. Altro tratto caratteristico è l'assenza di punteggiatura, l'unico che fa eccezione è questo punto interrogativo iniziale. E poi, ovviamente, queste lunghe pause tra una parola e l'altra. E come detto, la parola è scarna ed essenziale, poche parole, però cariche di significati evocativi e suggestivi, che sono anche i tratti tipici dell'ermetismo. Per quanto riguarda le figure retoriche, fondamentale è l'anafora, quindi la ripetizione delle stesse parole all'inizio del verso, e qui l'anafora principale è proprio la parola Fratelli. Enjambment, quando continuiamo nel verso successivo, per esempio, Di che reggimento siete, continuo qui, Fratelli, oppure parola tremante, continua qui, nella notte. Fogli appena nata, abbiamo detto che è un'analogia, si riferisce a Fratelli e quindi ai soldati al fronte. Allitterazione, quando si ripetono le stesse lettere all'interno del verso. Per esempio, involontaria rivolta, vedete che si ripete questa t e questa r, ma anche questi suoni f, fr, che accomuna foglia, Fratelli, fragilità. Quindi questo suono f richiama un po' il suono del frusciglio, del soffio e quindi ancora una volta questo accostamento tra le foglie e i fratelli soldati. Infine, parola tremante e aria spasimante potrebbero essere interpretate come delle personificazioni, quindi la parola che trema come se fosse una persona, così come anche l'aria.

Fratelli - (Ungaretti) spiegazione, analisi e commento semplice + figure retoriche
DOTTOR PROF
6m 14s844 words~5 min read
YouTube auto captions
Transcript source
YouTube auto captions
This transcript was extracted from YouTube's auto-generated caption track. The transcript below is server-rendered so it can be read, searched, cited, and shared without opening the original YouTube player.
Pull quotes
[0:00]Fratelli, una delle poesie più note di Giuseppe Ungaretti, scritta il 15 luglio del 1916 a Mariano del Friuli.
[0:00]Quindi, siamo durante la Prima Guerra Mondiale, il poeta sta combattendo lungo il fiume Isonzo sul fronte del Carso con gli altri italiani contro gli austriaci.
[0:00]La prima, quella originaria, aveva il titolo di Soldato e fu pubblicata nella raccolta Porto Sepolto.
[0:00]Vedete che è un pochino più lunga, più descrittiva, ci sono tre strofe e 15 versi.
Use this transcript
Related transcript hubs
Watch on YouTube
Share
MORE TRANSCRIPTS


