[0:01]Ho sempre amato i giochi pericolosi. Litigare, fare affari, guadagnare quel pizzico di fortuna che condisce il gioco, ma che è anche il sale della vita. Ho sempre giocato moltissimo a Monopoly, ignaro di quello che si nasconde davvero dietro Parco della Vittoria e Vicolo Corto. Una storia in cui nulla è come sembra. Per ricostruire la storia del Monopoly, partiamo da lui, il gioco. Un gioco in cui i giocatori competono per diventare i proprietari terrieri più ricchi acquistando, affittando e sviluppando proprietà con un unico scopo: mandare in bancarotta gli avversari. Vincere a Monopoly è un piacere viscerale. Ti lascia soddisfazione, ma anche un sentimento strano, quasi di colpevolezza. Un sentimento che è anche il primo indizio per ricostruire la sua storia. MAX CORONA, STORIE DI BRAND.
[1:14]Dunque, secondo le fonti ufficiali, il gioco nasce nel 1935, edito dalla Parker Brothers e creato da un certo Charles Darrow. Charles Darrow nasce nell'agosto del 1889 a Philadelphia, dove giovanissimo diventa un venditore di stufe. Le cose gli vanno bene, almeno fino alla grande crisi del 1929, quando da un giorno all'altro Charles perde il lavoro. Lui, la moglie Ester e i due figli finiscono sull'astrico. Charles ce la mette tutta per tenere in piedi la famiglia, fa ogni tipo di lavoro che gli capita a tiro, ma non basta. A dicembre del 1931 è disperato e di notte si isola in un angolo del seminterrato che hanno affittato con un solo obiettivo: creare un gioco da regalare a Natale ai suoi bambini. Un gioco, magari da vendere a qualche negozio, un passatempo con cui potersi divertire a spendere soldi che non si hanno a comprare proprietà che mai ci si potrà permettere, un gioco per poter essere ricchi almeno nella finzione. Quella sera di metà dicembre, Charles Darrow inventa il Monopoly. Un gioco che poi finirà nelle mani di George Parker della Parker Brothers in persona, la più grande fabbrica di giocattoli che ne acquisterà i diritti e lo farà diventare il gioco più venduto della storia, rendendo i Darrow molto ricchi. Un miracolo di Natale, no? La storia perfetta. Anche se, qualcosa non torna. Se noi andiamo a dare un'occhiata al primo tabellone di Monopoly, notiamo che le strade hanno dei nomi particolari. Da dove arrivano? Charles se li è forse inventati? Mmm, no, sono i nomi delle vie di Atlantic City. Vabbè, niente di strano, direte voi, ha preso ispirazione dalla sua città. Però, amici investigatori, c'è un problema. Charles Darrow ad Atlantic City non c'è mai stato. Nasce e cresce a Philadelphia e ad un dirigente della Parker Brothers dirà di non essere mai andato ad Atlantic City. Strano, non è vero? Ma ancora più strano è che tra i vari nomi delle strade scelte, uno contenga un errore ortografico. Una svista, certo, può essere, ma può essere anche un segnale, il segnale che la storia di Charles Darrow è bella, forse troppo bella per essere vera. Cosa nasconde davvero quel venditore fallito e quali intrighi hanno portato questo tabellone nelle case di ognuno di noi? Dobbiamo tornare indietro nel tempo e cominciare questa partita dall'inizio, lanciare i dadi e cercare di districare questa matassa per capire perché Monopoly è diventato il gioco maledetto.
[4:03]1870, Brooklyn, New York. La Grande Mela è animata da feroci proteste sociali. La schiavitù è stata abolita da pochi anni e per le strade della città alcuni uomini tengono comizi su come ci sia un'altra forma di schiavitù che si sta diffondendo nella città. Quella degli operai nei confronti dei ricchi capitani di industria che con le loro fabbriche sono colpevoli di sfruttare gli operai. Uno di questi attivisti è James Magie, un giornalista che si occupa anche di attivismo politico. Non perde occasione di scendere in piazza a protestare, battersi per i diritti dei più poveri, attività con le quali coinvolge anche la figlia più piccola, Lizzy, Elizabeth Magie. Condizionata dal padre, la piccola Lizzy si appassiona a temi come la parità del salario e la tassazione proporzionale. Tutti argomenti che trovano supporto nelle teorie di un economista molto particolare, Henry George. Per il proseguo della nostra storia e per capire la strana piega che prenderà, è essenziale descrivere in due parole quale sia la linea di pensiero di questo Henry George, perché, come vedremo, avrà un'importanza fondamentale per i nostri protagonisti. George teorizza quella che verrà poi definita Imposta Unica. E, supersimplificando, lui pensa che gli individui devono essere proprietari di tutto quello che producono. Tutto quello che si trova in natura, in particolare la terra, deve appartenere a tutti. Visto che però esistono i proprietari terrieri, si deve per forza far pagare un'imposta per questo privilegio. Questa forte tassazione per i proprietari terrieri avrebbe proprio finanziato azioni sociali e avrebbe indotto chi possiede quella terra a rinunciarci spontaneamente. Idee queste per le quali James, e quindi anche sua figlia Lizzy, si battono e per le quali organizzano comizi e conferenze. Il sogno della nostra giovane protagonista è quella di diventare una giornalista e un'attivista politica, proprio come suo padre. Una cosa più facile a dirsi che a farsi. Prima di tutto lei, a differenza di suo papà, è una donna. E poi quelli sono anni attraversati da una pesante crisi economica. I soldi in famiglia cominciano a scarseggiare e Lizzy è costretta ad abbandonare gli studi per trovarsi un impiego. Elizabeth Magie ha 14 anni, comincia la sua carriera come dattilografa. Questo non le impedisce però di studiare per conto suo, tanto che comincia a tenere da sola dei piccoli incontri per spiegare l'imposta unica di Henry George. È una vera e propria guerriera per l'epoca, una spina nel fianco degli imprenditori.
[6:38]Li esorta a concedere pari diritti e pari salari sia alle donne che agli uomini, in un'epoca in cui la parità di genere non solo non è contemplata, ma addirittura derisa. Pensate che proprio in quegli anni il New York Times scrive che le donne vivono più a lungo perché non lavorano e non consumano il cervello. Lizzy Magie cresce e diventa sempre più indipendente. Ha un lavoro, disprezza il matrimonio, ha una casa tutta sua e passa tutto il suo tempo libero a fare l'attivista sociale e politica. Vuole dedicare la sua vita a spiegare ai cittadini comune che cosa sia l'imposta unica, la disuguaglianza e quel capitalismo tanto bravo a creare ricchezza, ma molto meno poi a ridistribuirla. A Lizzy piace proprio questa imposta unica, ma ben presto si deve scontrare con la realtà. Questi argomenti non interessano a nessuno. Per farla apprezzare alla massa, deve trovare un inganno. Le serve un modo efficace per attirare nuovi seguaci nel suo movimento, un inganno divertente, capace di rendere appetibile anche un concetto noioso. Girovagando per le strade della città, la nostra protagonista si ferma davanti ad una vetrina, nella quale spiccano delle scatole colorate. Proprio in quegli anni si sta diffondendo nelle case dei borghesi americani l'usanza di ritrovarsi a giocare ai giochi da tavolo. Lizzy capisce che questi giochi possono essere efficaci mezzi di comunicazione. Ecco quello che le serviva, un gioco, far divertire la gente per sbattergli in faccia il pericolo del capitalismo sfrenato. Così, Lizzy si chiude nel suo appartamento per creare la rappresentazione pratica dell'appropriazione indebita delle terre. Un gioco in cui si rispecchia tutto quello per cui lei sta combattendo, l'accumulo spasmodico di terre e ricchezze stanno corrompendo le menti degli americani e con il suo gioco tutti lo capiranno. In pochi giorni di duro lavoro, lei disegna un tabellone in cui è possibile viaggiare alla scoperta dell'imposta unica. Ma in un certo senso anche divertirsi. Nel gioco ci sono le banconote, le proprietà, la società dell'acqua potabile, addirittura ah si può anche andare in prigione. Non vi ricorda niente, eh, amici detective? Lizzy entra con la sua aria spavalda nell'ufficio brevetti e brevetta il suo gioco, The Landlord's Game. È il 1904, la bellezza di 30 anni prima dell'uscita di Monopoly. Ma cosa è successo quindi? Ci arriveremo, perché la partita è appena cominciata.
[9:12]Le differenze tra The Landlord's Game e Monopoly sono davvero minime, ma è lo scopo finale ad essere completamente opposto. Nel Monopoly, come sappiamo, devi accumulare ricchezze a discapito degli altri, mentre in The Landlord's Game puoi lavorare la terra e quando sei in difficoltà economica non vieni eliminato, ma finisci in un ricovero per poveri. Insomma, l'antenato del Monopoly non è altro che un gioco in cui il male è considerato proprio il Monopoly stesso. Lizzy Magie pubblica The Landlord's Game e le scatole prodotte finiscono in pochi negozi della città, dove rimangono a prendere polvere. Verrà apprezzato, ma da una nicchia molto ristretta di persone. Gli anni passano e man mano che la sabbia scorre nella clessidra della storia, The Landlord's Game si perdono le tracce. Lizzy ne ha sempre una copia a casa sua, come un monito di quella lotta iniziata da suo padre. Per tutti gli altri nel mondo, quel gioco non è mai esistito.
[10:17]Lizzy non smetterà mai di lottare e si ritaglierà un suo spazio in una casa appena fuori Chicago, dove vivrà fino a diventare un'anziana, ignara di aver lasciato un segno nella storia. Quando ha ormai 80 anni non si aspetta più nulla dalla sua vita, ma un fatto curioso scuote però le sue giornate. Un uomo anziano suona il suo campanello, un signore distinto con un lungo cappotto scuro. Dopo i convenevoli, le chiede se possiede ancora una copia del suo gioco, The Landlord's Game. Una strana richiesta, non è vero? Dopo tutti questi anni, un uomo arriva a chiederle l'ultima copia di The Landlord's Game. Ma perché insiste così tanto? E chi è quell'uomo? Quell'uomo è George Parker e quella scatola è l'unica cosa che può salvarlo. Ma per arrivare qui dobbiamo seguire un'altra scatola di The Landlord's Game venduta anni prima in un negozio della città. Come detto, il gioco di Lizzy finisce in pochissimi negozi di giocattoli e proprio in uno di questi, la nostra storia subisce una svolta inaspettata. Siamo alla vigilia della crisi del 1929 e una giovane donna entra in un negozio con un'idea in mente: prendere un regalo d'addio per la sua famiglia. La scatola di The Landlord's Game coglie la sua attenzione, la compra e la porta a casa. Ma in che senso un regalo d'addio? La ragazza che abbiamo appena conosciuto è Ruth Harvey. E il giorno dopo si sarebbe trasferita da Chicago ad Atlantic City per fare la maestra elementare. È la figlia più piccola di una famiglia di Quaccheri e come regalo d'addio sceglie proprio una copia di The Landlord's Game. Un bel gioco in famiglia e poi ognuno per la sua strada. Ma Ruth fa di più. Siccome ha speso dei soldi, le secca lasciarlo lì alla sua famiglia e quindi che cosa fa? Prende della carta cerata semitrasparente e lo ricalca. Chissà, magari riuscirà a farsi degli amici tra i vicini di casa con la scusa di una partita. Ruth e il marito si trasferiscono ad Atlantic City alla vigilia della grande crisi del 29. Ruth è felice, ha un lavoro, una casa e una nuova vita, ma soprattutto ha dei vicini simpatici da invitare a cena e perché no, magari giocare a quel gioco che aveva comprato prima di partire. Piano piano, questa diventa un'abitudine. I vicini di Ruth sono entusiasti del gioco, tanto che uno di loro, un agente immobiliare, propone di personalizzare il tabellone ricalcando i nomi delle vie di quella città che ormai gli ha adottati, Atlantic City. Il gioco è un tale successo nel vicinato che Ruth prepara dei tabelloni ricalcati dal suo da regalare per le feste. E piano piano questo passatempo si diffonde come un'epidemia nel quartiere. Quello di cui però Ruth non si è ancora accorta è che su quelle copie artigianali che lei regala in giro c'è un piccolo errore di ortografia. Infatti, Marven Gardens, una delle strade più famose di Atlantic City è scritta male. Marvin Gardens. Un errore di ortografia, tanto insignificante da diventare fondamentale nella nostra storia. Purtroppo, la situazione economica degenera velocemente e nel 1930 le vite di molti ospiti abituali di Ruth sono trasfigurate dalla grande crisi e sono costrette a lasciare a malincuore Atlantic City in cerca di fortuna. Una di queste famiglie è quella dei Todd che proprio nel 1930 si trasferisce a Philadelphia con gli occhi pieni di speranza e nella loro valigia, ripiegata con cura, l'ultimo regalo di Ruth.
[14:04]Una copia ricalcata del gioco che ha tenuto loro compagnia per molte sere spensierate. Una volta sistemati a Philadelphia, i Todd si trovano nella stessa identica situazione in cui si era trovata Ruth qualche anno prima ad Atlantic City. Una nuova città e solo un modo per farsi dei nuovi amici. La storia si ripete. Non passa molto tempo prima che i Todd comincino ad invitare a turno le coppie del vicinato per una partita in compagnia.
[14:26]È divertente perché con quel gioco si può fare tutto quello che non si può fare nella realtà. Siamo nel bel mezzo della crisi economica e di soldi non ce ne sono molti. Con quel gioco invece si possono maneggiare banconote, comprare proprietà e mandare gli amici sull'astrico. Questo gioco è passato talmente tanto di mano in mano che ha perso il suo nome originario. Nessuno si ricorda di Lizzy o di The Landlord's Game, ormai tutti lo chiamano il gioco dei Monopoly, o più semplicemente Monopoly.
[15:00]Sulle copie di quel gioco c'è anche un'altra parola scritta a penna: Konkurs. Ma che cosa significa? Amici, qui purtroppo le nostre indagini si sono arenate. O meglio si sarebbero arenate se non fosse stato per Babbel. Babbel, oltre che essere lo sponsor di questo video, è una delle migliori app al mondo per l'apprendimento delle lingue. Certo, puoi scegliere il tedesco, come un sacco di altre lingue. Ti insegna vocaboli utili in conversazioni pratiche che effettivamente puoi usare. Per esempio, io mi sto dilettando proprio con il tedesco e grazie a Babbel so che Konkurs ha un significato fondamentale per la nostra indagine. Significa bancarotta, vocabolo utile, no? Babbel ti garantisce che in tre settimane riuscirai a parlare una nuova lingua. E se ti sembra troppo bello per essere vero, comunque ci sono 20 giorni di garanzia di rimborso. Utilizza il link in descrizione per avere il 55% di sconto. Lo trovi anche nel primo commento e cliccando su quel link potrai anche supportare la realizzazione di questi video. Ah, mi raccomando, scrivi nei commenti la lingua che vorresti imparare. Ma perché Konkurs è una parola chiave nella nostra indagine? Perché tutto ruota intorno a questo, lo scopo del gioco, la bancarotta. A casa dei Todd, a Philadelphia, spesso è invitata una famiglia del quartiere che forse ha più bisogno degli altri di distrarsi. Un venditore in rovina che ha perso tutto e che non sa più come mantenere la famiglia, una famiglia che è scossa anche dalla malattia di uno dei suoi tre figli. Dopo aver contratto la scarlattina, uno dei piccoli ha subito dei danni al cervello tanto gravi da essere obbligato a ricevere cure costanti. Un venditore di Philadelphia, senza lavoro, preoccupato per la sua famiglia, alla disperata ricerca di soldi. Ci ricorda forse qualcuno? Sì, è proprio lui, quella coppia che va a giocare a casa dei Todd sono proprio loro, i Darrow. Charles Darrow, quando incontra quel gioco per la prima volta, il suo sguardo si illumina e la sua mente diventa affilata come un bisturi. Comincia a fare domande sempre più frequenti ed insistenti, vuole a tutti i costi mettere per iscritto le regole di quel gioco tramandato a voce per anni. Ma perché vuole farlo? Per giocare con gli amici, questo dirà per giustificarsi. Certo, come no. Quella sera stessa, Charles si chiude in casa per impacchettare nel modo più elegante possibile quel gioco, tramandato di città in città. Convince anche un suo amico illustratore a creare una grafica originale ed è proprio lui a disegnare per la prima volta Mr. Monopoly, quella che diventerà la mascotte del gioco per tutti i decenni successivi. Charles è euforico, il gioco è divertente, le dinamiche tendono a riunire le persone, proprio quello di cui c'è bisogno in quel momento così difficile. I Darrow, da quel momento, declineranno tutti gli inviti dei loro vicini di casa e una sera Charles rientra a casa con la prima scatola di Monopoly, che non è altro che una copia di quel gioco creato da un attivista di nome Lizzy Magie molti anni prima. Charles lo battezza, appunto, Monopoly, semplicemente, e lo comincia a vendere ai negozi senza porsi troppi domande. Lui ha bisogno di soldi e quel gioco può essere la sua unica salvezza. Charles non ha fatto molte modifiche al gioco, le vie sono ancora quelle di Atlantic City e chiuso in quella prima scatola c'è ancora quell'errore di ortografia che segnerà anche la fine delle sue menzogne.
[18:39]Mosso dal caso e governato da imprevedibili coincidenze, una copia del Monopoly di Charles arriva a casa dell'uomo più importante dell'industria dei giochi da tavolo, il presidente della Parker Brothers, Robert Barton. Due parole sulla Parker Brothers. Tutti noi abbiamo giocato con i loro giochi, anche se forse non ci abbiamo mai fatto caso. La Parker Brothers è uno dei fiori all'occhiello dell'economia statunitense. Fondata nel 1883 da George Parker, l'azienda conosce il successo nei primi anni del 900, lanciando sul mercato alcuni dei giochi più famosi al mondo. Per darvi un'idea, è proprio George Parker che dobbiamo ringraziare se sulle nostre spiagge da decenni ci si può sfidare all'ultimo sangue su un tavolo da ping pong. Tra l'altro, il ping pong è un nome che nasconde un'altra storia di intrighi e tradimenti. Se ti interessa questa storia, scrivi ping pong nei commenti, così potremmo imbarcarci in una nuova indagine. Il crollo del mercato del 1929 ha affossato le vendite e serve un nuovo prodotto per risollevare le sorti di un impero che è allo sbando. Robert Barton deve sostituire George Parker alla guida dell'azienda in questa fase molto delicata. E questo gioco strano con i soldi sembra capitargli tra le mani proprio nel momento migliore. Un gioco sulla compravendita immobiliare in cui vince il più ricco. Maneggiare banconote in un momento in cui i soldi scarseggiano, forse contro ogni previsione, potrebbe essere proprio quello il gioco che fa il caso suo. Deve assolutamente trovare questo come si chiama, Charles Darrow.
[20:25]I due si incontrano nella sede della Parker Brothers. A Charles sudano le mani. La Parker vuole comprare il suo gioco, ma lui sa che quel gioco non è suo. Ma non ha molta scelta, se vuole salvare la sua famiglia e suo figlio malato, deve tentare il tutto per tutto. Dopo una breve trattativa, riesce a strappare la cifra di 7000$ per i diritti del gioco, più delle discrete royalties sulle vendite future. Charles vende tutto alla Parker Brothers, il gioco creato da Lizzy, le regole aggiunte dal tempo e anche quel piccolo errore di battitura che diventerà ben presto l'errore ortografico più riproposto della storia. Charles Darrow diventerà una celebrità e per tutta la vita rimarrà convinto di aver ingannato per sempre la dea bendata. Monopoly viene messo in commercio nel 1935 e solo nel primo anno vengono vendute la bellezza di 278.000 copie per un profitto netto di quasi 2 milioni di dollari. Grazie alla distribuzione capillare della Parker Brothers, tutti vogliono il Monopoly. Gli uffici della Parker sono talmente invasi dagli ordini per il gioco che gli impiegati sono costretti a stoccare i telegrammi in grandi ceste per la biancheria. Al presidente della Parker, il signor Barton, viene anche una splendida idea. Chiedere a Charles di raccontare pubblicamente la storia della genesi dell'idea di Monopoly. E lui, messo alle strette, confeziona la sua storia, quella che abbiamo già sentito, chiuso nella cantina, per i figli, il freddo, la fame, il sogno americano. Una bella storia a cui anche Barton fa fatica a credere. Qualcosa nella narrazione non torna e si ne accorge subito. Un gioco ambientato ad Atlantic City e Charles dice più volte di non averci mai messo piede. Sospetto, no? Barton, il presidente della Parker non mangia la foglia e non riesce a pensare ad altro. Possibile che gli abbia mentito? Incarica alcuni dei suoi dipendenti di indagare su Charles e la storia, effettivamente, torna: persone in difficoltà, ex venditore, insomma, tutto quello che ha detto è vero. Ma è quando fanno un giro all'ufficio brevetti che il castello di carte costruito da Charles crolla inesorabilmente. Nell'ufficio brevetti trovano il gioco originale di The Landlord's Game, brevettato molti anni prima da una certa Elizabeth Magie. Quell'uomo ha probabilmente rubato l'idea di qualcun altro. Ora le strade che si prospettano davanti a Barton sono due: o smascherare Charles Darrow davanti a tutti e togliere Monopoly dal mercato, oppure fa sparire la vecchia. E non serve che vi dica come sono andate le cose, non è vero? Preso dal panico, Barton spiega la storia a George Parker in persona, uno dei due fratelli Parker, un uomo d'azione che appena capisce l'andazzo prende in mano la situazione. Ci penserà lui a eliminare le prove. È proprio George Parker quello che suona il campanello dell'ormai anziana Lizzy Magie con una missione ben precisa: recuperare quell'ultima copia di The Landlord's Game. Costi quel che costi, l'unica traccia che può dimostrare l'inganno di Charles Darrow. Beh, in realtà non ci vuole molto. Lizzy è ignara di tutta la storia di cui abbiamo parlato. Parker si offre di comprare quella scatola e lei beh, gliela vende. Lizzy è convinta che il gioco non abbia avuto nessun successo e si era pure dimenticata di averlo in casa. Non ha alcun valore per lei. Per la Parker, invece, si tratta di una scatola che si posiziona esattamente tra la vita e la morte. Grazie a Monopoly, Charles Darrow diventa ricco e può curare suo figlio, mentre la Parker Brothers scongiura una crisi che sembrava inevitabile. La storia del sogno americano di Charles Darrow finisce impressa sulle scatole e quell'errore ortografico arriva nelle case di tutta America. Ma se le strade di Monopoly sono quelle di Atlantic City, quelle italiane, invece, di che città sono? Beh, quest'ultima curiosità ve la lascio alla fine del video. Quindi, il Monopoly è un successo, il gioco nato dalla crisi economica ha portato il buon umore nelle case di milioni di persone. Lizzy e la sua storia sono destinate ad essere dimenticate. Sarebbe andata proprio così. Ma i nostri protagonisti non sanno che la storia con la S maiuscola si sarebbe messa in mezzo un'altra volta. Infatti, negli anni 70, la situazione economica precipita un'altra volta. È la crisi del petrolio. Tensioni geopolitiche hanno fatto precipitare le forniture di greggio, la benzina diventa un bene di lusso e si formano file chilometriche ai distributori. In questo contesto, conosciamo un giovane professore di economia, Ralph Anspach. Da studioso e attento osservatore della società, Ralph si convince di come il problema e la genesi di queste crisi finanziarie sia da cercare nell'accumulo di ricchezze da parte di pochi individui. Una sera a casa, mentre i suoi figli giocano proprio a Monopoly, cercando di mandarsi a vicenda sull'astrico, si accorge di quanto quel gioco sia sì divertente, ma anche, a suo dire, diseducativo. Animato da questa idea, durante le vacanze natalizie si siede alla scrivania e cerca di cambiare lo scopo di quel gioco. Non più mandare in bancarotta gli altri, ma prosperare insieme. Lo chiama Anti-Monopoly. Un gioco che tra i suoi studenti ottiene un buon successo e quindi decide di mettere in vendita in alcuni negozi della città. Passano i mesi, mesi in cui l'Anti-Monopoly vende bene. Tanto bene che una lettera arriva nella posta di Ralph. Il mittente, Parker Brothers. Ma che cosa vorranno? Gentile Sig. Anspach, la invitiamo a cambiare nome al suo gioco. Monopoly è un marchio registrato e di proprietà della Parker Bros. Ralph non ci sta. La parola Monopoly è un marchio registrato, ma allora sarebbe anche da registrare Monopoly in tedesco, ma non si può fare, è una parola di uso comune e nessuna azienda, neanche la Parker Brothers, può appropriarsene. Comincia così una battaglia legale che per Ralph diventa una battaglia ideologica, Davide contro Golia, forti contro deboli. Una storia appassionante, non è vero? E infatti appassionano non solo Ralph e la sua famiglia, ma anche i giornali locali. Ralph indaga nei meandri della storia e una sera in un vecchio ufficio polveroso scopre un fatto molto curioso. Pare infatti che il brevetto della Parker Brothers sia stato approvato in pochissimi giorni, una cosa molto strana, considerando che di solito ci vogliono dei mesi, se non anni, perché i tecnici facciano tutti i controlli del caso. Sempre più convinto di essere nel giusto, Ralph partecipa a numerosi programmi televisivi e talk show, dove viene invitato come ospite ed opinionista. Il caso della lotta tra Monopoly e Anti-Monopoly diventa di interesse pubblico. Ed è proprio durante uno di questi programmi che la nostra storia subisce un colpo d'ala improvviso. Ralph è in diretta televisiva, sta parlando della sua battaglia contro il re dei giochi e proprio in quel momento una signora chiama il programma, dicendo di avere delle informazioni rilevanti per il professor Anspach. Signora che viene mandata subito in onda. La signora, in diretta nazionale, dice "Io giocavo a Monopoly ben prima che venisse pubblicato." Nello studio cala il silenzio. Ralph è senza parole. Ma come è possibile? La signora spiega che in realtà lei e il marito ad Atlantic City erano soliti giocare a quello che ancora non si chiamava Monopoly, molti anni prima della sua pubblicazione. Forse avete capito chi è questa signora. Per uno strano gioco del destino, dall'altra parte della cornetta c'è proprio una donna che molti anni prima si era trasferita ad Atlantic City col marito e si era fatta molti amici nel vicinato grazie ad un gioco ricalcato. Quell'anziana signora è proprio Ruth Harvey. Riavvolgendo il nastro della storia, Ralph scopre l'esistenza di un brevetto fatto sparire e rimpiazzato da un altro gioco, The Landlord's Game. Un gioco dimenticato per decenni e ricoperto dalle migliaia di scatole di Monopoly. Ormai è chiaro che un gioco molto simile al Monopoly esisteva già e nel gergo comune veniva chiamato gioco dei Monopoly. Ma George Parker, il vecchio uomo d'affari, aveva fatto le cose per bene. Comprando il brevetto della vecchia Lizzy aveva cancellato tutte le prove. In tribunale è quindi impossibile dimostrare che Charles Darrow abbia effettivamente copiato il gioco già esistente. C'è solo una coincidenza che però convince i giudici, un errore ortografico. Un segnale che diventa una prova. La battaglia legale di Ralph Anspach dura 10 anni e termina nel 1982. Sebbene vinca la causa, la sua vita non tornerà mai più quella di un tempo. La lotta per un ideale lo aveva così assorbito che distruggerà il suo matrimonio, un'altra ferita di questo gioco maledetto. Però la causa è vinta. Lizzy Magie sarà felicissima la notizia. E lo sarebbe stata, ma noi non lo sapremmo mai. Lizzy muore anni prima della causa e ignara che il suo gioco aveva raggiunto tante persone. Lei ha continuato la sua vita, pubblicherà anche degli altri giochi da tavolo. E sapete pubblicati da chi? Da quella Parker Brothers che aveva fatto di tutto per tenerla in silenzio. Muore a 81 anni e non le venne mai dato il merito di aver rivoluzionato il mondo dei giochi da tavolo. È stata una donna eccezionale in un'epoca in cui meno dell'1% dei brevetti era detenuto da donne. Il suo gioco, The Landlord's Game, ora si può trovare in qualche mercatino dell'usato e rimane lì, come monito di una storia e di una donna che hanno cambiato il mondo, o almeno che c'hanno provato. E Charles Darrow che fine ha fatto il grande bugiardo? Visse tutta la vita nell'inganno, però circondato dall'amore dei suoi cari. Io non riesco a colpevolizzarlo, la sua storia è piena di sofferenza e lui ha fatto di tutto per ingannare la dea bendata. E forse alla fine ce l'ha fatta. Monopoly è il gioco da tavolo più venduto della storia e avrà un ruolo importante anche nella Seconda Guerra Mondiale. Il servizio segreto britannico, l'MI9, collaborò con l'azienda britannica che produceva il gioco, la Wedding, per creare dei set di Monopoly modificati da inviare ai campi di prigionia in Germania e in Italia. I nazisti, infatti, consentivano l'invio di giochi e passatempi, credendo che potessero distrarre i prigionieri. Ignari che però i set contenevano veri e propri kit di fuga. Le mappe delle aree circostanti i campi di prigionia erano stampate su seta, perché a differenza della carta non si sgretola se bagnata, non faceva rumore quando veniva maneggiata ed era facile da nascondere. Queste mappe venivano celate all'interno dei tabelloni e a volte tra gli strati delle carte da gioco. Il Monopoly, quindi, aiutò a far evadere centinaia di prigionieri dai campi di concentramento sia in Germania che in Italia. Malgrado sia un gioco maledetto, Monopoly è un gioco che io trovo irresistibile. La sua storia mi ha sempre entusiasmato e spero che anche voi la prossima volta che vedrete quel tabellone, beh, forse vi verrà in mente lei. Una donna che voleva cambiare il mondo. In descrizione trovate tutti i link per approfondire e per poter provare Babbel, il miglior modo per imparare una nuova lingua. Prima di salutarci, vi lascio un'ultima curiosità. Da dove arrivano le strade dell'edizione italiana? Quando il gioco originale Monopoly, basato sulle strade di Atlantic City arriva in Italia nel 1936, il regime fascista non era contentissimo dei nomi americani delle vie. Li voleva italici. L'imprenditore italiano Emilio Ceretti della editrice Giochi, per aggirare il divieto e italianizzare il gioco, decide di utilizzare i nomi di vie e di piazze della sua città, Milano, creando così la versione che conosciamo tutti di Monopoly, senza la Y. Viale dei Giardini equivarrebbe ai Giardini Pubblici Indro Montanelli, dove Ceretti abitava. Largo Augusto è vicino al Duomo. L'unica via che non esiste è Parco della Vittoria, la più costosa di tutte.



