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Primavera di Sandro Botticelli - I Simboli nell'Arte

Ars Europa Channel

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[0:15]La scena si svolge nel giardino sacro di Venere, che la mitologia collocava nell'isola di Cipro, come rivelano gli attributi tipici della dea sullo sfondo, per esempio il cespuglio di Mirto alle sue spalle e la presenza di Cupido e Mercurio a sinistra in funzione di guardiano del bosco, che infatti tiene in mano un caduceo per scacciare le nubi della pioggia. Le tre Grazie rappresentavano tradizionalmente la liberalità, ma la parte più interessante del dipinto è quella costituita dal gruppo di personaggi sulla destra, con Zefiro, la ninfa Cloris e la dea Flora, divinità della fioritura e della giovinezza, protettrice della fertilità. Zefiro e Clori sono simbolo della forza dell'amore sensuale e irrazionale, che però è fonte di vita, Flora, e tramite la mediazione di Venere ed Eros, si trasforma in qualcosa di più perfetto, le Grazie, per poi spiccare il volo verso le sfere celesti, guidato da Mercurio. Si tratta di un testo visivo diacronico, ovvero con un racconto che segue un ordine di lettura. In questo caso, da destra verso sinistra. Per quanto concerne la spazializzazione, ci troviamo nel giardino delle Esperidi, un aranceto. Sulla destra, vediamo Zefiro, vento di primavera, carico di vita, che piega gli alberi e rapisce per amore la ninfa Clori, mettendola incinta. Clori si trasforma così in Flora, prosopopea della stessa primavera e nell'immagine indossa uno splendido abito fiorito, mentre sparge a terra le infiorescenze che tiene in grembo. Si capisce che vi è stata la trasformazione e che quindi le due figure femminili sono la medesima persona, dalla allusione rappresentata dal filo di fiori che inizia a uscire dalla bocca di Clori durante il suo rapimento e quindi poco prima della trasmutazione. Al centro si erge Venere, simbolo dell'amore universale che dirige gli eventi, quale simbolo neoplatonico dell'amore più elevato. Sopra di lei, vola il figlio Cupido, simbolo dell'amore, mentre a sinistra si trovano le sue tre tradizionali compagne vestite di veli leggerissime, le Grazie, che danzano in modo gentile e armonioso, metafora dei cicli naturali. Chiude il gruppo Mercurio, coi calzari alati, che scaccia le nubi col caduceo per preservare un'eterna primavera. I fiordalisi, le margherite, i non ti scordar di me, sono simbolo della donna amata. I fiori d'arancio sugli alberi e la borragine sul prato sono simbolo di felicità matrimoniale. Il gruppo di destra è allegoria dell'istintualità e la passionalità. Quello di centro e sinistra dell'amore platonico.

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