Thumbnail for (Canto 6) Inferno: Riassunto | Dante Alighieri: Divina Commedia by Letteratura Italiana - Patrick Cherif

(Canto 6) Inferno: Riassunto | Dante Alighieri: Divina Commedia

Letteratura Italiana - Patrick Cherif

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[0:00]Ciao, sono Patrick Sherif e oggi vediamo il riassunto del significato letterale del sesto canto. Intanto ti comunico che è uscito il mio libro dedicato all'Inferno di Dante. Per ogni canto troverai la parafrasi, il riassunto, il commento, oltre alla spiegazione dei concetti chiave fondamentali. Avrai così un quadro chiaro e completo di tutta l'opera e supererai gli ostacoli linguistici e culturali che rallentano il tuo studio. Il libro è disponibile su Amazon e in libreria. Trovi i link in descrizione e nel primo commento. Dante, dopo esser svenuto alla fine del colloquio con Paolo e Francesca, si risveglia nel terzo cerchio. Qui una pioggia eterna, fredda e fastidiosa cade incessantemente, una pioggia mista ad acqua sporca e neve. Questa pioggia forma al suolo una disgustosa fanghiglia, da cui proviene un orribile puzzo. Qui, sdraiati nel fango, si trovano i golosi che vengono dilaniati da Cerbero. Cerbero è un orribile cane a tre teste, dagli occhi rossi, il muso sporco, il ventre largo e le zampe artigliate. Latra orribilmente, assordando i dannati e li dilania, li fa a brandelli con le sue zanne e i suoi artigli. I dannati urlano come cani a causa della pioggia che li colpisce e si voltano da un lato all'altro cercando di ripararsi. Non appena Cerbero vede Dante e Virgilio si scaglia contro di loro e Virgilio prende una manciata di terra e la lancia nelle tre bocche del cane che si placca come quando a un cane affamato gli viene lanciato un boccone. Placato Cerbero, Dante e Virgilio proseguono camminando sopra le anime dei golosi che non rappresentano alcuno ostacolo in quanto sono immateriali. Tutte le anime dei golosi sono sdraiate per terra, ma all'improvviso una si leva a sedere e chiama l'attenzione di Dante chiedendogli se non lo riconosce in quanto lui è nato prima che tale anima morisse. Dante guarda l'anima del dannato, ma dice di non riconoscerlo a causa del suo aspetto stravolto. L'anima allora dice di essere Ciacco, cittadino di Firenze, città piena di invidia e dice di essere condannato al terzo cerchio a causa della sua golosità, cerchio che è appunto pieno delle anime dei golosi. Dante dice di essere pronto a piangere per l'angoscia che gli procura la pena di Ciacco. Poi Dante rivolge a Ciacco tre domande su Firenze. Dante gli chiede l'esito delle lotte politiche, poi gli chiede se a Firenze esistano dei cittadini giusti e infine quali siano le cause delle lotte intestine. Ciacco risponde alla prima domanda con un'oscura profezia e dice che Guelfi Bianchi e Guelfi Neri, dopo una lunga contesa, arriveranno allo scontro fisico. I Guelfi Bianchi inizialmente avranno la meglio, ma prima della fine di 3 anni i Guelfi Neri avranno la meglio, grazie all'appoggio di un personaggio in bilico tra i due partiti. I Guelfi Neri manterranno il potere a lungo, causando gravi sofferenze ai Guelfi Bianchi che subiranno condanne ed esili. Riguardo alla seconda domanda, Ciacco risponde che i cittadini giusti a Firenze sono soltanto due, ma nessuno li ascolta. Infine, Ciacco risponde alla terza domanda, dicendo che le ragioni delle lotte intestine a Firenze sono da ricercare nella superbia, nell'invidia e nell'avarizia. Dante a questo punto chiede a Ciacco se conosca il destino ultraterreno di alcuni fiorentini illustri, come Farinata degli Uberti, Tegghiaio Aldobrandi, Jacopo Rusticucci, Arrigo e Mosca dei Lamberti. Ciacco risponde che queste sono tra le anime peggiori e sono condannate nell'inferno più profondo. E Dante stesso potrà vederli di persona quando scenderà laggiù. A questo punto Ciacco prega Dante di ricordarlo tra i vivi quando tornerà nella terra. Poi Ciacco non dice più niente, strabuzza gli occhi, guarda per qualche istante Dante e poi china la testa e sprofonda nel fango, insieme agli altri dannati. Virgilio allora spiega a Dante che Ciacco non si solleverà più fino al giorno del Giudizio Universale, quando suonerà la tromba angelica. Quel giorno tutti i dannati si riapproprieranno del loro corpo mortale e ascolteranno la sentenza finale che fisserà per sempre il loro destino ultraterreno. Mentre attraversano la fanghiglia tra le anime, Dante chiede a Virgilio se le pene dei dannati, dopo il Giudizio Universale, aumenteranno, diminuiranno oppure resteranno uguali. Virgilio risponde a Dante invitandolo a ricordare la fisica di Aristotele, secondo cui più una cosa è perfetta e più percepisce il dolore e il piacere.

[5:46]I dannati non sono perfetti, ma dopo il Giudizio Universale raggiungeranno la loro pienezza, poiché riacquisteranno il corpo mortale. Dunque Virgilio afferma implicitamente che le pene dei dannati aumenteranno dopo il Giudizio Universale. Poi Dante e Virgilio girano intorno al terzo cerchio, parlando di cose che Dante non riferisce. Infine, giunti nel punto in cui si scende dal terzo al quarto cerchio, Dante e Virgilio incontrano Pluto, il gran nemico. Iscriviti al canale e noi ci vediamo al settimo canto, in bocca al lupo.

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