[0:00]Ciao, sono Patrick Sherif, docente universitario di letteratura italiana e oggi vediamo il riassunto del significato letterale dell'ottavo canto del Purgatorio. Prima di continuare, se trovi difficile il Purgatorio di Dante, ti comunico che è uscito il mio libro completo di parafrasi, commento, riassunto e spiegazione di tutti i canti del Purgatorio. Si tratta di una guida chiara e schematica che ti permetterà di superare tutte le tue difficoltà legate alla Divina Commedia. Trovi il link in descrizione e nel primo commento. È ormai sera, più precisamente, l'ora in cui i naviganti sentono la nostalgia per gli amici e le persone care lasciati a casa. L'ora in cui il pellegrino, quando ode le campane suonare, prova una stretta al cuore. Dante sta guardando la valletta e vede un'anima alzarsi in piedi e con un cenno chiedere a tutte le altre anime di fare silenzio. Poi l'anima congiunge le mani e le solleva al cielo, come se pregasse Dio dicendo "Non mi importa di nient'altro". A questo punto l'anima inizia a cantare l'inno di luci sante e tutte le altre anime la seguono cantando l'inno completamente. La dolcezza del canto è tale che Dante si dimentica di ogni cosa, mentre cantano tutte le anime tengono lo sguardo fisso al cielo, ovvero puntato verso le sfere celesti. A questo punto Dante si rivolge al lettore, invitandolo ad aguzzare lo sguardo verso il vero, poiché il velo che copre la verità è alquanto sottile. Dopo il canto, Dante vede la schiera silenziosa di anime guardare fisso il cielo in silenzio, come se stesse aspettando qualcosa. All'improvviso dal cielo scendono due angeli, essi impugnano delle spade infuocate, tronche e senza la punta. Hanno le vesti verdi e le ali ugualmente verdi. Un angelo si posiziona sopra la testa di Dante, mentre l'altro si posiziona dall'altra parte della valletta, sulla sponda opposta. Dante nota che la testa degli angeli è bionda, ma non riesce a guardarli in volto e nel loro volto lo sguardo di Dante si smarrisce, in quanto tale volto è troppo superiore alla facoltà visiva di Dante stesso. Sordello spiega che i due angeli vengono dal grembo di Maria e che sono scesi sulla valle per fare la guardia contro il serpente che sta per arrivare. A queste parole Dante si guarda intorno smarrito, raggelato dalla paura e si stringe a Virgilio. A questo punto Sordello invita Dante e Virgilio a scendere all'interno della valletta. Dante non percorre più di tre passi che si trova già all'interno della valletta. Una volta sceso, c'è un'anima che sta fissando Dante e non distoglie per un attimo lo sguardo. Nonostante si stia facendo buio, l'anima e Dante riescono finalmente a riconoscersi. Si tratta di Nino Visconti. I due si scambiano dei saluti molto affettuosi.
[3:49]Dopo essersi salutati così affettuosamente, Nino chiede a Dante da quanto tempo sia arrivato nel Purgatorio. E Dante risponde che in realtà lui proviene dall'Inferno e lo ha attraversato tutto proprio per ottenere la salvezza, la vita eterna. E aggiunge di essere vivo. A questa notizia, Sordello e Nino arretrano smarriti. Sordello si volta a guardare Virgilio, mentre Nino si volta verso un'anima che ha accanto a lui, chiamandola per nome, ossia chiamandola col nome Corrado. E invita Corrado a venire a vedere quale meraviglia Dio abbia fatto per propria grazia. Poi Nino prega Dante di andare da sua figlia Giovanna, una volta tornato sulla terra, per supplicarla di pregare per lui. In quanto la madre di Giovanna non lo ama più, specialmente dopo esser convolata a seconde nozze. E questo suo comportamento dimostra come il fuoco amoroso nella donna duri poco, se non è continuamente stimolato dalla vista e dal tatto. Nino aggiunge che sua moglie Marta si pentirà di esser convolata a seconde nozze, in quanto una volta morta, scoprirà che lo stemma dei Visconti, il serpente, non abbellirà il suo sepolcro così tanto come lo avrebbe abbellito il Gallo, simbolo della Gallura. E Nino pronuncia queste parole con un giusto sdegno. Nel frattempo Dante ha iniziato a tenere lo sguardo fisso verso il cielo e così Virgilio gli chiede che cosa stia fissando lassù. E Dante spiega che sta guardando tre stelle che illuminano con la loro luce l'intero polo Antartico. Così Virgilio spiega che le quattro stelle che aveva visto la mattina hanno adesso lasciato spazio a queste tre stelle. Improvvisamente Sordello tira Virgilio, invitandolo a guardare il loro avversario e indicandolo con un dito. Dante e Virgilio vedono una biscia entrare nella valletta, una biscia simile a quella che aveva tentato Eva nel paradiso terrestre. La biscia sta strisciando all'interno della valletta tra l'erba e i fiori ed è entrata dalla parte della valletta in cui non c'è la difesa degli angeli. Subito gli angeli si muovono in un modo così veloce che Dante non riesce a vedere come si sono mossi, ma vede che si sono mossi. Il serpente appena sente che le ali degli angeli stanno offendendo l'aria, fugge via. Gli angeli, una volta fuggito il serpente, tornano immediatamente a grande velocità nella loro posizione iniziale. Per tutta la durata dell'attacco, un'anima stava fissando Dante senza distogliere mai lo sguardo da lui. Si tratta dell'anima che era vicino a Nino Visconti e che era stata chiamata per nome da quest'ultimo. L'anima, dopo aver fissato a lungo Dante, gli augura di poter arrivare in cima alla montagna del Purgatorio e poi gli chiede notizie della Val di Magra, dove lui un tempo fu molto potente. Poi si presenta come Corrado Malaspina, ma specifica che non è Corrado Malaspina il vecchio, bensì un suo discendente. Dante risponde di non esser mai stato in quei luoghi, ma di aver sentito parlare della casata dei Malaspina e inizia a dire che la casata dei Malaspina si distingue per la sua liberalità, per la sua prodezza, per essere ancora l'unica a camminare sulla retta via, mentre tutto il mondo ha intrapreso un camino malvagio. Dopo queste parole, Corrado esorta Dante ad andarsene a riprendere il suo cammino e gli dice che entro 7 anni questa sua gentile e cortese opinione sulla sua casata troverà conferma, non nelle chiacchiere e nelle opinioni, ma nei fatti, a meno che il corso dei decreti divini non si arresti. Con questo concluso, ti ricordo che in descrizione puoi trovare il mio libro sul Purgatorio, sono presente anche su Instagram, iscriviti al canale e in bocca al lupo.



