Thumbnail for (Canto 5) Inferno: Riassunto | Dante Alighieri: Divina Commedia by Letteratura Italiana - Patrick Cherif

(Canto 5) Inferno: Riassunto | Dante Alighieri: Divina Commedia

Letteratura Italiana - Patrick Cherif

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[0:00]Ciao, sono Patrick Sherif e oggi vediamo il riassunto del significato letterale del quinto canto dell'Inferno. Intanto ti comunico che è uscito il mio libro dedicato all'Inferno di Dante. Per ogni canto troverai la parafrasi, il riassunto, il commento, oltre alla spiegazione dei concetti chiave fondamentali. Avrai così un quadro chiaro e completo di tutta l'opera e supererai gli ostacoli linguistici e culturali che rallentano il tuo studio. Il libro è disponibile su Amazon e in libreria, trovi il link in descrizione e nel primo commento. Usciti dal limbo, Dante e Virgilio entrano nel secondo cerchio, un cerchio meno ampio rispetto al precedente, ma contenente molto più dolore. Sulla soglia del secondo cerchio, Dante e Virgilio incontrano Minosse. Stavi Minos orribilmente e ringhia, esamina le colpe nell'intratta, giudica e manda secondo che avvinghia. Minosse è un demone orribile dall'aspetto animalesco che ringhia e svolge la funzione di giudice infernale. Ascolta, infatti, le confessioni delle anime e le invia nel cerchio a cui sono destinate e lo fa indicando tale cerchio avvolgendosi attorno al proprio corpo la sua lunga coda per un numero di volte pari al numero del cerchio in cui le anime sono condannate ad andare. Minosse si rivolge minacciosamente a Dante e lo ammonisce di non fidarsi di Virgilio, in quanto nell'Inferno è facile entrare, ma impossibile uscire. Virgilio lo zittisce dicendo che il viaggio di Dante è voluto da Dio. Superato Minosse, Dante e Virgilio entrano in un luogo buio in cui soffia una bufera infernale. Questa bufera trascina le anime dei dannati da una parte all'altra. E quando tali anime giungono a una rovina, ossia una frana che si è formata dal terremoto scaturito alla morte di Cristo, tali anime emettono lamenti, grida e bestemmie. Dante capisce che si tratta delle anime dei lussuriosi che volano in aria trascinate dalla bufera infernale. Dante vede trascinata dal vento una larga schiera di anime che assomiglia a uno stormo di stornelli. Poi vede un'altra schiera di anime che forma una lunga linea e gli ricorda le gru in volo. Virgilio indica Dante i nomi di alcuni dannati, tutti i lussuriosi morti violentemente. Tra questi indica Semiramide, Didone, Cleopatra, Elena, moglie di Menelao, Achille, Paride e Tristano, i quali volano insieme a più di mille altre anime. Dante è molto turbato a sentire tutti questi nomi e per poco non si smarrisce. Dante nota poi due anime che volano accoppiate ed esprime a Virgilio il desiderio di parlare con loro. Virgilio acconsente e Dante le chiama in modo accorato. Le due anime volano verso Dante come i colombi volano verso il nido, sono un uomo e una donna. La donna ringrazia Dante per la pietà dimostrata nei loro confronti e dice di esser di Ravenna e di essere stata legata in vita da un amore indissolubile all'uomo che ha accanto. Amor che al cor gentil ratto s'apprende, prese costui della bella persona che mi fu tolta, e il modo ancor m'offende. Amor che a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte che, come vedi, ancor non m'abbandona. Amor condusse noi ad una morte, Caina attende chi a vita ci spense. Dunque, entrambi gli amanti che sono Paolo e Francesca sono stati assassinati. Il loro assassino è atteso nella Caina, ossia in quella zona del nono cerchio dell'Inferno a cui sono destinati i traditori dei parenti. Dante è molto turbato a sentire queste parole e resta in silenzio col capo chino. Virgilio allora chiede a Dante che cos'è che lo turbi, a cosa stia pensando. Dante risponde di essere rimasto turbato dal desiderio amoroso per il quale i due amanti sono stati condannati. Poi si rivolge a Francesca, chiamandola per nome e le chiede di raccontare l'origine del loro amore. Francesca risponde che non c'è cosa più dolorosa di ricordare i tempi felici nel momento in cui si è in miseria. Tuttavia, se proprio Dante lo vuole, lei racconterà l'origine del loro amore. Francesca racconta che un giorno, insieme a Paolo, stava leggendo per divertimento un libro che parlava dell'amore di Lancillotto e della regina Ginevra. Soli eravamo e senza alcun sospetto. I due amanti, dunque, mentre leggono non sospettano che cosa sta per succedere e mentre leggono si ricercano reciprocamente con lo sguardo e impallidiscono per l'emozione. Quando poi nella lettura giungono a un passo in cui i due amanti si baciano, allora anche Paolo e Francesca si baciano, ponendo fine alla lettura del libro che aveva fatto da intermediario del loro amore. Quando leggemmo il disiato riso esser basciato da cotanto amante, questi che mai da me non fia diviso la bocca mi basciò tutto tremante. Galeotto fu il libro e chi l'ha scritto, quel giorno più non vi leggemmo avanti. Mentre Francesca parla, Paolo resta in silenzio accanto a lei e piange. Dante, a sentire il racconto di Francesca, è sopraffatto dal turbamento e sviene. E caddi come corpo morto cade. Con questo concluso, ti chiedo la cortesia di darmi un feedback su qualità audio e illuminazione, iscriviti al canale e noi ci vediamo al sesto canto, in bocca al lupo.

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