[0:02]Buongiorno a tutti, in questa lezione parleremo della formazione di Michelangelo, in particolar modo dei suoi modelli. Ma prima di partire con la trattazione, guardiamo alcune notizie biografie che ci possono aiutare nel capire l'evoluzione del suo stile. Michelangelo entra nella bottega del Girandio, sappiamo che la bottega per tutti gli artisti dell'epoca era un luogo di formazione importantissimo, imprescindibile, perché lì si imparava tutta l'arte a 360°. A partire quindi dal disegno, poi si passava ai lavori più umili, quindi al macinare i colori oppure fare le sbozzature dell'estate, mano mano con la prendere il mestiere si passava invece a compiti sempre più importanti, fino a quando poi l'artista si era formato e poteva aprire a sua volta una sua bottega. Nell'apprendistato, Michelangelo copia Giotto e Masaccio in Santa Croce e questo è un punto di partenza fondamentale, perché come vedremo tra poco, lui andrà a riprendere proprio da Giotto e da Masaccio il senso del volume che non lo abbandonerà più per tutta la vita e da qui partirà per creare il proprio linguaggio. Quindi entra nel circolo di Lorenzo il Magnifico, dove invece ha un altro tassello fondamentale della sua formazione, ovvero la filosofia neoplatonica e il confronto con gli intellettuali fiorentini più importanti dell'epoca. Poi a ridosso del 496 comincia a lavorare tra Roma e Firenze, quindi ci saranno anche qui varie fasi con opere importante, man mano che si sposta tra le due città per stabilirsi poi regolarmente nella città papale, quindi a Roma fino alla sua morte. Ed ecco che adesso cominciamo a parlare del disegno. L'abbiamo detto riguardo a molti artisti che nel 400, il disegno è fondamentale, soprattutto a Firenze. La stessa pittura a Firenze verrà intesa come disegno colorato. Questo per farci capire come il disegno sia alla base, la struttura dell'opera dell'immagine e abbiamo visto come alcuni artisti, come per esempio Botticelli, intendeva il disegno come la rappresentazione dell'idea. Questo perché nell'ottica fiorentina era presente la cultura neoplatonica, la filosofia di Marsili Ficino che intendeva fare una sintesi tra la filosofia platonica, quindi una filosofia pagana con il cristianesimo e appunto il platonismo sembrò essere la filosofia più adatta proprio per questa sintesi tra due mondi cronologicamente e culturalmente opposti. Quindi il disegno per Michelangelo è la rappresentazione dell'idea. Quindi qui già troviamo una netta differenza tra Michelangelo e Leonardo, perché abbiamo visto che invece Leonardo concepiva il disegno come uno strumento di indagine scientifica. Ed ecco che appunto Michelangelo si propone di individuare nei grandi artisti precedenti coloro che avevano utilizzato il disegno in senso volumetrico, perché Michelangelo essendo uno scultore, ovviamente era interessato in primo luogo al volume, a rendere lo spazio occupato da una figura. Ed ecco che vediamo questi studi da Giotto e da Masaccio, quindi il primo è uno studio da Giotto, la seconda immagine è l'origine e poi abbiamo il secondo studio che in questa volta è da Massaggio. Quindi come già evidenzia lo stesso Vasari nelle sue vite, il filo conduttore che unisce la grande arte fiorentina, sembra proprio essere il recupero della volumetria che era stato riintrodotto da Giotto già in epoca gotica, perché Giotto ebbe l'intuizione di andare a riprendere la tradizione romana che era una tradizione fondamentalmente basata sul mondo greco, quindi su una rappresentazione mimetica della realtà. Cosa che invece, come abbiamo visto nelle lezioni precedenti, il Medioevo aveva dimenticato per privilegiare l'aspetto simbolico, l'aspetto religioso e tutti questi elementi si erano concretizzati nel Medioevo nei famosi concetti di isocefalia, subordinazionismo, bidimensionalità e simbolizmo.
[4:26]Appunto, Giotto evita tutti questi aspetti, riprende disegno, quindi il volume che venivano fuori dalla tradizione classica greco-romana e da qui si innesta appunto Michelangelo citando anche Masaccio. Questo suo interesse per il volume si vede benissimo poi in epoca più matura, quando ormai Michelangelo è totalmente padrone dei mezzi espressivi relativi al disegno e come vediamo in questo studio per un innuto della cappella Sistina, il disegno di Michelangelo è un disegno scultore. cioè è un disegno che è concepito per essere la preparazione per una scultura. Anche se qui siamo in uno studio preparatorio per un affresco che è appunto quello della cappella Sistina, Michelangelo ovviamente non può rinnegare se stesso come scultore e anche quando è pittore allude continuamente alla scultura. infatti il suo disegno è talmente poderoso, talmente forte e volummetrico da sottendere continuamente lo sguardo dello scultore. Anche se ovviamente Michelangelo si confrontava continuamente anche con le grandi personalità della sua epoca, prima fra tutti Leonardo e infatti proprio ragionando sullo sfumato di Leonardo, Michelangelo riesce ad essere comunque estremamente personale, perché anche quando utilizza uno sfumato che si avvicina a quello Leonardo, lo fa sempre, però in senso scultorio. Ritorneremo poi su questi aspetti formali quando parleremo, appunto, delle opere della maturità. E adesso vediamo alla questione dei modelli. Quindi da una parte Michelangelo riprende la tradizione volumetrica di Giotto e Masaccio, dall'altra ovviamente, essendo un intellettuale ed essendo unumanista va a riprendere la tradizione classica. Però qui dobbiamo fare una premessa.
[6:26]Noi dobbiamo considerare che nel 400, nel 500 c'è una grande riscoperta del mondo classico, anche fisicamente delle opere classiche, come appunto il torso del Belvedere o l'opera che vedremo tra poco, però la percezione che nel rinascimento si aveva del mondo greco e romano era una percezione un po' falsata, perché oggi noi sappiamo con gli studi scientifici sulle opere d'arte che le sculture erano colorate, per cui con il passare dei secoli, ovviamente i pigmenti sulle sculture sono andati perduti e quindi quando queste oggi vengono riscoperti si immagina un mondo antico totalmente bianco, il colore del marmo e quindi tutta l'estetica, quindi tutta la scultura rinascimentale si fonda effettivamente su questo giudizio erroneo della scultura antica, per cui noi abbiamo le grandi opere di Michelangelo, degli altri scultori moderni che però in realtà sono solamente delle visioni distorte del passato.
[7:25]Tanto è vero che a riprova di questo, noi abbiamo invece una tradizione scultorea parla e bel modello.
[8:03]Il primo è il torso del belvedere che risale primo secolo avanti Cristo, quindi è un'opera che noi definiremo ellennistica, quindi un'opera non classica, ma che venne percepita all'epoca come classica, perché allo stadio attuale, noi sappiamo che l'arte greca si divide in diversi periodi. E invece all'epoca quando ancora le scoperte erano veramente esigue, si immaginava il mondo greco come un tutt'uno senza a individuare delle differenze stilistiche che invece oggi si individuano. Per cui questo torso del belvedere dà la possibilità a Michelangelo di confrontarsi con questo mondo greco e da questa opera, in particolar modo Michelangelo risulta fortemente colpito perché nonostante sia frammentaria, esprime una torsione e una forza che sarà sempre presente a Michelangelo e su questa torsione e su questa forza espressa dai muscoli in evidenza, Michelangelo costituirà tutta la sua estetica. Un'altra opera che risale presto poco lo stesso periodo è il Lago Conte, di cui noi conosciamo gli autori Aggesandro Polidore, che anche questa non è un'opera classica, ma è un'opera ellenistica. Addirittura lo stesso Winkman individuerà nell'Acone il criterio della semplicità della cuiete, eccetera, cosa che in realtà non esiste, perché se noi guardiamo l'opera attentamente troviamo, anzi esasperato l'elemento emotivo, oppure troviamo una esasperazione del movimento, tutti elementi che sicuramente non erano riconducibili alla compostezza di cui Winkler parlava. Comunque sia, rimanendo a Michelangelo, anche quest'opera, ovviamente lo colpì, proprio per questa forza che esprime, per questa torsione del corpo, per l'esasperazione dell'elemento muscolare e anche in questo caso, sono tutti gli elementi che Michelangelo riproporrà a modo suo nella propria opera. Quindi, ricapitolando, i modelli che abbiamo visto oggi sono modelli che alludono tutti quanti al recupero della volumetria, quindi Giotto e Masaccio al mondo greco e soprattutto al concetto di forza, di esasperazione del movimento, di torsione. Da un punto di vista, invece, filosofico, culturale, Michelangelo si appoggia al neoplatonismo di cui parleremo nella prossima lezione e ovviamente anche ad aspetti letterari perché non dobbiamo dimenticare che Michelangelo è anche un grande poeta.



