[0:00]Buongiorno a tutti, oggi parleremo della nascita dei comuni medievali. A partire dall'XI sec. con la rinascita dopo l'anno 1000 e l'invenzione del giogo, dell'aratro, il perfezionamento del mulino a vento e così via, molte città crescono e diventano importanti centri commerciali. C'è però un problema: all'interno delle contee, dei ducati, delle marche o delle curtis, le città restano sotto il controllo dei feudatari che vivono lontano da esse in quanto il castello solitamente è in campagna, e al quale le città devono comunque pagare tasse, prestare corvé e quindi giornate di lavoro gratuito e il servizio militare. Vi ho riportato una carta dell'Italia intorno all'anno 1000. Come vedete il tratteggio nero indica i confini dell'Impero, che arrivava fino al Ducato di Spoleto e allo Stato Pontificio. All'interno dell'Impero e quindi anche in Italia, c'erano appunto ulteriori divisioni. C'era il Regno di Lombardia, il Marchesato di Verona, la Repubblica autonoma di Venezia, il Marchesato di Toscana o della Tuscia, il Ducato di Spoleto. Ogni feudo era a sua volta suddiviso ancora. Vi ho riportato un'immagine del Marchesato di Toscana o della Tuscia. Come vedete, al suo interno c'erano diversi castelli, diverse chiese. Le città che pian piano si sviluppavano, come ad esempio la città di Firenze, non era autonoma, ma doveva appunto pagare le tasse, prestare il servizio militare e le corvée ai signori che abitavano in campagna. Guardate poi, i castelli erano tantissimi, a seconda dei vari signori, quindi dei valvassini e dei valvassori, del marchese della Tuscia. Cosa fanno dunque le città? Lottano per rendersi indipendenti e formano i comuni. Comuni erano delle associazioni di borghesi (persone che si guadagnavano da vivere con il proprio lavoro), in particolare mercanti e artigiani, che si differenziavano proprio per questo motivo dai nobili che invece non lavoravano per vivere. I borghesi si riunivano perché avevano interessi comuni, di qui il nome comuni. Se il comune vero e proprio si diffonderà soprattutto nell'Italia del Nord, i primi esempi di città libere dal potere imperiale sono nel Nord Europa. Sulle coste del Mare del Nord alcune città (Amburgo, Lubecca e Danzica) erano le più importanti e diventano un punto di riferimento per i traffici commerciali. Come vedete, queste sono le città a cui facciamo riferimento, ed erano importanti perché commerciavano con la Danimarca, con la Scandinavia, persino con la Finlandia e con le terre russe, nonché con il Regno Unito. Allo stesso modo nelle Fiandre, questa zona qua, vedete, riportata in grande, Brugge, alcune città diventano molto ricche e molto popolose. In esse, quindi, i borghesi che erano ormai ricchi e potenti, si liberano del controllo dell'imperatore e dicono: "Queste città sono autonome" e diventano libere città imperiali, cioè città autonome che si autogovernano all'interno dell'Impero. Siccome le singole città autonome erano ancora deboli nei confronti del potere imperiale, si riuniranno in un'alleanza commerciale che loro chiameranno Ansa e che da noi in Italia è conosciuta come Lega Anseatica. Se nella Germania del Nord e nelle Fiandre, le città si sviluppano soprattutto a opera dei borghesi, in Italia i comuni nascono per un'alleanza tra i borghesi e i piccoli feudatari, cioè la piccola nobiltà, piccola non per altezza, ma perché aveva poco potere. Le città diventano quindi comuni e vengono governate da consigli, cioè delle assemblee a cui partecipavano le famiglie più importanti. Questi consigli eleggono poi un console, che era un politico, che durava in carica per 6 mesi o per un anno, quindi per un tempo molto breve, e che si facevano garanti del rispetto delle decisioni e delle leggi. I comuni diventeranno autonomi e all'interno del loro territorio faranno tutto quello che di solito fa un re. Impongono le tasse, eseguono le opere pubbliche, amministrano la giustizia, arruolano le milizie e addirittura alcune grandi città arriveranno a coniare delle monete. È una grande novità, soprattutto dal punto di vista politico. Se il feudalesimo prevedeva un rapporto di sudditanza tra un uomo più potente e un uomo meno potente, quindi tra il re e l'imperatore, il suo feudatario, o tra il vassallo e il suo valvassino, il suo valvassore, all'interno dei comuni i rapporti erano tra pari. Le grandi famiglie che partecipavano ai consigli, alle assemblee, erano alla pari, non ce n'era una che aveva più potere di altre o perlomeno non ci sarà nella prima fase dei comuni. E nel Sud Italia? Nel Sud Italia i comuni non nascono e questo fondamentalmente per due motivi: vi erano meno città ricche, con una borghesia meno sviluppata e soprattutto vi era il dominio dei Normanni che era molto più forte e accentrato. Un piccolo approfondimento sul Regno dei Normanni. Questa è un'immagine di com'era l'Italia attorno al 1100. La parte violetta rappresenta i territori dell'Impero, lo Stato Pontificio e, come vedete, questo in azzurrino chiaro, è il Regno dei Normanni. I primi Normanni erano arrivati nel Sud Italia verso l'anno 1000 e inizialmente prestavano i loro servizi a pagamento, proteggevano i pellegrini o combattevano come mercenari per i diversi signori locali. Sarà nel 1059 Roberto il Guiscardo (Guiscardo è l'italianizzazione di Vissard che significava volpe e quindi l'astuto), che si fa nominare vassallo dal Papa, ottiene alcuni titoli nobiliari e comincia quindi diverse spedizioni per cacciare i Bizantini che erano ancora in Italia del Sud e soprattutto gli Arabi che fino al 1100 avevano il dominio della Sicilia. Nel giro di pochi decenni i Normanni unificheranno tutta l'Italia del Sud dando vita a questo Regno Normanno. Con la nascita dei Comuni le città cambiano completamente volto. Innanzitutto per difendersi dai pericoli vengono costituite le cinte murarie. Vi ho riportato un'immagine di Monteriggioni, un comune della Toscana molto piccolo, per farvi capire appunto come una cinta muraria cingeva tutto l'abitato originario. Naturalmente i comuni più ricchi si espandevano e quindi i borghesi iniziavano a costruire le case anche al di fuori delle mura. Quando le città crescevano venivano aggiunte altre cerchie murarie. Si chiamavano cerchie murarie perché, fondamentalmente, circondando il centro abitato, avevano la forma di un cerchio. Vedete, questo è il centro storico di Milano, in esso, seguendo anche le strade, riconosciamo tre cinte murarie, addirittura, perché Milano col tempo si era sempre più ingrandito. Come vedete questi quadratini sono le porte, ovvero gli unici posti da cui si poteva passare per entrare all'interno del comune. Le strade erano strette e tortuose, le case erano costruire in gran parte in legno. Per questo gli incendi erano frequenti. Non esiste traccia di queste case ormai in nessuno dei grandi comuni medievali, questo perché pian piano il legno è stato sostituito con la pietra, con il marmo. Questa è un'immagine di come potevano apparire i borghi medievali e le case. Le varie professioni si concentravano in un'unica via. Nella toponomastica, quindi del nome delle strade cittadine, è rimasta traccia di questa distinzione: quindi nelle grandi città Milano, Venezia, Firenze, troveremo ancora oggi via degli Orefici, via dei Calzolai, via degli Spadari e così via. Le botteghe si affacciavano sulla strada e proprio sulla strada esponevano le loro merci, generalmente sotto un porticato. Siccome lo spazio era poco, le case si sviluppavano in altezza e diventavano case torri. Bologna è la città italiana che ha conservato il maggior numero di torri, come vedete, erano veramente case sviluppate in altezza, che venivano utilizzate come magazzino, come abitazione, come fortezza nel caso di scontri con grandi famiglie dello stesso comune. Erano anche un simbolo di prestigio: più alta era la torre, più prestigiosa era la famiglia. Tanto per darvi un'idea, questo è un plastico che ci mostra come doveva apparire Bologna nel Medioevo al massimo dell'espansione del potere delle singole famiglie. Per regolare il loro lavoro, artigiani e mercanti, soprattutto, formano quelle che chiamano arti o corporazioni e che nell'Europa del Nord verranno chiamate gilde. Qua vi ho riportato alcuni dei simboli delle corporazioni tedesche.
[9:59]Riconosciamo ad esempio i pescatori, i macellai, questi sono i pittori, i muratori e così via. Quindi erano associazioni di persone che facevano lo stesso lavoro e che si accordavano stabilendo quali erano i metodi di fabbricazione, quante erano le merci da produrre, si accordavano sul prezzo di vendita in modo da non farsi concorrenza, e addirittura decidevano il numero di dipendenti da assumere e i salari, quindi gli stipendi da corrispondere ai loro dipendenti. E proprio grazie allo sviluppo della borghesia che nasce una nuova mentalità. Il mercante, infatti, non poteva essere un analfabeta e soprattutto doveva conoscere molto bene la matematica. Sarà per questo che le famiglie più ricche faranno costruire delle scuole, le prime scuole laiche della storia, dove si imparerà a scrivere, leggere e fare di conto. Fino all'epoca, quindi fino al 1100, 1200, tutte le scuole erano religiose, quindi si trovavano all'interno di una chiesa, di una cattedrale e soprattutto di un monastero. Naturalmente c'era chi faceva anche dei lavori che avevano bisogno di studi più approfonditi, pensiamo al medico, all'avvocato, al notaio. E per questo che nascono le università. Erano delle corporazioni anche queste, un po' come quelle dei muratori, dei pescatori e così via, autonome, nel senso che si autogestivano, non dipendevano né dall'imperatore, né dal comune ed era proprio un gruppo di persone che per studiare, si dava un regolamento, pagava delle tasse e creava un'università, quindi un luogo autonomo dove poter studiare in maniera approfondita. Se diamo un'occhiata alla lista delle università più antiche, non stupisce come gran parte di esse siano in Italia. Guardate addirittura Parma fondata nel 962, Bologna nel 1088, Modena e Reggio 1175 e così via. Il luogo più importante del comune, quindi della città, diventa la piazza. Esso è il centro di tutte le attività, soprattutto del mercato, che all'inizio era una serie di bancarelle mobili, un po' come il mercato che conosciamo oggi, ma che pian piano si trasformerà in un edificio apposito. Al piano superiore di questo palazzo del mercato c'erano i magazzini, mentre al piano terreno c'era il colonnato per proteggere i mercanti dagli eventi atmosferici. Vi ho riportato l'esempio più grande di mercato al coperto, questo è il Palazzo della Ragione di Padova, che era in realtà in parte tribunale e in parte mercato coperto. I porticati originariamente avevano questa funzione, infatti in tutti i comuni che hanno ancora un centro storico di origine medievale troviamo il porticato. In realtà, i porticati continuarono ad essere costruiti anche in seguito, ma questa volta non per favorire i borghesi, ma i nobili, per permettere soprattutto al sovrano di attraversare la città senza essere bagnato dalla pioggia. Vi ho riportato un'immagine dei grandi portici di Torino. Ecco, questi non hanno un'origine medievale, anzi Torino nel Medioevo non era un comune, era un villaggetto desolato. Si è sviluppata molto dopo, a partire dal 1600 e nel 1600 il portico è stato costruito proprio perché così il Re Savoia poteva attraversare tutta la città senza mai bagnarsi. Sulla piazza si trovavano i due edifici più importanti, il Palazzo Comunale da un lato, la Cattedrale dall'altro. Il Palazzo Comunale era la residenza del console e luogo dove si tenevano le assemblee, i consigli che abbiamo visto prima. La Cattedrale era la residenza del Vescovo. Vi ricordo che si chiamava Cattedrale perché qui aveva sede la cattedra, cioè il trono del Vescovo. La Cattedrale era un simbolo della città, al pari del Palazzo Comunale, e tutti gli abitanti partecipavano alla sua costruzione, facendo donazioni o prestando il loro lavoro gratuitamente. Erano costruite in stile gotico. La Cattedrale gotica più importante d'Italia è sicuramente il Duomo di Milano. Caratteristica del gotico il fatto di avere queste guglie e il fatto di tendere sempre verso l'alto, verso Dio. Per capire com'era fatta una piazza comunale, vi ho riportato uno degli esempi meglio conservati, la Piazza Comunale di Cremona. La possiamo anche visitare. Come vedete, da un lato c'è la Cattedrale, col classico rosone, sempre tipico di tutte le costruzioni gotiche. Di fianco alla Cattedrale c'era sempre il Battistero, cioè il luogo dove venivano battezzati i fedeli, e dalla parte opposta, ecco comparire il Palazzo Comunale con il classico porticato.



