[0:00]Ciao, sono Patrick Cherif, docente universitario di letteratura italiana e oggi vediamo il riassunto del significato letterale del 24º canto del Purgatorio. Prima di continuare, se trovi difficile il Purgatorio di Dante, ti comunico che è uscito il mio libro completo di parafrasi, commento, riassunto e spiegazioni di tutti i canti del Purgatorio. Si tratta di una guida chiara e schematica che ti permetterà di superare tutte le tue difficoltà legate alla Divina Commedia. Trovi il link in descrizione e nel primo commento.
[0:40]Dante e Forese camminano insieme e continuano a parlare, senza per questo rallentare il passo. E camminano come una nave spinta da un buon vento. E le anime che sembrano morte un'altra volta a causa della magrezza, guardano attraverso gli occhi infossati Dante e provano stupore per il fatto che quest'ultimo sia vivo. Dante dice a Forese che forse Stazio sta camminando più lentamente per l'amore di Virgilio dal quali appunto vorrebbe staccarsi il più tardi possibile. Poi Dante chiede a Forese dove si trovi sua sorella Piccarda. E infine lo esorta a dirgli se ci sia qualcuno degno di nota in quella cornice. Forese risponde che sua sorella, che non sa se fosse più bella o più buona, trionfa già lieta della sua corona in Paradiso. Poi Forese spiega che nel Purgatorio in quella cornice non è vietato nominare nessuno, in quanto le anime sono irriconoscibili a causa dell'aspetto stravolto dalla magrezza. E così col ditto indica un'anima, dicendo che si tratta di Bonagiunta e poi specifica che si tratta di Bonagiunta da Lucca. Poi Forese dice che quella faccia dietro Bonagiunta, più screpolata delle altre, appartiene a colui che ebbe tra le braccia la Santa Chiesa. Costui fu di tu e si purifica nella cornice col digiuno dagli anguille di Bolsena e dalla vernaccia. Forese continua nominando tante altre anime e tutte appaiono contente di essere nominate e Dante non nota in loro nessun gesto di disappunto. Dante vede così Ubaldino della Pila che sta masticando a vuoto per fame, Bonifaccio che col bastone pastorale guidò molte popolazioni e Messer Marchese degli Argugliosi che a Forlì bevette con una minor sete di quella che prova adesso in Purgatorio e che invita fu un così gran bevitore che non si sentì mai sazio. Poi Dante sofferma il suo sguardo sull'anima di Lucca, ovvero su Bonagiunta Orbiciani, il quale appare molto desideroso di parlare con Dante. Bonagiunta mormora Gentucca. E questa parola proviene dalle sue labbra che sono così colpite dal dolore della giustizia divina che così lo consuma. Dante allora invita Bonagiunta, che appare appunto così desideroso di parlargli a parlare più chiaramente, affinché sia appagato il desiderio di entrambi. Bonagiunta allora dice che è nata una donna che ancora non porta il velo maritale, che farà apprezzare a Dante la città di Bonagiunta. Poi Bonagiunta aggiunge che Dante dovrà andarsene con questa profezia e se ha qualche dubbio, saranno le cose reali, ovvero i fatti, a chiarirgli tutta la situazione. Poi Bonagiunta chiede se Dante sia colui che ha dato inizio a una nuova maniera di poetare con la canzone "Donne ch'avete intelletto d'amore". Dante allora risponde che lui è uno che quando Amore lo ispira prende nota e cerca di esprimere fedelmente con le parole ciò che Amore gli detta dentro. A queste parole Bonagiunta esclama "Oh fratello!" e dice che adesso finalmente vede il nodo che trattenne lui, il notaio, ossia Giacomo da Lentini, e Guittone al di fuori di quel dolce stil novo che lui sente. Poi Bonagiunta aggiunge che adesso finalmente vede bene come le penne degli stilnovisti seguano fedelmente ciò che Amore gli detta, a differenza delle penne degli altri poeti come lui. Infine Bonagiunta aggiunge che se qualcuno volesse andare oltre questo punto, non troverebbe nessun'altra differenza dall'uno all'altro stile. Dopo queste parole Bonagiunta, come appagato, tace. Come qualche volta gli uccelli che svernano lungo il Nilo formano nell'aria una schiera per poi, volando più velocemente, formare una fila, così le anime che erano lì, voltandosi, si allontanano affrettando il passo, veloci per la magrezza e per il desiderio di purificarsi. E come un uomo stanco di correre lascia passare avanti i compagni finché non riposa il petto affannoso, così Forese lascia passare avanti le altre anime e resta dietro di loro camminando insieme a Dante. Poi Forese chiede a Dante quando potrà rivederlo e Dante risponde che questo non lo sa, in quanto non sa quanto durerà ancora la sua vita, ma sa di certo che quando tornerà sulla terra avrà il desiderio di tornare al più presto sulla spiaggia dell'antipurgatorio. In quanto il luogo in cui vive adesso, ovvero Firenze, è un luogo che diventa giorno dopo giorno sempre più privo di ogni bene e sembra andare incontro ad una miserabile fine. Forese allora invita Dante a farsi coraggio e gli dice di vedere nel futuro che colui che è più responsabile dello scempio di Firenze viene trascinato dalla coda di un cavallo all'inferno. E la bestia ad ogni passo corre sempre più veloce, finché lo percuote, lasciandone il corpo vergognosamente sfigurato. Poi Forese alza gli occhi al cielo e dice che non passeranno molti anni prima che a Dante sia chiaro ciò che il suo parlare non può dire più chiaramente. Infine Forese invita Dante a restare indietro, in quanto il tempo è molto prezioso nel Purgatorio e lui ne perde troppo a camminare di pari passo con Dante. Come qualche volta da una schiera al galoppo esce un cavaliere per prendersi l'onore del primo scontro, così Forese si allontana da Dante, il quale resta solo insieme a coloro che sono stati due grandi maestri dell'umanità, ovvero Stazio e Virgilio. Quando Forese si è allontanato al punto che gli occhi di Dante lo seguono nello stesso modo in cui la sua mente ripensa alle parole di Forese, ovvero faticosamente, Dante si volta e gli appaiono i rami carichi e verdi di un altro albero. Sotto l'albero Dante vede una folla di anime alzare le mani e gridare qualcosa. Come i bambini desiderosi e ingenui che alzano le loro mani verso l'oggetto desiderato, pregando di averlo e il pregato non glielo concede, ma lo tiene in alto, facendoglielo vedere e accrescendo così il loro desiderio. Dopo un po' di tempo le anime disilluse si allontanano dall'albero e così i tre poeti si avvicinano a questo grande albero. Tra le fronde dell'albero una voce misteriosa invita i tre poeti a passare oltre e a non avvicinarsi. La voce poi spiega che più in alto si trova un altro albero il cui frutto fu mangiato da Eva e che questo albero deriva da quello. I tre poeti così, tenendosi stretti, vanno oltre l'albero, camminando lungo la parete del monte. Mentre cammina, Dante sente una voce che dice di ricordarsi i maledetti nati dalle nuvole, ossia i Centauri, che combatterono sazi contro Teseo. La voce prosegue dicendo di ricordarsi gli ebrei che si dimostrarono compiacenti al bere, ragion per cui Gedeone non li volle come compagni quando discese i colli contro i Madianiti. In questo modo i tre poeti procedono lungo la cornice sentendo le colpe della gola subito seguite dai tristi castighi, ovvero sentendo gli esempi di gola punita. Poi su una strada deserta i tre poeti, distanziatisi l'uno dall'altro, riflettendo in silenzio, percorrono oltre 1000 passi. Quando all'improvviso una voce gli chiede che cosa stiano pensando loro tre così soli. Dante si scuote come le bestie spaventate e pigre e alza immediatamente la testa per vedere chi stia parlando. E quando lo fa, viene abbagliato da una luce intensa, più intensa e incandescente e luminosa di quella dei metalli in una fornace. A parlare è infatti un angelo che invita i tre poeti a girare in una direzione per salire verso la beatitudine. Dante, abbagliato dalla luce, non vede niente e così si mette dietro i due maestri, ovvero Stazio e Virgilio, e cammina come un cieco che segue ciò che sente. Come l'aria di maggio, annunciatrice dell'alba, impregnata dell'odore di erba e di fiori si muove e profuma, così Dante sente in mezzo alla fronte un vento e sente muoversi l'ala dell'angelo che profuma l'aria di Ambrosia. Poi l'angelo dice che sono beati coloro nei quali splende tanta grazia, poiché in essi l'amore per la gola non ha acceso un eccessivo desiderio, avendo essi sempre e soltanto fame di giustizia. Con questo ho concluso, ti ricordo il mio libro sul Purgatorio disponibile su Amazon, trovi il link in descrizione, sono presente anche su Instagram, iscriviti al canale e in bocca al lupo.



