[0:00]Io vorrei partire dando il mio piccolo contributo che è proprio un contributo di natura filosofica e lo faccio cercando così all'inizio di dire qualcosa che può sembrare scontato, ma spero che vi accorgiate man mano che andiamo avanti che tanto scontato non è.
[0:20]Ecco, se dovessimo asciugare questo tema e andare a delle parole che poi infine sono delle parole chiave, dovremmo dire che quando parliamo della filosofia che si confronta con la teologia, il problema serio è sempre la ragione che si confronta un po' con la fede.
[0:34]Filosofia e teologia prendono queste due istanze fondamentali dell'uomo, di ciascun uomo.
[0:41]E molto spesso nel nostro sentire comune c'è una sorta di percezione di contrapposizione tra fede e ragione.lì dove c'è la ragione certamente non c'è la fede, lì dove c'è la fede certamente non c'è la ragione.
[0:53]Così non è, ovviamente, e questo è il motivo per cui anche nel magistero, in quello che in questi ultimi 20-30 anni la teologia ha prodotto, ci è stato detto in maniera molto esplicita, e questo è interessante che la Chiesa ha dovuto fare la voce forte per difendere soprattutto la ragione in rapporto alla fede,
[1:12]ci siamo accorti che la cosa più errata che noi possiamo fare è pensare che lì dove esiste un'esperienza filosofica, non c'è un'esperienza teologica, lì dove c'è un'esperienza squisitamente razionale, non c'è una un'esperienza invece di fede profonda, ma queste due realtà sono una accanto all'altra.
[1:32]Nella storia un po' della teologia, a un certo punto si è cominciato a usare questo termine, cioè che la filosofia è ancille teologie, cioè è un un rapporto di subordinazione rispetto alla teologia, fino ad arrivare a quella suggestiva immagine che Giovanni Paolo II nella Fides et Ratio scrive e dice che la fede e la ragione sono le due ali attraverso cui l'uomo si innalza nell'esperienza della verità.
[1:59]Ora, vorrei fare un passaggio rispetto a questa immagine che è già abbastanza suggestiva di Giovanni Paolo II e dire che forse è ancora troppo poco pensare la fede e la ragione come due cose una accostata all'altra, una cosa una sottomessa all'altra, peggio ancora quando noi le contrapponiamo.
[2:17]Ma dovremmo dire che la fede e la ragione sono due esperienze una dentro l'altra.
[2:22]Non dobbiamo pensarle come soltanto due esperienze distinte che possiamo accostare, ma in realtà, ed è quello che cercherò un po' di dire, l'esperienza della filosofia e l'esperienza della teologia sono un'esperienza l'una dentro l'altra.
[2:38]E questo per un motivo molto semplice: ogni uomo, anche senza l'esperienza della fede, solo per il fatto di essere uomo, si porta addosso un desiderio profondo di verità.
[2:49]Come si traduce questo poi nella vita di ciascuno di noi?
[2:52]Noi sentiamo l'esigenza di aggrappare la nostra esperienza a un senso.La verità, in fondo, è trovare un senso a quello che noi viviamo, alla nostra esperienza, a quello che incontriamo, a quello che ci capita di vivere, fino ad arrivare poi anche a pensare le cose in se stesse, alla verità delle cose in se stesse.
[3:12]Ma la ricerca della verità è ciò che fa esprimere la nostra umanità fino in fondo.
[3:18]Lì dove c'è vita umana, lì c'è sicuramente, anche se non esplicitamente, una ricerca profonda di senso e quindi una ricerca profonda di verità.
[3:29]Un'esperienza filosofica implicita che a volte non diventa sistematica, non diventa una scuola, non diventa un un pensiero ordinato, ma certamente c'è un desiderio profondo di aggrappare la nostra esperienza a un'esperienza di senso.
[3:46]E questo perché in fondo la ricerca della verità è la ricerca di un legame significativo con ciò che dà significato a tutta la vita, ciò che fa percepire la vita come qualcosa di profondamente vivo.
[4:03]Ora, questo che può sembrare qualcosa di astratto, vorrei che diventasse assolutamente qualcosa di molto concreto, perché questo tipo di riflessione noi lo facciamo nella vita soprattutto quando la vita ci costringe a farci questa domanda.
[4:18]Cioè quando noi siamo messi in una condizione tale in cui il senso non lo percepiamo.
[4:24]Nessuno di noi è consapevole che sta cercando la verità, finché la vita non lo priva di quel legame significativo con la verità.
[4:32]Pensate al dolore, quando una persona soffre, quando vive qualcosa di drammatico, si rompe dentro di lui, in maniera traumatica, un legame con il senso.
[4:42]Comincia ad interrogarsi e a domandarsi che senso ha la sua vita, qual è la verità di quello che sta vivendo, qual è la verità di se stesso, perché la propria vita dovrebbe continuare a vivere, ad esempio, quando tu hai perso qualcuno, quando non c'è più quella persona dentro la tua esistenza.
[5:00]Insomma, è la vita che in qualche maniera ci mette nella posizione di interrogarci se questa vita ha o non ha un senso, ha o non ha un significato, c'è o non c'è una verità.
[5:11]È nel Vangelo noi troviamo questa famosa pagina del Vangelo di Luca, alla fine del racconto di Luca, nei racconti della resurrezione.
[5:21]La famosa pagina a cui mi riferisco, ovviamente, già avete capito dove voglio andare a parare, che è l'esperienza dei discepoli di Emmaus.
[5:29]tutta anonima di un senso che ancora non è diventato fede, che ancora non è diventata un'esperienza teologica.
[5:36]Questi discepoli che tornano a casa, tornano a casa dopo un trauma che hanno subito.
[5:41]La morte in croce di Cristo è un trauma che loro hanno subito, un trauma che ha spaccato la loro vita, che ha spaccato la loro vita con quel legame significativo che fino a un giorno prima, a poche ore prima loro pensavano di avere.
[5:55]E discutono tra di loro su che cosa è accaduto, ma non riescono a trovare un significato alla loro esperienza.
[6:03]Allora, la presenza di Cristo non è la le la presenza di uno che immediatamente si mostra come il risorto.
[6:10]La sua non è, mettiamola così, permettetemi questo abuso.
[6:17]La sua non è subito un'esperienza teologica.
[6:20]La sua è un'esperienza profondamente umana, tant'è vero che entra a gamba tesa nella loro discussione, non dando subito una risposta, ma ponendo una domanda: di che cosa state parlando tra di voi?
[6:33]E questo è interessante, perché è come se il Vangelo volesse suggerirci che la prima maniera che noi abbiamo di incontrare un senso, la verità, cioè Dio, potremmo dire noi, poi con la categoria di fede, è attraverso una domanda seria su quello che stiamo vivendo.
[6:50]Di che cosa state parlando?
[6:53]E questi discepoli cominciano a raccontare la loro esperienza, a prendere i pezzi che sono rimasti della loro esperienza e a metterli davanti a questo straniero, a questo sconosciuto.
[7:03]Il Vangelo ci dice che a un certo punto quest'uomo parla e spiega loro il senso, il senso delle scritture, tutto quanto si riferiva a lui.
[7:15]Comincia, cioè, a prendere questi frammenti e li collega in una maniera significativa, spalancando davanti a loro un significato che a loro sfuggiva, che a loro da soli sfuggiva.
[7:28]Ecco, quando uno si domanda perché noi abbiamo bisogno della filosofia, dovremmo dire perché abbiamo bisogno di rimettere insieme i pezzi della nostra vita, perché è impossibile pensare a una vita umana senza la ricerca di qualcosa di significativo che la tenga insieme.
[7:44]La ricerca della verità, quindi, in fondo è la ricerca di un'umanità, cioè di qualcosa che umanizzi la vita, che ci faccia percepire la vita come degna di essere vissuta.
[7:57]Ma voi sapete che quel racconto non finisce lì.
[8:00]Poi c'è una sosta, entrano dentro la locanda di Emmaus, lì accade questo miracolo, questo questa questa apertura dei loro occhi, questa manifestazione del Signore, lo riconobbero nello spezzare il pane, scompare dalla loro vista, possiamo dire che si è passati quindi da una categoria filosofica a una categoria teologica.
[8:24]Capite allora che è sbagliato pensare che queste siano delle esperienze staccate l'uno dall'altra, o che siano semplicemente una in successione all'altra, ma sono sempre una dentro l'altra.
[8:37]E questo perché?Perché la domanda e la risposta non sono mai delle esperienze che noi possiamo chiudere in maniera definitiva, ma lì dove noi cerchiamo una risposta e la troviamo, quella risposta in realtà diventa provocazione a un'altra domanda, cioè un cammino che non finisce mai.
[8:54]La verità ci mette dentro un'esperienza infinita, un'esperienza infinita di senso.
[9:02]Ma se dovessimo dire come avviene questo passaggio, cioè qual è la grande differenza tra la ricerca della verità nella filosofia e la ricerca della verità nella teologia?
[9:13]Se nella filosofia noi possiamo dire che la verità è innanzitutto la manifestazione di un bisogno, il bisogno di trovare un senso, un significato, il bisogno di ritrovare qualcosa che renda di nuovo la vita degna, che renda di nuovo la vita vivibile, nella teologia, dove subentra la categoria della fede, noi ci accorgiamo che la verità non è più semplicemente un bisogno che spinge dentro il cuore dell'uomo.
[9:39]Ma quel bisogno diventa una presenza.
[9:44]Non è più semplicemente una mancanza, ma comincia a diventare una presenza.
[9:50]Allora questa ricerca comincia a diventare una ricerca abitata, non è più una ricerca, oserei dire quasi disperata, al buio, ma è un'esperienza che al buio ci fa sperimentare una presenza, qualcos'altro, qualcosa che qualitativamente è diverso.
[10:09]Ecco allora che se è vero che ciascuno di noi è guidato innanzitutto da ciò che gli manca, cioè dai nostri vuoti,
[10:17]quando noi incontriamo la teologia, incontriamo sì un pieno, ma non incontriamo un pieno che riempie il nostro vuoto, che appaga definitivamente la nostra inquietudine, ma incontriamo un pieno che fa palpitare il nostro vuoto, che fa sanguinare il nostro vuoto, che riempie il nostro vuoto di attesa.
[10:40]E ciò significa che tutta la nostra vita è la ricerca continua della verità, e a un certo punto, quando incontri la verità, cominci a vivere per questa verità che invece di fermare il tuo cammino, lo spinge in avanti in una modalità completamente diversa.
[10:57]Ecco, filosoficamente, sapete quando la verità ferma il cammino, quando la verità diventa ideologia.
[11:05]L'ideologia è fermare il cammino della verità, perché la verità viene cristallizzata in un concetto, in una forma e diventa qualcosa di morto.
[11:14]Qualcosa che dovrebbe da una parte rassicurare, ma dall'altra parte in realtà ci condanna a vivere davanti a qualcosa di morto, non più davanti a qualcosa di vivo.
[11:24]Quando la verità rimane verità, non diventa mai ideologia, ma diventa sempre vita più profonda, vita più significativa, vita che ci spinge ad andare oltre, a scavare, ad entrare in profondità.
[11:41]In questo senso tutte le volte che ci troviamo davanti alla verità, non ci troviamo mai davanti a qualcosa davanti a cui ci si abitua.
[11:50]Non è possibile abituarsi davanti alla verità, così come non è possibile abituarsi all'amore, quando l'amore rimane vero.
[11:58]Perché è vivo e perché è una presenza.
[12:02]E perché l'amore che ha la pretesa di riempire il nostro vuoto è destinato a finire.
[12:07]L'amore vero è un amore che ravviva costantemente la nostra mancanza.
[12:13]La indirizza, la orienta.
[12:16]E cosa cambia sostanzialmente?Che non siamo più disperati.
[12:19]Siamo sì in cammino, siamo sì dei cercatori di verità, ma non siamo più dei disperati, perché in quella nostra ricerca, in quel nostro vuoto comincia a palesarsi una presenza.
[12:32]Una presenza che trasfigura, cambia completamente la nostra vita.
[12:38]Ecco perché non c'è più bisogno nel racconto dei discepoli di Emmaus di vedere quello straniero, di vedere Gesù.
[12:46]Non c'è più bisogno di un'esperienza immediata, concreta.
[12:50]E questo non perché Gesù diventa meno vero da quel momento in poi.
[12:54]È talmente vero che non hai più bisogno nemmeno di vederlo per quanto è vero.
[13:00]Capite?Può sembrare paradossale, ma è esattamente questo il percorso che ci indica.
[13:05]Allora, se essendo noi degli animali simbolici, abbiamo bisogno, in fondo, costantemente di segni, abbiamo bisogno costantemente di qualcosa che ci dia forma, che dia forma al nostro cammino, al nostro percorso, man mano che tutto questo comincia a maturare dentro di noi,
[13:24]diminuiscono i segni, diminuiscono le forme, tutto diventa molto più sobrio.
[13:30]L'autentica un'autentica vita teologale non ha più bisogno di molta forma, di molti segni.
[13:40]È sobria rispetto a questo, perché?Perché non ha più bisogno, quasi in maniera isterica, di dover rappresentare, perché si trova davanti a qualcosa che è così vero che non ha più bisogno di prove, non ha più bisogno di essere difesa, di essere mostrata.
[14:01]E credo che questa sia qualcosa di assolutamente nuovo come chiamata testimoniale anche per ciascuno di noi in questo momento storico.
[14:11]Sapete, viviamo in un tempo che è il tempo in cui ci dicono che la verità non esiste.
[14:17]E dire che la verità non esiste significa far regredire la vita umana, non più a vita umana, ma semplicemente a sopravvivenza.
[14:26]Se la verità non esiste, cioè se non esiste un senso a cui aggrappare ogni frammento della nostra esperienza, noi siamo soltanto condannati a vivere piegati sui nostri bisogni, piegata piegati su su quella che è la nostra genetica, ma non c'è un di più, qualcosa di più grande che possa fondare la nostra vita.
[14:48]Se la verità, invece, esiste, allora noi abbiamo bisogno di mostrare questa verità.
[14:53]Abbiamo bisogno, cioè, di portare la testimonianza di una verità.
[14:58]Il contrario della verità è un vuoto a perdere, un vuoto che la filosofia chiama nichilismo.
[15:06]Una persona avverte un vuoto che a un certo punto, come un buco nero lo risucchia.
[15:11]Noi, invece, possiamo permetterci di avere sì quel vuoto.
[15:17]Inquietum est cor meum, dice Sant'Agostino, il mio cuore è inquieto.
[15:22]Dice, finché non riposa in te.
[15:25]Il mio cuore è inquieto, questa inquietudine diventa una benedizione, questo vuoto diventa una benedizione, quando questo vuoto incontra una presenza che fa sì che il vuoto non è più abitato dal nulla, ma è abitato da un'attesa.
[15:41]E quindi capite che la verità ci costringe a una testimonianza che è una sorta di postura esistenziale, come noi siamo posizionati davanti alle cose.
[15:52]Tu sai se una persona crede nella verità da come vive, non da quello che sa spiegare, ma da come vive.
[16:00]Se vive rivolto al nulla, tutta la sua vita è il nulla, e racconta il nulla.
[16:06]Se è rivolto a un senso, a una presenza, tutta la sua vita è testimonianza di questa presenza.
[16:13]Ma può la teologia far a meno della filosofia o la filosofia far a meno della teologia, che è un po' come dire: una risposta può far a meno della domanda e una domanda può far a meno di una risposta?No.
[16:27]È una sorta di circuito che costantemente testimonia che cosa?Che la verità non è aver trovato una risposta a una domanda, ma potersi permettere di avere una domanda, di trovare una risposta e averne un'altra ancora, cioè di giustificare la vita, perché la vita è questo, fondamentalmente è costantemente un cercare, e un riposizionarsi davanti a qualcosa di più grande che non è racchiudibile in una in una formula.
[16:57]In questo senso noi cristiani e concludo abbiamo fatto questo tipo di esperienza, ci accorgiamo che abbiamo bisogno di Cristo, prima ancora di avere la fede.
[17:10]Perché sappiamo che abbiamo bisogno di qualcosa che tenga di nuovo insieme la nostra vita in maniera significativa.
[17:17]E la scoperta della fede è la scoperta di sapere che ciò che tiene insieme la nostra vita non è un concetto, non è una visione del mondo, ma è qualcuno, è una persona, è un'esperienza, è qualcosa di vivo, di incontrabile.
[17:35]Quando tu cominci a pensare così la vita, quando tu cominci a pensare così la verità, la filosofia e la teologia non sono più semplicemente un percorso accademico o intellettuale, ma sono una relazione, sono la manifestazione di una relazione.
[17:53]E così allora che la verità attraversa la nostra vita al buio e alla luce, nella domanda e nella risposta, nella ferita e in ciò che dà significato alla ferita, nel vuoto che tende verso il nulla e nel vuoto che viene trasfigurato invece da una presenza o da un'attesa.Grazie.



