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L’integrazione europea

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[0:03]L'integrazione europea. L'integrazione europea è il graduale processo di unificazione economica, politica, giuridica degli Stati europei, iniziato dopo la Seconda Guerra Mondiale e che risponde al progetto di pervenire in futuro a uno Stato unico.

[0:24]L'Europa dei 6. Il processo di integrazione europea inizia nel 1951, quando sei paesi, Italia, Francia, Germania, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi, firmano il Trattato di Parigi, che istituisce un mercato comune del carbone e dell'acciaio, controllato da un ente sovranazionale, la CECA. Comunità europea del Carbone e dell'acciaio. La CECA è dotata di un'assemblea comune con funzioni consultive che si evolverà nel corso del tempo nell'attuale Parlamento europeo. I risultati positivi dell'accordo spingono gli stessi paesi a firmare nel 1957 i due trattati di Roma che istituiscono la CEE, Comunità Economica Europea, che ha per obiettivo un mercato unico di libero scambio e l'Euratom, Comunità Europea dell'Energia Atomica, per l'utilizzo dell'energia nucleare a scopi pacifici.

[1:31]10 anni dopo, nel 1967, gli organi esecutivi di CECA, CEE ed Euratom vengono unificati e nel 1968 entra in vigore l'Unione doganale, che abolisce i dazi doganali all'interno dei sei paesi. All'integrazione economica si accompagna il coinvolgimento politico dei cittadini dei paesi membri della Comunità. Nel 1979 per la prima volta essi si possono votare a suffragio universale diretto i membri del Parlamento Europeo, fino ad allora designati da ciascun Parlamento nazionale tra i propri componenti. Un primo allargamento.

[2:19]Intanto, ai sei paesi fondatori si aggiungono Regno Unito, Irlanda e Danimarca (1973), Grecia (1981), Spagna e Portogallo (1986).

[2:37]I trattati degli anni Novanta. Ulteriori sviluppi del processo di integrazione si hanno con la Convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen del 1990, che abolisce i controlli alle frontiere all'interno degli Stati firmatari per favorire la libera circolazione delle persone e con il Trattato di Maastricht del 1992, che sancisce la nascita dell'Unione Europea, quale entità che persegue la cooperazione tra gli Stati membri nei settori della politica estera, della sicurezza, della giustizia e degli affari interni. A Maastricht vengono poste anche le basi della futura moneta unica. È in questi anni che l'Unione si allarga a 15 stati con l'ingresso di Austria, Finlandia e Svezia, 1995. Segue la firma del Trattato di Amsterdam del 1997, che rafforza il principio democratico dell'Unione, con maggiori poteri al Parlamento europeo ed estende l'intervento comunitario in nuovi settori quali la promozione dell'occupazione. Nel 1999 con l'Unione economica e monetaria entra in vigore l'euro quale moneta unica.

[3:58]Il trattato di Nizza e l'allargamento all'Europa dell'Est. Si arriva nel 2001 alla firma del Trattato di Nizza, che attribuisce alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea lo stesso valore giuridico dei trattati, così rafforzando la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini dell'Unione. Nel 2004 entrano nell'Unione Europea Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Slovenia, Slovacchia, Cipro e Malta. Nel 2007 entrano invece Romania e Bulgaria. Sempre nel 2007 viene firmato il Trattato di Lisbona, che potenzia ulteriormente la funzione legislativa del Parlamento Europeo. Nel 2013 entra nell'Unione Europea la Croazia.

[4:57]La Brexit.

[5:01]Il 31 gennaio 2020 il Regno Unito esce dall'Unione, dando seguito alla volontà popolare che nel referendum del giugno 2016 si era espressa in tal senso con quasi il 52% dei voti, Brexit. Ad oggi l'Unione conta 27 Stati membri.

[5:25]Prospettive di allargamento. Sono candidati all'adesione Albania, Serbia, Montenegro, l'ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Turchia. Sono candidati potenziali Bosnia-Erzegovina e Kosovo.

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